Taggato: Stefano D’Andrea

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La nostra esperienza nelle elezioni regionali del Lazio

di STEFANO D’ANDREA Venerdì 9 marzo abbiamo svolto un Comitato Direttivo allargato ai soci del Fronte Sovranista Italiano che si sono candidati nelle elezioni regionali del Lazio, per trarre insegnamenti dalla nostra prima esperienza elettorale a livello regionale con il progetto Riconquistare l’Italia. Espongo brevemente tutto ciò che abbiamo appreso e che darà maggior forza ai tentativi di partecipare alle regionali, in almeno altre nove regioni, nel triennio 2018-2020. Innanzitutto abbiamo avuto riscontri estremamente positivi...

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La politica nobile

di STEFANO D’ANDREA Proporre le idee nelle quali si crede; organizzare uomini e far parte di una organizzazione di uomini per diffonderle e difenderle; disciplinare ed essere disciplinato; formare caratteri e idee di militanti, quadri e dirigenti e formarsi; collocarsi nei tempi storici e non nel tempo nostro personale e in una dimensione collettiva di classi e ceti, di nazione, di popolo, non individuale: essere parte. Questa è l’unica politica che deve praticare l’uomo di...

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Il quadro parlamentare e quello sociale: le destre e la scomparsa della sinistra

di STEFANO D’ANDREA Siccome il M5S è un partito diretto dall’alto, è stato facile farne ideologicamente un altro PD, “onesto” per carità, ma ideologicamente un altro PD. Insomma, in Parlamento abbiamo una destra liberal per il grande capitalismo cosmopolita, per 3/5 “onesta” (M5S) e per 2/5% “corrotta” (il PD), parti destinate ad allearsi, perché con il proporzionale partiti che hanno le stesse idee devono stare per forza assieme. Appena appena diversa Forza Italia, composta per...

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Riconquistare l’Italia: una lunga fase si è conclusa

di STEFANO D’ANDREA Il carnevale elettorale dei partiti liberali, variamente mascherati, sta per finire. Tra breve avremo l’ennesimo governo liberale, in un Parlamento dominato dai liberali. I tifosi taceranno, eccettuati gli ingenuotti (si spera pochi) che trascorreranno tre o quattro anni a prevedere erroneamente e ad invocare elezioni anticipate. E salvo, purtroppo, riaccendere il tifo, ancor più ingenuamente, in occasione delle inutili elezioni europee, la cui unica funzione è di legittimare l’Unione Europea, i Patrioti, i...

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Come si uscirà dall’euro – come si porrà fine all’Unione Europea

di STEFANO D’ANDREA La tesi secondo la quale dall’euro ci avrebbero tirato fuori quelli che ci avevano tirato dentro era risibile e si è rivelata palesemente sballata. La tesi secondo la quale la fine dell’euro era “imminente” (è stata considerata imminente per anni) era di un economicismo infantile e si è rivelata totalmente sballata. La tesi secondo quale all’euro avrebbe posto fine il Front National era assurda, per chi aveva compreso la natura non rivoluzionaria del...

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La guerra sovranista, una guerra di posizione

di STEFANO D’ANDREA «Nei paesi a capitalismo avanzato, la classe dominante possiede delle riserve politiche ed organizzative che non possedeva per esempio in Russia. Ciò significa che anche le crisi economiche gravissime non hanno immediate ripercussioni nel campo politico. La politica è sempre in ritardo e in grande ritardo sull’economia. L’apparato statale è molto più resistente di quanto non si può credere e riesce ad organizzare nei momenti di crisi forze fedeli al regime più...

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I giovani sconfiggeranno i cattivi maestri postmoderni

di STEFANO D’ANDREA I giovani cercano un senso, e anche quando, per l’educazione che hanno ricevuto, non lo cercano, posti davanti a una prospettiva di senso, restano incuriositi; e se la prospettiva è ad essi illustrata da un buon maestro, l’abbracciano. I postmoderni, invece, sono tutti vecchi. Tutti falliti. I postmoderni vorrebbero persuadere i giovani che la vita non ha un senso, che il mondo o il tuo paese non possono cambiare, che la tecnica e...

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Liberalismo, capitalismo e sovranismo

di STEFANO D’ANDREA Il liberalismo, detto anche capitalismo, fu temperato, sotto uno o altro profilo, e a tutela di uno o altro interesse, dalla cultura borghese, dalla religione, dalla minaccia socialista, dal nazionalismo, dal riformismo socialdemocratico e dal keynesismo. Sei fattori che incisero variamente sulla distribuzione dei redditi da capitale da profitti e da lavoro, sui livelli dell’occupazione e sulla tutela dei lavoratori, sugli orari di lavoro, sulla previdenza e l’assistenza, sulla sanità, sulla scuola...

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I diritti individuali conformativi, ovvero dei diritti che assoggettano

di STEFANO D’ANDREA In nessuna epoca storica (parlo dunque di periodi di uno o più secoli) sono stati mai riconosciuti tanti diritti ai singoli individui quanti sono quelli attribuiti nell’ultimo ventennio dagli ordinamenti neo-liberali. Si tratta, per lo più, di diritti non richiesti dalla massa o da movimenti popolari o da partiti o sindacati o associazioni che abbiano milioni o centinaia di migliaia di iscritti. Si tratta di “diritti voluti e regalati” dalla elite liberale al...

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“Io adoro lo Stato”

di STEFANO D’ANDREA “Io adoro lo Stato” scrisse Santi Romano. Il verbo prescelto oggi può destar sospetto. Ma adorare sta per amare. E non è chiaro per quale ragione non ci meravigliamo se qualcuno dice di “adorare” un film o il cinema, un brano musicale, un musicista o la musica o almeno la musica classica (o sud americana o etnica, ecc.), un vino o il vino o la birra, o la storia o la libertà...

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Mondo vaselina

di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) Una vita da precario implica un atteggiamento di instabilità psicologica perenne. I miei amici fidanzati da anni non mettono su famiglia perché non hanno la certezza del reddito. Poi, magari, a un certo punto decidono anche di lasciarsi dopo una vita insieme, perché il precariato mentale inquina anche l’io emozionale. Se non è certo il loro futuro e non lo è quello del loro paese, mettono in discussione tutto, anche...

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Famo er partito

di STEFANO D’ANDREA Tutti dobbiamo crescere e maturare. Riuscire a costituire un vero partito, che abbia tutte le caratteristiche di un grande partito, è un obiettivo difficilissimo. La storia dimostra che pochissimi sono in grado di realizzare l’obiettivo. In Italia, gli accademici dei lincei di più alto grado, nelle varie discipline, in settanta anni, saranno stati qualche centinaio. A creare multinazionali con più di 2000 dipendenti, sempre in settanta anni, sono riuscite centinaia di persone...