Categoria: Bacheca

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Contro la visibilità

di STEFANO D’ANDREA Un pittore deve pensare a dipingere quadri, un docente ad insegnare, un poeta a scrivere poesie, un pensatore a pensare e scrivere. Poi le opere si diffondono, prima o dopo la morte dell’autore e l’autore acquisisce notorietà. Chi è noto oggi è anche molto “visto”. Non è facile sfuggire alle telecamere ma le immagini pubbliche possono essere ridotte se si agisce con accortezza. La visibilità è invece un’altra cosa. È l’obiettivo di chi...

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Federalismo europeo e liberalismo economico

di STEFANO D’ANDREA Per i liberali il federalismo europeo non era un fine ma un mezzo: esso era la migliore idea per ridurre al minimo l’intervento dello Stato nell’economia. Insomma il federalismo europeo era coerentemente al servizio del liberalismo economico. I liberali, perciò, hanno saputo prendere atto, a un certo punto dell’avventura europea, che lo Stato federale non ci sarebbe mai stato (Monti e Junker, per esempio) e che a limitare l’intervento dello Stato bastava...

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La crisi sarà lunghissima

di STEFANO D’ANDREA Non ci lasceranno crollare a livelli di disoccupazione del 25% come hanno consentito che accadesse in Grecia. Ci terranno a livelli di disoccupazione dell’11-12% e qualche anno ci faranno scendere anche al 9-10%. L’obiettivo che hanno le elites capitaliste-europeiste a matrice germanica è di indebolirci a poco a poco continuamente, sperando che l’Italia a un certo punto imploda. Perciò non sarà la teoria economica a salvarci ma il formarsi della volontà politica....

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Riprendersi il futuro, pazienza e perseveranza

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Chi ha votato la riforma Fornero e il pareggio di bilancio in Costituzione condannando un paese ad anni di stagnazione merita l’esilio politico perpetuo. I danni che hanno prodotto costoro sono incalcolabili e li pagheremo cari per i prossimi decenni. Cosa possiamo fare? Per iniziare è utile acquisire la consapevolezza che non esistono soluzioni rapide a una situazione che è frutto della sedimentazione e cristallizzazione trentennale di disvalori che si...

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L’euro e Maastricht: solo una moneta?

di STEFANO D’ANDREA L’euro è una politica monetaria e una politica fiscale e una politica del lavoro e una politica per la Germania e anti-italiana. Maastricht è anche una politica per i rentiers, una politica per l’aumento del commercio estero, una politica per il grande capitale finanziario e industriale, una politica contro i bravi avvocati e tutti i bravi liberi professionisti, una politica per la Fox, una politica per basse retribuzioni dei dipendenti pubblici e...

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Morte o Risorgimento?

di STEFANO D’ANDREA L’Italia e la nostra Costituzione sono morte? L’Italia è entrata in decadenza nella metà degli anni ottanta: prima era stato commesso qualche errore ma non si può dire che fosse in decadenza. Ha visto peggiorare notevolmente la classe dirigente dopo la crisi generata da tangentopoli. Ma già i politici decadenti della prima repubblica le avevano messo il cappio al collo stipulando e ratificando il trattato di Maastricht. Governata per quindici anni dal...

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Etichette, il marketing delle idee

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Se auspichi la disgregazione dell’UE sei un populista. Se parli di identità, Patria e Nazione sei un fascista. Se vuoi ripristinare le frontiere sei uno xenofobo. Se resisti agli eccessi nell’avanzamento dei diritti individuali sei un bigotto. Esprimere una posizione difforme dal mainstream sui temi esposti è un atto di coraggio. Auspicare la dissoluzione dell’Unione Europea, il ripristino del controllo sulla circolazione dei capitali, delle merci e delle persone, il...

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Difficoltà di concentrazione, salari, robotica

di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) La vicenda dei tassisti ha fornito un chiaro esempio degli effetti della concorrenza sui redditi da lavoro (autonomo e salariato). Tuttavia, sin dall’inizio, nel dibattito sono stati introdotti i temi della robotica (degli effetti del progresso tecnologico sull’occupazione) e del reddito di cittadinanza. Le politiche pro concorrenziali ultra liberali hanno prodotto, solo negli ultimi anni, la perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura di un numero gigantesco...

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Oggi spieghiamo… la concorrenza

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Quello che adesso fate in 10, da domani lo farete in 1000, investirete per migliorarvi e abbasserete i prezzi per far contento il consumatore… finché non vi sarete massacrati. Poi arriveranno le multinazionali a fare la stessa cosa alla metà del prezzo… e il consumatore passerà le sue giornate a lamentarsi con un call center… al quale risponderete voi… finché non sarete sostituiti da un tizio con l’accento indiano o...

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L’obiettivo

di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Sfidare a viso aperto un professore, un superiore, un avversario, è indice di coraggio e le persone che lo fanno meritano rispetto. Anche io che sono un po’ fumantino ho però dovuto riconoscere, col tempo, che più importante dello scontro retorico con un vecchio volpone è l’organizzazione che ci si dà per raggiungere un fine. Quale è il fine: la visibilità o la vittoria? Smettetela di parlare, debitamente ripresi con...

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Ai bimbi mal nati

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Sapete quella storiella tutta bocconiana per cui ogni neonato verrebbe al mondo con la sua bella fetta di debito PUBBLICO? State sereni bimbi… nessuno vi chiederà mai di pagarlo! In compenso vi toccherà campare rincorrendo il debito PRIVATO, pagando a vita le rate del mutuo (o più probabilmente l’affitto), del finanziamento per gli studi, per la polizza sanitaria, per l’auto (o più probabilmente la tessera del tram)… per il corso...

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Ricostruire lo Stato italiano e liberarci dei collaborazionisti

di STEFANO D’ANDREA Non rimpiango la lira. Rimpiango uno Stato che poteva fare e faceva politica monetaria (e politica fiscale, industriale, commerciale e direttamente redistributiva). Desidero lo Stato che avevamo e che le elite liberali, al servizio del grande capitale industriale e finanziario a matrice germanica, hanno distrutto. Il consenso che i cittadini comuni e gli umili lavoratori hanno dato a persone elitiste e germanofile, nonché al grande capitale, si spiega soltanto con il tradimento...