Categoria: L’Italia e il popolo italiano

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Lo stato di salute dell’Italia

di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l’Italia Roma; candidato Sindaco di Roma) È uscito il consueto report annuale dell’ISTAT¹, quasi 300 pagine di dati e di statistiche per raccontare lo stato di salute del Paese. L’attuale crisi, l’ennesima legata a un sistema economico [ordo]liberista tutto puntato sull’export a scapito del mercato interno e dell’interventismo statale in favore di lavoro e salari, va collocata nel quadro di in un Paese che ancora non era tornato ai livelli precedenti...

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Le radici socialiste del sovranismo costituzionale

“In ogni epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la trasmissione del passato al conformismo che è sul punto di soggiogarla” (Tesi XVIIa – A). […] Lo storicismo si accontenta di stabilire un nesso causale fra momenti diversi della storia. Ma nessuno stato di fatto è, in qualità di causa, già perciò storico. Lo diventa solo successivamente attraverso circostanze che possono essere distanti migliaia di anni da esso. Lo storico che muove da qui cessa di lasciarsi...

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La Storia del numero dei parlamentari in Italia

“L’Italia ha troppi parlamentari” è uno dei mantra più ricorrenti, ma pochi si interessano di conoscere il motivo per cui si è arrivati all’attuale numero di deputati e senatori. Cosa prevedeva la Costituzione del 1948? Leggiamo due articoli. FONTE: Quirinale ARTICOLO 56 «La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle...

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Schei finiti: inventiamoci un altro Veneto

di FEDERICO RENZI [ Un articolo simpatico. Nelle conclusioni però poco accettabile. Giusto abbandonare un paradigma usurato ma qui sembra volersi indurre a una serena rassegnazione, un po’ di contrasto alla povertà (come, se non si produce più ricchezza?). Insomma decrescita. Non bene. STEFANO ROSATI – FSI Rieti] La crisi del Veneto non è solo economica, ma morale e politica. Come notato a suo tempo da Pasolini e Fernando Camon, il Veneto è passato in pochissimi anni da...

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Errore del futurismo

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) L’esaltazione della tecnica e della velocità, il culto del nuovo, della guerra e della vita frenetica di città sono gli aspetti dell’estetica futurista certamente più noti, appariscenti e provocatori ma non i soli a rivelare l’ispirazione controtradizionale del movimento. Il padre del futurismo è l’italiano d’oltremare Filippo Tommaso Marinetti, nato nel 1876 ad Alessandria d’Egitto, dove vive fino al ’92 prima di trasferirsi a Parigi e a Milano subito dopo....

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Le riviste fiorentine di inizio Novecento (seconda parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese)   Nel 1908 Prezzolini dà vita a una nuova pubblicazione: il settimanale (in seguito diventato quindicinale) “La Voce”, che dirige fino al 1914, quando gli subentra, fino alla cessazione delle pubblicazioni avvenuta un paio di anni più tardi, il critico letterario Giuseppe De Robertis. Il titolo suggerito da Ardengo Soffici allude, come spiega il fondatore, alla “voce dell’ispirazione poetica e filosofica”; e in effetti il periodico, che diventerà a un...

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Le riviste fiorentine di inizio Novecento (prima parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Il Novecento italiano nasce a Firenze dalle pagine di alcune riviste (“Il Leonardo”, “Hermes”, “Il Regno”, “La Voce”, “Lacerba”) che reagiscono frontalmente all’ascesa della società di massa e alla pretesa positivista di ridurre l’uomo e il mondo a mero dato, numero, quantità. Lontano dall’abbracciare un ruvido materialismo o le istanze scettiche più disincantate, l’intero secolo si dibatterà tra le ambigue fluttuazioni di uno slancio vitale non definibile in termini univoci...

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La ‘Storia’ di Francesco De Sanctis (seconda parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Nel Cinquecento si allarga sempre più il solco fra lo scetticismo e il materialismo degli intellettuali (si pensi a Pomponazzi) e della borghesia da un lato e la religiosità del popolo, “meno corrotto de’ suoi letterati”, dall’altro: la borghesia in ascesa e il letterato si trovano rispecchiati nell’Orlando furioso, un poema dalla raffinatezza artistica ineguagliata ma “vuoto di valori religiosi, patriottici e morali”, poiché in Ariosto il soprannaturale è “semplice...

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La ‘Storia’ di Francesco De Sanctis (prima parte)

di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Può essere respinta la distinzione, tutto sommato sterile, fra poesia, arte e scienza; si possono non condividere qua e là singoli giudizi critici sorpassati o romanticamente pregni di enfasi e ingenuità (quelli sulla scuola siciliana e su Iacopone, per esempio, oppure la stroncatura dell’allegorismo medievale e della scolastica), ma l’essenziale ispirazione nazional-popolare della Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis giunge a noi quanto mai tempestiva in questa fase...

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Restare di sasso: elogio della provincia italiana

di ROBERTO GIRASOLI (FSI Lecce) Qualche giorno fa diverse testate nazionali hanno riportato uno stralcio di un dialogo in cui Di Maio avrebbe commesso una gaffe chiedendo ad Emiliano, Presidente della Regione Puglia, cosa stesse facendo in preparazione all’evento di “Matera – Capitale della cultura europea 2019” lasciando intendere, tra l’altro, che il Vicepresidente del Consiglio non conosca la geografia italiana. In verità molte sono le ragioni per cui il Governo necessita della Puglia, a...

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Il carattere degli Italiani

di WALTER BARBERIS Cosa sia la nazione italiana, chi sia l’italiano, se vi sia un carattere italiano sono interrogativi che forse è bene lasciare alla molta letteratura che si è esercitata sul tema. Tutt’al più, vale la pena ricordare che quando si trattò di disegnarne un profilo unitario, quando tra la fine del Settecento e il corso dell’Ottocento si avviò il gran movimento che doveva portare gli italiani all’unità politica e istituzionale, molti uomini di...

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L’apparente paradosso di un nazionalismo esterofilo e anti-italiano

di CORRADO ALVARO Non bisogna ignorare che se in quegli anni [del Ventennio, ndr] il teatro nazionale fu inconsistente, la letteratura timida e oziosa, la dittatura aveva creato un fenomeno suo, e cioè la fuga dalla realtà nazionale, movimento centrifugo proprio di tutte le dittature (…) A eccezione di non molti libri, e neppure fondamentali, gran parte di quello che si scriveva in America, Francia, Russia, Inghilterra, fu da noi tradotto, stampato, venduto, aiutando gli...