“Fate presto”: la trappola del lungo periodo

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Una risposta

  1. Erno Ferri ha detto:

    Pur essendo autorevoli la fonte e l’autore, si ha l’impressione di una notevole confusione nell’esame dei dati. La produttività è un rapporto PIL/Addetti , il miracolo spagnolo è prevalentemente spiegato dalla riduzione del denominatore ( meno addetti, più disoccupazione ). L’aumento della disoccupazione crea le premesse per la riduzione del salario, più concorrenza tra i lavoratori o addetti in genere. In ogni caso manca il grafico della crescita del PIL ( nonostante alcune informazioni percentuali ) ma si può presumere che un importante contributo derivi dal deficit di bilancio enormemente superiore sia ai limiti del Fiscal Compact che di quelli sempre contestati all’Italia. E’ quindi da dimostrare quanto sostiene l’articolo: ” Nel lungo periodo le politiche neoliberiste portano comunque ad un risultato. ” a meno che non si consideri positivo l’aumento delle disuguaglianze. Non solo la ripresa è finta ma proprio nel lungo periodo le politiche di austerity sono estremamente dannose non solo perché minano gli equilibri politici ma perché incidono sugli investimenti indispensabili per creare percorsi di crescita duratura. Corretta la valutazione del reddito di cittadinanza come ammortizzatore sociale utile per il consenso dei cittadini. L’amara conclusione, uno scenario possibile, trascura gli effetti distorsivi sul sistema economico dell’aumento delle disuguaglianze e presuppone che tutti i Paesi del mondo persistano nel neoliberismo, in caso contrario il possibile maggior dinamismo di altri accompagnerà la discesa del nostro Paese anche verso un inesorabile declino.

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