LA CRISI ECONOMICA

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3 Risposte

  1. stefano.dandrea ha detto:

    Vincenzo, scrivo soltanto ora perché il sito è stato bloccato per un paio di giorni.

    Le banche non possono assolutamente fallire. Ne può fallire una; ne possono fallire due o tre. Ma un fallimento sistemico o anche soltanto di 30, 50 o 100 banche non risolverebbe la crisi ma la aggraverebbe, fino a produrre effetti catastrofici nei casi più gravi: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11692

  2. Vincenzo Cucinotta ha detto:

    Stefano, io non auspico certo il fallimento del sistema bancario, lo ritengo soltanto ineluttabile. Dei governi responsabili smetterebbero di iniettare nuovi narcotici-liquidità, e predisporrebbero nel più breve tempo possibile, un sistema bancario pubblico alternativo. Ciò comporta la distruzione di tutta quella cartaccia con la conseguenza drammatica di lasciare anche tanti risparmiatori a mani vuote, qualcosa si può fare per predisporre forme di protezione e di rimborso parziale, ma trovo stravagantre che invece i costi siano fatti ricadere su tutti e quindi anche su coloro che sono nullatenenti o che comunque si sono guardati bene da affidare le proprie risporse a questo sistema bancario criminale. I risparmiatori, pur innocenti sulla crisi, la loro colpa di fidarsi di chi affidabile non era, l'hanno avuta, che paghi chi ha dato credito a un soggetto sbagliato. .
    L'alternativa è quella di rimanere sotto ricatto del sistema bancario (too big to fail), e questo è inaccettabile, anzi è incompatibile con la democrazia e in genere con il concetto di sovranità nazionale.
    Dobbiamo disintossicarci prima che oltre ai titoli venga coinvolto lo stesso denaro che da un momento all'altro potrebbe dare luogo a un'inflazione mai vista: che facciamo poi, torniamo al baratto?

  3. stefano.dandrea ha detto:

    Bruciare il risparmio del popolo non ha senso e va evitato. Non capisco perché colpire chi ha 100.000 euro in banca e magari ha accettato di vivere in periferia in una piccola casa e non chi ha contratto un mutuo di 200.000 euro per acquistare a debito un immobile che già ora vale la metà. Consentiamo almeno a chi ha risparmiato di acquistare la casa di chi ha fatto un debito insostenibile!

    In realtà non bisogna sacrificare né l'uno né l'altro; o forse, se necessario, un po' l'uno e un po' l'altro.

    Riconquistata la sovranità monetaria, i titoli del debito pubblico verranno pagati; il risparmiatore perderà un po' in termini di interessi reali negativi, tanto più quanto sarà relativamente alta l'inflazione. Chi ha acquistato la prima casa con grossi debiti, va salvaguardato nel senso che promuovendo occupazione e stabilità del reddito rispetto all'inflazione, riuscirà a pagare la casa. Ma se dovesse rivenderla, perderebbe il 40% del valore. Questo non può essere evitato. E comunque dovrà consumare poco per i prossimi dieci anni (venti se follemente ha stipulato un mutuo a tasso variabile – i tassi si alzeranno). Anche questo sacrificio non può essere evitato.

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