Categoria: filosofia dell’economia

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La pianificazione fallita del libero mercato: riscoprire Karl Polanyi

di DOMENICO CORTESE (JOSH MIRANTE) (FSI Vibo Valentia) “Il libero mercato è pianificato, è la pianificazione che non lo è”. Si tratta forse di una delle affermazioni più sintetiche ed incisive mai proferite al fine esprimere le ragioni antropologiche del danno che l’utopia del libero mercato ha provocato negli ultimi decenni. Essa si deve a Karl Polanyi, sociologo ungherese scomparso nel 1964 la cui maggiore opera, La grande trasformazione, dovrebbe essere suggerita come un vaccino...

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Brexit: il prodotto civetta è stato smascherato

di GARY NORTH (storico dell’economia e teologo) La sconfitta del “remain” il 23 giugno ha rappresentato uno dei più grandi giorni della mia vita. Ma io sono un americano. Perché dovrebbe interessarmi? Risposta: perché mi oppongo al Nuovo Ordine Mondiale da più di mezzo secolo. Ho guardato queste persone intelligenti arrivare alla fase finale del più grande prodotto civetta del XX secolo. E ora ha iniziato a disintegrarsi. Il Brexit è stata la prima fase...

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Dialettica e positivismo in Marx

Paolo Di Remigio – ARS Teramo In Italia parlare di Marx non ha un interesse solo teorico: se una presa di distanza da Marx è stato il modo in cui la sinistra di governo è passata dalla parte del suo nemico, una rilettura critica è necessaria oggi per intraprendere il percorso contrario; chi riconosce che il capitalismo e il liberismo (inteso come sua ideologia) sono nemici della razionalità e dell’umanità, responsabili di guerre mondiali e...

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La frizione feconda tra Costanzo Preve e Gianfranco La Grassa

di SIMONE GARILLI (ARS Lombardia) Preve è stato un intellettuale, nel senso nobile del termine, cioè critico sistemico del proprio tempo, che non si limita a scoperte analitiche su un tema specifico, ma costruisce un edificio originale complessivo e in qualche misura profetico, anche se il suo essere profetico non è il fine (che è invece l’analisi di qualità a supporto di un’azione politica), ma uno dei sintomi. La Grassa, invece, è un intellettuale a...

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La grandezza di Karl Marx

Gli eredi del Partito comunista italiano hanno creduto che porsi al servizio della globalizzazione liberista sia stata una scelta che non spezzava il filo di continuità con la tradizione. La loro scelta non è stata sentita come un tradimento, ma ha trovato appoggio nella base anche quando la crisi mordeva, la disoccupazione saliva e l’insicurezza diventava la condizione comune dei lavoratori. Essi potevano contare su una lunga abitudine alla fede nella storia e alla negazione...

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Utilitarismo e neoliberismo: due facce della stessa medaglia

di MARTINA CARLETTI (ARS Umbria) “Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.” (Pier Paolo...

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L'aporia dell'economia mondo capitalista: universalità della misura ed etnicità della forza lavoro

Sin dagli esordi della sua nascita, il sistema di produzione capitalistico ha articolato il perimetro della sua azione spaziale in una duplice veste ideologica: quella etnica e quella universale. L’economia-mondo capitalista ha declinato tale fondamentale contraddizione in maniera del tutto originale tramite meccanismi di adeguamento, senza che potessero mai intervenire elementi di paralisi e blocco, tali da pregiudicare il funzionamento del sistema stesso. La prima determinazione della contraddizione è storica. Per affermarsi come economia mondo, infatti,...

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Legge, diritto e istituzioni nella dialettica tra potere costituente e costituito

la tradizione degli oppressi ci insegna che “lo stato di eccezione” in cui viviamo è la regola (W.Benjamin)   In questo breve excursus del pensiero politico occidentale, che per forza di cose non può essere considerato esaustivo, ci proponiamo di esaminare il particolare legame che intercorre tra le istituzioni e popolo cercando di esplicitare l’articolazione della forma e del contenuto di tale rapporto nella prospettiva di diversi pensatori. Percependo nell’abuso della decretazione d’urgenza e nell’instaurazione...

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Lineamenti per un confronto tra pensiero politico classico e moderno

Molti stereotipi e modelli preconcetti della modernità vedono nel pensiero antico i prodromi della società e del modo di produzione capitalistico. L’ideologia liberista, che tende per sua natura ad eternizzarsi, proiettando se stessa ovunque nella storia, si trova ad assecondare tale visione. Se nella nostra prospettiva ciò è infondato, dipende principalmente da una diversa declinazione del rapporto teoria e prassi delineato da due differenti scuole di pensiero politico: la filosofia politica classica e quella moderna....

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Il giusto salario

L’art. 1 della costituzione italiana recita: “l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”; parto da questo presupposto (ovvero che a TUTTI dovrebbe essere garantito un giusto lavoro che possa far vivere ognuno serenamente) per capire quale dovrebbe essere la altrettanto “giusta” paga che ci possa mettere in una condizione abbastanza spensierata da poterci far vedere il futuro con un certo marginale ottimismo. Sappiamo che sino alla fine del 1800 la vita era davvero molto dura:...

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Appunti su Kant, federalismo e sovranità

Nel suo Per la pace perpetua del 1795 Immanuel Kant si interroga su una possibile federazione di Stati, allo scopo di raggiungere una condizione di pace perpetua. Le tesi di Kant sono spesso utilizzate dai federalisti europei per giustificare le loro posizioni. Qui si chiarirà come il pensiero di Kant sia più complesso di quel che sembri, citando direttamente alcuni suoi passi dal libello in questione, seguiti da un breve commento. «Nessuno stato indipendente (non...

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Gli insegnamenti che nulla hanno insegnato

Il testo del 1999 “Les enseignements de l’aventure européenne” di Tommaso Padoa Schioppa[1] costituisce, con lucida e profonda consapevolezza, un magnifico archetipo della settaria ideologia europeista. Sarà nostro compito in questo frangente metterne in luce le aporie e gli errori teorici dal punto di vista politico prima che economico. Niente più del processo stesso di costruzione dello Stato sovranazionale europeo, infatti, testimonia meglio l’ideologia liberista che permea così profondamente le sue strutture di governo. Quanto...