Categoria: economia

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Le concessioni di distribuzione gas: breve storia di un disastro

di WALDORF (FSI Milano) Il DM 226/2011 (in attuazione dell’articolo 46-bis del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 — convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 — , a sua volta emanato in recepimento in Italia delle direttive europee sul mercato interno dell’energia nel 2000) ha fissato metodi e criteri della riforma della distribuzione del gas. La distribuzione del gas naturale è l’attività che, attraverso un sistema integrato di infrastrutture (cabine per il prelievo, impianti...

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Come il neoliberismo di Bruxelles ha distrutto il modello di welfare svedese

di  STEFFEN STIERLE La Svezia ha aderito all’UE nel 1995. La Norvegia ne è rimasta fuori. Un recente studio comparato mostra che da allora le economie di entrambi i paesi sono cresciute in egual misura, ma in Norvegia alla gente comune, con il “no” all’UE, è andata decisamente meglio. (…) Negli stati membri i principi cardine del neoliberismo europeo permeano tutti gli ambiti della vita: dalle massicce privatizzazioni, fino ai servizi pubblici, agli ospedali, alle scuole e...

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Il Sole24ore avvia la campagna di terrore autunnale

di ANDREA ZHOK (FSI Trieste) Questo articolo, che peraltro non dice niente di falso sul piano fattuale, aiuta però bene a comprendere il funzionamento odierno dei rapporti tra economia e politica. Ogni politica (NB: anche quella dei paesi che se la cavano meglio, come la Germania) deve essere sottoposta ad un costante ricatto di fronte alla possibilità di irritare i ‘mercati’. I ‘mercati’, dal canto loro, sono la nuova incarnazione della Natura, cometerremoti o meteoriti;...

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Federico Caffè: “La sfida della disoccupazione giovanile”

Alcuni atteggiamenti che hanno avuto occasione di manifestarsi, a seguito della pubblicazione delle cifre del primo elenco dei giovani alla ricerca di lavoro, non possono non destare un certo stupore. Indubbiamente i dati ora disponibili accrescono i «dettagli» delle nostre conoscenze e non sono privi di utilità. Sarebbe, peraltro, mera ipocrisia dare a intendere che la gravità del fenomeno non fosse già nota, anche nelle sue connotazioni inerenti alla rilevanza della componente femminile e alla distribuzione...

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Eurobond, è arrivato il momento: ecco perché

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) 1) Draghi torna a tuonare: «L’euro è irreversibile». Mi dispiace deludere qualcuno, ma gli architetti dell’Unione Europea l’euro non lo molleranno. Ogni apparente passo indietro nasconde una rincorsa per un balzo in avanti. Le possibili evoluzioni sono da tempo sul tavolo. 2) Su quel tavolo (quello sul quale qualcuno ancora si illude di sbattere i pugni) gli EUROBOND si trovano almeno dal 2010. Agli albori di questa interminabile “crisi” tutti...

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La proposte ‘supply-side’ eurorientate del neo governo gialloverde

di NICOLA DI CESARE (FSI Cagliari) In varie occasioni il nuovo governo giallo-verde ha dichiarato che in prima battuta vuole perseguire delle politiche economiche supply-side (rivolte al lato dell’offerta), peraltro finanziate “dal basso” con il temporalmente inevitabile aumento dell’IVA. A mio avviso ciò costituisce un errore che manifesta una incapacità di leggere la realtà economica del paese abbastanza preoccupante. La priorità per le imprese italiane non è tanto la sostenibilità dei costi fiscali in senso...

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Un’alternativa alla Google tax: pazza o nuova idea?

di CARMINE MORCIANO (FSI Bologna)   Parlando delle imposte alle multinazionali di internet e della nuova trovata, la Google tax, non entro nel merito dell’iva. In primo luogo perché non è un problema legato all’imposizione fiscale alle imprese, che agiscono da sostituti d’imposta: per chi quell’iva incasserà o se quell’iva deve essere pagata o meno conta maggiormente il rapporto di forza tra gli Stati dell’UE o tra gli Stati dell’UE e il resto del mondo....

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Apologia del debito pubblico

di STEFANO D’ANDREA DEBITO PUBBLICO: SIETE STUPIDI O SIETE STATI INDOTTRINATI (STUPIDITI)? Voi che da 30 anni credete che il problema sia il debito pubblico e non vi siete mai chiesti: a) perché il debito privato non è un problema? b) perché TV, Corriere della Sera, la Repubblica e il Sole 24 Ore non dedicano al debito privato lo stesso spazio che dedicano al debito pubblico? c) perché i Trattati europei non prevedono vincoli al debito privato e anzi lo promuovono? d) perché il debito...

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Profitti privati e socializzazione delle perdite

di JACOPO D’ALESSIO (FSI Siena) Come durante la crisi bancaria tra il 2008 e il 2011 dovuta al debito privato, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un fallimento di tipo imprenditoriale che coinvolge stavolta l’ex azienda di stato ENEL chiamata ora Servizio Nazionale Elettrico. Se accettiamo infatti il principio della concorrenza come ci viene predicato ormai da decenni, tali aziende dovrebbero semplicemente andare incontro ad un inevitabile rischio di fallimento a prescindere...

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Non chiamatelo debito

di IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze) Quando si racconta una storia, anche ai nostri figli, abbiamo un determinato modo di raccontarla. Ogni storia ha il suo modo. Il motivo sta principalmente nel fatto che vogliamo che la storia faccia riflettere su determinate cose, muova certi angoli dell’anima, lasci una determinata impressione, buona su certi aspetti, fatti o personaggi, meno su altri. Non è diverso per le storie che ci raccontano in televisione e sui giornali:...

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Sulle recenti richieste all’Italia da parte del FMI

di NICOLA DI CESARE (FSI Cagliari) In base al pensiero dei manovratori del Fondo Monetario Internazionale, mai interpellato da nessuno (e che nulla ha a che fare con l’Italia se non per il fatto che il nostro paese lo finanzia per il 3,21 % delle sue quote), al fine di risollevare la crescita del proprio PIL, l’Italia dovrebbe eliminare la quattordicesima da tutti i contratti di lavoro, eliminare la tredicesima delle pensioni, eliminare de facto...

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Vi spiego il reddito di cittadinanza

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Il reddito di cittadinanza non è altro che la “Jobseeker’s Allowance” inglese, cioè un sussidio di disoccupazione erogato agli iscritti alle liste di collocamento e che si interrompe temporaneamente in caso di rifiuto dell’offerta di lavoro e definitivamente o comunque per un lungo periodo dopo un numero dato di rifiuti (sono tre nel caso inglese, in cui vengono erogati circa 400 euro al mese a cadenza bisettimanale). Questa è la...