Categoria: L’Italia e il popolo italiano

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Restare di sasso: elogio della provincia italiana

di ROBERTO GIRASOLI (FSI Lecce) Qualche giorno fa diverse testate nazionali hanno riportato uno stralcio di un dialogo in cui Di Maio avrebbe commesso una gaffe chiedendo ad Emiliano, Presidente della Regione Puglia, cosa stesse facendo in preparazione all’evento di “Matera – Capitale della cultura europea 2019” lasciando intendere, tra l’altro, che il Vicepresidente del Consiglio non conosca la geografia italiana. In verità molte sono le ragioni per cui il Governo necessita della Puglia, a...

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Il carattere degli Italiani

di WALTER BARBERIS Cosa sia la nazione italiana, chi sia l’italiano, se vi sia un carattere italiano sono interrogativi che forse è bene lasciare alla molta letteratura che si è esercitata sul tema. Tutt’al più, vale la pena ricordare che quando si trattò di disegnarne un profilo unitario, quando tra la fine del Settecento e il corso dell’Ottocento si avviò il gran movimento che doveva portare gli italiani all’unità politica e istituzionale, molti uomini di...

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L’apparente paradosso di un nazionalismo esterofilo e anti-italiano

di CORRADO ALVARO Non bisogna ignorare che se in quegli anni [del Ventennio, ndr] il teatro nazionale fu inconsistente, la letteratura timida e oziosa, la dittatura aveva creato un fenomeno suo, e cioè la fuga dalla realtà nazionale, movimento centrifugo proprio di tutte le dittature (…) A eccezione di non molti libri, e neppure fondamentali, gran parte di quello che si scriveva in America, Francia, Russia, Inghilterra, fu da noi tradotto, stampato, venduto, aiutando gli...

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Avvelenata italiana: la soluzione è copiare dal nostro passato

di STEFANO D’ANDREA In Italia è accaduta una cosa assurda, qualcosa che richiama il concetto di simulacro di Baudrillard: la finta politica, la politica delle declamazioni ideologiche – quella che faceva credere ai militonti, ai simpatitonti e ai votonti che il PCI dovesse fare una rivoluzione, che in realtà il PCI non voleva fare e che l’URSS non avrebbe consentito di fare (attentato a Berlinguer in Bulgaria; consenso, documentato, del kgb al rapimento di Moro),...

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L’eredità del 10 febbraio 1947

di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Non sappiamo se il nuovo Parlamento sarà in grado di esprimere e sostenere un governo. Non sappiamo neanche se l’eventuale governo sarà in grado di incontrare l’aspettativa generale di uscire dal degrado economico e culturale a cui vent’anni di dittatura mondialista ci hanno condannato. In ogni caso le ultime elezioni hanno avuto un risultato esplicito: il ceto politico che ha rovinato l’Italia per conto del potere mondialista ha perso...

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La storia lagnosa, la storia orgogliosa e la storia vera*

di STEFANO D’ANDREA (presidente FSI) Ecco, in sintesi, la narrazione ormai dominante della storia d’Italia. Il Risorgimento fu una conquista. L’Italia liberale fu un’italietta dai mille difetti. Il fascismo fu una dittatura che instaurò un sistema politico autoritario e imperialista e che condusse il popolo italiano alla catastrofe della seconda guerra mondiale. Alcuni resistenti non erano democratici e volevano instaurare la dittatura del proletariato; inoltre, dopo la fine della guerra, una parte di essi si...

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70 anni di Costituzione: “Viva la Repubblica!”

 Il 22 dicembre 1947 veniva approvata la Costituzione della Repubblica Italiana.  La votazione finale: “Molinelli, Segretario, fa la chiama. (Segue la votazione — Quando il Presidente Terracini si reca a votare l’Assemblea sorge in piedi — Vivissimi, prolungati, generali applausi cui si associano i giornalisti delle tribune della stampa). Presidente Terracini. Dichiaro chiusa la votazione a scrutinio segreto. Invito gli onorevoli Segretari a numerare i voti. (Gli onorevoli segretari numerano i voti). Proclamo il risultato...

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“Io adoro lo Stato”

di STEFANO D’ANDREA “Io adoro lo Stato” scrisse Santi Romano. Il verbo prescelto oggi può destar sospetto. Ma adorare sta per amare. E non è chiaro per quale ragione non ci meravigliamo se qualcuno dice di “adorare” un film o il cinema, un brano musicale, un musicista o la musica o almeno la musica classica (o sud americana o etnica, ecc.), un vino o il vino o la birra, o la storia o la libertà...

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Racconti sovranisti: “Quel 12 maggio 2012”

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Mentre i miei interlocutori si scambiavano con disinvoltura il mozzicone di quella che avevo intuito essere una canna – ne ebbi la conferma non appena il denso fumo che espiravano ostinatamente nella mia direzione mi pervase le narici – i miei pensieri divagavano solcando itinerari immaginari tra gli alveoli dei loro generosi denti rivestiti di una patina gialla tendente all’ocra. Colsi solo l’essenziale di quella conversazione, tanto ero pieno di...

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Indifferenti, Disfattisti e Piagnucolosi: davvero siamo diventati così?

di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) Ci sono due categorie di persone, che sono appena un gradino sotto a quella degli Indifferenti di cui si occupò Gramsci, e che meritano tutto il nostro disprezzo, il disprezzo di chi nel suo piccolo, non sentendosi per questo certamente un eroe, si batte per cambiare il futuro di questo Paese al quale in troppi sembrano rassegnarsi, e sono quella dei Disfattisti e quella dei Piagnucolosi. I primi sono sempre...

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Contro il Risorgimento è in atto un revisionismo spicciolo

di EDOARDO PETTI Una grande popolarità e un indiscutibile successo accompagnano da tempo la pubblicazione di libri che denunciano la realizzazione del processo risorgimentale nel Mezzogiorno come un’operazione criminale e autoritaria, coloniale e predatoria, compiuta dalle classi dirigenti sabaude e dalle truppe garibaldine per appropriarsi delle ricchezze del Regno borbonico e ridurre in una condizione servile le popolazioni meridionali. Un filone che trova alimento in un sentimento di rivalsa e vittimismo diffusi in strati significativi...

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A commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, ristoratori, professionisti intellettuali

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) A tutti i commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, ristoratori, professionisti intellettuali in ascolto. Quando avete chiesto a gran voce di ridurre le spese dello Stato (fomentati da politici di infimo livello e da collusi rappresentanti delle associazioni di categoria), illudendovi che questo smantellamento dell’apparato statale avrebbe alleggerito la pressione fiscale consentendovi di conseguire un’utilità e quando vi siete rallegrati del fatto che volessero eliminare le Province, giubilando dei tagli al pubblico...