GENERAZIONE ANNI 40

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7 Risposte

  1. gios ha detto:

    Forse il consiglio bisognerebbe chiederlo a quelli che nel 40 la guerra la combatterono. L’Italia fondata sul lavoro la dobbiamo a loro. Purtoppo non ci stiamo coi tempi

  2. Roberto.Mora ha detto:

    Appunto. Si e' interrotto il tramite tra noi e loro, quelli che hanno combattuto e redatto la Costituzione. La generazione del titolo ha sfruttato i principi democratici della carta ed ora ce li toglie collaborando con il "nemico".

  3. Luigi ha detto:

    Chiedere consigli a quelli degli anni quaranta non so quanto sia utile visto che ormai sono troppo vecchi anche per dare consigli e comunque io ritengo che queste continue forzature storiche (2014=1939=1914) non portino da nessuna parte. Quella era un'epoca questa è un'altra. Qua si deve fare una rivoluzione, non una guerra, la guerra è un'altra cosa.

  4. aaron ha detto:

    Credo che Roberto abbia scritto questo articolo per dimostrarci altro, cioè si cerca di far capire che una parte della responsabilità di quanto ci accade è da associare anche a quella generazione.

    Spesso noi la osanniamo, sbagliando, perchè non tutti furono protagonisti dei processi di cambiamento, molti stettero a guardare ma c'è da ricordare la bassa scolarizzazione di quella Generazione.

    Se prendiamo, per esempio, la situazione in Grecia penso che abbiamo visto tutti in piazza a fare gli scontri ( non la Rivoluzione, un processo che non può realizzarsi senza una Ribellione degli Individui al modello sociale alla quale sono stati incatenati, il Consumismo ) anche gente di 70 anni. 

    Manolis Glezos, il partigiano Greco che beffò i Nazisti e lancio l'appello alla mibilitazione contro la Troika, è lontano anni luce dagli esponenti dell'ANPI  Nazionale ( associazione nazionale partigiani d'italia ) che continuano a ripetere di " vigilare" sulla Costituzione ma poi appoggiano chi la Costituzione la vuole distruggere e investono, dell'onoreficenza Antifascista, Martin Schulz mentre si rifiutano di far tesserare alcuni esponenti del Movimento No TAV.

    Qui sta la differenza, ci si aspettava che i "nostri vecchi", indipendentemente se furono partigiani o repubblichini o semplici ragazzi sfollati di guerra, formassero la contro-cultura utile a spronare i Giovani, un po come ci immaginiamo quando si leggono romanzi o libri storici sugli Indiani d'America, dove è l'anziano la memoria storica. 

    Credo che Roberto voglia dire questo, dell'opportunità persa da parte di una Generazione di "tramontare" in questo periodo buio nell'auspicio di una lotta, portata avanti dai Giovani, per la Libertà del paese.

    Dopo di loro c'è una generazione peggiore, quella che "ha avuto tutto e subito" e che ora ti dice " che non serve a niente lottare".

    Mi ricordano un detto dei miei "vecchi contadini " in merito alle generazioni: Il primo se la suda ( tuo nonno), il secondo se la gode ( tuo padre ) e il terzo piange ( tu ), in dialetto rende meglio.

     

     

    • Roberto.Mora ha detto:

      Io denuncio la mancanza di un senso di appartenenza in questa generazione. Forse ho incontrato i rappresentanti sbagliati, forse non si sono fatti capire in modo chiaro, forse sono stato io prevenuto in merito.

      Ma il refrain nel raccontare il proprio paese era sempre quello : pizza, mafia, mandolino. Nessun amore verso il proprio paese, nessuno spirito di difesa verso la propria gente ma solo verso ße stessi.

      "meglio che vengano i tedeschi perche' noi ( voi ) non siamo capaci di governarci". Questa e' l'idea di paese che ha chi in sostanza di questo paese ha preso la parte migliore.

      E se la sta tenendo…

    • Luigi ha detto:

      "Dopo di loro c'è una generazione peggiore, quella che "ha avuto tutto e subito" e che ora ti dice " che non serve a niente lottare"."

      Hai assolutamente ragione. Purtroppo sento anch'io gente dire frasi fatte del tipo "Sì, è finita la II guerra mondiale ma cosa è cambiato?" Come se in settant'anni tutto fosse rimasto come prima, come se i favolosi trenta, il boom, etc… non fossero mai esistiti. Ecco perchè io penso sia inutile continuare a guardare indietro a un passato che diventa sempre più remoto ma guardare sempre avanti. 

  5. ndr60 ha detto:

    Mi pare che la generazione dei nonni si possa grossolanamente dividere in tre gruppi: 1a) i nostalgici del PCI-PSI, sinceramente convinti che il PD sia un partito di sinistra, che continueranno a votarlo finchè campano; insieme a 2a) i nostalgici dell'ala progressista della DC; 2) i “folgorati” (da tutti i punti di vista) del clown di Arcore, che continueranno a votare per il suo partito finchè campano; ma soprattutto l'enorme maggioranza di 3) menefreghisti che badano solo che la pensione continui ad arrivare e che non votano da decenni.

    Non credo sia un caso che l'unica “guida spirituale” sorta in questa crisi sia un ex-comico, perchè in Italia da secoli “La situazione è grave, ma non seria” (E. Flaiano).  

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