Categoria: Mediterraneo

0

Il neo-atlantismo di Fanfani e Mattei

di ANDREA RICCARDI Negli anni Cinquanta e Sessanta gli Stati Uniti di Kennedy puntano su un’Europa capace di essere uno dei due pilastri dell’Alleanza atlantica. L’Italia di Fanfani, nello scenario europeista e di fedeltà atlantica, è convinta di avere un ruolo utile all’Occidente e ai propri interessi. Le questioni del Mediterraneo hanno avuto sempre una funzione importante a questo fine. I governi italiani – pur riconoscendo l’esistenza dello Stato d’Israele e mantenendo con esso rapporti...

0

Necessità del Mediterraneo

di FRANCO CASSANO Il discorso sul Mediterraneo continua ad andare avanti. Lo fa con fatica, scivolando talvolta nella retorica, registrando passi indietro, oscillando fra la depressione e la rabbia di fronte alla cattiva infinità delle stragi e all’arroganza di uno strapotere militare che mente senza scrupoli. Continuare a parlare di Mediterraneo nonostante tutte queste battute d’arresto è difficile, e sembra che lo si possa fare solo aggrappandosi a un sogno, all’illusione di ridare centralità a...

0

I mandorli

di ALBERT CAMUS «Sapete,» diceva Napoleone a Fontanes, «che cosa ammiro di più al mondo? Che la forza sia impotente a fondare qualcosa. Vi sono soltanto due potenze al mondo: la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.» I conquistatori, come si vede, sono a volte malinconici. Bisogna pur pagare un po’ il prezzo di tanta vana gloria. Ma quel che era vero cento anni fa per la spada,...

0

Sull’altra sponda del Mediterraneo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo del nostro simpatizzante ligure Luigi Rossi.   L’attulale conflitto intestino che sta insanguinando la Libia va sotto il nome di “Seconda guerra civile libica” e convenzionalmente si fa iniziare dal maggio del 2014, quindi due anni e mezzo dopo la morte di Muhammar Gheddafi. L’odierno conflitto oppone due schieramenti principali: un governo la cui sede provvisoria si trova nella città di Tobruk, presieduto dal primo ministro Abdulah Al-Tani e...

1

Il Mediterraneo contro il nichilismo europeo

di FRANCESCO PUNGITORE (storico della filosofia) L’espressione “pensiero meridiano” compare all’inizio degli anni Cinquanta quando il filosofo franco-algerino Albert Camus evoca, nel suo libro L’uomo in rivolta, un modo di pensare capace di sintonizzarsi con la particolare attitudine dell’antico spirito greco di porre al centro della propria riflessione il rapporto originario e profondo tra l’uomo e la natura. Il pensiero del meriggio – spiega con estrema chiarezza Francesco Lesce in un capitolo della Storia del...

0

La meningite in Toscana (e perché non viene dall’Africa)

Pubblichiamo questo articolo, secondo me il migliore che circola in rete in questi giorni (e che mi ha evitato parecchie ore di studio per scrivere qualcosa di sensato). Leggetelo con attenzione. Vorrei però aggiungere che l’allarmismo causato dal tam tam mediatico è fuori luogo oltre per le ragioni chiaramente esposte qua sotto anche per un motivo molto più semplice. Come vedrete la meningite colpisce meno di 2000 persone l’anno in Italia, e ne uccide molte...

0

Il paradigma mediterraneo

di GEMINELLO PRETEROSSI (Università di Salerno) Il volume curato da Danilo Zolo e Ferhat Horchani [Mediterraneo – Un dialogo fra le due sponde, ed. Jouvence, 2005, ndr]  rappresenta un esempio efficace di ciò che può significare, al di là di ogni retorica, il dialogo tra culture, e di quanto prezioso possa essere tale approccio in una stagione di tristi riduzionismi e usi politici del concetto di civiltà sì caricaturali (soprattutto in Italia), ma non per...

3

Il compito dell’Italia nel Mediterraneo: La Pira scrive a Pio XII

di GIORGIO LA PIRA 4 maggio 1958 – IV Domenica dopo Pasqua (S. Monica!) Beatissimo Padre, permettete che io sviluppi -giova a me!- la mia meditazione sulla vocazione e missione cristiana dell’Italia oggi. Premessa: quanto Voi avete detto ai giovani: c’è la pace e bisogna edificare un mondo nuovo e migliore: un nuovo «universo delle nazioni»: un universo delle nazioni illuminato da Cristo e dalla Sua Chiesa: “quod parasti ante faciem omnium populorum, lumen ad...

8

“Non sono poveri e non scappano dalla guerra né dalla fame”

di MARCO DOZIO (ilpopulista.it) Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, conoscendo a fondo la materia, ribalta un bel gruzzolo di luoghi comuni. Spiega che chi sbarca o viene traghettato sulle nostre coste, arrivando prevalentemente dall’Africa subsahariana, per la stragrande maggioranza dei casi non è un profugo. E nemmeno un povero in fuga dalla fame. Ma un giovane maschio, spesso appartenente al ceto medio, che non scappa da guerre o persecuzioni....

3

E intanto sull’Adriatico si affaccia il wahabismo

di FULVIO SCAGLIONE Mentre la cara vecchia Europa va a caccia di quattro burkini, gli uomini che lavorano per imporre quello e molto altro a tutti i musulmani e le musulmane del mondo trovano spazio libero, nell’indifferenza quasi generale. Nei Balcani, cioè nell’immediata periferia continentale, a poche centinaia di chilometri dall’Italia, procede e si consolida l’insediamento dell’islam radicale di stampo wahabita. Un pericolo ben noto agli investigatori (nel dicembre del 2015 fu arrestato nel nostro...

12

Massimo Campanini: Cos'è il fondamentalismo islamico

Intervista a Massimo Campanini, uno dei più noti arabisti italiani, docente di Pensiero islamico e Storia dei paesi islamici all’Università di Trento. Fonte: The Post Internazionale Cominciamo dalle origini. Quando e come nasce il fondamentalismo islamico? Dal punto di vista storico il fondamentalismo-radicalismo nasce come un’estremizzazione delle tendenze riformiste della nahda (in arabo rinascita) e dell’islah (riforma), cioè il rinascimento politico e intellettuale del mondo arabo-islamico tra Ottocento e Novecento. Le prime forme di fondamentalismo nacquero tra la metà...

0

Tornare al Mediterraneo

di CATERINA RESTA (filosofo, Università di Messina) Nietzsche, da pensatore postumo e inattuale quale amava definirsi, era consapevole di parlare non per i suoi contemporanei, ma per i posteri, per coloro che avrebbero vissuto almeno due secoli dopo di lui. Per noi, dunque, da poco entrati nel XXI secolo. Nessuno con maggiore chiarezza ha saputo descrivere il nostro presente, l’ineludibile decisione che ci attende. Siamo ancora, possiamo essere ancora mediterranei, o questo mare su cui...