Il raddoppio

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12 Risposte

  1. Lorenzo ha detto:

    Ipotesi interessante… ma allora come si spiega che in Germania l'euro abbia portato un aumento dei prezzi inferiore ma non troppo (diciamo il 70%) a quello verificatosi in Italia?

  2. gios ha detto:

    Ma se ci fu il raddoppio come fece l’Istat a rilevare un’inflazione del 2-3%?

  3. Lorenzo ha detto:

    >>> Ma se ci fu il raddoppio come fece l’Istat a rilevare un’inflazione del 2-3%?

    Semplice… falsificando i dati come sempre ma un po' più di sempre.

  4. Roberto Nardella ha detto:

    In GErmania (e nel resto della core-zone) accadde l'opposto (o quasi) poichè il denaro defluiva, appunto, per entrare nei GIIPS. Il costo delle case in Germania ha visto un'impennata quando si era in piena bolla nel resto di UE

  5. Lorenzo ha detto:

    Roberto, i prezzi in Germania salirono contemporaneamente a quelli italiani, anche se in maniera meno pronunciata. 2 anni dopo l'entrata in vigore della maledizione-euro i prezzi dei pezzi di ricambio delle auto erano raddoppiati come qui.

     

    Bisogna che tu esplichi questo dato di fatto se vuoi rendere la tua teoria credibile.

  6. ndr60 ha detto:

    Negli altri paesi convissero per un certo tempo i cartellini col doppio prezzo, in euro e valuta locale; in Italia, invece, i commercianti il giorno dopo esibirono i prezzi solo in euro (e col cambio "automatico" 1 euro = 1000 lire) e oplà, il gioco era fatto!

  7. Roberto Nardella ha detto:

    Per far si che i prezzi restino stabili NON è sufficiente che ci sia la doppia esposizione dei prezzi.

    Il commerciante NON ha alcun obbligo a tenere bassi i prezzi: è una mera questione di domanda e offerta. Quando la prima è molto più forte della seconda i prezzi NON possono far altro che salire.

  8. stefano.dandrea ha detto:

    Insomma, i prezzi si tengono bassi soltanto con l'austerità auto-imposta 🙁 ?

  9. ndr60 ha detto:

    Vero che quando la domanda sale i prezzi salgono, però nel passaggio lira/euro la domanda è rimasta stabile, almeno per le merci al consumo; io non ricordo alcuna corsa all'accaparramento di pomodori e zucchini… Ricordo invece che, mentre salari e stipendi furono convertiti al tasso di cambio ufficiale, prezzi, parcelle e bollette subirono aumenti vertiginosi. La realtà è che durante il primo periodo dell'euro (cioè fino allo scoppio della grande crisi) ci fu un trasferimento enorme di ricchezza da alcuni ceti, col potere d'acquisto dimezzato, ad altri. Naturalmente il crollo dei consumi ha in seguito trascinato anche i ceti che durante i primi anni dell'euro c'avevano guadagnato, e sono spuntati i "forconi". L'euro non si doveva fare? Certo non per "la plebaglia europea" come gentilmente l'ha chiamata J. Attali; per altri, l'euro è invece un grandissimo affare, e la Renzienomics ce lo dimostrerà.

    • Durga ha detto:

      Sono d'accordo, i cittadini a reddito fisso (e magari anche certi piccoli imprenditori) sono stati fortemente penalizzati. Del resto, almeno in Italia, non c'e' piu' nessuna forza politica che li difenda.

  10. tino ha detto:

    €uro lira avrebbe dovuto attestarsi a 2.300 e questo quando si fissò il cambio si sapeva che la lira era sovravalutata , per cui non a caso subito dopo i prezzi un po' per una sorta di inerzia dei costumi che per anni aveva costantemente aumentato i prezzi in base al valore della lira e un po' proprio perchè il valore reale del rapporto lira/€uro era stato falsato che i prezzi si alzarono più che in altri posti , anche se le cose andarono abbastanza a macchia di leopardo . In ogni caso è storia passata ora i prezzi sono anche più bassi di molti altri posti , solo che nel frattempo l'italia sta chiudendo

  11. Andrea Bonaveri ha detto:

    Ma torniamo al ’99: il cambio lira marco era 990 lire per 1 marco e siamo entrati nell’euro con 1 marco per 1 euro e 1936 lire per 1 euro, il doppio delle lire del cambio con 1 marco… Questa mi sembra la vera trave nell’occhio e la bolla finanziaria, al confronto, è una pagliuzza.

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