Il “Sacro Dovere”

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5 Risposte

  1. aaron ha detto:

    Sono leva 1984, una delle ultime a ricevere la chiamata.
    Feci per 2 anni le visite all’ospedale militare e feci richiesta di entrare nel Genio, mi piaceva l’idea di occuparmi di comunicazione, costruzione di strutture e attività di supporto alle truppe.
    Fui riformato, come i tantissimi ragazzi della Leva 1984 e da una parte, dopo 2 anni di tempo dietro a a visite , ne ero sollevato perche così potevo cercare un lavoro senza troppi problemi….
    Nel corso degli anni mi sono interessato molto alla Storia Militare, sopratutto quella dell’Antica Roma e delle sue Legioni, vero e proprio “modello di base” per i futuri eserciti di mezzo mondo.
    Già prima della nascita di Cristo, attraverso la Leva, ogni cittadino ( e non solo quelli che avevano la cittadinanza ma anche i popoli sottomessi ) Romano poteva “scalare” la società e giungere al 2° ruolo più importante dopo quello dell’Imperatore. Certo gli Equites ( i nobili che formavano la cavalleria ) avevano più possibilità di scalata sociale e in meno di un decennio giovani ricchi Romani potevano diventare Centurioni o ambire a ruoli d’alto comando, mentre i ceti medi e bassi dovevano concorrere ad una carriera militare che durava più anni. Questo “strumento” della Leva garantì a Roma di “occupare” con un lavoro migliaia di persone ( le Legioni non combattevano e basta ma si occupavano di costruire strade ed infrastrutture ), di “integrare” con le unità Ausiliarie i numerosissimi popoli sottomessi o sconfitti e di fornire “una possibilità” anche all’ultimo dei pezzenti della società dell’epoca. Gli USA oggi usano l’esercito come “strumento” per ottenere la cittadinanza americana per i numerosissimi messicani o altri che fanno richiesta di far parte degli Stati Uniti.
    La leva deve tornare obbligatoria, è uno degli ultimi Riti di Passaggio che avevamo da secoli, non tanto l’addestramento alla guerra quanto l’importante contributo all’abbattimento delle divisioni di un paese.
    I tanti “miei” che mi raccontano la loro esperienza durante la Leva hanno ricordi delle dinamiche iniziali tra meridionali e settentrionali, spesso sciolte poi in un unica dimensione, perchè attraverso la Leva scoprivi che il pugliese e il trentino di 20 anni erano pur sempre la Gioventù e nell’Esercito si sentivano una cosa unica.
    La Patria.

  2. paolo di remigio ha detto:

    La coscrizione obbligatoria ha un riferimento diretto all’ideale della sovranità: verso l’interno lo Stato è sovrano perché è superiore a ogni suo elemento, compresa la vita dei cittadini; perciò il loro dovere supremo è la difesa della patria a qualunque prezzo. Viceversa, l’annullamento di questo dovere è la dissoluzione della sovranità dello Stato: le sue parti cessano di collaborare con le altre per la salute generale, ma si comportano come settori indipendenti, dunque al servizio di interessi particolari. Non è un caso che colui che ha sollevato gli Italiani dal dovere essenziale del cittadino abbia anche sancito l’indipendenza della Banca Centrale dallo Stato. – Faccio fatica a esprimere questi pensieri: la mia generazione (sono nato all’inizio degli anni ’60) ha ereditato dal Sessantotto l’anarchismo pacifista: ricordate le canzoni di De André, che nel “Pescatore” si spinge all’apologia dell’omertà? Occorre ritornare dalla prospettiva del dover-essere alla realtà dell’essere.

  3. Durga ha detto:

    Mi aspetto risposte del tipo “una donna non ha né l’esperienza, né l’intelligenza per giudicare queste cose”. Pero’, se “l’Italia ripudia la guerra eccetera”, a che cosa serve l’esercito? Solo a partecipare alle avventure NATO e , specie ora che e’ professionale (cosa che non mi piace molto), forse a reprimere future rivolte popolari? Quanto all’utilita’ della Leva per formare uno spirito nazionale, parlando con chi (non di tendenze anarcoidi) aveva fatto la Leva nell’ultimo periodo ho sempre sentito dire che le sofferenze subite dalle reclute nell’esercito italiano erano tali da eliminare per sempre nelle stesse qualsiasi patriottismo. Su questo punto naturalmente non ho esperienze personali.

  4. paolo di remigio ha detto:

    L’art. 11, al posto del suo “eccetera”, continua : “… come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”; quindi la Costituzione riserva all’Italia il diritto di difendersi dalle aggressioni e impone agli Italiani il dovere di difenderla. Certo, spesso gli aggressori si preoccupano di apparire come aggrediti: nella prima guerra mondiale i Tedeschi, che avevano elaborato un piano di aggressione su due fronti sin dal 1905, usarono l’attentato di Sarajevo per apparire aggrediti dalla mobilitazione russa volta a difendere la Serbia dall’Austria; nella seconda travestirono le SS da soldati polacchi per creare incidenti di frontiera ecc. Questa è però una sottigliezza che riguarda la storiografia; in ogni caso resta la possibilità di essere aggrediti dall’esterno e sussiste il dovere di difendere la patria. – Non penso affatto che le sue domande, che, come vede, trovano immediata risposta nel testo costituzionale, nascano dal suo essere donna: tutti, maschi e femmine, comunisti, cattolici, liberali, confondiamo il DESIDERIO di pace per realtà, e non riconosciamo la realtà dei contrasti di interesse tra gli stati e la loro necessità di difendersi. Eppure la storia del Novecento ci ha mostrato con la massima evidenza quanto possa essere terribile il destino di un popolo senza stato e senza difesa.

    • Durga ha detto:

      Non metto in dubbio che ci siano contrasti (eufemismo) tra gli Stati e la necessita’ di difendersi, e in teoria preferirei anch’io un esercito almeno parzialmente di leva. Pero’ ora il nostro esercito e’ inglobato nella UE e nella NATO, quindi ho molti dubbi che il suo scopo sia quello di difendere l’Italia.

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