Taggato: Carl Schmitt

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Il vero sovranismo inizia dal controllo di sé

di CLAUDIO RISÈ La grande stampa che dopo aver fiancheggiato tutti i governi italiani dal dopoguerra in poi, prima delle ultime elezioni assicurava la sconfitta di quelli che poi hanno vinto, e dopo la loro incapacità di formare qualsiasi governo, ora ne dà per certa la rapida fine e successiva scomparsa. Tra le principali ragioni della fine di questi governanti “provvisori” viene segnalata l’inconsistenza del loro bagaglio programmatico e culturale: populismo e sovranismo. Cosa accadrà...

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Delegazione e Rappresentazione: la sovranità come problema della politica contemporanea (1a parte)

di EMILIO DI SOMMA (FSI Napoli) Quando si parla di “sovranità”, specialmente a persone di tendenza “europeista”, la prima critica che viene rivolta ad un sovranista è il voler tornare ai “nazionalismi” moderni che hanno condotto alla Prima e Seconda guerra mondiale. A parte il fatto che una simile lettura della storia e degli stati-nazione è estremamente semplicistica ed esposta a critiche di diverso tipo, che per ragione di spazio non verranno qui presentate, vi...

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Tramonto del diritto moderno?

di GEMINELLO PRETEROSSI (filosofo del diritto; Università di Salerno) Recita un récit diffuso quanto un refrain nel dibattito pubblico contemporaneo che la sovranità sarebbe tramontata, inutilizzabile, e tutti ne dovremmo gioire. Tuttavia, le sovranità persistono, talune fortemente indebolite, altre talmente rafforzate da risultare eccedenti la stessa categoria tradizionale di sovranità. Ma cosa si intende per sovranità, quando si formulano questi giudizi? E soprattutto, cosa sottende, radicalmente, tale autorappresentazione ormai così diffusa, che muove da elementi...

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La genesi del Partigiano

di CARL SCHMITT Il punto di partenza delle nostre riflessioni sul problema del partigiano è la guerriglia che il popolo spagnolo condusse, fra il 1808 e il 1813, contro l’esercito di un invasore straniero. In questa guerra si scontrarono per la prima volta un popolo – preborghese, preindustriale e preconvenzionale – e un esercito regolare, moderno, ben organizzato, uscito dalle esperienze della Rivoluzione francese. Con ciò si aprirono nuove prospettive di guerra, si svilupparono nuove...

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Tornare al Mediterraneo

di CATERINA RESTA (filosofo, Università di Messina) Nietzsche, da pensatore postumo e inattuale quale amava definirsi, era consapevole di parlare non per i suoi contemporanei, ma per i posteri, per coloro che avrebbero vissuto almeno due secoli dopo di lui. Per noi, dunque, da poco entrati nel XXI secolo. Nessuno con maggiore chiarezza ha saputo descrivere il nostro presente, l’ineludibile decisione che ci attende. Siamo ancora, possiamo essere ancora mediterranei, o questo mare su cui...

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L'umanità non esiste*

1. Mi interrogo sull’umanità come soggetto collettivo, al quale si allude con espressioni del tipo “l’umanità si troverà di fronte…”, non come sentimento o criterio di condotta morale, al quale si allude con espressioni come “un po’ di umanità!” e simili; e intendo constatare che, come soggetto collettivo, l’umanità non esiste, al fine di trarne qualche corollario che consenta di rendere coerenti, chiari, rigorosi e sensati i ragionamenti politici. Avete mai avuto notizia che l’umanità...

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Né indolenza né rassegnazione

Né indolenza né rassegnazione di Luciano Del Vecchio John Locke (1632 – 1704), primo teorico del regime liberale, sosteneva che il popolo ha il diritto di ribellarsi contro il potere che viola i diritti naturali e osservava anche che gli oppressi tendono a sopportare a lungo senza rivoltarsi e che solo dopo una lunga serie di abusi si scuotono e si ribellano. Non quando ma perché il popolo non si ribella è la domanda che...

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Breve appunto sul concetto di sovranità

Sovranità viene dal francese souverain e porta con sé il senso del “sopra”, dello “stare sopra” e in tal senso del ricoprire una funzione di coordinazione e di potere superiore. Nella letteratura filosofica contemporanea il paradigma della sovranità è quello della bio-politica, così come sviluppato da Michel Foucault prima e Giorgio Agamben dopo, cioè del controllo spasmodico dei corpi e dei comportamenti così come storicamente sviluppato nei regimi totalitari. Un contesto semantico perciò negativo: sovranità...

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La lingua conserva e riempie il territorio conquistato

La lingua conserva e riempie il territorio conquistato di Luciano Del Vecchio   La potenza politica, militare ed economica di un paese determina l’importanza della sua lingua e le sconfitte geopolitiche comportano quelle linguistiche. La dominazione linguistica scaturisce dunque dalla conquista, dal soggiogamento militare e politico e dallo sfruttamento economico. Il ruolo della lingua nell'espansione imperialista è l'elemento centrale. “Una lingua non si sviluppa mai grazie alla ricchezza del suo vocabolario o alla complessità della...