Taggato: Fronte Sovranista Italiano

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Scusate, faccio mea culpa

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) L’Italia negli ultimi dieci anni ha perso il 22% della produzione industriale (centinaia di migliaia di posti di lavoro). Ora, visto che dal 2007 ad oggi hanno governato: Berlusconi, che ha abbassato le tasse e rilanciato le imprese, Monti, che ha salvato il paese dalla bancarotta e messo a posto i conti, Letta, che ha rimesso l’Italia sui binari della crescita e Renzi, che ha creato milioni di posti di...

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La situazione

di STEFANO D’ANDREA Prima si crea la concorrenza internazionale. Poi investitori e industriali se ne lamentano accettandola o nemmeno se ne lamentano e la considerano un dato di fatto. In entrambi i casi pretendono che i sindacati e i lavoratori vadano ad essi incontro accettando che si lavori di più per meno denaro. La classe media a lungo tace, perché crede di non esserne colpita. Ma poi vede diminuire la domanda interna di beni e...

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Federico Caffè: “Pressioni indecenti dalla CEE”

di FEDERICO CAFFÈ (tratto da “Scritti quotidiani”, pubblicato sul Il Manifesto l’8 luglio 1981) Se sono esatte le notizie riferite dalla stampa circa le ‘sollecitazioni’ con le quali la Comunità economica europea avrebbe accompagnato l’accettazione del provvedimento italiano di un deposito provvisorio infruttifero, nella misura del 30 per cento, su determinate importazioni o acquisti di valuta estera per specificati scopi, ci si trova di fronte a un comportamento che attesta con chiarezza come la cooperazione...

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I fondamenti teorici del neoliberalismo

Sapir propone un’interessante rassegna dei gravi problemi teorici che smentiscono la pretesa dell’economia neoclassica dominante di essere scienza e la squalificano in una costruzione ideologica di un mondo irreale di eleganze matematiche, nel quale gli individui possono evitare legami istituzionali semplicemente abbandonandosi all’avidità, che genera a loro insaputa un sistema neutro, privo di solidarietà e di conflitto. L’articolo è disponibile al seguente indirizzo: http://russeurope.hypotheses.org/6157 Traduzione di Paolo Di Remigio (FSI Teramo) I fondamenti teorici del...

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Popolo, nazione, confini, protezione, civiltà

di STEFANO D’ANDREA Gli Stati competono. È un fatto. Ciò significa soltanto che gli Stati piccoli devono proteggersi dai grandi, dai grandissimi e dai medi, nonché da altri piccoli aggressivi. Che i medi devono difendersi dai grandi, dai grandissimi e dai medi aggressivi. Che i grandi devono difendersi dai grandissimi. Che i trattati commerciali devono sempre prevedere la clausola di recesso e una procedura che agevoli il recesso. Che sono necessarie alleanze militari e che è utilissima,...

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La trasparenza e la sovranità

di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile comprendere le decisioni assunte a livello europeo. Emblematico il caso della chiusura unilaterale delle frontiere da parte di alcuni Paesi membri e la mancata solidarietà all’Italia, lasciata sola a fronteggiare una situazione drammatica. In merito sono state rilasciate solo dichiarazioni oscure, frammentarie, indecifrabili. Se è lecito dubitare che la scelta del Governo italiano sia dovuta a puro slancio ideale verso i bisognosi, pare...

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Aspettando Taricco: la stagione dell’attacco ai principi fondamentali della Costituzione

di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Dopo il referendum sull’uscita dall’Unione europea della Gran Bretagna e quello sulla riforma della seconda parte della nostra Costituzione, era prevedibile che sarebbe iniziata la stagione dell’attacco ai principi fondamentali della Costituzione; ultimo vero ostacolo all’integrale assoggettamento dell’Italia al liberalismo. In un articolo di Angelo Panebianco pubblicato sul “Corriere della sera” – “antico complice” dei capitalisti stranieri – si invoca la necessità di una modifica dei principi fondamentali della Costituzione....

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10 100 1000 Panebianco

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Sul Corriere della Sera del 20 luglio 2017 è uscito questo editoriale di Angelo Panebianco. Quella di Panebianco è una chiamata alle armi, è la verità nuda e cruda sbattuta in faccia sul conflitto sociale al quale siamo obbligati a prender parte, è l’avveramento dei nostri presagi, ma anche il suicidio dei liberali, che svelano finalmente senza pudore tutta l’essenza della loro natura profondamente liberticida e classista. Dopo aver assistito...

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Libertà, giustizia, sovranità e classe dirigente

di STEFANO D’ANDREA I moti del 20-21 e del 30-31 mostrarono che non era possibile ottenere le libertà individuali senza indipendenze statali. Il 1849 mostrò che non era possibile ottenere le indipendenze statali senza l’Unità nazionale. Oggi la situazione è diversa. L’Unità nazionale è un bene ancora non in pericolo: il rischio della disgregazione farà capolino soltanto nel caso in cui la crisi si prolunghi per altri 15 anni. Invece la libertà di impresa e...

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Organizzazione e uomini, idee, procedure

di STEFANO D’ANDREA C’è chi crede nelle procedure per eleggere portavoce e rappresentanti: uomini e idee sono secondari e saranno quelli selezionati dalle procedure. Irrilevante è addirittura l’organizzazione. È il M5S; e ai nostri fini è del tutto irrilevante se le procedure siano false e ingannatorie. Ciò che rileva è l’idea del valore prioritario delle procedure e della irrilevanza dell’organizzazione. C’è chi crede nelle idee. La purezza delle idee è ciò che prevale. Uomini, organizzazione e procedure...

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La “sinistra” e l’Europa

OGGI: IERI: _____________________________________ PALMIRO TOGLIATTI 11 marzo 1947 in Assemblea Costituente Lo sforzo che vorrei fare all’inizio, in questo dibattito che giustamente fu definito preliminare, è quello di individuare quali sono i beni sostanziali che la Costituzione deve assicurare al popolo italiano, beni dei quali non si può prescindere, se si vuole raggiungere quell’obiettivo fondamentale che ho cercato di fissare e che devono essere o instaurati, o restaurati. Credo che questi beni siano tre: –...

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Miseria dell’Accademia italiana

di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Durante il fascismo alcuni docenti si rifiutarono di giurare fedeltà al regime. Concetto Marchesi tenne la celebre prolusione del 1943 in presenza del ministro della Repubblica di Salò Biggini e di fronte a gruppi di squadristi. Il discorso di apertura dell’anno accademico conteneva un appello ai valori della pace e del lavoro senza alcuna concessione o approvazione dell’operato del regime[1]. Nel dopoguerra, un gigante del pensiero giuridico occidentale come Emilio...