{"id":10088,"date":"2013-12-27T11:10:59","date_gmt":"2013-12-27T11:10:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10088"},"modified":"2013-12-27T11:10:59","modified_gmt":"2013-12-27T11:10:59","slug":"stefano-fassina-michele-serra-e-i-piccoli-passi-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10088","title":{"rendered":"Stefano Fassina, Michele Serra e i piccoli passi avanti."},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tRitengo&nbsp;<b><i>Stefano Fassina<\/i><\/b>&nbsp;un uomo intimamente sincero. A differenza di tanti suoi colleghi, &nbsp;pervicaci fino alla morte nel difendere l&#39;indifendibile, se messo alle strette&nbsp;<i>ammette<\/i>.\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tLo ricordo durante un talk show, tempo fa (Servizio pubblico, febbraio 2013). Argomento era l&#39;euro e le conseguenze di essere agganciati a una moneta senza averne la sovranit&agrave;, quindi senza possibilit&agrave; di realizzare alcuna politica monetaria. Incalzato, riconobbe: &quot;Non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro&quot;. Un esito &nbsp;largamente previsto dagli economisti non omologati, funzionale agli imperativi etici del mercantilismo tedesco: la svalutazione &quot;competitiva&quot; &egrave; immorale, la deflazione &quot;competitiva&quot; &egrave; cosa buona e giusta.<br \/>\n\t\tUn esito, tuttavia, che gli eurosostenitori trascurano generalmente di evidenziare.&nbsp;Perci&ograve; l&#39;ammissione di Fassina &egrave; rimasta famosa fra i pi&ugrave; attenti, e la rete al solito ne serba&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lVroCmRQmxg\">imperitura memoria<\/a>.<br \/>\n\t\tMa i pi&ugrave; attenti, sventuratamente,&nbsp;<b><i>non sono i pi&ugrave;<\/i><\/b>. Altrimenti, davanti alla confessione che la permanenza nell&#39;eurozona &egrave; una scelta consapevole di impoverimento delle classi lavoratrici (una categoria che non comprende solo i salariati, ma artigiani, commercianti, &nbsp;imprese &#8211; come le migliaia di fallimenti attestano), il bacino elettorale del PD avrebbe seppellito per sempre la propria classe dirigente. Una classe dirigente che a parole continua a richiamarsi a idealit&agrave; progressiste, mentre nei fatti &egrave; sostenitrice incondizionata di un sistema brutalmente neo-liberista che in pochi anni ha liquidato la secolare cultura solidale europea.<br \/>\n\t\t(Ricordiamoci che della maggioranza che sosteneva il governo Monti, la quota PD era quella che pi&ugrave; convintamente esprimeva un sostegno &quot;senza se e senza ma&quot;; ricordiamoci che il nostro attuale Presidente del consiglio, naturale successore di Monti, &egrave; autore di un libretto dall&#39;eloquente &nbsp;titolo &quot;Euro s&igrave;. Morire per Maastricht&quot;, un titolo quanto mai profetico).\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tHo rivisto Fassina alcuni giorni fa, &nbsp;di nuovo ospite di un talk show (Omnibus, 23\/11\/2013). &nbsp;Lo ascoltavo difendere il governo di cui &egrave; vice-ministro dalle accuse di scarsa produttivit&agrave;. I &quot;risultati&quot; che andava sciorinando erano cos&igrave; irrisori che gli interlocutori avevano buon gioco a liquidare la sua arringa con qualche risolino di compatimento. Punto sul vivo, Fassina ha sbottato:\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&quot;Inviterei tutti alla consapevolezza delle difficolt&agrave;. Perch&eacute; &nbsp;se uno guarda alla drammaticit&agrave; delle emergenze &egrave; evidente che dice che &egrave; insufficiente, ma deve anche essere consapevole degli spazi che un governo nazionale ha oggi.&nbsp;<b><i>Oggi nessun governo nazionale ha la possibilit&agrave; di dare le risposte che servono<\/i><\/b>&nbsp;<b><i>per ribaltare la direzione di marcia dell&#39;economia<\/i><\/b>&quot;.<br \/>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tFassina, dunque, vede le criticit&agrave; dell&#39;eurozona, eccome; e da uomo sincero qual &egrave; le&nbsp;<i>ammette<\/i>. Senz&#39;altro un passo avanti rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi, che le ignorano ostentatamente. Il suo problema &egrave; che un passo avanti non basta: dovrebbe farne un altro, e incominciare a porsi delle domande. Per esempio: che senso ha &#8211; per un uomo che si dichiara di sinistra &#8211; &nbsp;sostenere un sistema che implica l&#39;impoverimento e l&#39;emarginazione delle classi lavoratrici; che senso ha &nbsp;per un politico sostenere un sistema che lo priva della ragion d&#39;essere, impedendogli di&nbsp;<b style=\"font-style: italic\">fare Politica<\/b>&nbsp;(decidere indirizzi, prendere decisioni, operare delle scelte) attraverso la sistematica predazione di degli strumenti senza i quali nessun governo nazionale, appunto, &quot;ha la possibilit&agrave; di dare risposte per ribaltare la direzione di marcia dell&#39;economia&quot;.<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\tA differenza di Fassina,&nbsp;<b style=\"font-style: italic\">Michele Serra<\/b>&nbsp;alcune domande se le comincia a fare. Nella sua Amaca del 24\/11\/2013, su Repubblica, scrive a proposito dell&#39;AMT di Genova:<br \/>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<div>\n\t\t\t&quot;Nella vicenda di Genova l&rsquo;aspetto pi&ugrave; sconvolgente non &egrave; la rabbia sociale (capita, &egrave; sempre capitato, capiter&agrave; sempre), non sono le speculazioni politiche. &Egrave; l&rsquo;ammontare della cifra per la quale la municipalizzata di una delle citt&agrave; pi&ugrave; grandi e importanti d&rsquo;Italia rischia il collasso: otto milioni di euro. Non voglio fare demagogia (dovrei comunque mettermi in coda), ma &egrave; una cifra ridicola se raffrontata alle montagne di quattrini elargite alle banche, che avevano accumulato &ldquo;buchi&rdquo; cento volte pi&ugrave; grandi; &egrave; una cifra pari, o inferiore, alle liquidazioni e alle stock option di molti manager privati, e non sempre a fronte di brillanti risultati; &egrave; una cifra che nella foresta dell&rsquo;economia finanziaria fa la figura di un cespuglio in mezzo alle sequoie.\n\t\t<\/div>\n<div>\n\t\t\tSe nell&rsquo;Italia del 2013 otto milioni di euro diventano un macigno in grado di far naufragare la citt&agrave; di Genova, significa che&nbsp;<b><i>il concetto stesso di &ldquo;servizio pubblico&rdquo; &egrave; stato defalcato a zavorra residuale<\/i><\/b>, a impiccio antistorico; e&nbsp;<b><i>viene da chiedersi quando toccher&agrave; agli ospedali, alle scuole, alla cultura, a tutto ci&ograve; che non crea immediato profitto<\/i><\/b>. Il concetto (squisitamente ideologico) che merita di sopravvivere solo ci&ograve; che rende quattrini significa, n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno, che i poveri saranno considerati colpevoli di povert&agrave;, e i ricchi potranno comperarsi l&rsquo;assoluzione&quot;.<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\tMichele Serra &egrave; un passo avanti rispetto a Fassina: si fa delle domande.&nbsp;<br \/>\n\t\t\t\tAncora un piccolo sforzo e presto riuscir&agrave; perfino a darsi delle risposte.\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\tMauro Poggi ARS Liguria &#8211; pubblicato anche su&nbsp;<a href=\"http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/\">http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/<\/a>\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t&nbsp;\n\t\t\t<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<p>\n\t\t\t&nbsp;\n\t\t<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritengo&nbsp;Stefano Fassina&nbsp;un uomo intimamente sincero. 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