M5S: totalitarismo non autoritario e antiparlamentarismo

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12 risposte

  1. Brauronios ha detto:

    Sui princìpi base della tua linea politica, sia chiaro, non si può se non consentire. Recupero della sovranità politico-economica e smantellamento del sistema euro sono due punti irrinunciabili.
    Ma sul tuo buonsenso politico, cioè sulla tua capacità di analisi e di scelte ragionate rispetto al presente, è lecito avanzare qualche dubbio. Quando ricordavi severamente a tutti che è folle dividersi in una battaglia che ci riguarda in tanti, per poi ritrovarsi solo in quattro e dunque ridotti all'impotenza, ragionavi meglio. Non sarrebe, per caso, il momento di fare lo stesso?
    La questione, s'intende, non riguarda oggi la lista Tsipras. Che, seppure arriva a prendere corpo, può fare solo danni. In merito Giannuli ha detto tutto, con argomentazioni ineccepibili.
    La questione riguarda il Movimento 5Stelle. Si tratta di una realtà politica che in molti, pur ben intenzionati, provoca una sorta di rigetto: una reazione di rifiuto un po' viscerale, irriflessa, direi pre-razionale se non irrazionale; giacché non se ne colgono le motivazioni genuine. Che attengono, spesso se non sempre, a una modalità di azione e comunicazione assai diversa da quella a cui eravamo abituati ed elettivamente orientati. Ma questo è oggettivamente un torto? E soprattutto ci rendiamo conto che, a dispetto di quanti ancora insistono a storcere il naso, Grillo ha creato in pochi anni una robusta forza di opposizione laddove c'era solo il deserto? Ci rendiamo conto che senza di questa, senza i 5Stelle, oggi staremmo molto peggio di quanto già stiamo?

    Rimane, certo, un nodo colossale. È la cosiddetta AMBIGUITÀ di Grillo. Ma siamo sicuri di averla decifrata adeguatamente? Cioè siamo sicuri che dipenda da irresolutezza, o indifferenza, o difetto di lucidità sui punti decisivi: come dire sovranità e lotta all'euro? Io non ne sarei così sicuro. Credo che la condanna, male apposta, discenda dal rifiuto irriflesso e pregiudiziale di cui parlavo prima. E dalla sostanziale incapacità di riconoscere che quella presunta ambiguità corrisponde forse a un gradualismo tattico. Non bisogna lasciarsi fuorviare da quella "felice" ambiguità. Dove in realtà vada a parare l'azione politica di Grillo, non mi sembra poi tanto un enigma. Ha di mira i due punti cruciali: sovranità e lotta all'euro. Sul primo basta leggere anche solo quanto di recente ha scritto Di Battista (http://gek60.altervista.org/2014/02/articolo-1-della-costituzione-la-sovranita-appartiene-al-popolo-alessandro-di-battista/). Sul secondo chi imputa a Grillo il torto di non avere ancora una posizione ben precisa dovrebbe poi spiegare perché mai il libro di Becchi, "Nuovi Scritti Corsari", è tutto incentrato sula lotta all'euro.

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Sono per la costituzione di un fronte sovranista. Per ora, però il Fronte sovranista non esiste. Non ne fa parte Tsipras non ne fa parte la Lega non ne fa parte il M5S. Ci sono alcuni piccoli gruppi che stanno cercando di crescere e di organizzarsi.

    Perciò credo che si debba lavorare alla costituzione di frazioni della futura alleanza sovranista. Io lo faccio per l'ARS.

    Se il M5S fosse a tutti gli effetti un movimento sovranista, non soltanto lo si potrebbe votare in attesa di altro ma si potrebbe persino praticare l'entrismo. Ma non lo è. E questa è una verità che va detta.

    Mentre nelle elezioni nazionali un voto al M5S poteva avere una strumentalità strategica rispetto a qualche fine, come per esempio mostrare che gli altri erano un partito unico e si sarebbero alleati, a mio avviso,  come ho argomentato in un recente articolo, non esiste alcuna ragione per andare a votare alle elezioni europee (per andare a votare tout court, non per andare a votare questo o quel partito). Mi sembra, dunque , l'occasione migliore per mostrare un carattere mostruoso del M5S: su posizioni politiche decisive, che riguardano la futura politica estera, quindi militare, economica, industriale, commerciale i militanti assumono scientemente, chiaramente, volontariamente, una pluralità di posizioni (fino ad ora si va dal signoraggio, al no euro, al modifichiamo i trattati). Queste posizioni vengono sondate, espresse, riespresse, rimangiate (Di battista non ha dichiarato ciò che in un colloquio privato ha dichiarato al nostro socio Andrea Franceschelli) ma non si apre mai una discussione in senso classico, né si prende una decisione, con la piattaforma, se lo credono possibile, o in un assemblea. Insomma, questa è una materia nella quale, in un partito o movimento serio, chi la pensa diversamente deve tacere e assumere la posizione ufficiale. Invece, siamo in presenza di una presa per i fondelli gigantesca: votateci, poi decidiamo quale posizione assumere! Nessuna persona seria dovrebbe accettare una simile posizione furba, ambigua, paracula, da marketing politico. Tutti dobbiamo muovere dal presupposto che un unionista e un sovranista non possono stare in un medesimo partito. Sono nemici. Se stanno nel medesimo partito ci stanno perché quel partito è qualcosa di strano, che vuole dentro di sé tutte le idee e posizioni (totalitarismo non autoritario), perché poi le decide la piattaforma, che si sostituisce al parlamento (è il famoso 100% che vorrebbe grillo). E la gente abbocca, come se abbocca, persino se si tratta di votare ad elezioni insignificanti e anzi foglia di fico del mostro e persino se il M5S dichiara di voler cambiare i trattati quando non può cambiarli.

    Credo che il piccolo arcipelago del fronte sovranista su questa valutazione del M5S (e della lega) dovrebbe essere unitissimo. Constato però che non è così. Ci sono alcuni che si fanno prendere per i fondelli dalla lega e ci sono altri che si fanno prendere per i fondelli dal M5S.

    Senza prima purificare l'immaginario individuale non saremo mai bravi patrioti e sovranisti. E la purificazione deve avvenire sia nei confronti dell'immaginario mainstream, sia nei confronti dell'immaginario creato da Grillo e Casaleggio (deputati pentastellati che "lottano", che "hanno coraggio", che "le cantano ai potenti"; movimento che su temi fondamentali può dire cose contrastanti senza essere disprezzato dagli elettori; "uno vale uno", ossia rinuncia a formare una classe dirigente).

  3. sollevazione ha detto:

    Prendo atto con estrema soddisfazione che Stefano D'Andrea, e spero tutta Ars, siano d'accordo a costituire un "fronte dei sovranisti". Fino a ieri Stefano derideva i nostri appelli all'unità dei sovranisti, sostenendo che parlare di unità era prematuro e velleitario, ecc.

    Noi precisiamo che siamo per un'alleanza dei sovranisti democratici e costituzionalisti. Non di tutti i sovranisti a prescindere.

    Detto questo mi pare che in questo positivo passaggio Stefano si porti ancora appresso un approccio di tipo settario e formalistico.

    Non c'è dubbio che la Lista Tsipras è, detto fuori dai denti, una "lisua civetta", utile al regime eurista per riportare all'ovile il malcontento generale che cova a sinistra. Dubito che l'approccio duro schimittiano "amico-nemico" che propone verso i sinistrati col mal di pancia aiuti i sovranisti democratici e abbia efficacia. 

    Ma qui la questione non è la lists tsiporas bensì il M5S. Grasso che cola se la listas Tsipras suoera la soglia di sbarramento del 4%. Mentre M5S rischia di vincere le elezioni con una linea che, per quanto oscillante, tutto il fronte nemico poresenta e considera anti-euro (di tante nostre finezze concettuali  le masse se ne sbattono). Se i media di regime come hanno già iniziati a fare, presenteranno M5S come antieuropeista, i cittadini che voteranno M5S daranno un voto anti-Ue e anti-euro, punto.

    La lista Tsipras conta come il due di briscola. Stesso dicasi di quel che prenderà Syriza in Grecia. Tutto il mondo guarderà a quanti voti prenderanno gli anti-euro e quanti ne entreranno a Strasburgo. Volendo semplificare brutalmente: se Grillo in Italia e  la Le Pen in Franci arrivano primi, il segnale sarà potentissimo, e avremo dato una botta letale al fronte eurista.

    Un atteggiamenrto settario e purista in questo contesto sarebbe un suicidio. Dobbiamo invece, in un modo o in un altro, qui in Italia, contribuire a portare il colpo più forte possibile al regime eurocratico.

    Moreno Pasquinelli

    • stefano.dandrea ha detto:

      Moreno,

      la nostra posizione non è assolutamente mutata. Noi considereremmo noi stessi degli ingenui farfalloni se credessimo che il fronte si costituisce unendo 30 movimentini di 20 persone., movimentni in gran parte virtuali. E consideriamo ingenuo e farfallone chiunque voglia praticare questa strada che noi rifiutiamo. Il nostro progetto sta scritto fin da principio (Il Progetto). Ci si allea con tutti coloro che si riconoscono nella Costituzione ma si alleano soggetti esistenti e non soggetti virtuali. Finché non ci consideriamo esistenti, ossia capaci di compiere un'azione nazionale come ARS, e quindi esistenti come soggetto politico nazionale, sia pure piccolo, non abbiamo la presunzione di proporre alleanze a nessuno. E consideriamo presuntuose le associazioni che siano incapaci di compiere un'azione politica nazionale e quindi non esistano come soggetti politici nazionali e tuttavia vorrebbero allearsi con altri, considerando se stesse erroneamente esistenti nella realtà.

      Voi pensate a costituire la vostra frazione e arrivate a 1000-2000 militanti, che poi l'alleanza si fa in 48 ore. Noi stiamo cercando di costituire la nostra.

      Moreno, il tuo proposito lo hanno milioni di cittadini. Noi ci siamo posti un diverso e più nobile obettivo: costituire una frazione della futura alleanza sovranista. E prendiamo atto che il M5S oggi non è una frazione del fronte sovranista. Il M5S non ha certo bisogno dei nostri 250 voti né dei vostri 250. Mi sembra che il tuo modo di ragionare sia privo di solide basi realistiche: sia quando vuoi costituire già il fronte, prima di aver dato vita a una frazione solida e sufficientemente consistente; sia quando inserisci le nostre piccole associazioni nel contesto politico reale occupato dal M5S .

      Se il M5S farà la svolta sovranista e si doterà di una organizzazione democratica e seria, entreremo nel M5S. In mancanza della prima condizione restiamo su posizioni avverse. In presenza della prima ma non della seconda, potremo essere soltanto alleati, sempre che noi si sia riusciti a costruire qualche cosa. Fino ad allora l'ARS e il M5S sono oggettivamente su due poani differenti. Milioni di voti e reale esistenza nella vita politica della nazione, da un lato; e una piccola associazione che persegue un suo progetto di crescita, dall'altro. Sarebbe bene che prendessi atto che MPL al più si trova nella condizione dell'ARS, se non addirittura più indietro.

       

  4. AdrianOttaviani ha detto:

    Come diceva il film : "Ci vorrebbe un colpo d'ala", ma il vostro dibattito si è incagliato sull'esistente , nella questione appoggiare o no il M5S.
    Entrambi in fondo convenite sulla vostra minorità ma uno ne deduce che essendo insignificanti bisogna aiutare chi può farcela e l'altro conclude che essendo ininfluenti tanto vale mantenersi puri per il futuro. 
    Ma come diceva Bloch la rivoluzione consiste nel far venire ad esistere  il non-ancora-esistente ed in questo senso entrambe le vostre posizioni mi sembrano deboli, a mio modesto avviso bisognerebbe smetterla di fare troppi calcoli e buttarsi nella mischia con la nostra identità unendo quanto prima i nostri  movimenti.
    Tanto per fare un esempio recente, Il movimento del 9 dicembre non si è messo a fare calcoli delle probabilità di avere successo ma ha avuto la pretesa , invero un po' folle, di rappresentare il giusto, direi anche la "verità", e come farebbe un ragazzo si è buttato nella mischia scalciando come un mulo.
    Certo, il movimento del 9 dicembre è praticamente morto come muore presto un fuoco fatto solo di frasche leggere, bisognava aggiungere subito legna solida , legna forte che continuasse a bruciare nel tempo e loro non l'avevano.
    Ma noi sì , noi abbiamo persone , come Pasquinelli e D'Andrea e tanti altri, di grosso spessore che non hanno solo da dire "mandiamoli a casa" ma hanno da dare significati e spiegazioni e sopratutto proposte di soluzioni.
    Ha ragione d'Andrea non saranno i nostri 250 voti a fare la differenza, ma a parere mio quello che farebbe la differenza sarebbe il nascere di una forza politica conscia della propria missione d'epoca , quella di portare a livello di coscienza sociale la grande truffa europea del neoliberismo globalizzato mascherato da nobile cosmopolitismo .
    Siamo ininfluenti, ok, e allora dobbiamo diventare influenti.

     

  5. stefano.dandrea ha detto:

    Adriano,

    io sono (quasi) completamente d'accordo con te. E' quello che stiamo cercando di fare. Infatti, tutto il resto non mi interessa. Per me una frazione sovranista verrà un giorno dal M5S. Perciò abbiamo rapporti con essi. Ne incontriamo parecchi di sovranisti del M5S e non pochi sono validi. Sono loro che ci interessano del M5S, non il resto.

    Nego soltanto che i movimenti debbano unirsi subito. Non ne vedo la ragione. Poi quando si stacca la frazione sovranista del M5S procedi a una nuova ricontrattazione? E comunque è una scelta contraria al nostro progetto, almeno fino al giugno 2015. La missione storica non si fa con sommatorie di uomini, si adempie se crei il soggetto collettivo. Il modo in cui si crea il soggetto, le forme organizzative sono (quasi) tutto. Noi stiamo lavorando benissimo, in considerazione degli obiettivi che ci siamo prefissi. Venerdì sera a Perugia c'erano 14 persone che in gran parte non conoscevamo. Ben presto creeremo una bella sezione. Ieri l'iniziativa di Frosinone è andata bene e abbiamo due valide persone che stanno per associarsi ad una sezione che già conta quattro iscritti. Il 15 verremo a Reti, conoscerai Stefano, che conta di associare almeno due persone di Rieti. Assieme a Stefano farete un bel gruppo. Il 22 saremo a Parma dove c'è un gruppo formidabile di ex leghisti (che io, a sentirli parlare, avrei scambiato per ex comunisti) dal quale potranno imparare molto gli altri soci dell'emilia romagna. Se MPL non vuole svolgere il lavoro che stiamo svolgendo noi, perché dovremmo costringerli? O perché loro dovrebbero costringerci a fare ciò che vogliono fare loro, tipo appoggiare la campagna del M5S? perché dovremmo perdere tempo a creare una nuova organizzazione e nuovi scopi e a discutere? E perché contrattare più volte il CLN e non alla fine, una sola volta, tra spggetti che abbiano dimostrato di valere e che non si siano dimostrati velleitari? Noi stiamo lavorando con profitto. Mi auguro anche MPL. Se loro sono scontenti è giusto che mutino qualche cosa ma se noi siamo contenti perché dovremmo modificare il piano che avevamo e che stiamo perfettamente realizzando?

    Nella situazione in cui siamo, non si può sbagliare un colpo. L'entusiasmo deve crescere. Poi raggiunto l'obiettivo della prima fase del progetto, ossia aggregare la massa critica di persone necessaria a compiere un'azione politica nazionale, la compiremo esattamente come ha tentato di fare il Movimento 9 dicembre, ma molto molto meglio. A quel punto avremo conquistato la visibilità nazionale e ci guarderemo attorno. Se, come speriamo, ci saranno un altro paio di frazioni che avranno ottenuto risultati come i nostri, allora in 48 ore ci alleeremo. Se non ci saranno, se ci saranno soltanto gruppuscoli, scissionisti cronici, movimenti virtuali, allora inviteremo tutti a seguirci disciplinatamente.

    Noi dell'ARS abbiamo un progetto. Lavoriamo almeno in quindici per otto ore al giorno per eseguire quel progetto. Se il progetto fosse stato un altro non ci saremmo impegnati. Non potete chiederci ogni volta di accelerare e di modificare il progetto. Anche perché in base a quale esperienza storica lo dite? In base a quale considerazione strategica? In base a quale conoscenza degli altri gruppetti che si unirebbero nell'immediato? Ciò che abbiamo costruito è frutto dell'esecuzione del progetto che deve proseguire.

    Sarebbe assurdo il contrario. Il processo di selezione è necessario. Ci sono persone che ruotano intorno nella cerchia sovranista che hanno già cambiato 4 o 5 gruppi. Queste persone devono essere paralizzate: sono votate alla scissione, al litigio, sono squilibrate. Noi non abbiamo nemmeno uno squilibrato. Significherà qualche cosa o no? La nostra idea è che il Fronte si fa con tre o quattro frazioni da 1000-2000 persone. Noi arriveremo a costruire la nostra frazione. Gli altri pensino a costruire la loro.

  6. gios ha detto:

    Certo il M5S potrebbe collocarsi "dalla parte del nemico", l'atteggiamento ondivago di Grillo ne rafforza il sospetto, anche l'attuale campagna mediatica contro il M5S potrebbe essere solo un'abile mossa per sviare i sospetti. Ma anche il trio Borghi, Bagnai e Rinaldi potrebbe essere "dalla parte del nemico" vista la loro vicinanza a una forza del sistema come la Lega, un modo per far rientrare il dissenso, e pure MPL e ARS potrebbero essere "dalla parte del nemico" visto che non volendosi unire alimentano la frammentazione, e persino io potrei essere "dalla parte del nemico" magari sono un Troll pagato dal PD … ma allora sapete che vi dico:  
    http://www.youtube.com/watch?v=03ktTE9Natk

  7. stefano.dandrea ha detto:

    La vostra aggressività mostra intanto che per ora non siete amici.

    Il problema sta proprio qua: che occorre la massima apertura possibile, a chiunque reputi che valga la pena combattere per liberare Repubblica dall'Unione europea e dalla soggezione al globalismo.

    Ma coloro che non ammettono chiaramente la comunanza del fine (combattere per liberare Repubblica dall'Unione europea e dalla soggezione al globalismo) non sono potenziali alleati. Bisogna convincerli a venire dalla nstra parte; non bisogna votarli.

    Per quanto mi riguarda, Bagnai e coloro che lo seguono sono alleati ma mi risulta che Bagnai non voglia costituire o concorrere a costituire un soggetto politico. Quindi che lo citiamo a fare? Non c'è Bagnai, sotto il profilo poliltico. Ci sono un paio di centinaia di sovranisti formati particolarmente da Bagnai. Poi c'è un numero più grande di persone formate anche da Bagnai.

    Rinaldi non so se abbia un seguito suo. I "Borghiani" non li conosco.

    MPL può dar vita a una formazione alleata. Ma deve dimostrare di riuscirci. Altrimenti di cosa parliamo? di un'alleanza virtuale e di astratta strategia? Non siamo più bambini da molto tempo. Siamo uomini.

    Dal M5S credo che nassceranno frazioni di dissidenti. Una parte saranno sovranisti.

    La Lega, con il federalismo, le offese alla bandiera, il sostanziale europeismo e la germanofilia, ha condotto un attacco notevole alla Repubblica. Non credo che ci si debba alleare con essa qualunque posizione assuma. Invece, gli ex leghisti che stanno approdando al sovranismo ci interessano.

    La morte definitiva, diciamo accertata, della sinistra radicale potrebbe liberare dalla zavorra un paio di cenitinaia di sovranisti socialisti bravi. Magari anche soltanto cento, che lavorando un po' potrebbero costituire una frazione solida.

    Però c'è da lavorate: quotidianamente e tanto. Cosa credi che si debbano riunire due persone attorno a un tavolo e dire: siamo alleati? Ci vuole tanto lavoro e siccome l'unità di misura del lavoro è il tempo, ci vuole tanto tempo.

     

  8. sollevazione ha detto:

    Intanto segnalo, per capire la linea di M5S e se si possa considerare sovranista, e a titolo di esempio, l'intervento di questa deputata mia conterranea: <a hreaf="https://www.youtube.com/watch?v=GuKFm59bn1I#t=61"&gt; SOVRANITÀ</a>

    Per dire che non c'è una muraglia tra unionisti e antiunionisti, come se ci fossero solo bianco e nero. M5S è secondo me è già oggi ( seppure non al 100×100) una forza del campo sovranista, per questo occorre sostenerlo contro il nemico comune, senza fare troppo gli schizzinosi e i settari. lavorando in positivo affinché superi le sue oscillazioni.

    Riguardo all'unità dei sovranisti.

    Stefano, tu contrapponi la costruzione di Ars alla costruzione e alla pratica di fronte. Ancora una volta un secco sistema binario, il bianco e il nero.

    Fare fronte non vuol dire sciogliere le singole organizzazioni. Fare fronte vuol dire stare compatti contro il comune nemico, avere una massa critica che ci rende tutti più credibili agli occhi dei cittadini. Ogni organizzazione resta indipendente e svolge il suo proprio lavoro autonomo, di fianco al fronte e dentro il fronte. Chi ha più filo da tessere tesserà. La competizione  all'interno del frontemtra diversi soggetti, continuerà. Continuerà la lotta legittima per l'egemonia, ma  in forme rispettose e virtuose. 

     

    Moreno Pasquinelli

     

  9. stefano.dandrea ha detto:

    Moreno,

    preferirei qualcosa di più strutturato ma ciò che dici mi può stare bene. Comunque, accogliendo la tua impostazione, ciò che conta è l'alleanza elettorale e una lunga campagna elettorale (più lunga di quella ufficiale), da un lato, ed evitare per ora attacchi e inutili discussioni tra gli elementi del futuro Fronte. Quando è utile a una o altra formazione, svolgere iniziative cittadine in comune e cominciarsi a conoscere anche a livello locale. Altro non serve.

    Ne consegue che continuare a formare le frazioni, renderle solide, coerenti, più grandi come numero di associati e militanti, capaci di compiere azioni politiche nazionali fuori dal web, quindi reali e non virtuali, è ciò che dobbiamo fare e infatti è ciò che l'ARS sta facendo.

    Non c'è dunque nessuna contrapposizione tra formazione dell'ARS e del Fronte: se l'ARS deve far parte di un Fronte deve prima riuscire ad esistere ed essere consistente. Vi è perfetta coerenza di discorso, onestà intellettuale, realismo politico, funzionalità della frazione al tutto. C'è la presa d'atto che il Fronte è unione o alleanza di frazioni e movimenti realmente esistenti e consistenti nel senso che abbiano dimostrato di saper coagulare il consenso e la partecipazione di una sufficiente massa critica di persone. Pertanto parlare di un Fronte prima che esistano le frazioni è logicamente e politicamente insensato. Il Fronte è l'obiettivo – non essendo per ora pensabile un partito unico che possa avere esplosione di consensi – e per raggiungerlo in questa fase dobbiamo costruire vere, reali e consistenti frazioni. Se riusciamo a costruire vere e consistenti frazioni, stiamo lavorando per il Fronte; se non ci riusciamo stiamo lavorando contro il Fronte e meglio sarebbe che sciogliessimo i nostri gruppi e ci mettessimo a disposizione di altri che sta operando meglio. Personalmente credo che l'ARS stia lavorando per il Fronte, se non meglio di tutti gli altri gruppi sovranisti, almeno come altri gruppi.

  10. Igor ha detto:

    @pasquinelli: credo che la giusta analisi che fai della lista tsipras a livello europeo (una lista civetta per incanalare il dissenso nascente a sinistra) vada applicata "paro paro" al m5s a livello nazionale. Su questo non dovrebbero esserci dubbi. E' un forte partito politico, strutturato, progettato con estrema lucidità e intelligenza da forze interne al sistema per raccogliere il dissenso di massa che rischiava di sfociare in qualcosa di davvero pericoloso (grillo lo ha anche ammesso pubblicamente "se non c'eravamo noi c'era la gente in rivolta nelle strade"). Su Casaleggio, le sue frequentazioni ad altissimi livelli, la sua ideologia totalitaria, liberista e transumanista, non ci sono dubbi. Che poi all'interno del m5s ci siano tante voci, furbamente tenute in vita (anche in parlamento) perchè fungono da attrattori di nuovi "scontenti", è vero. Ma non bisogna illuderci che possano cambiare o indirizzare in senso sovranista il m5s che è un moloch piramidale comandato da casaleggio (di cui grillo è solo il pupazzo mediatico). Basta vedere la supercazzola del referendum per l'uscita dall'euro o la modifica dei trattati dai seggi del parlamento europeo! Quindi credo sia giusta l'impostazione di d'andrea (ascoltare le anime sovraniste del m5s e aspettare che si stacchino e scelgano un vero movimento sovranista in cui militare), ma dargli il voto no!!

    @d'andrea: la lista PER IL BENE COMUNE mi sembra sinceramente sovranista e ben strutturata, come la vedi? avete avuto contatti con Rossi?  so sta cercando di fare una rete di movimenti per il progetto di assemblee sovrane a livello territoriale

  11. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Igor,

    a me non risulta che la lista "Per il bene comune" sia ben strutturata. Oltre Rossi a la Benini in rete ho visto soltanto un paio di persone parlare per il bene comune. Le assemblee sovraniste sono un'idea che non condivido e comunque non sono mai partite (credo abbiano svolto un'assemblea a Bari). Quindi sono pochissimi (ormai molti ma molti meno di noi, almeno le persone attive) e propongono un meccanismo che non condivido, finalizzato all'assurdo sorteggio di candidati.Non mi risulta,comunque,che Rossi e la Benini siano interessati alle elezioni europee.

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