Taggato: multinazionali

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Carta di Algeri: Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli

Proclamata da Lelio Basso ad Algeri il 4 luglio 1976, data simbolica in quanto duecentesimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana, stabilisce i diritti fondamentali dei popoli all’esistenza, alla autodeterminazione, alle risorse, alla cultura, all’ambiente. [LA REDAZIONE] Preambolo Noi viviamo tempi di grandi speranze, ma anche di profonde inquietudini; – tempi pieni di conflitti e di contraddizionI; – tempi in cui le lotte di liberazione hanno fatto insorgere i popoli del mondo contro le strutture nazionali...

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Il tramonto della democrazia nell’era della globalizzazione

di DANILO ZOLO Oggi non è chiaro che cosa significhi la parola “democrazia”. Coloro che usano disinvoltamente il termine “democrazia” lo fanno o per pigrizia intellettuale o per scarsa conoscenza dei problemi. Molto spesso si tratta di retorica politica e di presunzione ideologica occidentale. Negli Stati Uniti d’America, in particolare, i leader politici usano il termine democracy per esaltare il proprio regime e per discriminare sul piano internazionale quelli che essi chiamano “Stati canaglia” (rogue states). Non...

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Sicurezza, libertà, autonomia cognitiva

È scomparso ieri Danilo Zolo, filosofo e fondatore di “Jura gentium”, centro di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. Ci lascia una delle poche voci critiche e non omologate al pensiero unico degli ultimi decenni.   di DANILO ZOLO Il trionfo dell’economia di mercato non ha soltanto messo in crisi lo Stato democratico nella sua forma di Welfare state: ha coinvolto l’intera esperienza delle istituzioni liberaldemocratiche occidentali. Il termine “sicurezza” è sempre meno associato ai...

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Oggi spieghiamo… la concorrenza

di LORENZO D’ONOFRIO (FSI Pescara) Quello che adesso fate in 10, da domani lo farete in 1000, investirete per migliorarvi e abbasserete i prezzi per far contento il consumatore… finché non vi sarete massacrati. Poi arriveranno le multinazionali a fare la stessa cosa alla metà del prezzo… e il consumatore passerà le sue giornate a lamentarsi con un call center… al quale risponderete voi… finché non sarete sostituiti da un tizio con l’accento indiano o...

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Uno sradicamento planetario

di SERGE LATOUCHE Quando i pensatori occidentali hanno elaborato una autocritica del colonialismo, hanno denunciato l’imperialismo europeo essenzialmente come un immenso sistema di “spoliazione”, cioè di furto puro e semplice delle ricchezze. Che si tratti di un saccheggio devastante o di uno sfruttamento razionale, l’imperialismo è identificato come un fatto “fondamentalmente” economico e solo in via accessoria politico. Né Marx, né Lenin, né Rosa Luxemburg, né i marxisti terzomondisti vi hanno visto un fenomeno di...

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Cinque poesie politiche

di MATTEO VOLPE   L’Europa Unita   L’Europa Unita è un mostro senza testa con mille dita. Afferra, mastica e ingolla. E poi sputa le ossa. Non disdegna gli esemplari più vecchi da spolpare fin nelle midolla. Ma predilige giovani vergini di carne succosa e mente malleabile come burro: ha lanciato tante monetine colorate come esche a cui pesce abbocca credendosi salvato. L’Europa Unita s’è ritagliata le sue mille facce su misura, che ora ministro...

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L’invasione culturale americana

di SERGE LATOUCHE Da un aeroporto all’altro, da un hotel Hilton all’altro, potete già percorrere il inondo da Est a Ovest e da Sud a Nord senza sentirvi mai stranieri da nessuna parte, senza fare una sola volta l’esperienza di un vero spaesamento. Vi sono dappertutto le stesse architetture di vetro e di acciaio, le stesse autostrade, gli stessi ingorghi. Le stesse plastiche, gli stessi televisori, gli stessi stadi. E le stesse bottiglie di Coca-Cola....

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Alle spalle dei rivoluzionari

di MARINO BADIALE (ARS Liguria) J.B. Schor, Nati per comprare, Apogeo 2005 J. Balkan, Assalto all’infanzia, Feltrinelli 2012 Ci siamo chiesti tempo fa “perché la gente non si ribella?”, e abbiamo esaminato alcune possibili risposte. Avevamo detto che forse, per trovare risposte convincenti, occorre indagare temi di psicologia e antropologia. Qualche indizio (non una risposta compiuta, s’intende) mi sembra di averlo trovato in questi due libri, che descrivono, in modi diversi ma convergenti, come l’attuale...

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ISDS, l'insopportabile leggerezza degli acronimi

ISDS è l’acronimo di Investment-State Dispute Settlement,  uno strumento di diritto pubblico internazionale per risolvere le vertenze che possono sorgere fra uno stato e i suoi investitori stranieri. Il primo accordo del genere risale al 1959, e fu stipulato fra Germania e Pakistan. Inizialmente concepito per proteggere gli investitori stranieri da discriminazioni o espropri arbitrari, si è trasformato in un’arma che le multinazionali usano in modo sempre più invasivo per citare in giudizio gli Stati...

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Un'Europa per pochi, ma non per tutti

Tasse. Un argomento inviso alla maggior parte degli italiani, eppure costretti a pagare. Pochi riescono a scamparla. E non parliamo semplicemente di evasori, ma di quei grandi gruppi industriali che. spostando le loro sedi legali nei cosiddetti Paradisi Fiscali, oppure delocalizzando, riescono ad abbattere il gettito fiscale che altrimenti avrebbero dovuto irrorare nelle casse dello stato di appartenenza. Che ne pensiamo noi sovranisti? Prenderemo lo spunto dall’ultimo scandaletto tutto europeo ormai venuto alla ribalta delle...

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Soluzione: gli stati europei recuperino la piena sovranità nazionale

Tito Pulsinelli su Selvas ha pubblicato un articolo (titolo originale "Animaleria economica") che sintetizza tutte le idee che questo blog cerca di difendere; quasi un documento di analisi e programmatico del Fronte Popolare Italiano! Un articolo che condivido e sottoscrivo parola per parola e che invito a leggere con l’attenzione che merita. Mi auguro che Tito Pulsinelli venga all’assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (SD’A) *** Appare morale, e impossibile da contraddire, chi afferma che...

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Localismo e magia globalista

di Vic (commento ad un articolo pubblicato su Comedonchisciotte.org)   Il modello localista, chiamiamolo così per distinguerlo dal modello globalista, e' interessante anche per due motivi collaterali: uno, e' un modello estremamente ridondante, quindi robusto di fronte ad eventuali perturbazioni o disastri; due: rivaluta il know how della società locale, la sua capacità di essere autonoma in caso di necessità. Con il modello globalista in pratica si delega il know how tecnologico a pochissime multinazionali...