L'Italia è una colonia?

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6 Risposte

  1. Paolo.Di.Remigio ha detto:

    Interessante. Aggiungo un argomento sulla decadenza dello Stato italiano a colonia. La legge 107 con cui Renzi-Giannini hanno riformato la scuola conferisce ai presidi più poteri non perché debbano elevare il livello didattico della scuola italiana ma perché ne facciano un centro di propaganda in favore della UE, e soprattutto la finalizzino all’aumento della mobilità del fattore lavoro. Cancellata la cultura italiana, la legge richiede lo sviluppo delle abilità di base dell’EMIGRANTE: lingua inglese PARLATA (ad vocem ‘CLIL’), informatica (ad vocem ‘animatore digitale), esperienza lavorativa (ad vocem ‘scuola-lavoro’) – il resto (grammatica, letteratura, matematica, fisica) non serve, dunque è rimesso all’arbitrio delle scuole che possono determinare autonomamente i programmi. In altre parole, i poteri dei presidi (che sono strettamente dipendenti dal MIUR) hanno una precisa funzione: cancellare la libertà costituzionale d’insegnamento, per cancellare la tradizione scolastica italiana, per annullare l’Italia nella UE. Poiché la UE segue i disegni ordo-liberali della Germania autorizzati dagli Stati Uniti, si potrebbe anche pensare che la 107 sia stata dettata direttamente dai dirigenti tedeschi (sull’ispirazione germanica della legge il ministro Giannini non ha mai fatto misteri) per avere lavoratori qualificati a basso costo dall’Italia senza pagare i costi della loro formazione. Cos’altro aspettarsi da un partito che dichiara apertamente di aver sempre fatto gli interessi dell’Europa (recte: UE), anziché quelli dell’Italia? Da politici che invece di rispondere al popolo delle loro scelte lo educano secondo una ‘vision’ e una ‘mission’ dettata loro dalla ‘Weltgeschichte’?

  2. Angela ha detto:

    Molte basi militari sono state installate con accordi in forma semplificata, ossia senza autorizzazione alla ratifica da parte del Parlamento, come prescrive L’art. 80 Cost.

  3. Galileo Ferraresi ha detto:

    Sì, l’Italia è una colonia, ecco perchè:
    a) lo si desume dall’originale in inglese del trattato di pace della II guerra mondiale dove sta scritto “resa incondizionata” e non “armistizio” come nel testo italiano;
    b) non ha una moneta propria: l’Euro è della BCE Spa, la Lira era della Banca d’Italia Spa, due banche private (unica presenza riconducibile allo stato nella BdI sono Inps e Inail per circa 4,6%);
    c) alla stesura della Costituzione in Italia si usavano le AM Lire (moneta di occupazione Usa) e non si scrisse nulla a proposito della moneta da usare per non mettere in crisi il rapporto con le forze di occupazione, ergo la Costituzione è un bellissimo costrutto che non considera la moneta, è un fucile senza cartucce, un’auto senza carburante;
    d) da 70 anni chi si oppone a questa colonizzazione viene eliminato (Mattei, Olivetti, Moro, Edoardo Agnelli…);
    e) non esistono “servizi segreti deviati” ma “in linea” con la volontà di chi comanda;
    f) nonostante le apparenze la Germania non è messa meglio: non ha mai firmato nessun trattato di pace perchè prima era divisa in due parti poi, con la riunificazione, nessuno si è “ricordato” di siglare la pace e quindi, da brava nazione perdente, segue pedissequamente le direttive dei vincitori.

    Vae victis
    (Tito Livio, Annales, V, 48)

  4. stefano.dandrea ha detto:

    Non è vero che la Costituzione non preveda nulla sulla moneta. I Costituenti intesero “costiuzionalizzare” la riforma del 1936, prevedendo, nell’art.47, una riserva di repubblica in materia di disciplina coordinamento ed esercizio del credito.
    Comunque, il discorso è troppo generico, quindi fanatico. Esistono margini utilizzabili oggi, se avessimo una classe dirigente e i margini in passato furono molto ampi: la Costituzione non prevede alcun istituto “statunitense” e noi non andavamo in vietnam, cambogia o altrove a combattere a fianco degli usa. Avevamo poi una politica distensiva con i paesi arabi. E tramite i vincoli alla circolazone dei capitali e gli svariati monopoli pubblici o privati protetti paravalizzavamo liberamente la concorrenza internazionale.
    Sono veramente prospettive da abbandonare: fanatiche nell’analisi fino a supeare la verità (vedi l’affermazione sulla moneta) e ad accomunare condizioni storiche nelle quali la dipendenza è stata molto ma molto differente per intensità ed estensione ; perciò diseducative del popolo: diseducative nei confronti della concretezza, della pazienza, della sottigliezza; e votate all’inazione o all’impotente anelito tastierista e consumerista alla “rivoluzione”.

    Per carità. A torto o ragione qui siamo convinti di viaggiare su un altro pianeta.

  5. Lorenzo ha detto:

    E’ vero, non ci sono cospirazioni maximae. C’è un impero mondiale in decadenza che rotola lungo un piano inclinato e un’umanità decadente che si lascia rotolare perché è la cosa più semplice e comoda da fare.

    Fare i satelliti ha tanti vantaggi. Vorrei vedere cosa direbbero i sinistrati che si stracciano le vesti per il lecchinaggio nei confronti del conquistatore di turno, se dovessimo andare a fare guerre in Africa e in Medio Oriente in prima persona per difendere i nostri approvvigionamenti energetici. Chi non vuole servire deve combattere.

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