Recensione di Claudio Romanini a “Il Tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai

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4 Risposte

  1. stefano.dandrea ha detto:

    Perché avrebbe dovuto citarmi? Una volta ha scritto che condivide quasi tutto quello che scrivo. Credo anche di aver concorso a spostare la sua analisi dalla critica dell'euro alla critica dell'Unione europea. Ma il post è incentrato sul suo cavallo di battaglia: la critica dell'euro fondata sulla teoria delle aree monetarie ottimali, argomento del quale io a mala pena avevo sentore. E' questa teoria che lo conduce a sostenere che l'euro salterà.

    Io, invece, da tempo dico che sarà l'Unione europea a saltare (ma ciò non significa che non ci sarà integrazione tra le economie degli stati europei): si tornerà dal mercato unico (l'unione europea è il mercato unico) a qualcosa di simile al mercato comune – la vecchia comunità economica europea, anche con riduzione degli stati partecipanti rispetto agli stati della UE.

    Bagnai è stato molto bravo a credere che la gente avesse bisogno di informazione. Io ero stanco di informazioni e credevo che la gente avesse bisogno di valutazioni (vedi il mio manifesto personale), o meglio di confrontarsi su valutazioni. Per me un popolo o esiste e allora governa la propria moneta (e altro) o non esiste. Non ha senso andare a verificare se conviene creare una moneta comune o meglio di nessuno con altri stati. Mi sembra, ad essere sincero, un atteggiamento economicistico intollerabile.

    Eppure Bagnai ha avuto ragione. Per mutare valutazione molte persone hanno bisogno di informazioni che dimostrino la non convenienza economica di una certa disciplina. Per molte persone il fatto che se il parlamento italiano all'unanimità vietasse la vendita dei nintendo in Italia, la decisione sarebbe soggetta alla valutazione di compatibilità con i trattati europei da parte della Corte di Giustizia non basta a concludere che i trattati europei sono vomitevoli e che bisogna liberarsene.

    Comunque, alla resa dei conti, noi che abbiamo obiettivi politici e che muoviamo da valutazioni (ma alla resa dei conti credo che anche Bagnai appartenga alla nostra categoria), fregandocene delle informazioni, dobbiamo riconoscere che Bagnai ha svolto un grosso ruolo nell'avvicinare molte persone alle nostre posizioni. Dal nostro punto di vista anche altri hanno svolto un ruolo utile ed è per questa ragione che non siamo avversi a Barnard come lo è Bagnai (anche se ho parecchie riserve sulla MMT almeno come viene diffusa da alcuni divulgatori). Io non sono avverso nemmeno ai signoraggisti, che hanno svolto un ruolo da pionieri nel segnalare il problema, pur senza capire granché. Né sono avverso a Grillo, che intanto suscita il dubbio in milioni di persone (e in questo svolge un ruolo quantitativamente molto superiore a Bagnai o a noi). Ripeto, all'ARS interessa unire e non dividere. Interessano le valutazioni e non le informazioni. Interessano coloro che sono arrivati alla volontà di riconquistare la sovranità attraverso la diffusione della MMT; coloro che vi sono arrivati attraverso la teoria delle aree valutarie ottimali; coloro che non hanno bisogno di informazioni e intuiscono che senza moneta non si ha un popolo ma una popolazione; coloro che comprendono che la nostra costituzione economica è sufficientemente socialista e che rispetto ad essa i trattati europei rappresentano un ritorno all'indietro, addirittura ad un tempo anteriore al fascismo, direi all'ottocento. Ma di questo dirò in un apposito post, quando avrò finito di leggere il libro di Bagnai. Per una ventina di giorni sono pieno di impegni; quindi impiegherò un po' a finire la lettura.

  1. 16 Novembre 2012

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  2. 8 Gennaio 2013

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