{"id":1009,"date":"2010-01-09T00:08:33","date_gmt":"2010-01-08T23:08:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1009"},"modified":"2010-01-09T00:08:33","modified_gmt":"2010-01-08T23:08:33","slug":"il-risparmiatore-razionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1009","title":{"rendered":"Il risparmiatore razionale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Luca Correani<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Per secoli &quot;`risparmiare&quot;&#39; ha voluto significare &quot;`accantonare, mettere da parte&quot;&#39; in previsione di spese future importanti o impreviste. Il risparmio permette di pianificare, progettare e migliorare le prospettive di vita e lavoro delle generazioni presenti e future; basti pensare al padre che rinuncia ai consumi presenti per garantire al figlio la possibilit&agrave; creare una propria impresa o di accedere a master di specializzazione.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Quello che invece &egrave; accaduto negli ultimi venti anni &egrave; un totale stravolgimento del concetto di risparmio, operato dall&#39;economia del Pil.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Per sostenere la fantascientifica, costante e inarrestabile crescita del Pil, si &egrave; pensato di sostenere in modo altrettanto fantascientifico il livello dei consumi. D&#39;altronde si insegna anche nelle universit&agrave; che aumentando i consumi aumenta<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>la produzione, si generano pi&ugrave; posti di lavoro, quindi pi&ugrave; stipendi da spendere in consumi e di nuovo pi&ugrave; produzione (anche l&#39;assiduo frequentatore del bar dello sport &egrave; in grado di fare questo ragionamento). L&#39;effetto sul Pil (cio&egrave; sulla produzione di beni) &egrave; moltiplicativo. L&#39;esponenziale produzione di rifiuti generata da questo processa produrr&agrave; altro Pil visto che occuper&agrave; manodopera e imprese che altrimenti non sarebbero esistite. Dal momento stesso in cui il reddito delle famiglie si &egrave; rivelato non sufficiente al sostenimento del livello desiderato dei consumi,<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>si &egrave; pensato di aumentarlo virtualmente attraverso la concessione illimitata di credito al consumo. Questo ha permesso la nascita di un numero smisurato di finanziarie (quelle che fanno credito anche ai cattivi pagatori privi di reddito) e la realizzazione di sogni a tutti coloro che fino a quel momento si vedevano preclusa la possibilit&agrave; di acquistare un SUV 5000 a benzina o di vivere una vacanza di sette giorni nel paradiso dei pedofili in Thailandia.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Il paradosso di tutto questo processo, considerato virtuoso dagli economisti, non sta tanto nelle esternalit&agrave; negative prodotte (si pensi all&#39;inquinamento o alla possibilit&agrave; di impiegare il denaro speso in attivit&agrave; pi&ugrave; fruttuose come imparare a suonare un strumento musicale) ma nel fatto che il consumatore, pur avendo speso tutto il suo reddito presente e quello futuro dei suoi figli in merci di consumo (si badi che parlo di merci e non di beni), ha la percezione di aver risparmiato.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Frasi del tipo &quot;`grazie alla rottamazione ho acquistato&nbsp;una nuova autovettura&nbsp;risparmiando 2000 euro&quot;&#39;, senza considerare il fatto che l&#39;auto rottamata poteva durare ancora per parecchi anni o &quot;`il negozio X faceva gli sconti, cos&igrave; ne ho approfittato acquistando un set da poker con fiches numerate, 6 bicchieri (made in China), una bilancia digitale e una tenda da campeggio, risparmiando ben 100 euro&quot;, non curante del fatto che a poker non ci gioca mai, di bicchieri ne ha piena la credenza, di bilancia ne possiede una meccanica perfettamente funzionante che non ha bisogno di pile e infine l&#39;ultima volta che &egrave; andato in campeggio aveva 18 anni (ora ne ha 40). <\/font><\/span><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>In entrambi gli esempi il consumatore &egrave; convinto di aver risparmiato, pur avendo speso denaro per merci del tutto inutili.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>E&#39; questo il geniale incantesimo dell&#39;economia del Pil: illudere il consumatore che sta risparmiando, anche nel momento in cui sta ipotecando il futuro dei propri figli acquistando un&#39;auto grande come un Tir, rigorosamente con lettore MP3 integrato (pagato qualche centinaio di euro &#8211; si rende noto che i lettori MP3 [certo, non integrati] costano poche decine di euro.)<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>I consumi, cos&igrave;, rimangono alti ma alle strette dipendenze del sistema finanziario. Se questo crolla crollano inevitabilmente anche i consumi. E&#39; con la crisi finanziaria che il consumatore si accorge che &egrave; un poveraccio e che al massimo poteva permettersi un televisore mivar bianco e nero piuttosto che il 100 pollici al plasma (pagabile in 100 comode rate da 20 euro al mese).<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>A quel punto ci si accorge che non si ha niente da parte e che i libri scolastici dei figli, cos&igrave; come l&#39;iscrizione all&#39;universit&agrave;, costano troppo; che si &egrave; preferito un lavoro privo di qualunque prospettiva di crescita e gratificazione perch&egrave; permetteva da subito un guadagno basso ma sicuro che dava la possibilit&agrave; di ottenere credito per acquistare l&#39;auto, il pc portatile e altre merci il cui acquisto poteva (ma ce ne accorgiamo solo ora) essere rinviato al futuro.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Se tutti i consumatori si accorgessero del raggiro cui sono stati vittime sarebbe comunque un buon risultato e da l&igrave; si potrebbe ripartire per riformulare un nuovo paradigma dei consumi che abbia come elemento centrale i beni e non le merci. Purtroppo il cambio di mentalit&agrave;, reso possibile anche dal fondamentale ruolo svolto dalla televisione e dai media in generale, &egrave; stato cos&igrave; devastante che oggi, in piena crisi finanziaria, il consumatore cerca in tutti i modi di conservare lo standard di consumi acquisito senza considerare minimamente la possibilit&agrave; di rivedere tale standard al ribasso, magari acquistando beni di cui ha bisogno e non merci<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>che divorano il suo reddito. Piuttosto che non acquistare aspetta i saldi e quando non ce la fa pi&ugrave; entra in uno stato di profonda frustrazione che lo porta a imprecare contro politici e calciatori (che prendono troppo) o contro datore di lavoro e sindacati che non fanno nulla per aumentargli lo stipendio.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Con dei semplici calcoli si accorgerebbe di avere ancora potenzialit&agrave; di risparmio reale senza intaccare minimamente (anzi migliorando) la qualit&agrave; della sua mediocre esistenza, pur continuando a pagare la rata del mutuo. Basterebbe che smettesse di riempire il carrello di imballaggi colorati, limitando gli acquisti a beni necessari e genuini, magari facendosi un giretto nei negozi del centro o nelle aziende agricole vicine alla propria citt&agrave;, piuttosto che perdersi negli enormi <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">lager commerciali<\/i> che infestano le periferie dei centri abitati; in questo modo produrrebbe anche meno rifiuti. Con questa semplice mossa si ritroverebbe alla fine dell&#39;anno con un primo gruzzoletto al quale potrebbero aggiungersene altri se evitasse di comprare continuamente merci tecnologiche come telefonini, telecamere, frullatori, aspirabriciole ecc.. limitandosi ad usare il pi&ugrave; possibile quelli che gi&agrave; possiede. Ulteriori risparmi deriverebbero dalla rinuncia al telefono fisso e alla televisione a pagamento (altro cancro che ormai ha diffuso le sue metastasi presso tutti i ceti sociali).<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Qualora fosse possibile, sarebbe opportuno autoprodursi quei beni che fino a pochi anni fa ogni famiglia era in grado di fabbricarsi da sola: pane, passata di pomodoro, olio, dolci. L&#39;economia del Pil, infatti, rendendo accessibili merci a chiunque ha reso del tutto inutile la conservazione di conoscenze e abilit&agrave; che nei secoli hanno permesso il sostentamento a famiglie numerosissime prive di reddito monetario.<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Tutto quello di cui abbiamo bisogno lo si pu&ograve; comprare, dal divertimento dei figli al broccolo fluorescente. Perch&egrave; autoprodurselo? Il motivo principale sarebbe che l&#39;autoproduzione permetterebbe di ricominciare a risparmiare, ma nel vero senso della parola, una buona parte del reddito monetario.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>Insomma, ritornare a risparmiare come facevano i nostri nonni.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>La fine del risparmio ha gi&agrave; prodotto effetti devastanti sulle capacit&agrave; dei giovani di progettare la propria vita futura, di fare programmi a lungo termine. Il bisogno di consumo ha preso il sopravvento sull&#39;abilit&agrave; del giovane di pensare e costruire il proprio avvenire. Non ritengo che la perdita di speranza dei giovani sia imputabile (almeno non totalmente) alla precarizzazione del lavoro; tale precarizzazione ha semplicemente reso pi&ugrave; problematica la possibilit&agrave; di mantenere alto il livello del consumo di merci; da un certo punto di vista &egrave; un bene che lavori come &quot;`centralinista di call-center&quot;&#39; siano principalmente con contratti a termine in quanto &egrave; impensabile che un essere umano possa tutta la vita svolgere quel tipo di lavoro, senza prospettive di crescita umana e intellettuale. Il problema &egrave; che molti giovani, non avendo in testa l&#39;idea di risparmio, preferiscono questo lavoro che permette loro di consumare merci (al resto ci pensano mamma e pap&agrave;) invece che risparmiare tempo e denaro per l&#39;acquisizione di conoscenze e abilit&agrave; che garantirebbero l&#39;accesso (ma in futuro) a lavori pi&ugrave; gratificanti.&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Ecco quindi che un centralinista part-time che prende 800 euro al mese e che vive con i genitori, pu&ograve; ancora permettersi l&#39;acquisto (a rate) di una moto e di un&#39;auto, di fare vacanze in luoghi esotici, di aggiornare con cadenza mensile l&#39;hardware del proprio pc e di acquistare settimanalmente abbigliamento griffato. In realt&agrave; questo consumatore, perdendo l&#39;abilit&agrave; al risparmio, ha barattato il proprio avvenire con la possibilit&agrave; di consumi immediati; vive nell&#39;illusione di aver risparmiato pur non avendo un centesimo in tasca.<\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Correani Per secoli &quot;`risparmiare&quot;&#39; ha voluto significare &quot;`accantonare, mettere da parte&quot;&#39; in previsione di spese future importanti o impreviste. 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