Categoria: L’Italia e il popolo italiano

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“Io adoro lo Stato”

di STEFANO D’ANDREA “Io adoro lo Stato” scrisse Santi Romano. Il verbo prescelto oggi può destar sospetto. Ma adorare sta per amare. E non è chiaro per quale ragione non ci meravigliamo se qualcuno dice di “adorare” un film o il cinema, un brano musicale, un musicista o la musica o almeno la musica classica (o sud americana o etnica, ecc.), un vino o il vino o la birra, o la storia o la libertà...

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Racconti sovranisti: “Quel 12 maggio 2012”

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Mentre i miei interlocutori si scambiavano con disinvoltura il mozzicone di quella che avevo intuito essere una canna – ne ebbi la conferma non appena il denso fumo che espiravano ostinatamente nella mia direzione mi pervase le narici – i miei pensieri divagavano solcando itinerari immaginari tra gli alveoli dei loro generosi denti rivestiti di una patina gialla tendente all’ocra. Colsi solo l’essenziale di quella conversazione, tanto ero pieno di...

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Indifferenti, Disfattisti e Piagnucolosi: davvero siamo diventati così?

di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) Ci sono due categorie di persone, che sono appena un gradino sotto a quella degli Indifferenti di cui si occupò Gramsci, e che meritano tutto il nostro disprezzo, il disprezzo di chi nel suo piccolo, non sentendosi per questo certamente un eroe, si batte per cambiare il futuro di questo Paese al quale in troppi sembrano rassegnarsi, e sono quella dei Disfattisti e quella dei Piagnucolosi. I primi sono sempre...

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Contro il Risorgimento è in atto un revisionismo spicciolo

di EDOARDO PETTI Una grande popolarità e un indiscutibile successo accompagnano da tempo la pubblicazione di libri che denunciano la realizzazione del processo risorgimentale nel Mezzogiorno come un’operazione criminale e autoritaria, coloniale e predatoria, compiuta dalle classi dirigenti sabaude e dalle truppe garibaldine per appropriarsi delle ricchezze del Regno borbonico e ridurre in una condizione servile le popolazioni meridionali. Un filone che trova alimento in un sentimento di rivalsa e vittimismo diffusi in strati significativi...

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A commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, ristoratori, professionisti intellettuali

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) A tutti i commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, ristoratori, professionisti intellettuali in ascolto. Quando avete chiesto a gran voce di ridurre le spese dello Stato (fomentati da politici di infimo livello e da collusi rappresentanti delle associazioni di categoria), illudendovi che questo smantellamento dell’apparato statale avrebbe alleggerito la pressione fiscale consentendovi di conseguire un’utilità e quando vi siete rallegrati del fatto che volessero eliminare le Province, giubilando dei tagli al pubblico...

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Lunga vita ai Battenti!

di  RICCARDO PACCOSI (FSI Bologna) Si è svolto ieri il rito settennale dei Battenti, a cui un giorno o l’altro vorrei riuscire ad assistere di persona. Penso che sia una bellissima ed emozionante espressione del Sacro, ove il felice e fertile incontro fra paganesimo e cristianesimo genera un rito che riconduce al principio vitale, originario e ancestrale, del Sangue. Nel mondo desacralizzato e uniforme del consumismo capitalista, auguro lunghissima vita a queste tradizioni che rammentano...

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Non sarà un leghismo rovesciato a salvare il Sud

di RAFFAELE NIGRO Mi lascia molto perplesso la decisione del consiglio regionale della Puglia di dare vita, a partire dal 13 febbraio del prossimo anno, a una giornata della memoria per riflettere e piangere sui morti delle guerre postunitarie. Mi chiedo anzi perché solo questi? Sono morti privilegiati? Perché non hanno votato tante altre giornate della memoria? Penso ai romani sconquassati dai barbari, ai longobardi sventrati dai franchi, a una settimana tutta federiciana, per ricordare...

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Ernesto de Martino e la frontiera meridionale

di ALESSANDRO LEOGRANDE (scrittore) Negli anni Cinquanta de Martino dedica gran parte delle sue attività alle ricerche etnologiche nel Mezzogiorno d’Italia, occupandosi inizialmente della Lucania e poi della terra del rimorso, il Salento. Il ricco materiale frutto di quelle ricerche confluisce in due importanti libri della produzione demartiniana, Sud e Magia e La terra del rimorso. Sono gli anni in cui escono i libri di Danilo Dolci e di Tommaso Fiore, Baroni e Contadini di...

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Italiani come noi: neorealismo e questione nazionale

di FRANCESCO MARANO (etnologo; Università del Salento) Come è noto, il cinema neorealista ha segnato la cultura italiana del secondo dopoguerra, nei limiti temporali che lo storico del cinema Georges Sadoul ha indicato fra il 1943 e il 1960, cioè fra Ossessione e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, spostando lo sguardo dagli interni piccolo borghesi dei film sui telefoni bianchi al plein air delle vicende contadine e sottoproletarie. La società italiana, fino...

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La nazione italiana (2a parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Un aspetto spesso tralasciato consiste nel carattere sacrale del potere politico romano: Romolo, il fondatore, è in realtà un re-sacerdote che traccia il perimetro della città con un aratro, come era consuetudine in Italia quando venivano delimitate aree sacre, e l’imperatore diventa anche la massima autorità religiosa da quando Augusto trasferisce nella propria residenza sul Palatino la sede ufficiale del pontificato, dove rimarrà per quattro secoli: il giudizio di Simone...

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L’assalto all’Unità – Propaganda anti-risorgimentale e decostruzione nazionale: una replica a Diego Fusaro

di BRUNO FARINELLI (FSI Torino) Il Risorgimento è uno svolgimento storico complesso e contraddittorio, che risulta integrale da tutti i suoi elementi antitetici, dai suoi protagonisti e dai suoi antagonisti, dalle loro lotte, dalle modificazioni reciproche che le lotte stesse determinano e anche dalla funzione delle forze passive e latenti come le grandi masse agricole, oltre, naturalmente, la funzione eminente dei rapporti internazionali. A. Gramsci, Il Risorgimento[1] La definizione di Risorgimento data da Antonio Gramsci...

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La nazione italiana (1a parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) 1. Riflettere sulla nostra identità nazionale significa in primo luogo rifarsi ai classici del pensiero italiano (da Machiavelli a Gramsci, da Bruno a Gentile, da Leopardi a Pasolini) che questa identità rivelano nella maniera più profonda e definitiva. “Il presupposto del grande pensiero italiano è che solo l’equilibrio – o meglio la perenne tensione – tra communitas e immunitas consenta la riproduzione, e il potenziamento, della vita. Quando esse si...