{"id":10590,"date":"2014-02-08T00:05:35","date_gmt":"2014-02-08T00:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10590"},"modified":"2014-02-08T00:05:35","modified_gmt":"2014-02-08T00:05:35","slug":"la-democrazia-funzionante-dellars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10590","title":{"rendered":"La democrazia funzionante dell&#039;ARS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span class=\"userContent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><strong>1<\/strong>. Un&#39;associazione politica FUNZIONA DEMOCRATICAMENTE quando almeno l&#39;80% delle deliberazioni &egrave; assunto dagli organi competenti all&#39;UNANIMITA&#39; o QUASI ALL&#39;UNANIMITA&#39; (diciamo almeno con il 75% dei consensi) e soltanto il 20% A MAGGIORANZA, che pu&ograve; variare dal 51% al 75%. Queste ultime decisioni non sono opportune per l&#39;approvazione di documenti politici da parte dell&#39;assemblea. Se un documento polit<span class=\"text_exposed_show\">ico non ottiene il consenso di almeno l&#39; 80% dell&#39;assemblea &egrave; preferibile che sia ritirato dai proponenti.<br \/>\n\tInfatti, se, mediante le delibere (dell&#39;organo amministrativo-gestionale e dell&#39;assemblea), la linea perseguita non ha, compessivamente, un simile consenso, vuol dire che vi sono forzature e l&#39;associazione sar&agrave; pure DEMOCRATICA MA sar&agrave; certamente NON FUNZIONANTE: <strong>ben presto si scinder&agrave; in due<\/strong>, salvo che sia leaderistica e idolatrica. In questo ultimo caso pu&ograve; darsi che non si scinder&agrave; ma sar&agrave; SOLTANTO FORMALMENTE DEMOCRATICA.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>2.<\/strong> L&#39;ARS fino ad ora ha ampiamente rispettato i canoni esposti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<span class=\"userContent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"text_exposed_show\">Per quanto riguarda l&#39;Assemblea, essa ha approvato tre documenti, due all&#39;unanimit&agrave; (il primo sulla <em>Repressione finanziaria e sul sistema finanziario nazionale<\/em>, il secondo, con emendamenti, sul <em>Lavoro<\/em>) e il terzo all&#39;unanimit&agrave; meno un voto (il documento su <em>La scuola<\/em>). Il <em>Documento di analisi e proposte<\/em>,<em> il Progetto<\/em> e<em> l&#39;atto costitutivo<\/em> sono ovviamente accettati da tutti i soci al momento dell&#39;adesione. Dunque anche essi, in certo senso, sono stati approvati all&#39;unanimit&agrave;.<br \/>\n\tPer quanto riguarda il Comitato direttivo, certamente il 90% delle delibere &egrave; stato assunto all&#39;unanimit&agrave; o quasi.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>3.<\/strong> All&#39;interno dei confini e dei vincoli tracciati dall&#39;atto costitutivo, dallo statuto, dal progetto e dal manifesto (o documento fondativo), ciascun militante deve avere la massima autonomia nello svolgere la propria opera di militanza per concorrere ad attuare il progetto.<br \/>\n\tQuindi, in ordine alle strategie, le priorit&agrave; e le modalit&agrave; della militanza deve essere lasciata ampia AUTONOMIA, OSSIA LIBERTA&#39;, ai gruppi locali, i quali meglio di ogni altro conoscono le proprie capacit&agrave; e attitudini, l&#39;ambiente in cui vivono, il circolo delle persone frequentate dai singoli militanti, le caratteristiche delle popolazioni locali.<br \/>\n\tPertanto le delibere dell&#39;organo di governo nazionale, da assumere all&#39;unanimit&agrave; o quasi, dovranno avere funzione di INDIRIZZO. Soltanto quando si tratter&agrave; di organizzare un&#39;azione politica nazionale della quale le iniziative locali saranno soltanto una parte, le delibere del Comitato Direttivo, che avranno in questo caso funzione di COORDINAMENTO delle azioni locali in un&#39;unica azione nazionale, dovranno essere considerate vincolanti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>4.<\/strong> Anche questi canoni sono stati rispettati dall&#39;ARS. C&#39;&egrave; chi preferisce organizzare incontri amicali, chi punta su &quot;eventi&quot;, chi su presentazioni di libri e autori, chi opta per incontri con politici locali, chi organizza un ciclo di lezioni da svolgere a un gruppo di cittadini interessati, chi ha preso contatti con le persone migliori che incontrava nei presidi del 9 dicembre, chi tenta la strada dei banchetti e cos&igrave; via.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>5.<\/strong> Deve esistere un organo di gestione-amministrazione nazionale, che prenda decisioni ordinarie, anche dividendo i compiti tra i componenti, e che sia valutato dall&#39;assemblea, con la conferma o con la modifica e la sostituzione dei membri, in funzione dell&#39;attivit&agrave; complessivamente svolta, sia dall&#39;organo collegiale, sia dai singoli membri ai quali sono stati affidati specifici compiti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>6.<\/strong> Nell&#39;ARS l&#39;organo di gestione-amministrazione esiste ed &egrave; il Comitato Direttivo. Tra le decisioni pi&ugrave; importanti che ha preso il Comitato Direttivo ricordo quelle di affidare ad Andrea Franceschelli la gestione della pagina facebook,&nbsp; a Lorenzo D&#39;Onofrio la gestione del sito www.riconquistarelasovranita.it e a me la gestione del sito www.appelloalpopolo.it (al quale collaborano oltre trenta associati), quella di organizzare l&#39;assemblea nazionale svolta a Pescara, quelle di dotarci dello strumento &quot;gotomeeting&quot;, per svolgere riunioni sia tra soci che tra soci e simpatizzanti, quelle di scegliere i temi e gli autori dei documenti approvati e da approvare, quelle di cooptare nel Comitato direttivo medesimo (in base ad una precisa clausola dell&#39;atto costitutivo) soci che si erano distinti per impegno, capacit&agrave; e risultati prodotti (i soci fino ad ora cooptati sono: Fiorenzo Fraioli, Piero Valerio, Aaron Paradiso, Giampiero Marano, Luca Cancelliere, Andrea Franceschelli, Lorenzo D&#39;Onofrio, Matteo Grandi, Mattia Corsini, Domenico Lombardini, Rico Semeraro, Gianluigi Leone, Anna Biancalani).\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<strong>7.<\/strong> In conclusione, direi che il principio di maggioranza, che pur &egrave; caratteristico della democrazia, deve essere il pi&ugrave; possibile limitato, non a favore di decisioni autoritarie, bens&igrave; a favore del principio di unanimit&agrave; o quasi unanimit&agrave;, che &egrave; principio maggiormente rispettoso delle minoranze e dell&#39;esigenza di unit&agrave;, da un lato, e del principio di libert&agrave;, che &egrave; rispettoso dell&#39;autonomia dei singoli associati o dei gruppi cittadini di soci, dall&#39;altro. Soltanto evitando scientemente, intelligentemente, metodicamente di dividersi con frequenza una associazione collettiva pu&ograve; crescere, funzionare e realizzare gli obiettivi sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Un&#39;associazione politica FUNZIONA DEMOCRATICAMENTE quando almeno l&#39;80% delle deliberazioni &egrave; assunto dagli organi competenti all&#39;UNANIMITA&#39; o QUASI ALL&#39;UNANIMITA&#39; (diciamo almeno con il 75% dei consensi) e soltanto il 20% A MAGGIORANZA, che pu&ograve; variare dal 51% al 75%. Queste ultime decisioni non sono opportune per l&#39;approvazione di documenti politici da parte dell&#39;assemblea. Se un documento politico non ottiene il consenso di almeno l&#39; 80% dell&#39;assemblea &egrave; preferibile che sia ritirato dai proponenti. 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