{"id":10234,"date":"2013-12-24T06:28:48","date_gmt":"2013-12-24T06:28:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10234"},"modified":"2013-12-24T06:28:48","modified_gmt":"2013-12-24T06:28:48","slug":"morte-di-unimpresa-la-dinamica-in-7-punti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10234","title":{"rendered":"Morte di un&#8217;impresa: la dinamica in 7 punti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n\tdi <strong>Roberto Nardella<\/strong> (ARS Puglia) <a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\">ARS<\/a>\n<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignright\" id=\"attachment_2766\" style=\"width: 346px\">\n\t<a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/img_22377_31109.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"img_22377_31109\" class=\"size-full wp-image-2766 \" height=\"227\" src=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/img_22377_31109.jpg\" width=\"336\" \/><\/a><\/p>\n<p>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n\t\t10.000 fallimenti nei primi 9 mesi del 2013\n\t<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>1)<\/strong> Azienda tipo: piccola impresa familiare PMI, ramo qualsiasi, clientela nazionale o vicinale selezionata. Buona marginazione e nessun problema di liquidit&agrave;. I ricavi sono costantemente investiti in azienda e\/o in immobili. Da 30 o pi&ugrave; anni sulla piazza. Buona esperienza e conoscenza del mercato, buona clientela e fatturato in crescita costante sino al <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2000<\/span><\/strong>. Fatturato stazionario o in decrescita lenta ma costante a partire dal <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2003<\/span><\/strong>.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>2)<\/strong> Dal <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2008<\/span> <\/strong>cominciano a scendere in maniera preoccupante i fatturati e scarseggia la liquidit&agrave;: si usa l&rsquo;affidamento bancario per mandare avanti l&rsquo;attivit&agrave;. L&rsquo;imprenditore cerca di capire le cause circa la perdita di fatturato, cercando di porvi rimedio. Si pensa di essere diventati poco &ldquo;attrattivi&rdquo; e generalmente si da vita ad una svendita degli stock esistenti per rinnovare il &ldquo;look&rdquo; e\/o la gamma dei prodotti. Con il ricavato che &egrave; spesso il prezzo di acquisto o anche meno, si rinnovano gli investimenti, cercando di &ldquo;aggiustare&rdquo; il tiro. Questo periodo dura grosso modo 12\/18 mesi. Siamo alla seconda met&agrave; del <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2009<\/span><\/strong>.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>3)<\/strong> Nei primi tempi che seguono la ristrutturazione, che spesso &egrave; foriera di nuovi debiti contratti per investimenti fissi e non, le vendite migliorano ma ben al di sotto delle aspettative. Il nuovo ciclo viene accompagnato da promozioni a prezzi speciali che fanno perdere marginazione all&rsquo;azienda. Intanto le scadenze cominciano implacabili ad arrivare e si aggiungono alle spese correnti che nel frattempo sono costantemente aumentate a causa della voracit&agrave; della Pubblica Amministrazione. Siamo alla fine del <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2010<\/span><\/strong>.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>4)<\/strong> Sperando che arrivi una imminente e robusta crescita si chiede altro affidamento sullo scoperto di conto. Si porta a ZERO il magazzino, monetizzandolo. In azienda aumentano le preoccupazioni e l&rsquo;aria si fa pesante. Tutto il <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2011<\/span> <\/strong>passa tra alti e bassi. Le banche cominciano a mettere un freno al credito. vengono messe in vendita propriet&agrave; immobiliari che sempre di pi&ugrave; diventano un peso: le offerte sono troppo basse e si tentenna ancora. L&rsquo;imprenditore e la sua famiglia cominciano ad intaccare i risparmi personali pregressi, immettendo liquidit&agrave; nell&rsquo;impresa. Si fa ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>5)<\/strong> Inizi del <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2012<\/span><\/strong>: le commesse non arrivano: fax e telefono sono muti e comincia il panico. Le banche oramai telefonano tutti i giorni chiedendo un rientro pi&ugrave; o meno immediato del 30\/40\/50% dell&rsquo;affidamento sino ad allora concesso: non credono pi&ugrave; nel tuo business. La depressione derivante dal senso di impotenza aumenta ogni giorno di pi&ugrave;. Le liti familiari si susseguono. La cassa integrazione sta per finire. Si prende una decisione forte: vengono a malincuore licenziati dei dipendenti e si riducono all&rsquo;osso le spese correnti. I risparmi personali stanno finendo. Si decide di non pagare tasse, contributi e nei casi pi&ugrave; gravi l&rsquo;IVA. Si pagano regolarmente solo i fornitori. I dipendenti rimasti cominciano a riscuotere a singhiozzo.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>6)<\/strong> Siamo agli inizi del <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>2013<\/strong><\/span>: si svendono gli immobili, anche di pregio, ad un prezzo ancora pi&ugrave; basso e si cerca di tamponare con le banche. Di ripresa neanche l&rsquo;ombra. I dipendenti oramai non riscuotono regolarmente da diversi mesi e anche i fornitori cominciano a richiedere pagamenti in contrassegno. Le cartelle di equitalia arrivano a cadenza mensile. Il 2013 sta finendo ma di ripresa neanche l&rsquo;ombra. Il terrore del fallimento comincia a prendere prepotentemente corpo.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>7)<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>2014<\/strong><\/span>: tutte le risorse pregresse sono terminate. Si cerca in qualsiasi modo di salvare la casa dove si vive, ricorrendo a qualsiasi escamotage: &egrave; tutto vano: &egrave; la <strong>FINE<\/strong>, il game over. Ai pi&ugrave; fortunati si presenta un radioso futuro da emigrante, magari in Germania.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tRoberto Nardella, commerciante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Nardella (ARS Puglia) ARS &nbsp; 10.000 fallimenti nei primi 9 mesi del 2013 1) Azienda tipo: piccola impresa familiare PMI, ramo qualsiasi, clientela nazionale o vicinale selezionata. Buona marginazione e nessun problema di liquidit&agrave;. I ricavi sono costantemente investiti in azienda e\/o in immobili. Da 30 o pi&ugrave; anni sulla piazza. Buona esperienza e conoscenza del mercato, buona clientela e fatturato in crescita costante sino al 2000. 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