{"id":10050,"date":"2013-12-12T17:19:16","date_gmt":"2013-12-12T17:19:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10050"},"modified":"2013-12-12T17:19:16","modified_gmt":"2013-12-12T17:19:16","slug":"gramsci-e-un-errore-trascurare-i-movimenti-spontanei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10050","title":{"rendered":"Gramsci: e&#8217; un errore trascurare i movimenti spontanei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n\tSulla pagina facebook dell&#39;ARS qualcuno ha pubblicato un brano di Antonio Gramsci tratto dalla pagina che segue. Consiglio di andare a prendere il Quaderno e di leggere l&#39;intero paragrafo. In rete ho reperito i seguenti passaggi, che copio e incollo:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>Dell&rsquo;espressione &quot;spontaneit&agrave;&quot; si possono dare diverse definizioni, perch&eacute; il fenomeno cui essa si riferisce &egrave; multilaterale. Intanto occorre rilevare che non esiste nella storia la &quot;pura&quot; spontaneit&agrave;: essa coinciderebbe con la &quot;pura&quot; meccanicit&agrave;. Nel movimento &quot;pi&ugrave; spontaneo&quot; gli elementi di &quot;direzione consapevole&quot; sono semplicemente incontrollabili, non hanno lasciato documento accertabile. Si pu&ograve; dire che l&rsquo;elemento della spontaneit&agrave; &egrave; perci&ograve; caratteristico della &quot;storia delle classi subalterne&quot; e anzi degli elementi pi&ugrave; marginali e periferici di queste classi, che non hanno raggiunto la coscienza della classe &quot;per s&eacute;&quot; e che perci&ograve; non sospettano neanche che la loro storia possa avere una qualsiasi importanza e che abbia un qualsiasi valore lasciarne tracce documentarie. Esiste dunque una &quot;molteplicit&agrave;&quot; di elementi di &quot;direzione consapevole&quot; in questi movimenti, ma nessuno di essi &egrave; predominante, o sorpassa il livello della &quot;scienza popolare&quot; di un determinato strato sociale, del &quot;senso comune&quot; ossia della concezione del mondo [tradizionale] di quel determinato strato. [&hellip;]<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>&nbsp;[L&rsquo;]unit&agrave; della &quot;spontaneit&agrave;&quot; e della &quot;direzione consapevole&quot;, ossia della &quot;disciplina&quot; &egrave; appunto la azione politica reale delle classi subalterne, in quanto politica di massa e non semplice avventura di gruppi che si richiamano alla massa. Si presenta una quistione teorica fondamentale, a questo proposito: la teoria moderna pu&ograve; essere in opposizione con i sentimenti &quot;spontanei&quot; delle masse? (&quot;spontanei&quot; nel senso che non dovuti a un&rsquo;attivit&agrave; educatrice sistematica da parte di un gruppo dirigente gi&agrave; consapevole, ma formatosi attraverso l&rsquo;esperienza quotidiana illuminata dal &quot;senso comune&quot; cio&egrave; dalla concezione tradizionale popolare del mondo, quello che molto pedestremente si chiama &quot;istinto&quot; e non &egrave; anch&rsquo;esso che un&rsquo;acquisizione storica primitiva ed elementare). Non pu&ograve; essere in opposizione: tra di essi c&rsquo;&egrave; differenza &quot;quantitativa&quot;, di grado, non di qualit&agrave;: deve essere possibile una &quot;riduzione&quot;, per cos&igrave; dire, reciproca, un passaggio dagli uni all&rsquo;altra e viceversa.&nbsp;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t[&#8230;] <em><strong>Trascurare e peggio disprezzare i movimenti cos&igrave; detti &ldquo;spontanei&rdquo;, cio&egrave; rinunziare a dar loro una direzione consapevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, pu&ograve; avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento &ldquo;spontaneo&rdquo; delle classi subalterne si accompagna un movimento reazionario della destra della classe dominante, per motivi concomitanti: una crisi economica, per esempio, determina malcontento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte. Dall&rsquo;altra parte determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell&rsquo;indebolimento obbiettivo del governo per tentare dei colpi di Stato. Tra le cause efficienti di questi colpi di Stato &egrave; da porre la rinunzia dei gruppi responsabili [dei comunisti, ndr] a dare una direzione consapevole ai moti spontanei e a farli diventare quindi un fattore politico positivo. <\/strong>(&#8230;) Esempio dei Vespri siciliani [marzo &ndash; aprile 1282, ndr] e discussioni degli storici per accertare se si tratt&ograve; di movimento spontaneo o di movimento concertato: mi pare che i due elementi si siano combinati nei Vespri siciliani, la insurrezione spontanea del popolo siciliano contro i provenzali [di Carlo d&rsquo;Angi&ograve;, ndr], estesasi rapidamente, tanto da dare l&rsquo;impressione della simultaneit&agrave; e quindi del concerto esistente, per l&rsquo;oppressione diventata ormai intollerabile su tutta l&rsquo;area nazionale, e l&rsquo;elemento consapevole di varia importanza ed efficienza, con il prevalere della congiura di Giovanni da Procida con gli Aragonesi. Altri esempi si possono trarre da tutte le rivoluzioni passate in cui le classi subalterne erano parecchie, e gerarchizzate dalla posizione economica e dall&rsquo;omogeneit&agrave;. I movimenti &ldquo;spontanei&rdquo; degli strati popolari pi&ugrave; vasti rendono possibile l&rsquo;avvento al potere della classe subalterna pi&ugrave; progredita, per l&rsquo;indebolimento obbiettivo dello Stato. Questo &egrave; ancora un esempio &ldquo;progressivo&rdquo;. Ma sono, nel mondo moderno, pi&ugrave; frequenti gli esempi regressivi.<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em>La concezione storico-politica scolastica e accademica [i comunisti dogmatici, ndr], per cui &egrave; reale e degno solo quel moto che &egrave; consapevole al cento per cento e che anzi &egrave; determinato da un piano minutamente tracciato in antecedenza o che corrisponde (ci&ograve; che &egrave; lo stesso) alla teoria astratta. Ma la realt&agrave; &egrave; ricca delle combinazioni pi&ugrave; bizzarre ed &egrave; il teorico che deve in questa bizzarria rintracciare la riprova della sua teoria, &ldquo;tradurre&rdquo; in linguaggio teorico gli elementi della vita storica, e non viceversa la realt&agrave; presentarsi secondo lo schema astratto. Questo non avverr&agrave; mai e quindi questa concezione non &egrave; che una espressione di passivit&agrave;. (Leonardo [da Vinci] sapeva trovare il numero in tutte le manifestazioni della vita cosmica, anche quando gli occhi profani non vedevano che arbitrio e disordine).<\/em>\n<\/p>\n<p>\n\t<em>Quaderno 3 &sect; 48 Passato e Presente. Spontaneit&agrave; e direzione consapevole<\/em>, ed Einaudi, 2007, 328 ss.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla pagina facebook dell&#39;ARS qualcuno ha pubblicato un brano di Antonio Gramsci tratto dalla pagina che segue. Consiglio di andare a prendere il Quaderno e di leggere l&#39;intero paragrafo. 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