{"id":10157,"date":"2013-12-20T11:28:58","date_gmt":"2013-12-20T11:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10157"},"modified":"2013-12-20T11:28:58","modified_gmt":"2013-12-20T11:28:58","slug":"dalla-proprieta-pubblica-delle-banche-allunione-bancaria-un-attacco-trentennale-alla-costituzione-repubblicana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10157","title":{"rendered":"Dalla propriet\u00e0 pubblica delle banche all&#8217;Unione Bancaria: un attacco trentennale alla Costituzione Repubblicana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"line-height: 1.6em\">E&#039; notizia di ieri l&#039;accordo per la definizione della &quot;<\/span><span style=\"line-height: 1.6em\">Unione Bancaria&quot; all&#039;interno della Unione Europea.&nbsp;<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tL&#039;ultimo paragrafo di un brutto capitolo&nbsp;della storia della Repubblica italiana &egrave; stato scritto.<\/p>\n<p>\tPerch&eacute;&nbsp;dico che &egrave; l&#039;ultimo paragrafo? Beh, perch&egrave; la stesura del&nbsp;&quot;capitolo&quot; relativo alla distruzione del sistema bancario italiano &egrave; iniziata circa 30 anni fa. E&#039; storia. E questa storia ve la voglio raccontare attraverso un documento scritto da <strong>Anna Maria Tarantola<\/strong>, che oggi ricopre il ruolo di Presidente della RAI, grazie all&#039;amico Mario&nbsp;Monti, ma che ha una lunga carriera all&#039;interno della Banca D&#039;Italia arrivando a ricoprire ruoli molto importanti come quello di &quot;<em>Direttore Centrale per la Vigilanza creditizia e finanziaria<\/em>&quot;.&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tEd &egrave; proprio in quella veste che intervenne a Mosca nel <strong>luglio del 2007<\/strong> alla conferenza internazionale &ldquo;<em>The Perspectives&nbsp;of the European&nbsp;banking and Financial Secto<\/em>r&rdquo; con una relazione dal titolo &quot;<strong><em>Dalla propriet&agrave; pubblica a quella privata:&nbsp;concorrenza ed efficienza del sistema bancario italiano&quot;.<\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tNel luglio del 2007 le varie bolle finanziarie stavano raggiungendo la loro massima dimensione, ma il 15 settembre del 2008 era ancora lontano e la&nbsp;<em><span dir=\"auto\">Lehman Brothers <\/span><\/em><span dir=\"auto\">era ancora una banca di investimenti affidabile, per cui si poteva parlare in libert&agrave; e magari dira anche la verit&agrave; (o quasi).<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tAnna Maria Tarantola, nella sua relazione esordisce cos&igrave;: <em>&quot;In molti paesi dell&rsquo;Europa continentale, <strong>a partire dagli anni ottanta<\/strong>, <strong>si &egrave; avviata una intensa&nbsp;fase di ristrutturazione dell&rsquo;industria bancaria e finanziaria, che ha interessato anche gli assetti&nbsp;proprietari.<\/strong> Fattori determinanti sono stati la crescente <strong>integrazione dei mercati<\/strong>, l&rsquo;innovazione&nbsp;tecnologica e finanziaria e il <strong>processo di internazionalizzazione<\/strong>. La ristrutturazione ha incentivato, a sua volta, <strong>l&rsquo;integrazione<\/strong> e <strong>la concorrenza<\/strong>.&nbsp;<strong><u>Il processo &egrave; stato favorito dalla ridefinizione del ruolo dello Stato nel settore bancario.<\/u> <u>La&nbsp;presenza pubblica negli assetti proprietari delle banche si &egrave; ridotta<\/u>, rilevanti cambiamenti si sono&nbsp;registrati nella struttura dei mercati e nell&rsquo;organizzazione degli intermediari. La regolamentazione&nbsp;creditizia e le prassi operative delle Autorit&agrave; di vigilanza sono state rimodulate.&quot;<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tL&#039;esordio non lascia dubbi, si prende atto del fatto che dagli anni &#039;80 spirava il vento delle &quot;<strong><em>riforme&quot; <\/em><\/strong>che&nbsp;pretendevano la riduzione del ruolo dello STATO in favore del MERCATO. &quot;<em>Viva il neoliberismo e la globalizzazione!!! Stato brutto e cattivo sei uno strumento vecchio e decrepito che non puoi stare al passo con i tempi!!!&quot; <\/em>sembrerebbero gli slogan che ci hanno accompagnato dalla fine degli anni &#039;70.&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tDopo questa premessa la Tarantola (nomen omen?) compie l&#039;excursus storico relativo al sistema bancario italiano: &quot;<em>&nbsp;<\/em><em style=\"line-height: 1.6em\">Dalla legge bancaria del 1936, <strong>per quasi sessant&rsquo;anni,<\/strong> <strong>la disciplina dell&rsquo;attivit&agrave; creditizia e&nbsp;finanziaria &egrave; rimasta sostanzialmente<\/strong> <strong>inalterata<\/strong>.&nbsp;<\/em><strong><em style=\"line-height: 1.6em\">L&rsquo;impianto normativo, concepito c<\/em><\/strong><em style=\"line-height: 1.6em\"><strong>ome risposta alle&nbsp;crisi bancarie degli anni trenta,<\/strong> <strong>si basava sui principi di separatezza tra banca e industria e di&nbsp;specializzazione temporale e funzionale. <u>La propriet&agrave; pubblica di molte banche garantiva la&nbsp;separatezza, riconduceva allo Stato la funzione di controllo e di indirizzo dei finanziamenti<\/u>.&nbsp;<\/strong><u>Analogamente a quanto accadeva in altri paesi (ad esempio negli Stati Uniti con il &ldquo;Glass-Steagall&nbsp;Act&rdquo;), l<strong>a specializzazione dell&rsquo;operativit&agrave; fu ritenuta funzionale a isolare l&rsquo;attivit&agrave; bancaria dalle&nbsp;tensioni che potevano originarsi in altri settori del mercato.&nbsp;<\/strong>In presenza di un sistema bancario fragile e frammentato, questo modello attribuiva unico&nbsp;rilievo all&rsquo;obiettivo della stabilit&agrave;; <strong>nel dopoguerra, esso consent&igrave; il finanziamento della crescita&nbsp;economica, sopperendo all&rsquo;inadeguatezza del mercato dei capitali<\/strong>; evit&ograve; il razionamento del credito&nbsp;destinato alle imprese di piccola e media dimensione.<\/u> <strong>L&rsquo;articolazione del sistema bancario e la&nbsp;<\/strong><\/em><em style=\"line-height: 1.6em\"><strong>protezione degli istituti di dimensione contenuta furono ritenuti obiettivi prioritari.&nbsp;<\/strong>Con le riforme dell&rsquo;immediato dopoguerra (1945-1952), veniva definito l&rsquo;apparato di&nbsp;controllo sull&rsquo;attivit&agrave; creditizia e sulla funzione valutaria. In tale ambito, la funzione di vigilanza&nbsp;bancaria veniva sottratta a un organo politico-amministrativo, l&rsquo;Ispettorato per la difesa sul&nbsp;risparmio, e attribuita definitivamente alla Banca d&rsquo;Italia; veniva istituito il Comitato&nbsp;interministeriale per il credito e il risparmio, presieduto dal Ministro per il Tesoro, per l&rsquo;esercizio&nbsp;dell&rsquo;alta vigilanza del settore.<\/em><span style=\"line-height: 1.6em\">&quot;<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tMi viene da dire: &quot;<em>ben detto Anna Maria!!!<\/em> Ci hai praticamente confermato&nbsp;che l&#039;impianto normativo che strutturava il sistema bancario funzionava, e funzionava anche molto bene visto che &egrave; stato uno degli strumenti che ci ha permesso di diventare la sesta potenza economica al mondo. A ci&ograve; si aggiunga che il sistema bancario appena descritto coincideva con il modello contenuto nella nostra costituzione e che quindi altri modelli sono incostituzionali, <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10149\">come ci ha calorosamente ricordato ieri il Prof. Stefano D&#039;Andrea<\/a>.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tLa Tarantola prosegue il suo racconto e arriva ai maledetti anni &#039;80.&nbsp;<em>Negli anni ottanta, il rafforzamento degli intermediari e il progressivo affinamento degli&nbsp;strumenti di vigilanza <u><strong>rendevano possibile la restituzione al mercato delle sue fondamentali&nbsp;funzioni;<\/strong><\/u> ci&ograve; si rendeva tanto pi&ugrave; necessario in presenza di una crescente apertura dell&rsquo;economia&nbsp;italiana e dello sviluppo del <strong>sistema finanziario internazionale <\/strong>che richiedevano alle banche pi&ugrave;&nbsp;elevati livelli di <strong>efficienza<\/strong> e <strong>l&rsquo;offerta di nuovi servizi finanziari.<\/strong>&nbsp;<strong>Ne &egrave; seguita una complessa e articolata azione di riforma, i cui aspetti salienti possono&nbsp;essere rinvenuti nella netta affermazione del carattere d&rsquo;impresa dell&rsquo;attivit&agrave; bancaria,&nbsp;indipendentemente dalla propriet&agrave; pubblica o privata (il diritto della banca &egrave; stato ricondotto entro&nbsp;gli schemi del diritto commerciale applicati alla generalit&agrave; delle imprese) e nell&rsquo;avvio del processo&nbsp;di privatizzazione.<\/strong> L&rsquo;evoluzione normativa e le privatizzazioni hanno costituito i presupposti per&nbsp;l&rsquo;intensa <strong>fase di concentrazione<\/strong> che, avviata a met&agrave; degli anni novanta, &egrave; oggi ancora in corso.&nbsp;<u>Intensa &egrave; stata la produzione normativa volta a modificare il quadro di riferimento nella&nbsp;direzione sopra delineata.&nbsp;Vi hanno concorso gli stimoli determinati dal processo di<strong> armonizzazione delle norme in&nbsp;ambito comunitario.<\/strong> <strong>Ricordo, in particolare, la prima e la seconda direttiva comunitaria in materia&nbsp;creditizia (Direttive n. 77\/80 e 89\/646) con cui &egrave; stato, tra l&rsquo;altro, sancito normativamente il diritto&nbsp;di ingresso sul mercato a qualunque soggetto che presenti le qualit&agrave; oggettive richieste dalla legge.<\/strong><\/u>&nbsp;<strong>In Italia<\/strong> costituiscono <u>tappe importanti del processo la <strong>legge 287 del 1990<\/strong>, che ha&nbsp;introdotto nel nostro ordinamento la <strong>normativa a tutela della concorrenza,<\/strong><\/u> e la <strong>legge 218 del 1990<\/strong>&nbsp;(cosiddetta l<strong>egge Amato-Carli<\/strong>),<u><strong> che ha consentito alle banche pubbliche di adottare il modello della&nbsp;societ&agrave; per azioni.<\/strong><\/u><strong> <\/strong>Il punto di arrivo di questo processo &egrave; il Testo Unico Bancario del 1993, dove si&nbsp;definiscono per la prima volta in modo esplicito le finalit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; di vigilanza, identificate&nbsp;nella sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, nella stabilit&agrave; complessiva, nell&rsquo;efficienza e&nbsp;nella competitivit&agrave; del sistema finanziario nonch&eacute; nell&rsquo;osservanza delle disposizioni in materia&nbsp;creditizia.<u>Il disegno riformatore &egrave; stato completato con l&rsquo;emanazione, nel 1998, del Testo unico&nbsp;della finanza, che <strong>ha portato a compimento il processo di modernizzazione del sistema finanziario.<\/strong><\/u>&nbsp;Innestandosi sulla scia del recepimento delle direttive comunitarie, esso ha operato una rivisitazione&nbsp;e un&rsquo;armonizzazione, secondo criteri di delegificazione, di tutte le categorie di intermediari (con&nbsp;l&rsquo;esclusione delle banche e degli intermediari finanziari disciplinati dal Testo unico bancario,&nbsp;nonch&eacute; dei fondi pensione); <strong>ha consentito di arricchire l&rsquo;offerta dei prodotti nel campo della&nbsp;gestione del risparmio, <\/strong>lasciando ampia autonomia agli intermediari nelle scelte organizzative; ha&nbsp;realizzato alcuni interventi di completamento della privatizzazione dei mercati; &egrave; intervenuto su&nbsp;alcuni rilevanti aspetti di corporate governance delle societ&agrave; quotate.&quot;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tTraduzione e sintesi: <strong><em>mercato bello, Stato cattivo, privatizzazioni necessarie, ce lo chiede l&#039;Europa!!!!!!!!, compratevi i derivati che sono un prodotto di risparmio eccezionale!!!!<\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tInsomma, non si sa per quale motivo (o meglio si sa, ma &egrave; meglio non dirlo), ma quando le cose andavano bene in un sistema in cui lo Stato faceva lo Stato, si &egrave; sentito il bisogno di : &quot;restituire al mercato le sue fondamentali funzioni&quot; e di ripristinare per filo e per segno il modello bancario che ha portato alla crisi del 1929 e allo scenario di povert&agrave; e tensioni sociali che ne &egrave; conseguito.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tPosto quindi che il sistema bancario italiano &egrave; stato stravolto dalle &quot;<em><strong>riforme<\/strong><\/em>&quot;, perch&egrave; oggi si &egrave; sentito il bisogno di fare un ulteriore riforma insistendo in UE, tramite Fabrizio Saccomanni (ministro tecnico ex Banca D&#039;Italia), per &quot;l&#039;Unione Bancaria&quot;? La risposta &egrave; semplice l&#039;Unione Europea &egrave; la massima espressione del globalismo e del neoliberismo che vogliono la distruzione dello Stato e la creazione del &quot;dio mercato&quot;, l&#039;Unione bancaria &egrave; l&#039;ennesima cessione di Sovranit&agrave; popolare ad un organo sovranazionale che risponde alle sole regole selvagge del mercato.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"line-height: 1.6em\">La Costituzione Italiana continua ad essere pugnalata. La democrazia &egrave; in pericolo, ma ho fiducia nel popolo italiano e penso che non &egrave; lontano il giorno in cui&nbsp;<span style=\"font-size:18px\"><strong>CI LIBEREREMO!!!<\/p>\n<p>\t<em><span style=\"font-size:14px\">Andrea Franceschelli &#8211; ARS Abruzzo<\/span><\/em><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>\n\t<a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/interventi\/altri_int\/2007\/Tarantola_200707.pdf\">http:\/\/www.bancaditalia.it\/interventi\/altri_int\/2007\/Tarantola_200707.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#039; notizia di ieri l&#039;accordo per la definizione della &quot;Unione Bancaria&quot; all&#039;interno della Unione Europea.&nbsp; L&#039;ultimo paragrafo di un brutto capitolo&nbsp;della storia della Repubblica italiana &egrave; stato scritto. Perch&eacute;&nbsp;dico che &egrave; l&#039;ultimo paragrafo? 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