Categoria: Editoriale quotidiano

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La rivoluzione delle cripto-monete

Partendo dal concetto di moneta immaginaria, lo scrittore Giuseppe Masala, invitato dal Centro Studi sulla Costituzione e la Prima Repubblica a svolgere una relazione nel corso del seminario “Idee per ricostruire l’Italia” organizzato in collaborazione con il Fronte Sovranista Italiano e tenutosi a Padova lo scorso 17 novembre, offre un interessante punto di vista sulla differenza tra le vecchie e le nuove criptomonete: le prime erano monete pensate dai “cyber-punk”, anarchici e sovversivi, le nuove...

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L’Asse Roma-Berlino

di JACOPO D’ALESSIO (FSI Siena) La Lega è composta per almeno i 2/3 da una base che desidera emulare il modello mercantilistico tedesco. La verità è che nella attuale condizione di austerità, che impone la riduzione della spesa pubblica e cui consegue la distruzione della domanda aggregata, sono le imprese esportatrici del Lombardo-Veneto, sopravvissute a questa tremenda selezione imposta dal Capitale, che riescono a massimizzare il loro profitto grazie alla bassa inflazione imposta dalla Germania,...

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Consumatori o lavoratori

di IACOPO BIONDI BARTOLINI (FSI Firenze) Smettetela di pensarvi come consumatori. Ricominciate a pensarvi come lavoratori. Dimenticate i diritti dei consumatori e, se siete ancora capaci, cercate di ricordare quelli dei lavoratori. Per i diritti dei consumatori, non ci sono mai stati morti: vi sono stati regalati. Per quelli dei lavoratori e per la loro conquista sono state necessarie rivoluzioni e morti. Riflettete su questo e sul suo significato.

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Protestare in piazza è un diritto, ma poi ci vuole la politica

di FIORELLA SUSY FOGLI (FSI Ferrara) Vedo… Elettori delusi dal governo in carica che si iscrivono con entusiasmo alla pagina FB dei Gilet Gialli Italiani anziché realizzare che l’unica via di uscita è contribuire a far nascere e crescere partiti popolari socialdemocratici costituzionalisti, formati da una classe dirigente preparata, che abbiano come obiettivo il recesso dai trattati UE. Forse non è ancora ben chiaro che chi sta lavorando da decenni (per la verità da sempre)...

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La rivoluzione liberale del grande partito unico europeista

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Nell’ufficio in cui lavoro siamo quasi tutti precari, eccezion fatta per il personale prossimo alla quiescenza. Ovunque mi giro vedo coetanei o disoccupati o appesi a un filo e con retribuzioni miserevoli. E siamo i fortunati, in quanto lavoratori dipendenti. Chi esercita la libera professione non guadagna neanche a sufficienza da potersi pagare i contributi della cassa professionale o dell’INPS. Non c’è nulla di accidentale o di casuale in tutto...

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Due diritti della crisi e il destino di una generazione

di STEFANO D’ANDREA Dopo il 1929 il diritto della crisi fu soprattutto un diritto pubblico dell’economia e servì a rimuovere le condizioni che avevano consentito e promosso la crisi, oltre che a nazionalizzare le banche entrate in crisi, e con esse le società delle quali le banche detenevano quote e nei confronti delle quali vantavano crediti insoddisfatti. Oggi il diritto della crisi non rimuove le condizioni che hanno consentito e promosso la crisi, non nazionalizza...

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Quando tutto sembra perduto bisogna ricominciare dall’inizio

di SERGIO BRUNI (FSI Viterbo) – C’è la Pontina da rifare interamente a otto corsie e senza incroci a raso. È pericolosissima la gente ci muore! Abbiamo studi di ingegneria, geologia? – Si certo, tra i migliori al mondo! – Bene, abbiamo imprese in grado di realizzare il progetto? – Come no! Certo che sì. Tra le più avanzate, lavorano in tutto il mondo. – Bene, abbiamo manodopera a sufficienza? – Altro che! Migliaia e...

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Noi adoriamo lo Stato

di STEFANO D’ANDREA Senza lo Stato non saremmo nulla. Quando ascolto colleghi, docenti universitari, dire che vorrebbero abolire gli Stati o, cosa appena un po’ meno insensata, che lo Stato deve essere al nostro servizio e non il contrario, mi cadono le braccia. Senza lo Stato non saremmo nulla e comunque non saremmo ciò che siamo. Lo Stato è la scuola che ci ha accompagnato dai sei anni, o da tre, fino ai ventiquattro o...

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Avanguardia e rivoluzione

di STEFANO D’ANDREA  È  avanguardia chi assume posizioni che per i più sono incomprensibili, fastidiose, ridicole, eccentriche, estremiste, fuori dal tempo, fanatiche, sospette, insopportabili, e poi, restando seduto per anni sotto l’albero dove ha elaborato le sue idee, vede ogni anno e poi ogni mese e infine ogni settimana e ogni giorno una rilevante parte della collettività nazionale avvicinarsi all’albero e alle idee, provare per esse meno fastidio o sopportarle, lasciar cadere i sospetti e scoprire...

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Se vostro figlio deve espatriare per lavorare

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Tra amici e conoscenti rilevo un numero crescente di giovani espatriati per ragioni di lavoro. In molti casi si tratta di figli di amici che hanno trovato opportunità di impiego in Inghilterra o in Germania subito dopo la formazione accademica o nell’ambito della stessa e che non tornerebbero in Italia perché non avrebbero oggi alcuna speranza di trovare altrettanta gratificazione. L’emigrazione di necessità, dal punto di vista del decisore pubblico...

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Gli eco-colpevoli

di ANDREA ZHOK (FSI Trieste) In Francia da giorni va in scena una delle sempre più frequenti incarnazioni dello spirito dei tempi (abituatevi, è appena cominciata). Il governo e il presidente francese Emmanuel Macron hanno deciso di andarci giù duri contro la “racaille”, come la definiva il suo predecessore Sarkozy, la plebaglia che si oppone alla “tassa ecologica”. E vivaddio, quanto bruto e analfabeta funzionale devi essere per opporti ad una cosa proverbialmente buona come...

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Neoliberismo e psicosi di massa

di MOHAMED NIANG (FSI Bergamo) La verità è che non basterà uscire dall’euro e dall’Unione europea per ritornare alla normalità. La verità è che bisogna liberarsi del neoliberalismo in tutte le sue forme: economiche, politiche, sociologiche, filosofiche e psicologiche. Viviamo in una società in cui l’individuo è convinto che l’unico fine da perseguire è il proprio interesse individuale. Questo è dovuto dalla mutazione antropologica che il sistema neoliberale ha prodotto nel mondo. Questo sistema ha...