Soluzione: gli stati europei recuperino la piena sovranità nazionale

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Nessuna risposta

  1. Alba Canelli ha detto:

    Concordo anch'io, queto articolo è una panoramica sulla politica e l'economia del paese e dell'europa, molto significativa.
    Dubito che Tito da Caracas verrà all'assemblea, ma io spero di poter assistere.
    Ad ogni modo sarebbe utile diffondere video anche in YT … pensateci…

  2. stefano.dandrea ha detto:

    Spero che tu venga, Alba. Sono desideroso di conoscerti. Non sapevo che Pulsinelli vivesse soltanto a Caracas. Grazie per il consiglio dei video. Però adesso corro a cambiare il titolo dell'articolo di Pulsinelli, troppo indecente per un articolo così importante.

  3. flavio ha detto:

    Parteciperei molto volentieri all'assemblea, però effettivamente vivo in Venezuela, che è lontana, ma è anche un punto d'osservazione privilegiato. Non avrei mai immaginato che il governo-ombra della finanza andasse all'attacco dell'Europa con tale determinazione e ritmo. E' una riproduzione con la carta-carbone -esiste ancora?- dell'assalto degli anni 90 alle economie allora periferiche.
    Sono convinto che per antevedere il futuro immediatamente prossimo degli italiani è utile andare a rivedere quel che successe in Argentina quando chiusero le banche per impedire ai piccoli risparmiatori di ritirare i loro depositi. Soprattutto, giova rivedere i molteplici metodi di lotta che i cittadini adottarono per tirare avanti.
    I "piqueteros" che -avendo perso il lavoro- non poterono far altro che i posti di blocco della rete stradale nazionale; il movimento dei lavoratori che occuparono e ripresero a far funzionare piccole e medie fabbriche abbandonate dai proprietari in fuga; fino alle "banche del tempo" e la creazione di moneta locali per rimettere in moto circuiti di scambio e produzione essenziale.
    E' l'inizio di un ciclo, mentre da queste parti s'è cominciato a uscirne.Vi seguo da tempo, e condivido quanto state facendo. Tito Pulsinelli

    • Tonguessy ha detto:

      E' una riproduzione con la carta-carbone -esiste ancora?- dell'assalto degli anni 90 alle economie allora periferiche.

      Se è vero quello che dici, ciò che sta succedendo può significare due cose:

      A- siamo diventati un'economia periferica

      B-le economie periferiche non sono piu' interessanti per la speculazione finanziaria, che è passata al saccheggio delle economie principali (autofagia).

      Propendo per un 30% di A e 70% di B

       

  4. Luciano Fuschini ha detto:

    Nei siti "alternativi" sta dilagando una ricetta che prevede l'uscita dall'euro per tornare alla liretta e alla svalutazione competitiva, la stampa di moneta da distribuire a pioggia per sostenere i consumi senza curarsi troppo dell'inflazione, la cancellazione del debito pubblico. Sembrano proposte rivoluzionarie mentre sono pura conservazione, restando all'interno del modello sviluppista e consumista. Penso invece che dovremmo farci carico del compito di abbattere il debito pubblico senza seguire le ricette della BCE e del FMI ma seguendo una via che cambierebbe radicalmente i rapporti di classe e il clima politico-sociale: patrimoniale durissima; restrizioni altrettanto dure su tutte le forme di speculazione finanziaria, compresi i depositi eccedenti una certa cifra; aumento drastico dell'IVA sui beni voluttuari e reintroduzione della scala mobile sui beni di prima necessità; lotta alla prostituzione per le strade e ripristino delle case chiuse, da tassare pesantemente; legalizzazione di tutte le droghe e tasse sul loro consumo, con l'effetto non secondario di colpire duramente la delinquenza organizzata. La metà delle ingentissime somme così racimolate dovrebbe essere destinata ad abbattere il debito pubblico, l'altra metà a finanziare un piano nazionale di difesa e riassetto del territorio, capace di creare moltissimi posti di lavoro. Il tutto nell'ottica della decrescita, anche nelle sue implicazioni antiprogressiste, l'unica vera rivoluzione possibile oggi. 

  5. Luciano Fuschini sono d'accordo con te: l' unica salvezza per i paesi europei e quindi per l' Italia è la decrescita. Ma non vedo a questo punto che senso abbia rimanere nell' Euro. In Europa di cambiamenti in senso meno neoliberista non ne vogliono sentir parlare, basti vedere l' appena partorito "six pack". E visto che di accenni di cambiamenti nell' UE non ne vogliono anche facessimo la patrimoniale e abolissimo una serie di privilegi di cui in particolare la classe politica italiana gode ciò non basterebbe a pagare il conto che ci chiedono! L' euro è una moneta di nessuno e consegna gli stati in balia dei mercati. L' Europa unita si fa su altro ma non si possono aspettare gli altri ( la Germania che di cambiare non ne vuol sentir parlare!). Quando ci arriveranno anche loro ( perché non guadagneranno più sulle esportazioni che l' euro gli ha garantito ) allora le varie economie europee basate sulla decrescita potranno cominciare a creare un loro mercato interno, un' alleanza militare DIFENSIVA ecc… ma rimanere nell' euro non ha alcun senso… tanto il prezzo della benzina aumenterà comunque e poi se vogliamo al decrescita dobbiamo cominciare a farne a meno di certe cose no?

  6. stefano.dandrea ha detto:

    Caro Luciano,

    mi sembra che "salviamo la democrazia" ti abbia risposto essattamente come io ho fatto con l'ultima e-mail che ti ho inviata. C'è da riflettere. Ed è comunque una ragione in più per venire all'assemblea del 22 e 23 ottobre!

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