{"id":10000,"date":"2013-12-06T12:39:32","date_gmt":"2013-12-06T12:39:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10000"},"modified":"2013-12-06T12:39:32","modified_gmt":"2013-12-06T12:39:32","slug":"napolitano-il-proporzionale-e-la-modifica-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10000","title":{"rendered":"Napolitano, il proporzionale e la modifica della Costituzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\tLa reazione di Napolitano alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la illegittimit&agrave; del sistema elettorale &egrave; vergognosa e testimonia la deriva di questo politico, ormai privo di ogni rispetto per la Costituzione e per il ruolo istituzionale che svolge.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tLa scelta della legge elettorale dovrebbe avvenire in Parlamento, essendo un bene che essa sia estranea all&#39;indirizzo politico del Governo. Tuttavia, se &egrave; difficile che il Parlamento o, al limite, i partiti riescano ad imporre al Governo questa sacra direttiva, almeno sarebbe opportuno che il Presidente della Repubblica tacesse e non esprimesse un suo indirizzo. Invece no. Napolitano &egrave; stato perentorio: nessun ritorno al proporzionale, che &egrave; stato &ldquo;superato&rdquo;. Un indirizzo di tipo negativo, dunque &ndash; no al proporzionale -, ma pur sempre un indirizzo.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tChe vuol dire superato? Ecco la spiegazione di Napolitano: &ldquo;<em>Diventa ormai imperativa quella espressione di volont&agrave; attenta a ribadire il gi&agrave; sancito dal 1993 superamento del sistema proporzionale, e a ribadirlo insieme all&#39;introduzione di modifiche costituzionali riguardanti almeno il numero dei parlamentari e il superamento del bipolarismo paritario<\/em>&rdquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tArgomento capzioso, invocato per propri fini, o meglio per il proprio indirizzo politico. Infatti, &egrave; agevole replicare: che venti anni sono tanti; che abbiamo fatto esperienze di altri sistemi elettorali i quali hanno rivelato limiti e difetti notevoli; che una legislatura della &ldquo;seconda Repubblica&rdquo; &egrave; gi&agrave; durata due anni (2006-2008) e che questa durer&agrave;, probabilmente, ancora meno (nella prima repubblica&rdquo; una sola legislatura dur&ograve; due anni e fu l&#39;ultima, in realt&agrave; gi&agrave; legislatura di transizione &#8211; 1992-1994); che il Parlamento non ha nessun vincolo costituzionale &#8211; nemmeno discendente da prassi costituzionale &#8211; che vieti di reintrodurre un sistema simile a quello abrogato dal referendum popolare venti anni fa; che in moltissime altri casi e&nbsp; materie il Parlamento, dopo un referendum che aveva abrogato una norma, ha introdotto norme molto simili a quelle abrogate, persino (inopportunamente o illegittimamente) nell&#39;immediatezza del referendum; che quindi basterebbe una soglia di sbarramento, anche modesta, per superare ogni obiezione, che &egrave; comunque infondata e pretestuosa. Da un referendum del 1993 non deriva nessun vincolo per il Parlamento, anche alla luce della disastrosa esperienza ventennale che &egrave; seguita all&#39;abbandono del proporzionale. Il popolo avrebbe sempre a disposizione lo strumento del referendum abrogativo, per eliminare di nuovo il sistema proporzionale, eventualmente reintrodotto.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tSi noti che la critica di Napolitano non &egrave; rivolta contro il proporzionale puro, bens&igrave; contro &ldquo;<em>il proporzionale<\/em>&rdquo;, quindi anche contro un proporzionale con soglia di sbarramento, pi&ugrave; o meno alta. Ebbene, fermo restando che Napolitano doveva tacere, sono anche io contrario, in questo momento storico, alla reintroduzione del proporzionale puro, che impedirebbe il fortificante processo di selezione tra i nuovi movimenti politici che stanno facendo capolino e che nei prossimi anni insorgeranno. Invece, la scelta del proporzionale con sbarramento al 4%, da un lato eviterebbe che entrino in Parlamento gruppuscoli insignificanti, impazienti, fanatici, guidati da narcisi, incapaci di aggregare oltre una misura minima, dall&#39;altro consentirebbe in breve tempo l&#39;approdo in Parlamento di quelle due, tre forze politiche nuove, che affiancheranno il M5S, e che getteranno nella pattumiera della storia il partito unico delle due coalizioni che ha governato durante il secondo ventennio della storia italiana.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tMa Napolitano &egrave; andato oltre. Al fine di&nbsp; perorare le riforme costituzionali che dovrebbero combinarsi con la nuova legge elettorale antiproporzionale, ha ricordato che la Corte Costituzionale&nbsp; nel dispositivo ha gi&agrave; annunciato che il Parlamento pu&ograve; legiferare,.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tLa precisazione della Corte, sulla legittimit&agrave; della futura attivit&agrave; legislativa del Parlamento, opportunamente anticipata, &egrave; ovvia, perch&eacute; la Corte segue la teoria secondo la quale le norme costituzionalmente illegittime sono efficaci ma da annullare con effetto &ldquo;retroattivo&rdquo;, effetto&nbsp;che non si estende ai rapporti non pi&ugrave; pendenti (ma a rigore nemmeno i sostenitori della teoria della nullit&agrave;, come Onida, si spingono fino a voler travolgere i rapporti non pi&ugrave; pendenti). Insomma non si potr&agrave; pi&ugrave; votare con il Matterellum, perch&eacute; le norme dichiarate incostituzionali non si possono pi&ugrave; applicare, mentre &egrave; persino incerto che sia stata illegittima la proclamazione (comunque ormai avvenuta), la quale a rigore non deriva dall&#39;applicazione delle norme dichiarate costituzionalmente illegittime (la proclamazione accerta fatti verificatisi in applicazione della legge elettorale) e la medesima considerazione potrebbe vale anche per la convalida (ma confesso di non conoscere minimamente questo istituto).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tTuttavia, se il Parlamento, come &egrave; ovvio, pu&ograve; legittimamente legiferare, &egrave; almeno dubbio che sia opportuno che esso proceda all&#39;approvazione di norme che modifichino la Costituzione. E proprio il dubbio sulla opportunit&agrave; avrebbe dovuto spingere Napolitano a tacere sul tema delle modifiche costituzionali o, addirittura, a ipotizzare un ripensamento. Tanto pi&ugrave; che, con la fine delle &ldquo;larghe intese&rdquo;, l&#39;inopportunit&agrave; &egrave; paradossalmente maggiore. Infatti, la disciplina speciale di modifica della costituzione, da molti contestata, prevede il ricorso al referendum confermativo a prescindere dal fatto che le modifiche vengano approvate con meno dei due terzi dei voti in ogni camera. Ora, invece, ricorrendo all&#39;art. 138 Cost., si corre il rischio che la Costituzione sia modificata con i due terzi dei voti in modo da evitare il referendum confermativo. Dobbiamo sperare in un sussulto di dignit&agrave; di Napolitano, perch&eacute; garantisca almeno lo svolgimento del referendum? Ormai non ci credo. Per quanto sia paradossale, &egrave; pi&ugrave; facile che la sovranit&agrave; popolare sia difesa, assieme ai pentastellati e, spero, a SEL, da Berlusconi, Lega, Fratelli d&#39;Italia e Pippo Civati. L&#39;augurio, comunque, &egrave; che il Parlamento non sia in grado di realizzare nessuna modifica della Costituzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La reazione di Napolitano alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la illegittimit&agrave; del sistema elettorale &egrave; vergognosa e testimonia la deriva di questo politico, ormai privo di ogni rispetto per la Costituzione e per il ruolo istituzionale che svolge. La scelta della legge elettorale dovrebbe avvenire in Parlamento, essendo un bene che essa sia estranea all&#39;indirizzo politico del Governo. 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