Un dialogo interno all’ARS: una risposta a Tonguessy e alcune proposte

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25 Risposte

  1. stefano.dandrea ha detto:

    Inserisco qua un commento che Aaron Paradiso ha postato sotto l'articolo sul dibattito relativo all'uscita da destre da sinistra. E' evidente che (anche) questa è la sede naturale.

    Aaron

    September 16, 20136:01 pm | Permalink edit

    In questi giorni sto "formulando" dentro la mia testa l'intervento da fare il 28 settembre alla prima riunione regionale di ARS Lombardia, una sintesi di chi siamo e di quale progetto abbiamo in cantiere, sapendo che la platea del pubblico sarà composta da gente che va da Destra a Sinistra. Io non credo più alle parole Destra Sinistra, appartengono alla generazione dei miei genitori, non alla mia, nonostante io abbia sempre votato a "sinistra", militato in formazioni della sinistra extraparlamentare e cantato bandiera rossa la trionferà in un sacco di cortei.

    Ma ora Aaron è cresciuto.

    Nell'insieme dei commenti, tra cui l'altro post con la lunga risposta di stefano, riconosco un elemento importante che stefano ha saputo cogliere e un suggerimento, che gian marco ha sollevato, che permettono di chiarire molte cose e mi aiuteranno nel saper formulare un "equilibrato" intervento il 28, quando inevitabilmente qualcuno dal pubblico chiederà : " ma ARS è di destra o di sinistra ? ".

    ARS è l'associazione costituita che mira a creare un Movimento Sovranista che si integrerà nella creazione di un partito Sovranista. Passaggi chiave, di cui il primo ( associazionismo ) è ben definito e disciplinato da Statuto e Comitato Direttivo. Gli altri due vanno costruiti.

    Nello Statuto non c'è scritto che siamo di Destra o di Sinistra, non è rilevante per i nostri soci, perche i soci sono militanti ( o devono esserlo ) di un Associazione Sovranista. Io da circa un anno mi definosco politicamente e culturalmente "un Sovranista". Poi sono anche un antifascista, non me lo dimentico e non  lo uso come un titolo a piacere, di sicuro non è stato un elemento che ha pregiudicato per esempio il mio parere positivo sul documento politico sul lavoro scritto anche da Luca Cancellieri di ARS Sardegna, che di certo non ha militato in formazioni di sinistra e non si troverà d'accordo come me su temi come Antifascismo-Fascismo ( o, come penso possa succedere, vi troveremo delle critiche e degli apprezzamenti per rispettivi aspetti della cultura di base che ci appartiene, senza per questo sentirci considerati come dei traditori da parte dei compagni/camerati di rispettiva conoscenza ). Appunto sono maturato ( anzi lo ero anche quando ero più giovane rispetto a tanti coetanei ) e credo che ora l'impegno sia quello di costruire un Fronte, non con gente di Destra o di Sinistra, ma con uomini e donne Sovranisti.

    Appunto, l'impegno. 

    Non conosco Massimo, ma Stefano ha indicato dei punti del suo comportamento che non corrispondono con la linea che ci siamo dati rispetto l'impegno da dare ad ARS. Ognuno ha i suoi tempi e possibilità, basta essere chiari, trasparenti e umili. Mettiamo giù "una squadra di calcio con azionariato popolare", per usare una metafora, dove sicuramente avremo dei Bomber ( Mattia Corsi l'abbiamo "ingaggiato" al calciomercato facendo un investimento su una giovane promessa, i nostri tifosi canteranno il suo nome vedrete se dico il falso ), 11 giocatori in campo ( i dirigenti del futuro partito ? ), delle riserve ( quelli che lavorano alla crescita del partito ma che non rappresenteranno l'espressione mediatica/comunicativa o territoriale ), un allenatore ( stefano )ed eviteremo di avere una dirigenza lontana dalla lettura del bisogno , ma un "azionariato popolare" che saranno gli elettori e poi i cittadini, una volta iniziato il "campionato parlamentare ".Era per ridere, però quello che voglio dire e che per capire ARS, se abbiamo dei dubbi o delle perplessità, non è ponendosi o ponendo la domanda:" siete di destra o di sinistra? " ma piuttosto facendo la propria parte dentro ARS, in modo che la Storia abbia il suo percorso e non ceda alla tentazione di restare acqua stagnante in mano ai dubbi.

    Arrivo, brevemente perche mi sono allungato, sul post di Gianmarco e credo che sia importante lavorare su questo aspetto del movimento sovranista come partito patriottico socialista. Primo perchè la Costituzione incalza ad avere un ordinamento di questo tipo, secondo perche la storia d'Italia  è  impregnata di socialismo patriottico, terzo perchè sarà questo l'elemento chiave che unirà chi ha creduto nella Sinistra perche era un proletario ma oggi bestemmia se pensa che Sinistra vuole dire PD o Sel o che Rifondazione si occupa dei diritti degli omosessuali invece che dare priorità alle lotte in fabbrica ( vi prego, da questa mia affermazione non facciamone nascere un altra polemica ) oppure chi ha creduto nella Destra venendo per esempio dal mondo dei piccoli imprenditori e si è visto portare via risparmi, investimenti e è stato costretto a chiudere bottega perchè quattro mafiosi vendono il cemento a meno e fanno lavorare gli immigrati e poi fanno campagna elettorale per il PDL o prestano soldi alla Lega.

    Tra 30 anni voglio avere dei figli già grandi, vederli ben nutriti e istruiti, che mi dicano " papà, nonostante tutto voi avete fatto una grande scelta e per questo ti ringrazio "  che sentirli dire, magri e pezzenti, " che cazzo vi cambiava a voi se eravate di sinistra o di destra, dovevate fare qualcosa e invece non l'avete fatta, è colpa tua papà".

    Ecco cosa penso. 

    Ora facciamo le cose, i risultati sono molto positivi, sia a livello di soci che di dimensione di azione. Faremo il partito patriottico socialista, parteciperemo alla Costituzione del CLN , la Storia ci paragonerà agli irlandesi del Easter Rising del 1916. Leggetevi quella storia, sopratutto noi compagni di sinistra perche non la conoscono tutti bene, ma quella gente di Destra e Sinistra ha liberato un popolo da oltre 7 secoli di imperialismo e quando Michael Collins ( un socialista patriottico ) si presentò al cambio delle bandiere nel castello di Dublino al termine della guerra di liberazione, l'ufficiale inglese che doveva portare via la bandiera inglese disse " Mr Collins, lei è in ritardo di 7 minuti" e Collins rispose " Mr Greys, voi inglesi avete aspettato 7 minuti per questo momento, noi 700 anni". Pazienza e Umiltà, Coraggio e Fede.

    questo è ARS

     

    Aaron Paradiso

    ARS Lombardia 

  2. Massimo ha detto:

    Relativamente al punto 11 e ad una parte della risposta di Paradiso.

    A parte chiedermi di usare il mio nome come riferimento organizzativo per la zona in cui vivo non  ne ho mai richiesto cariche politiche all'interno di ARS. Sono stato l'amministratore del forum perchè c'è chi l'ha voluto creare ed io ho dato la mia disponibilità. Mi sono sempre ritenuto un semplice socio che nel suo piccolo cercava di portare avanti un  certo discorso, compatibilmente con la propria vita. Mi si rimprovera una scarsa attività che non corrisponde ai fatti, il forum non ha funzionato ma generalmente quel tipo di attività serve anche a fare proseliti. Sul perchè sia fallito quando in altre realtà funziona bene non posso dirlo ma non è certamente colpa mia e c'è voluto un bel po' di tempo per metterlo a regime, e mantenerlo funzionante, non è come una pagina su FB. Se mi si rimprovera il tono scortese che ho usato con il presidente gli ricordo di rileggersi il suo titolo e di cercare di usare anche un po' di memoria per ricordare di quali attenzioni sia stato oggetto in ambienti erroneamente considerati amici.

    Concordo sul fatto che la mia uscita sia irrilevante per ARS e che ci siano persone di importanza assai maggiore della mia, sicuramente faranno un lavoro egregio. Le motivazioni per le quali lascio si desumono dalle risposte che ho dato negli ultimi tempi, da semplice iscritto. Magari, se vi avanza tempo rileggetele.

     

  3. Massimo ha detto:

    Dimanticavo, quel Massimo a cui è stato chiesto qualcosa su FB è un mio omonimo di Verona.

  4. stefano.dandrea ha detto:

    Copio e incollo il commento che Anna Biancalani ha lasciato sotto il post relativo al dibattito sull'uscita da destra o da sinistra dall'euro, perché mi sembra che anche questo commento abbia la sua naturale collocazione sotto questo post

    Anna

    September 16, 201310:01 pm | Permalink edit

    In quali aggrovigliati meandri ci cacciamo per voler mantenere come ancora valide delle obsolete parole che hanno perso i loro significati originali dopo le sostanziali conversioni dei vecchi partiti novecenteschi  peraltro suicidi!  (partito liberale, pdup, pci…). Mi trovo in sintonia con l'incipit di Aaron, benché io sia nata nella prima metà del secolo scorso.  Io oggi non di sinistra, ma lo sono stata  quando questo significava credere e propugnare una idea di (allora) sinistra: e cioè concorrere democraticamente ad acquisire il potere per esercitarlo esclusivamente in funzione della ricerca ed attuazione del benessere dei cittadini tutti. E per me allora il bene-essere era dato dalla giustizia sociale (da raggiungere), dalla promozione culturale attraverso la scuola, l'intrattenimento, l'università (lo stavano facendo) la sicurezza del diritto (ce n'era abbastanza ed era in miglioramento), assistenza e tutela della salute ( le conquiste erano in crescendo) e garanzia delle libertà democratiche e sindacali (anche queste erano in crescendo e lo sono state fino alla fine degli anni '70). Oggi non mi ritengo di sinistra, di quello che si indica OGGI per  sinistra.  Tonguessy, sono di sinistra e "priva di valore"?  Non ha più alcun senso questa parola. Le ideologie novecentesche sono tramontate, se non morte. Negli anni '70 si straparlava di ideologia borghese e marxista. Della prima non c'è più traccia, della seconda c'è molta nostalgia, ma mi pare che abbia bisogno di una rielaborazione per poter dare  frutti adeguati. Abbandoniamo queste parole che creano confusione e ci dividono e confrontiamoci sulle idee, sugli ideali, sulle mete da raggiungere. Non sulle ideologie, che non ci sono più. Confrontiamoci sui modelli di società mai attuati che noi vogliamo realizzare, poco importa se fra anni o lustri.

    Io, per esempio, che NON mi ritengo di sinistra, sono in ARS perché voglio restaurare la Costituzione del '48, e non solo, voglio realizzare tutto quanto non fu mai realizzato , ancorché scritto in quella Carta. Voglio ri-nazionalizzare tutto quanto fu degli Italiani (anche durante il Fascio), e che poi venne privatizzato (dal 1981). Voglio eliminare la moneta unica che ci toglie tutti i beni essenziali alla vita (lavoro, salute, acqua, istruzione etc.), e prima di tutto NON VOGLIO questa Unione Europea che ce la impone. Voglio una Banca Centrale di proprietà popolare, voglio cancellare la libera circolazione dei capitali, delle persone, dei beni e dei servizi, con tutti gli effetti che ne conseguono. Voglio finalmente una scuola di contenuti,  formatrice dei giovani verso la realizzazione della loro umanità e dei valori che il popolo italiano del dopoguerra, anzi dal Risorgimento in poi, ha fatto suoi. Unitamente all'Università e corollari. Voglio la tutela sociale della salute, del paesaggio, dell'acqua e dell'aria. Voglio le tutele dei diritti di chi lavora a ogni livello. Voglio la sicurezza del diritto, le banche commerciali separate dalle speculative, l'eliminazione dei premi ai rentiers, e incentivi a chi si adopera fattivamente per la tutela dei territori e il benessere dei cittadini. Voglio che tutti nostri giovani laureati e diplomati costretti a cercarsi un impiego all'estero, a causa della povertà dell'intelligenza di chi ci governa, tornino alle loro famiglie perché occupati in Italia in lavori pertinenti con li loro titoli.

    In una parola voglio che l'Italia e gli Italiani tornino ad essere liberi di decidere la loro politica: economica, culturale, monetaria, alimentare, scolastica, sociale. 

    Volete etichettarmi con una parola?

    Ve lo dico io come sono, come mi sento, comne voglio essere chiamata:   SOVRANISTA.

  5. stefano.dandrea ha detto:

    Invito tutti coloro che intendonjo intervenire a postare sotto questo post i commenti, visto che l'argomento trattato è svolto in questo post e che il commento di Tongurssy è stato appositamente copiato e incollato qua su.

    Speriamo per l'ultima volta, copio e incollo il commento di Andrea Franceschelli, inserito sotto l'altro post:

    Andrea Franceschelli

    September 16, 201311:04 pm | Permalink edit

    Giorgio Gaber nel 2001 pubblicava un album contente una scanzone intitolata "Destra-Sinistra ".

    Di seguito il testo:

    Tutti noi ce la prendiamo con la Storia
    ma io dico che la colpa è nostra
    è evidente che la gente è poco seria
    quando parla di sinistra o destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Fare il bagno nella vasca è di destra
    far la doccia invece è di sinistra
    un pacchetto di Marlboro è di destra
    di contrabbando è di sinistra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Una bella minestrina è di destra
    il minestrone è sempre di sinistra
    quasi tutte le canzoni son di destra
    se annoiano son di sinistra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Le scarpette da ginnastica o da tennis
    hanno ancora un gusto un po' di destra
    ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
    è da scemi più che di sinistra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    I blue-jeans che sono un segno di sinistra
    con la giacca vanno verso destra
    il concerto nello stadio è di sinistra
    i prezzi sono un po' di destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    La patata per natura è di sinistra
    spappolata nel purè è di destra
    la pisciata in compagnia è di sinistra
    il cesso è sempre in fondo a destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    La piscina bella azzurra e trasparente
    è evidente che sia un po' di destra
    mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
    son di merda più che sinistra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    L’ideologia, l'ideologia
    malgrado tutto credo ancora che ci sia
    è la passione, l'ossessione della tua diversità
    che al momento dove è andata non si sa
    dove non si sa
    dove non si sa.

    Io direi che il culatello è di destra
    la mortadella è di sinistra
    se la cioccolata svizzera è di destra
    la Nutella è ancora di sinistra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    La tangente per natura è di destra
    col consenso di chi sta a sinistra
    non si sa se la fortuna sia di destra
    la sfiga è sempre di sinistra

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Il saluto vigoroso a pugno chiuso
    è un antico gesto di sinistra
    quello un po' degli anni '20, un po' romano
    è da stronzi oltre che di destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    L’ideologia, l'ideologia
    malgrado tutto credo ancora che ci sia
    è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
    con la scusa di un contrasto che non c'è
    se c'è chissà dov'è, se c'è chissà dov'è.

    Canticchiar con la chitarra è di sinistra
    con il karaoke è di destra
    i collant sono quasi sempre di sinistra
    il reggicalze è più che mai di destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    La risposta delle masse è di sinistra
    con un lieve cedimento a destra
    son sicuro che il bastardo è di sinistra
    il figlio di puttana è a destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Una donna emancipata è di sinistra
    riservata è già un po' più di destra
    ma un figone resta sempre un'attrazione
    che va bene per sinistra e destra.

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Tutti noi ce la prendiamo con la Storia
    ma io dico che la colpa è nostra
    è evidente che la gente è poco seria
    quando parla di sinistra o destra. 

    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
    Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.

    Destra-sinistra
    destra-sinistra
    destra-sinistra
    destra-sinistra…

    Basta!

    Penso che non ci sia niente da aggiungere al messaggio contenuto nella canzone di Gaber per meglio chiarire il concetto che :
    "è evidente che la gente è poco seria
    quando parla di sinistra o destra. "

    e che quindi è ora di dire:
    "Basta!"

    Bene fatta questa premessa penso che l'ARS non rimpiangerà Massimo Resi.
    Ha dimostrato con la sua NON MILITANZA il suo peso all'interno dell'ARS.
    Se c'è qualcun altro che ha intenzione di (non) militare come lui, lo invito e lo esorto a uscire dall'ARS, troverà altri spazi più confortevoli dove pronunciare a vanvera la parola sinistra e la parola destra.
    Addio.

    • Tonguessy ha detto:

      Sinceramente questa entrata a gamba tesa non la capisco. Hai qualche nome in particolare da suggerire oppure è una minaccia fine a sè stessa?

      Credi di stemperare l'atmosfera già abbastanza tesa lanciando i tuoi anatemi nel vento?

      Infina occorre una precisazione su Gaber: il testo è un pour parler nato da un'idea di Gino e Michele (anche le formiche nel loro piccolo si incazzano). Questo non toglie che ponga dei quesiti seri: la Nutella è di destra o di sinistra?

      Ma Gaber è anche quello che ha scritto testi come "Non insegnate ai bambini"

      Non insegnate ai bambini 

      non divulgate illusioni sociali 

      non gli riempite il futuro 

      di vecchi ideali 

      l'unica cosa sicura è tenerli lontano 

      dalla nostra cultura. 



      Quindi in netto contrasto su quanto afferma Canfora :A mio parere, il luogo dove le tendenze oligarchiche dominanti possono e devono essere messe in discussione è il laboratorio immenso costituito dal mondo della formazione e della scuola..è lì che l'educazione antioligarchica, su base critica, può farsi strada.

      Non ho visto Gaber come commento sull'articolo di Canfora.

      E Gaber è quello che canta:

      Io non mi sento italiano 

      ma per fortuna o purtroppo lo sono. 



      Mi scusi Presidente 

      non è per colpa mia 

      ma questa nostra Patria 

      non so che cosa sia.

      Neanche quando si parla di patria salta fuori Gaber, descritto così da Dario Fo:

      Il suo era un pessimismo cosmico, anarchico, individualista. Qualsiasi presa di posizione collettiva, qualsiasi impegno etichettabile lo mettevano in fuga..Gaber attaccava la sinistra ufficiale e aveva tutte le ragioni. La sua era un' analisi dura ma cosciente, non ortodossa ma stimolante. Un isolato che bisognava ascoltare. Un anticonformista che mai è stato opportunista, mai ha giocato di furbizia, mai si è legato a chi vinceva. Il suo grande amico e partner artistico è stato un altro ribelle solitario, Sandro Luporini. E poi Gaber non aveva rabbia e rancore verso le persone, semmai verso la società e la politica. E i politici, di sinistra o di destra, non l' hanno mai amato perchè lui li graffiava, anzi li randellava.

      http://archiviostorico.corriere.it/2003/gennaio/02/Dario_macche_qualunquista_era_anarchico_co_0_0301021313.shtml

      Ribadisco il senso del mio intervento iniziale: cerchiamo di stare attenti quando affrontiamo temi delicati. 

      Immigrazione ad, esempio. Parliamone prima e pacatamente, per trovare una linea politica comunemente accettata. La stessa attenzione avevo chiesto fosse usata nell'affrontare questa discussione. Invece viene ripetuto sinistra e destra BASTA! 

      Comunque un dibattito (anche se diverso da come auspicavo) si sta svolgendo. Non auspicavo anatemi ed esclusioni, ma confronto e decisioni condivise.

      • Andrea Franceschelli ha detto:

        Tonguessy, rispondo alle tue domande:
        Hai qualche nome in particolare da suggerire oppure è una minaccia fine a sè stessa?
        Non ho nessun nome da suggerire in particolare, ma ribadisco il concetto generale che tutti coloro che hanno intenzione di NON MILITARE  farebbero bene ad uscire dall'ARS. 
        Credi di stemperare l'atmosfera già abbastanza tesa lanciando i tuoi anatemi nel vento?
        Credo semplicemente di aver diritto a dire quello che penso senza dover pormi problemi di ovattamento.

        Su Gaber hai alzato una questione inutile, in quanto ho preferito dire, attraverso i versi di una canzone, il mio pensiero sul tema. Non mi sembra di aver paragonato Gaber a Dio o all'oracolo da seguire in ogni sua prescrizione.
        Purtroppo mi duole constatare che l'etichettamento "binario" destra/sinistra per te (e per molti altri purtroppo) funziona anche per i cantanti e per le loro canzoni. Lo spirito critico è morto, celebrategli il funerale.
        Anatemi, esclusioni? No, invito a lavorare, invito a militare politicamente.

        • Tonguessy ha detto:

          Credi di avere diritto a dire quello che pensi sempre e comunque? Davvero non consideri la diplomazia ed il tatto un valore necessario quando si fa politica? Manganello e olio di ricino come cura insostituibile? Squadrismo come tattica e gentilezza come aberrazione da additare al pubblico ludibrio?

    • Massimo ha detto:

      L'articolo verteva su argomenti politici, non sulle mie, assai trascurabili, dimissioni. grazie comunque per la "precisa" ricostruzione del mio impegno in ARS.

  6. Fiorenzo Fraioli ha detto:

    Da tempo, per autodefinirmi, uso con parsimonia il termine "sinistra", e lo faccio solo quando il contesto lo consente. Non userei mai questo termine, ad esempio, se pensassi di poter essere confuso con quanti oggi si esaltano per il documento "La via maestra" (firmato da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky e presentato a Roma domenica 8 settembre all’assemblea indetta dalle associazioni per la Costituzione). Quel documento è un magistrale esempio di ambiguità, perché usa parole che noi potremmo tranquillamente sottoscrivere, ma poi ci infila un paio di passaggi ambigui che, con l'occasione, mi piace segnalarvi.

    1) allorché vi si legge: "La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione". Domanda: perché " la giustizia e la democrazia in Europa, la pace" e non " la giustizia e la democrazia NEL MONDO, la pace"? Sono forse desiderabili la giustizia, la democrazia e la pace "in Europa", e non anche "nel mondo"? Perché citano solo l'Europa? Oppure, più semplicemente, costoro, che si autodefiniscono (ovviamente) "di sinistra", sono anche "euristi", cioè sostenitori del più avanzato sistema liberista mai realizzato nella storia? E' ovvio che, se mi trovassi insieme con persone che simpatizzano per quel manifesto, mai e poi mai penserei di autodefinirmi anch'io "di sinistra". Mai e poi mai vorrei essere confuso con essi!

    2) più avanti, nel manifesto si legge "Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa". E torna la stessa domanda: che c'entra l'Europa con la difesa della Costituzione?

    Vi ho dato due esempi lampanti del fatto che oggi autodefinirsi "di sinistra" espone al rischio di gravi fraintendimenti sulle reali finalità della nostra azione politica. Dunque, il termine "sinistra", sebbene possa ancora essere usato (ma sempre con cautela) in contesti nei quali non possano sorgere così gravi equivoci, non può essere da noi adottato in senso generale e senza tener conto del particolare contesto nel quale ci si esprime. 

    Ciò detto, è anche vero che dobbiamo contrastare le tesi di quanti, essendo euristi, si autodefiniscono tuttavia "di sinistra". Come vogliamo chiamarli, se essi stessi si dichiarano "di sinistra"? Ha dunque ragione Stefano quando dice che "questa è oggi la sinistra"! 

    L'invito che rivolgo a tutti i soci, dunque, è di usare con attenzione questa definizione, e solo quando non vi siano possibilità di equivoco. Per esempio: con gli euristi che si autodefiniscono "di sinistra" ribadiamo con forza che noi siamo sovranisti; con i liberisti, invece, autodefiniamoci pure, quando è necessario, "di sinistra", ma aggiungendo subito "ma non la sinistra eurista".

    Non facciamoci fregare dalle parole, e ricordiamo che, in questi tempi di possibili imminenti elezioni (lo so che Stefano è scettico… ma… abbiamo scommesso), il termine "sovranista" comincia ad essere ambito, e dunque sarà sempre più oggetto del solito tentativo di stravolgerne il senso, esattamente come è avvenuto con la parola "sinistra". Facciamo in modo, con una prassi politica seria e impegnata, che sia l'ARS il più autorevole detentore del diritto di definirne il significato.

  7. Luca Cancelliere ha detto:

    Personalmente penso che nella storia politica italiana, l'uso delle categorie di destra e sinistra abbia avuto in generale un senso soltanto nel quadro del sistema politico a predominanza liberale esistito fino al 1914-1919 (il terminus a quo è quello della spaccatura del sistema politico italiano sul crinale neutralismo/interventismo, il terminus a quem è quello delle prime elezioni con il sistema proporzionale che videro l'affermazione dei partiti di massa socialista e popolare e il tramonto dell'egemonia liberale). Non a caso tali termini destra/sinistra nascono nell'alveo dei rapporti tra maggioranza e opposizione all'interno dei parlamenti eletti dopo le rivoluzioni liberali borghesi. Aveva quindi un senso parlare di "destra storica" e "sinistra storica" ai tempi di Agostino Depretis. Già all'epoca di Giolitti, l'irrompere sulla scena di socialisti, nazionalisti e cattolici gentiloniani, che fuoriuscivano tutti da tale schema, mette in crisi il binomio destra/sinistra, che a mio parere già dopo il 1918, con la conquista definitiva della scena da parte dei grandi movimenti socialista, popolare, fascista e comunista, era diventato completamente obsoleto. Figuriamoci oggi, dopo il crollo del blocco sovietico, il superamento anche delle ideologie e famiglie politiche novecentesche, la globalizzazione, l'integrazione europea e tutte le devastazioni connesse. Per non parlare degli equivoci insorgenti dall'accomunare nel termine "destra" e "sinistra" persone che pur accettando in linea di principio tali etichette, hanno posizioni totalmente e irrimediabilmente contrapposte qui e ora sulle questioni cruciali e vitali per le persone, per i popoli, per il mondo. Che hanno in comune i CSP di Rizzo e il PD, pur entrambi teoricamente di sinistra? E che hanno in comune PDL e "destra sociale", pur entrambi teoricamente di destra? Quindi ritengo completamente vuoti – e non da ieri – i termini destra/sinistra, mentre al contrario ritengo non privi di significato, ma quale declinazioni particolari di categorie più ampie, i termini "socialista" e "nazionalista" per esempio. Non sono scatole vuote, ma concetti pregni di contenuti, a differenza di destra/sinistra. Oggi la contrapposizione politica è intorno al crinale Stato Nazionale sovrano vs. Unione Europea (che non è e non vuole essere Stato,  ma  "post" o "anti" Stato, cioè negazione dello Stato come inveramento dell'idea del bene comune e prevalenza del politico sull'economico). In questa contrapposizione, o si è sovranisti (e poi sicuramente costituzionali, sicuramente patriottici, sicuramente socialisti o se il termine non piace, diciamo interventisti in economia e per la giustizia sociale) o si è europeisti/unionisti (e quindi sicuramente liberisti). Ma destra e sinistra ormai non sono più utili da tempo per orientarsi nella realtà politica italiana ed europea.

     

    • Francesco ha detto:

      Bravo Luca,

      sottoscrivo!

      La nuova linea di demarcazione è quella che hai indicato tu: sovranisti, da un lato, globalisti, dall'altro. Se non riusciremo a far passare questo concetto, avremo perso la battaglia ancor prima di cominciare, poichè si continuerà nella inutile contrapposizione fintamente ideologica tra destra e sinistra (entrambe globaliste) alla quale assistiamo da vent'anni a questa parte.

      Per ora, secondo me, si deve compiere proprio questo primo passo: far capire quali sono il vero scontro e la relativa posta in gioco.

      In questo senso la nascita e lo sviluppo di movimenti sovranisti (naturalmente, almeno ad oggi, non ricomprendo fra questi il m5s) sono la tappa preliminare, indipensabile per rendere chiaramente visibile lo sconvolgimento del panorama politico.

      Chi, invece, vuole approffittare della crisi per rivitalizzare partiti e ideologie otto-novecenteschi, a mio parere, non focalizza l'obiettivo e spreca energie preziose.

       

  8. Giampiero Marano ha detto:

    L'economia globalista è di destra. In politica il globalismo tende al centro, mentre dal punto di vista culturale è di sinistra. Dove per "cultura di sinistra" si intende, secondo il senso comune che l'ARS deve tenere nella massima considerazione pena la scomparsa, l'ideologia permissiva, individualista e fintamente cosmopolita che, evidente retaggio del Sessantotto, è diventata la sovrastruttura della mondializzazione in generale e dell'UE in particolare. Rispetto a questa deriva inarrestabile, cosa sia la vera sinistra è questione accademica che potrà anche appassionare storici e filosofi ma non riguarda affatto chi avverte la necessità di agire concretamente e realisticamente per cambiare uno stato di cose in apparenza compromesso.

  9. stefano.dandrea ha detto:

    Tonguessy,

    il dibattito si sta svolgendo e come. Stanno emergendo molti punti.

    Intanto la stessa legittimità, opportunità, pensabilità, moralità che il comitato direttivo di un'associazione possa decidere sull'uso di un termine imponendolo a tutti i soci: se usarlo e in che senso usarlo. Una volta fatta una mossa del genere, potrebbe essere ripetuta all'infinito su infiniti altri termini. A mio avviso nemmeno all'assemblea va riconosciuto un simile aberrante potere.

    In secondo luogo, le osservazioni di Luca Cancelliere, che condivido pienamente, e che dovrebbero farti riflettere: comunista, socialista, socialdemocratico, repubblicano, democristiano della sinistra di base, fascista, nazionalista significano, sia pure con la ovvia polisemia. Invece sinistra e destra non significano.  Ma questa è un'osservazione a latere, perché tu puoi rimanere attaccatto a questo termine anziché preferire il termine socialista, anche dopo queste considerazioni.  Però rifletti sul fatto che è davvero insensato (non mi vengono altre parole) intervenire non su posizioni relative a specifici temi, bensì sul significato che si attribuisce a un termine. Sei stato tu a scrivere: "La mia proposta nell'ultimo Consiglio Direttivo (inserita tra varie ed eventuali) era stata di sospendere questi giudizi tranchant fino a che non si fosse raggiunta una definizione maggiormente condivisa di questo termine". Quindi adesso non puoi venire a dire pensiamo a temi specifici! No tu hai posto il problema dell'uso condiviso di un termine. Invece, il problema è che non esiste nessun obbligo o opportunità di attribuire a uno o altro termine significati omogenei. Quindi l'anatema di Andrea Franceschelli è perfettamente legittimo, nella misura in cui lui ha espresso la sua opinione. Sarebbe inopportuno, se avesse proposto qualcosa di simile ma opposto a ciò che hai proposto tu: ossia un vincolo dei soci a sostenere la tesi della insignificanza delle parole destra/sinistra.

    Credo che sia importante anche il tema dei recessi. Non lasciamo che il mio spunto di riflessione si perda. Non è pensabile che ogni volta che qualcuno recede, l'associazione debba interrogarsi, debba parlarne, debba andare a ricorrere il socio recedente. Sarà il socio più legato al socio recedente a darsi da fare e a cercare di convincerlo ma non può essere l'associazione. Mi dispiace persino di aver esternato il giudizio su Massimo, che non si è comportato diversamente da alcuni altri soci. Però è assurdo che si ponga un problema a me che lavoro 10 ore al giorno per l'associazione e qualcuno si senta sconcertato perché un socio di cui non si sa niente (se lavora se non lavora, se è intelligente se non è intelligente) ha receduto, senza nemmeno esternare chiaramente i motivi del recesso, sul presupposto (falso) che vi sarebbe una perdita di iscritti dovuta al significato che attribuisco a un termine che uso.

    Infine, non lasciamo sfuggire il suggerimento di ammonire i soci che anziché formalizzare richieste di chiarimenti (prima di svolgere osservazioni è sempre meglio chiedere chiarimenti) al comitato direttivo, vanno da uno dei membri, il quale parla poi a nome di altri imprecisati anonimi che non si sa chi sono, quanti sono, come lavorano e non si sa quanti addebbiti si potrebbero ad essi muovere (in genere per parlare serve sempre una legittimazione). Se noi giudichiamo questa pratica inopportuna e scorretta e la bandiamo, come io credo si debba fare, questa discussione è già servita.

  10. Massimo ha detto:

    Rileggendo a mente riposata l'articolo di D'Andrea e leggendo le considerazioni che fa sulla mia persona, i punti 11, 12 e 18, ritengo di dover correggere l'impostazione data da D'Andrea che mi dipinge come una specie di pelandrome menefreghista.

    Lasciamo perdere il fatto che non vivo a Firenze, il perché io non abbia risposto ad alcune sollecitazioni è per motivi che mi riguardano a titolo strettamente privato, al netto delle illazioni e delle velenose considerazioni, questo è assolutamente il comportamento di un normale iscritto che ha dubbi, peraltro manifestati in più occasioni.
    Nonostante i tanti dubbi, non sono mancato, personalmente e con i miei vari nick di far conoscete l'ARS. Dove hai la certezza che il mio (modesto) lavoro non abbia portato soci? 
    Così, tanto per scriverlo, la stragrande maggioranza di coloro che personalmete conosco è talmente rossa e non votante, sai siamo in Toscana, che se legge solo due periodi di un tuo intervento qualsiasi, non mi rivolge la parola per una settimana.
    Dato che siamo sul personale e tu mi accusi di non aver perorato a sufficienza la causa dell'ARS ti ricordo che c'è stata una circostanza, rara, in cui ci siamo incontrati su un blog dichiaratamente a sinistra in cui ero riuscito a destare un minimo di interesse da parte sopratutto di un personaggio, definiamolo di una certa consistenza, che si era reso disponibile a conoscerci, arrivi tu e fai una serie di interventi in cui poi finisci per "non dispiacerti" di essere considerato portatore di una "rivoluzione conservatrice". Ottimo modo per fare proselitismo quello di infilarsi in un blog gestito per la maggior parte da DOCENTI UNIVERSITARI apertamente schierati a sinistra. infatti hai avuto la risposta che ti meritavi, peraltro assai civile.

    Questo è il link: http://irradiazioni.wordpress.com/2013/08/27/uscire-dalleuro-ma-come-il-punto-di-vista-di-frederic-lordon/#comment-1198.

    Vorrei che una volta tanto mi si capisse: ho scritto questo perché tu hai travisato completamente la mia figura di SEMPLICE ISCRITTO con tutti i suoi dubbi, che non ha mai chiesto incarichi nè visibilità, e l'hai fatta passare come quella di un pelandone menefreghista.

    Non voglio commentare il fatto che tu consideri la domanda: “Senti Stefano questa è la tua linea personale o è quella di ARS?” offensiva, le offese vere te le sei prese altrove, anche in forum che funzionano. Tu hai preso psizione su qualcosa che non è contemplato in alcun documento programmatico di ARS, il problema è che chi ha fatto questa affermazione non è il SEMPLICE ISCRITTO Massimo, che anzi la pensa in moo diverso da te, ma il presidente della ARS, il PRESIDENTE. E a te non sempbra una domanda legittima ma offensiva.

    Riguardo alle tue assai opinabili considerazioni sul forum mosse più sul desiderio di screditarmi che non su una obbiettiva visione del servizio che poteva svolgere, ricordo perfettamente che quando si stava pensando al forum, ci fu chi disse che secondo lui il forum era motivo di divisione e non di aggregazione, lo diceva un personaggio di spicco della nascente ARS. Chi aveva poi preso l'impegno di valorizzarlo mettendolo addirittura a verbale? E' quindi colpa mia se il progetto del forum in ARS ha dato scarsi frutti, nonostante l'impegno oltre che mio dei dirigenti Alba kan, Truman e Tonguessy e degli iscritti Andrea, Giancarlo, Enrica, Sergio, Luca, Mattia? Il forum è sempre rimasto in attesa di fornire il servizio per cui era stato pensato e creato, e questo in modo mai molesto da parte di chi lo amministrava.

    Ma ritorniamo a questa figura del SEMPLICE ISCRITTO. Se si è appartenuti a vario titolo a qualche organizzazione politica si è a conoscenza che chi prende la tessera non è che automaticamente si mette a correre per la segreteria del partito, ci sono quelli, la stragrande maggioranza, che non organizzano cose molto importanti come manifestazioni, incontri, spettacoli pirotecnici e quant'altro. Sono quelli che fanno un lavoro di coscenza e defilato. Quando alla sezione un iscritto solleva obiezioni su un certo operato lo fà perché è perfettamente legittimato dalla sua appartenenza al partito. La risposta è nel merito non nella simpatia, che ci può anche non essere.

    Ma cosa vuoi che pensino gli iscritti di un ex SEMPLICE ISCRITTO! Ma lascia perdere e ringrazia Dio di avere uno come Tonguessy nel tuo comitato direttivo, altro che attribuirgli le colpe sul perché hai distribuito rifiuti organici nel ventlatore che poi hai puntato in direzione di un ex SEMPLICE ISCRITTO, ex perche quel pelandrone si è liberamente dimesso.

  11. Fiorenzo Fraioli ha detto:

    Oh poffarbacco! Il socio Cancellieri sarà pure "de destra" (per usare questa inattuale parola) però chapeau! Me devo preoccupà perché io, che so' "de sinistra", me trovo d'accordo co' uno che è "de destra"?

    p.s. just for fun, per prenderla un po' alla leggera insomma.  

  12. Lorenzo D'Onofrio ha detto:

    Mi dispiace per la decisione di Massimo e spero che possa essere un arrivederci.
    Personalmente posso dire che una delle cose che mi ha spinto ad aderire all'ARS e che, credo, sia la forza del progetto, è stata la volontà di mettere insieme persone accomunate dalle stesse idee ed intenzioni, evitando di utilizzare categorie, come destra e sinistra, sulle quali esiste, oggi come mai, troppa confusione e che si prestano ad essere strumentalizzate, o comunque fraintese. Categorie che, peraltro,  vengono vissute in senso assolutamente soggettivo, a seconda dell'esperienza personale e del background culturale di ciascuno (conosco molti piddini che si considerano, in buona fede, di sinistra), per cui un'identificazione in una di esse potrebbe avere l'effetto di respingere chi non ci si ritrova, pur condividendo i contenuti.
    Non tutti, del resto, hanno una formazione ed una cultura politica (io mi metto fra quelli) che gli consente di capire pienamente cosa destra e sinistra rappresentino od abbiano rappresentato, ma questo non vuol dire che non possano dare un valido contributo alla lotta sovranista nella quale ci stiamo impegnando.
    Ritengo quindi più utile guardare agli obiettivi concreti che costituiscono il cuore di questa lotta, senza etichettarli, rinunciando, come chiaramente scritto nel progetto (paragrafo 3) che tutti abbiamo condiviso, ad affrontare questioni ideologiche che possono creare divisioni e fraintendimenti, non solo fra di noi, ma anche con chi ci legge ed ascolta.

  13. Mattia Corsini ha detto:

    Ciao a tutti.

    Sono stato tirato in ballo un paio di volte in questa e altre discussioni correlate, ben lieto che sia stato così perché l'argomento é fondamentale e credo che ARS debba cogliere l'occasione per dare il primo vero messaggio di discontinuità con il fango dell'attuale politica e con l'atteggiamento MOLTO italiano di distruggere e banalizzare il messaggio di un rivale dopo averlo etichettato e dunque inquadrato in un qualcosa di esistente, non diverso pertanto né immune dagli stessi difetti che hanno portato l'INTERA nomenclatura politica italiana a FALLIRE CLAMOROSAMENTE.

    Non voglio ripetere cose già dette, quindi sappiate che sono quasi perfettamente allineato a Stefano D'Andrea, e mi ritrovo alla grande nello spirito e nei contenuti di interventi come Anna Biancalani, Luca Cancelliere e Fiorenzo Fraioli, che sottolienano questioni FONDAMENTALI e altrettanto fondamentali concause del fallimento dell'attuale offerta politica.

    Non condivido l'inasprimento dei toni CONTRO il concetto di sinistra/destra, che ancorché realtà antistoriche, hanno avuto un preciso significato, come ben spiegato da Luca. Ma é vero, per quanto stefano e Andrea l'abbiano detto senza troppi riguardi, che oggi come oggi siano termini usati con fini puramente strumentali, per distruggere invece di unire, dividendo cittadini ed elettori dietro a cause "di sinistra?" come matrimoni gay e trattamento dell'immigrazione che sono così scontate in un paese sedicente civile e con una costituzione come la nostra che dovrebbero ESSERE GIA' ACQUISITI DA ANNI!

    Il liberismo é una realtà.
    La costituzione é una realtà (per ora).
    Il socialismo, l'eguaglianza di diritti, il diritto all'istruzione, alla sanità, alla democrazia, alla piena occupazione, sono tutte realtà ESPLICITAMENTE citate nella nostra carta costituzionale.

    Destra e sinistra invece NON sono più realtà, sono epiteti vuoti, usati dal pensiero unico eurista che ci governa come foglie di fico, per fingere davanti all'elettorato un reciproco dissenso che non c'é. quando invece sono perfettamente allineate nel farci perdere ogni sovranità e diritto in favore di organi sovranazionali assolutamente ANTIdemocratici.

    L'assurdo é che oggi si possa decidere di perseguire una linea politica rispettando la costituzione oppure NO. Io ho sentito definire la nostra carta "lettera morta e vuota" non piu tardi di una settimana fa da parlamentari e consiglieri di TUTTA la partitocrazia italiana a Bra, dal PD al PDL ad Alternativa persino.

    ARS ha deciso anzitutto di porre al centro della sua azione la costituzione del 48 senza curarsi di etichette obsolete, e io sono assolutamente d'accordo. Io nasco politicamente come uomo di destra, eppure non baratterei nemmeno per sbaglio la nostra causa per il ripristino della costituzione con l'etichetta destra. Inutile, oltre che distruttivo.

    Noi possiamo essere coloro che toglieranno alla cosa politica italiana quello spirito da tifoserie contrapposte che l'ha portata nel fango, e possiamo far riappacificare i cittadini e la politica. Ma solo se sapremo superare le etichette che non hanno piu senso pratico. Sapete chi per primo mi ha segnalato questo discorso? Non un compare di ARS, ma un INSIGNE costituzionalista mio amico non facente parte della nostra associazione che sull'argomento ha detto pressapoco:

    "mi è piaciuto l'ultimo post di D'Andrea (sul superamento dell'uscita da destra e sinistra ndr). Sostiene esattamente ciò che cerco di dire io: se si ripristina la legalità costituzionale, cioè la sovranità democratica – e non ce n'è altra-, non ha senso parlare di "usita da destra o da sinistra" perchè qualunque governo, ritrovandosi nel pieno dei poteri delineati nella Costituzione, e non più ad essere esecutore del "lovuolel'europa", questi poteri li eserciterà necessariamente. Questo è l'essenziale, sul piano giuridico, politico ed economico. Almeno finchè la Costituzione sarà questa.

    E su questo dovrebbero ritrovarsi unite tutte le forze democratiche e anti-golpe europeo. Una cosa la capisco: così si acquista visibilità nel modo più veloce. Ma contemporaneamente allontana le voci che potrebbero dare il messaggio "giusto" da inserire in questa visibilità."

    Chiaro? E' GIA' TUTTO SCRITTO nella nostra costituzione, nero su bianco. Almeno quella del 48, prima dello stupro e delle interpretazioni creative della nostra nomenclatura politica, "SINISTRA" INCLUSA, anzi AL TIMONE!

    Unendo le forze intorno alla nostra carta e alla volontà di farla applicare sempre, il resto verrà da sé automaticamente!!! consiglio a tal proposito questo link:

    http://orizzonte48.blogspot.it/2013/06/il-futuro-senza-vincolo-esterno-una.html

    Io non ritengo insanabili fratture di questo tipo, come pure quella con i ragazzi di Indipendenza. Ci ho collaborato di recente personalmente. E loro temono che rigettando il termine "sinistra" piuttosto che "marxista", si rischino derive autoritarie o fasciste e si gestisca l'uscita o cmq il futuro senza rispetto per il popolo. SE NON AVESSIMO LA NOSTRA COSTITUZIONE forse la penserei come loro. Ma l'abbiamo, ed é un tesoro inestimabile, un documento di analisi e proposte (LOL) come meglio non potremmo desiderare. Leggerla e applicarla con sincerità, senza alcuna "precomprensione" e pregiudizi, dispensati invece in modo del tutto bipartisan, é la chiave per il successo di ARS. O almeno per un'onorevole sconfitta di cui andrei comunque orgoglioso.

    Chi ha da eccepire, si chieda anzitutto quali valori per lui rappresenti questa parola "sinistra" per la quale sarebbe disposto ad abbandonare la lotta con ARS. E DOPO ATTENTA LETTURA della nostra costituzione, se tale testo non rispecchi in pieno quei valori e tutti i vostri sogni politici piu arditi 🙂

    Mattia Corsini
     

  14. Massimo ha detto:

    Rileggendo a mente riposata l'articolo di D'Andrea e leggendo le considerazioni che fa sulla mia persona, i punti 11, 12 e 18, ritengo di dover correggere l'impostazione data da D'Andrea che mi dipinge come una specie di pelandrone menefreghista.

    Lasciamo perdere il fatto che non vivo a Firenze, il perché io non abbia risposto ad alcune sollecitazioni è per motivi che mi riguardano a titolo strettamente privato, al netto delle illazioni e delle velenose considerazioni, questo è assolutamente il comportamento di un normale iscritto che ha dubbi, peraltro manifestati in più occasioni.

    Nonostante i tanti dubbi, non sono mancato, personalmente e con i miei vari nick di far conoscete l'ARS. Dove hai la certezza che il mio (modesto) lavoro non abbia portato soci?
    Così, tanto per scriverlo, la stragrande maggioranza di coloro che personalmente conosco è talmente rossa e non votante, sai siamo in Toscana, che se legge solo due periodi di un tuo intervento qualsiasi, non mi rivolge la parola per una settimana.

    Dato che siamo sul personale e tu mi accusi di non aver perorato a sufficienza la causa dell'ARS ti ricordo che c'è stata una circostanza, rara, in cui ci siamo incontrati su un blog dichiaratamente a sinistra in cui ero riuscito a destare un minimo di interesse da parte sopratutto di un personaggio, definiamolo di una certa consistenza, che si era reso disponibile a conoscerci, arrivi tu e fai una serie di interventi in cui poi finisci per "non dispiacerti" di essere considerato portatore di una "rivoluzione conservatrice". Ottimo modo per fare proselitismo quello di infilarsi in un blog gestito per la maggior parte da DOCENTI UNIVERSITARI apertamente schierati a sinistra. infatti hai avuto la risposta che ti meritavi, peraltro assai civile.

    Questo è il link: http://irradiazioni.wordpress.com/2013/ … mment-1198.

    Vorrei che una volta tanto mi si capisse: ho scritto questo perché tu hai travisato completamente la mia figura di SEMPLICE ISCRITTO con tutti i suoi dubbi, che non ha mai chiesto incarichi nè visibilità, e l'hai fatta passare come quella di un pelandone menefreghista.

    Non voglio commentare il fatto che tu consideri la domanda: “Senti Stefano questa è la tua linea personale o è quella di ARS?” offensiva, le offese vere te le sei prese altrove, anche in forum che funzionano. Tu hai preso posizione su qualcosa che non è contemplato in alcun documento programmatico di ARS, il problema è che chi ha fatto questa affermazione non è il SEMPLICE ISCRITTO Massimo, che anzi la pensa in modo diverso da te, ma il presidente della ARS, il PRESIDENTE. E a te non sembra una domanda legittima ma offensiva.

    Riguardo alle tue assai opinabili considerazioni sul forum mosse più sul desiderio di screditarmi che non su una obbiettiva visione del servizio che poteva svolgere, ricordo perfettamente che quando si stava pensando al forum, ci fu chi disse che secondo lui il forum era motivo di divisione e non di aggregazione, lo diceva un personaggio di spicco della nascente ARS. Chi aveva poi preso l'impegno di valorizzarlo mettendolo addirittura a verbale? E' quindi colpa mia se il progetto del forum in ARS ha dato scarsi frutti, nonostante l'impegno oltre che mio dei dirigenti Alba kan, Truman e Tonguessy e degli iscritti Andrea, Giancarlo, Enrica, Sergio, Luca, Mattia? Il forum è sempre rimasto in attesa di fornire il servizio per cui era stato pensato e creato, e questo in modo mai molesto da parte di chi lo amministrava.

    Ma ritorniamo a questa figura del SEMPLICE ISCRITTO. Se si è appartenuti a vario titolo a qualche organizzazione politica si è a conoscenza che chi prende la tessera non è che automaticamente si mette a correre per la segreteria del partito, ci sono quelli, la stragrande maggioranza, che non organizzano cose molto importanti come manifestazioni, incontri, spettacoli pirotecnici e quant'altro. Sono quelli che fanno un lavoro di coscienza e defilato. Quando alla sezione un iscritto solleva obiezioni su un certo operato lo fa perché è perfettamente legittimato dalla sua appartenenza al partito. La risposta è nel merito non nella simpatia, che ci può anche non essere.

    Ma cosa vuoi che pensino gli iscritti di un ex SEMPLICE ISCRITTO! Ma lascia perdere e ringrazia Dio di avere uno come Tonguessy nel tuo comitato direttivo, altro che attribuirgli le colpe sul perché hai distribuito i tuoi rifiuti organici nel ventilatore che poi hai puntato in direzione di un ex SEMPLICE ISCRITTO.

  15. Antonio ha detto:

    Dalla sua costituzione entra  nell'ARS chi è convinto  della bontà, esattezza, profondità, concretezza del documento di analisi e del progetto, dei suoi obiettivi generali e paricolari. Probabilmente entra anche chi  non ha idee perfettamente coincidenti con quelle lì espresse ma comunque aderenti alle proprie quel tanto che basta da rendere le differenze trascurabili e senza valore dirimente. La facoltà di aderire è indipendente dal proprio  precedente
    percorso personale e politico. L'adesione è la linea discriminante. La volontà di rispettare le posizioni espresse dall'associazione in luogo delle posizioni  personali assunte in precedenza  ed eventualmente in contrasto con  le prime è un fattore  decisivo per il funzionamento di qualunque  associazione e dunque anche dell'ARS.
    Questa riflessione mi permette di esprimere il mio pensiero sullo scambio avvenuto nei post.
    La domanda così come posta da Massimo  lasciava poco spazio al dialogo. In realtà non mirava ad aprire una discussione contenendo di fatto un pre-giudizio negativo sulla posizione espressa nel post.
    Posizione  che , come è stato sostenuto, limiterebbe  le possibilità dell'ars di stringere rapporti con alcune altre forze  (sinistra ?) e che sarebbe anche la causa dell'uscita dall'associazione di alcune persone.
    Da parte mia posso dire che non sento la necessità di arrivare a definire cosa significhi per Ars la parola "sinistra".
    E per quanto detto sopra mi sembrerebbe fuori luogo. Ne posso essere smentito affermando che questa necessità non è mai stata messa in evidenza in nessun documento "ufficiale" e da nessun socio.
    A  mio avviso perchè ne manca anche l'utilità in relazione proprio all'impostazione che ARS ha dato al proprio progetto.
    Potrebbe essere in astratto utile? si  se l'ARS  decidesse di avvicinare persone, movimenti, associazioni sulla base della presenza o meno degli elementi qualificanti " l'essere di sinistra".

    Ma non è così evidentemente. Non abbiamo  mai scelto  di seguire questa linea. Tuttavia per Massimo e per alcuni altri,come afferma Tonguessy, invece questo è un problema.
    A tal proposito voglio sottolineare come sia questo l'aspetto che più mi ha lasciato perplesso.
    Ossia esistono dei malcontenti non dichiarati o meglio non dichiarati apertamente.questi malcontenti avrebbero condotto
    più persone a lasciare l'associazione. non credo sia accettabile questo modo di fare. Perchè non c'è stata nessuna discussione precedente, nessuna volontà di superare il proprio convincimento.
    Evidentemente è bastato poco per mettere in discussione tutto l'impianto ed il lavoro fatto in questi due anni. Ritengo che non c'è stata una profonda comprensione del progetto ne troppa convinzione da parte di coloro che la pensano così.
    Comunque l'occasione è stata proprizia per ascoltare diverse voci e rinvigorire il senso di appartenenza all'ARS, la fiducia nel progetto, la stima per tanti " militanti". Ci libereremo

    • Massimo ha detto:

      La prego di considerare ciò che ho scritto come una risposta ad un preciso ed inultile, dato il mio peso politico, attacco personale che potrà leggere ai punti 11,15 e 18, giustificato solo dal voler dare una risposta ad un dirigente che si è SEMPRE battuto per mantenere unita la base di ARS, che si è dovuto sorbire occasionalmente ma in modo mai molesto i miei dubbi e le mie perplessità muovendosi sempre nell'interesse di idee che ritiene, e ritengo, importanti. il fatto che me ne sia andato conferma un disagio he traspariva in ciò che facevo ma che mai mi ha portato a compiere azioni diverse da quelle dalla critica e che mai ha influito sul servizio che avevo in responsabilità.

  16. stefano.dandrea ha detto:

    Massimo, ARS longa è appena intervenuto in un dibattito sull'ARS che si sta svolgendo su sollevazione, ricordando la formula della Rivoluzione conservatrice, che egli invero aveva utilizzato per sintetizzare il mio manifesto personale, parecchio diverso dai documenti dell'ARS.

    Fiorenzo Fraioli è appena intervenuto. Copio e incollo il suo intervento:

    "Gentile Ars Longa, vorrei rassicurarla sul fatto che nessuno in ARS si farà venire un coccolone se la "rivoluzione" cui aspiriamo viene definita "conservatrice", piuttosto che "giacobina", "comunista" o altro. Sono parole che, nella confusa discussione politica ampiamente dominata dai media mainstream, ci lasciano indifferenti. Noi abbiamo un altro problema, e provo a spiegarlo.

    Se un conoscente mi chiede cos'è l'ARS, io quali parole devo usare per spiegarglielo sapendo di avere al massimo due minuti di tempo? Ebbene, la soluzione al dilemma è quella di usare NON una parola (destra, sinistra, socialista, nazionalista, sovranista, comunista, e quello che vi pare) ma un gruppo di concetti chiave, per poi chiedere all'aspirante socio: "Tu che dici? Cosa siamo in una parola?". Se quello risponde "siete fascisti", oppure "siete comunisti" oppure qualsiasi altra cosa, io resto indifferente e gli chiedo "hai capito i concetti chiave? Bene, se li hai capiti apri un libro qualsiasi in una pagina qualsiasi a un rigo qualsiasi e scegli una parola qualsiasi: noi siamo quella parola".

    E' chiaro adesso il "metodo"? Concetti chiave, non parole che pretendono di sintetizzare tutto. Noi non abbiamo fretta, e abbiamo tutto il tempo che serve per spiegarci con chi ha interesse a capire. Poi, se è d'accordo viene con noi, altrimenti va altrove".

    Aggiungo io che, personalmente, se non lo reputassi inutile, fuoriviante, pericoloso, ambiguo e molto negativo per l'ARS, potrei decidere di dichiararmi "di sinistra", con immediata necessaria spiegazione del significato della parola. Però progressista proprio no.

    Voglio sfuggire anche alle etichette reazionario, conservatore progressista, così come alle etichette destra, centro e sinistra. Ma se a talune condizioni e se non avessi intrapreso il progetto dell'ARS, avrei potuto dichiararmi di sinistra subito precisando cosa avrei inteso per "sinistra", la parola progressista mi appare completamente vuota o addirittura con significato negativo.

    D'altra parte uno che vuole restaurare la Costituzione italiana (e recuperare gran parte dell'attuazione che ebbe) ha due possibilità: definirsi conservatore, muovendo dall'idea che la Costituzione è ancora in vita, anche se ferita; o reazionario, se muove dal presupposto che la Costituzione è morta. Perciò la formula rivoluzione conservatrice non mi dispiace per niente, come ammisi nel commento che ricordi. Capisco che alcuni non sono in grado di capire questi ragionamenti e neghino che in essi ci sia logica. Può darsi che siano più intelligenti di me; l'alternativa è che io sono più intelligente di loro.

    I progressisti sono coloro che vogliono sempre il nuovo. Il PDS (nel quale militai) fu progressista (mi candidai con una lista che si chiamava "I progressisti"). E infatti volle la cosa uno e la cosa due, i DS e il PD, e oggi il presidenzialismo. Progressisti poi sono quelli per i quali la lotta dei diritti civili è il cavallo di battaglia. No. Progressista proprio no.

  17. Tonguessy ha detto:

    Dobbiamo costruire una società dell'inclusione piuttosto che dell'esclusione fatta a colpi di normative, obblighi e divieti. Il paradosso salta fuori quando si afferma che un socio deve dedicare all'ARS"minimo 6-7 ore al mese" oppure "per il momento non serve". Ma “è ovvio che non devi informarli” i nuovi soci di questa assoluta necessità “perché il nostro compito è pian piano di contattare, argomentare, incuriosire, invitare, incitare, ottenere l'iscrizione, dare l'esempio, organizzare, promuovere e le persone si muoveranno”.

     

    Ma che gioco è? Vogliamo definire una volta per tutte se il compito nostro è argomentare ed incuriosire oppure imporre soglie per limitare l'afflusso? Vogliamo creare una società dell'inclusione dove ognuno apporta il proprio contributo in base alle proprie disponibilità NON SOGGETTE A IMPOSIZIONI DA PARTE DI CHICCHESSIA oppure vogliamo stilare un vademecum del socio perfetto fissando le soglie sotto le quali scatta l'esclusione?

    Questa idea della società dell'esclusione ha già decretato che l'apporto di Massimo Resi, sebbene andasse ben oltre la soglia nominale delle 6-7 ore/mese (si parla di qualcosa come 30 ore) non fosse idoneo per altri motivi che collidevano con l'idea di idoneità che si era fatto qualcuno. E che non è mai stata discussa in direttivo.

    E anche Alba a questo punto ci sta dicendo che avendo dovuto ridurre la propria disponibilità (sicuramente per motivi molto gravi) si sente in difetto relativamente a quei parametri di idoneità mai discussi.

    Così facendo stiamo creando quella società dell'esclusione e dell'emarginazione che sta alla base del neoliberismo, e questo è spaventoso.

    La nostra Costituzione (quella che tutti noi vogliamo rimettere in sesto) è un gioiello normativo che permette, se correttamente applicato, di produrre una società partecipativa ed inclusiva dove ognuno LAVORA (lo Stato Italiano è fondato sul LAVORO) per socializzare quanto di buono una società può produrre: istruzione, sanità, settori produttivi e via dicendo. Fu pensata e realizzata per offrire una società dell'inclusione, non dell'esclusione.

    “la Costituzione non fu un compromesso – i compromessi sono sempre incoerenti o inconsistenti -; fu un fondamento comune che i costituenti vollero dare alla nostra futura vita sociale“ scrive correttamente Stefano. Nei lavori della costituente non ci furono esclusioni ed il frutto di quei lavori fu di garantire la possibilità (anzi il dovere) ad ognuno di contribuire. “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (art.4)

    Secondo le proprie possibilità e la propria scelta, chiaro? Se Alba in questo periodo soffre di limitate possibilità e se Massimo ha optato per una scelta che lo coinvolgesse SOLO nell'amministrazione del forum, beh, tutto ciò è perfettamente in linea con i precetti di quella Costituzione noi ci siamo impegnati a difendere con le unghie e coi denti. Si impegnano, sentono il dovere di impegnarsi ma “secondo le proprie possibilità e la propria scelta” così come decretato dalla nostra Costituzione.

    Se ho accettato di organizzare e partecipare alla riunione regionale non mi posso sentire migliore di Alba che forse non potrà venire, pur abitando nella mia regione. Nessuna competizione, solo cooperazione: questo mi dice la Costituzione.

    Ecco il mio invito finale: concentriamoci sulla Costituzione e lasciamo che ognuno si impegni a difenderla “secondo le proprie possibilità e la propria scelta” perchè questo è ciò che la Costituzione stessa chiede. E lasciamo ognuno libero di credere che esistano una sola, due o tante sinistre. Oppure nessuna. Che venga da destra, dal centro oppure da sinistra, ma ricordando che spetta al Direttivo decidere sull'opportunità politica di affermazioni ed adesioni.

     

    La Costituzione ci “richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica” (art. 2). Avete letto bene: solidarietà politica, non esclusione in base a discutibili valutazioni. I Padri Costituenti sono riusciti a creare questo inestimabile gioiello nelle loro immense differenze: cerchiamo di imparare come si fa a costruire quella società dell'inclusione e della solidarietà che hanno cercato di insegnarci.

     

    Ringrazio quindi tutti coloro che hanno scritto. Ne ho apprezzato a vario titolo e con varie sfumature i contenuti, ma commentare adeguatamente gli interessanti commenti mi è proprio impossibile. Ringrazio anche coloro che hanno solo letto senza commentare. Ringrazio anche chi, da destra o dal centro o da una sinistra diversa dalla mia ha opinioni che non concordano millimetricamente con le mie, eppure si sente di condividere questo percorso politico “secondo le proprie possibilità e la propria scelta” e nel nome di “doveri inderogabili di solidarietà politica”, aspetti che rimangono per me una priorità da salvaguardare in assoluto. Lo dice anche la nostra bella Costituzione.

     

     

     

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