Categoria: grandi italiani

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Il Giuramento

di GIUSEPPE MAZZINI   Ogni iniziato nella Giovine Italia pronunzierà davanti all’iniziatore la formola di promessa seguente: Nel nome di Dio e dell’Italia, Nel nome di tutti i martiri della santa causa italiana, caduti sotto i colpi della tirannide, straniera o domestica, Pei doveri che mi legano alla terra ove Dio m’ha posto, e ai fratelli che Dio m’ha dati per l’amore, innato in ogni uomo, ai luoghi dove nacque mia madre e dove vivranno...

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L'ultimo canto dei fratelli Bandiera

Lungo la strada che all’alba del 25 luglio 1844 li portava davanti al plotone di esecuzione nel Vallone di Rovito, vicino Cosenza, Attilio Bandiera, 34 anni, e suo fratello Emilio, venticinquenne, cantavano a voce alta questi versi di Paolo Pola, musicati da Saverio Mercadante nel melodramma Caritea, regina di Spagna (1826): Aspra del militar benché la vita, al lampo dell’acciar gioia l’invita. Chi per la patria muor vissuto è assai; la fronda dell’allor non langue...

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La ragioni che spinsero Mazzini alla pubblicazione della “Giovine Italia”

  Rileggiamo le parole con cui Giuseppe Mazzini introduceva il primo numero del periodico “La Giovine Italia”, uscito nel 1832. Risaltano il richiamo all’educazione, come prima necessità per un popolo che aspira a rigenerarsi, e l’invito a non affidarsi agli elementi apicali della vecchia società, i quali intendevano cavalcare la spinta al rinnovamento e contemporaneamente adottare un paternalismo volto a raffreddare gli aneliti più vitali nel popolo. La “giovine Italia”, animata da una fede ottimistica...

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Il destino di ogni nazione è unico e irripetibile

di CARLO PISACANE Dalla prefazione ai Saggi storici-politici-militari sull’Italia (postumo, 1858) Convinto che ogni nazione ha il proprio essere, la propria coscienza, che risulta dall’indole del popolo, dalle tradizioni, dalle condizioni presenti, dalle aspirazioni ad un avvenire, e che la rivoluzione altro non è che la libera manifestazione di queste facoltà nazionali, non trasmissibili da nazione a nazione, come non lo sono fra gli uomini, intesi ripugnanza per quegli scrittori che vogliono concedere tale supremazia...

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Il patriottismo di Dante

di GIUSEPPE MAZZINI Hanno tutte le nazioni, e noi più ch’altri abbiamo, immensi scrittori, e troppi forse poeti. Ma quanti furono coloro, i quali non prostituirono l’ingegno, e la penna alla tirannide politica (perché anche la repubblica delle lettere ha i suoi dittatori)? Le corti, le sette, le scuole, le accademie, i sistemi, e i pregiudizi, che ogni secolo trascina, corruppero i più, e pochissimi furono quei grandi, che non seguitarono stendardo, se non quello...

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Il mito e la redenzione (sovranista)

In  questo momento che scrivo, le campane suonano a distesa, e annunziano l’entrata degl’Italiani a Roma. Il potere temporale crolla. E si grida il viva all’unità d’Italia. Sia gloria al Machiavelli. Francesco  De Sanctis, Roma 20 Settembre 1870 In questo post mi voglio soffermare su alcuni spunti che mi ha dato una recente lettura: La redenzione dell’Italia. Saggio sul “Principe” di Machiavelli di Maurizio Viroli, uno dei maggiori studiosi al mondo delle opere del politologo...

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Su Mazzini e l’idea di Nazione

Nel periodo in cui lo Stato nazionale non si era ancora affermato e gli imperi multietnici dominavano in vaste aree dell’Europa, il pensiero e l’azione di Giuseppe Mazzini influirono idealmente e ideologicamente sui singoli movimenti risorgimentali e dell’Italia e degli altri Paesi. Questi recepirono il messaggio mazziniano, adattandolo alle esigenze locali così come adeguarono tattiche, indirizzi ed esiti delle lotte per l’indipendenza a vari e altri fattori, sia interni sia esteri. L’equilibrio tra le Potenze,...

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Giorgio Bo, ministro delle Partecipazioni Statali

Giorgio Bo, rappresentante storico della cosiddetta “sinistra DC”, docente di diritto in varie università italiane, ministro delle partecipazioni statali in otto governi della Repubblica, figura meno rievocata di quella classe dirigente responsabile della rinascita italiana nei decenni del dopoguerra e del miracolo economico, rappresenta l’ennesimo esempio di generosità, dedizione e caparbietà profusi per l’interesse generale della nazione. La lunga voce a lui dedicata del Dizionario Biografico degli Italiani (1988) fa emergere il ruolo fondamentale svolto dal...

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Ricciotti e altri eroi dimenticati del Risorgimento (2)

Il presente articolo costituisce seguito e parte integrante del precedente “Ricciotti e altri eroi dimenticati del Risorgimento (1)” *  *  * Nicola uscì dal carcere nel marzo del 1831, quando Gregorio XVI decise di esiliarlo in Corsica. Nell’isola ebbe a che fare con soldati francesi massoni, circostanza che gli procurò, essendo lui stesso affiliato alla Massoneria dal 1820, la conoscenza del rivoluzionario Giovanni La Cecilia, carbonaro e massone, stretto collaboratore di Mazzini. Fu così che...

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Ricciotti e altri eroi dimenticati del Risorgimento (1)

  di Gianluigi Leone (ARS Lazio) Ci sono trame del secolo XIX assai poco conosciute, che nascono e si sviluppano nella provincia italiana, lontano dai centri di potere e, apparentemente, ai margini della storia. Ovunque, lungo la Penisola, si sviluppa una spinta alla mobilitazione, a “macchia di leopardo”, come se il vento portasse in sé e diffondesse come un contagio lo spirito fiero e rivoltoso che a ondate nella storia si è annidato tra le...

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Mazzini e il dovere (attuale) di moralizzare l’Italia

In questo post vorrei condividere qualche passo de “ Dei doveri dell’uomo” di Giuseppe Mazzini perché penso contenga idee e spunti che ritengo particolarmente attuali. Per approfondimenti qui il link a precedenti articoli di altri autori su AAP. Quest’opera fu scritta nel 1860 nel pieno dell’unificazione ed era rivolta agli operai italiani. Il tema del saggio verte appunto sui doveri del popolo italiano: Ogni vostro diritto non può essere frutto che di un dovere compito. Qui...

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Angeloni, patriota repubblicano

“Non già più particolarmente all’une che all’altre italiche genti io di favellare intesi in questi miei Ragionamenti, ma comprensivamente, e senza distinzione alcuna a tutti voi, Uomini d’Italia, che quantunque separati per più maniere di governi, meritissimamente pur vi tenete, e tener dovetevi per cittadini d’una stessa patria, siccome quelli che, oltre ad una meravigliosa conformità d’indole d’ingegno e di costumi, avete in comunità una medesima religione, una medesima lingua, una medesima storia politica, scientifica,...