Taggato: PCI

1

Un saggio su fascismo e antifascismo (3a parte)

di MARINO BADIALE e MASSIMO BONTEMPELLI [segue da qui] 5. Che fare? Dopo questo esame sulla natura del fascismo, riprendiamo l’esame della situazione italiana. La domanda naturale, a seguito delle analisi fin qui svolte, è naturalmente: che fare? Come opporsi al pericolo effettivo di dissoluzione della società italiana? Se tale pericolo fosse quello del fascismo, la risposta sarebbe chiara e dettata dalla storia: di fronte al pericolo fascista occorre una politica di unità antifascista, quel...

0

L’integrazione europea e l’opposizione comunista viste dalla CIA

[Rapporto di intelligence della CIA del 18 aprile 1972, n. 0855/72 – traduzione di EMILIO MARTINES (FSI Padova)] Sommario Durante buona parte del dopoguerra, i partiti comunisti dell’Europa occidentale si sono fortemente opposti al movimento di integrazione europea, e in particolare alle Comunità Europee (CE). Solo il Partito Comunista Italiano ha accettato l’integrazione come un fatto a cui adattarsi. Ha cercato e ottenuto una rappresentanza significativa nelle istituzioni comunitarie, con la speranza di aumentare la propria...

0

Italiani come noi: neorealismo e questione nazionale

di FRANCESCO MARANO (etnologo; Università del Salento) Come è noto, il cinema neorealista ha segnato la cultura italiana del secondo dopoguerra, nei limiti temporali che lo storico del cinema Georges Sadoul ha indicato fra il 1943 e il 1960, cioè fra Ossessione e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, spostando lo sguardo dagli interni piccolo borghesi dei film sui telefoni bianchi al plein air delle vicende contadine e sottoproletarie. La società italiana, fino...

0

Quando il PCI disse no all’Europa (2a parte)

di ALESSANDRO MUSTILLO (segretario del Fronte della Gioventù Comunista) Il 21 luglio l’Unità apriva il giornale con un titolo a lettere cubitali: «Confindustria punta sul MEC per liquidare l’industria di Stato» basandosi sulle dichiarazioni di Malagodi, segretario del Partito Liberale «i cui legami con la Confindustria – scrive l’Unità – sono noti a tutti» Malagodi «ha mostrato con grande chiarezza il vero volto dell’operazione che il governo si accinge a varare. Infatti dopo le consuete, generiche...

1

Quando il PCI disse no all’Europa (1a parte)

di ALESSANDRO MUSTILLO (segretario del Fronte della Gioventù Comunista) Si sente dire spesso che il processo d’integrazione europea appartiene alla nostra tradizione politica. Un elemento ideale di fondo, come quello evocato da Bertinotti nel discorso del 23 marzo 2007 quando da Presidente della Camera parlò dello «spirito della fondazione dell’Europa che oggi celebriamo e che dobbiamo recuperare». È l’idea di un’Unione Europea sorta su un piano ideale più elevato ed oggi costretta in modo forzato...

0

"Il decennio del rifiuto": l'antieuropeismo del PCI negli anni Cinquanta

di CARLO GIUSEPPE CIRULLI (politologo) La prima fase [risalente agli anni Cinquanta, ndr] del rapporto tra il Pci e l’Europa si caratterizza per un rifiuto totale del processo d’integrazione europea. L’opposizione all’Europa trova le sue radici nei tratti identitari del Pci, nella sua collocazione internazionale, facendo sì che il processo d’integrazione europea venga a contatto con la “carne viva” del partito. L’Europa avrebbe giocato un ruolo fondamentale nella storia dei partiti comunisti dell’Europa occidentale nella...

0

L'europeismo del PCI

di ROBERTO BATTISTELLI (sinistraineuropa.it) Il Partito Comunista Italiano è stato un partito “europeista”, e nonostante il suo approccio sia stato molto più lungo e travagliato rispetto a quello del Psi, a partire dagli anni ’70 l’europeismo ha rappresentato un altro fondamentale aspetto dell’originalità del comunismo italiano. Il Partito Comunista d’Italia (Pcd’I) nato a Livorno nel 1921, era totalmente un partito internazionalista, la cui unica fonte di autorità e allo stesso tempo di legittimità, era rappresentata...

0

Ipse dixit. Indovina chi… (2a parte)

di DAVIDE PARASCANDOLO (ARS Abruzzo)   Prendendo spunto dalla prima parte dell’articolo, riproponiamo ora alcune posizioni assunte dal Partito comunista sui medesimi temi, non senza puntualizzare che su alcuni di essi, rispetto alla coerenza del Psi, i comunisti avrebbero tuttavia dovuto fare i conti con alcune ambiguità di fondo1. Uno dei perni sui quali si rinsaldava la linea del Pci in quegli anni così delicati, e che rileva ai fini del nostro discorso, era il...

11

Sbarazzarsi della Sinistra- da Sinistra

Se per la Destra risulta sufficientemente comprensibile la ragione per cui è sensato e lecito sbarazzarsi della Sinistra (così come riassunto nella Notte dei Lunghi Coltelli), risulta invece più complicato analizzare le ragioni per cui la Sinistra stessa trovi sensato e lecito sbarazzarsi della Sinistra.   Credo che l'esempio nostrano del PCI che si trasforma nel PD possa chiarire come sia avvenuta tale operazione. Bisogna però prima chiarire un assunto di base: tutta la politica...

4

La metamorfosi

Oggi l’Italia è un paese occupato. Il suo governo è un direttorio affidato al proconsole euro-globalista Monti. L’esecutivo Monti-Napolitano, non eletto, sta saccheggiando l’Italia e uccidendo letteralmente il popolo (i continui suicidi). A sostegno e a difesa della dittatura globalista e delle sue politiche si muove il Partito Democratico su un piano di totale sudditanza. IL PD è figlio di una catena trasformistica alla cui cima stava il PCI di Berlinguer, già socialdemocratico, poi eurocomunista...

0

I due mali: Berlusconi e l’opposizione politica e mediatica a Berlusconi. Aspettando i veri eroi e la vera alternativa.

di  A.D.G. & F.C. La voce del corsaro Il 17 giugno 2011 un’altra stoccata è stata tirata al tiranno Silvio Berlusconi. In piazza assieme ai metalmeccanici della FIOM c’erano Michele Santoro, Marco Travaglio e soci, i quali hanno esposto al pubblico in visibilio tutto il marciume della nostra società: precariato, disoccupazione galoppante, corruttela e favoritismi vari. Finalmente, anche noi in Italia, abbiamo eroi che ci snocciolano le verità dinanzi agli occhi, i “portatori sani” d’indignazione...