{"id":106,"date":"2009-07-04T14:49:45","date_gmt":"2009-07-04T14:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=106"},"modified":"2009-07-04T14:49:45","modified_gmt":"2009-07-04T14:49:45","slug":"perche-in-italia-abbiamo-un-governo-ma-non-il-parlamento-la-assoluta-omogeneita-delle-due-coalizioni-che-da-quindici-anni-si-alternano-al-governo-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=106","title":{"rendered":"La assoluta omogeneit\u00e0 delle due coalizioni che da quindici anni si alternano al governo dell\u2019Italia. Perch\u00e9 in Italia abbiamo un governo ma non il Parlamento."},"content":{"rendered":"<p><strong>di Stefano D&rsquo;Andrea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tempo, in Italia,&nbsp;quasi non vi sono pi&ugrave; partiti che si candidino per essere eletti in Parlamento. Intendiamo partiti che si candidino per parlare della situazione politico-giuridica&nbsp;e della direzione che si vuole imprimere, mediante l&rsquo;attivit&agrave; legislativa, alla vita collettiva della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da tempo i partiti non si candidano alle elezioni politiche parlamentari per parlare, ma per governare. E infatti non si candidano i partiti ma le coalizioni. Due coalizioni di partiti, godendo per diritto &#8211; in particolare in forza della modifica delle leggi elettorali proporzionali e della legislazione sul finanziamento pubblico dei partiti &ndash; di posizione privilegiate&nbsp;(e si tratta di <em>privilegio<\/em> <em>giuridico<\/em>, non di mero fatto) rispetto a possibili nuovi partiti, si offrono alla scelta del popolo, raccomandando il voto utile e spingendo silenziosamente al non voto molte tra le forze pi&ugrave; sane della nazione.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un lato i cittadini sono sottoposti ad un potere &ndash; il privilegio conferisce un potere &#8211; che ostacola l&rsquo;emersione di idee e proposte nuove; dall&rsquo;altro le coalizioni non si candidano per parlare, bens&igrave; esclusivamente per governare. La parola &egrave; ormai inutile. Non c&rsquo;&egrave; da parlare.&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Non c&rsquo;&egrave; da parlare, perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; da pensare. Pensare significa vagliare ipotesi alternative. Scegliere tra diversi principi. Ma da lungo tempo il Parlamento non &egrave; pi&ugrave; chiamato a scegliere tra principi, bens&igrave;, al pi&ugrave;, tra norme di dettaglio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Non c&rsquo;&egrave; da pensare. C&rsquo;&egrave; si da introdurre norme, ossia scrivere parole vincolanti per il popolo italiano &ndash; invero sempre pi&ugrave; mediante decreti legislativi e regolamenti con deleghe in bianco ovvero mediante decreti legge -; ma <em>legiferare ormai da lungo tempo significa applicare ed adeguare<\/em>. Ed &egrave; per questo che basta un governo e non serve il Parlamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Applicare le direttive europee; applicare gli accordi del wto; applicare il principio della libera concorrenza; applicare il dogma delle privatizzazione delle imprese pubbliche; applicare i suggerimenti della analisi economica del diritto; applicare il principio pi&ugrave; caro al capitale finanziario, ossia il principio di non tassare severamente le rendite; applicare il principio della precariet&agrave; del lavoro subordinato; adeguare la legislazione di spesa e tutta quella connessa ai criteri di Maastricht; applicare gli accordi di Schengen; applicare la strategia di Lisbona; applicare il principio &ldquo;economico&rdquo; (ossia l&rsquo;inganno ideologico) che si crea valore anche se si moltiplicano gli intermediari; applicare il principio che bisogna lasciare al &ldquo;mercato&rdquo; la decisione sui rapporti di forza tra produttori&nbsp;e intermediari; applicare la suprema direttiva della libera circolazione mondiale del capitale finanziario; adeguarsi alla dottrina della guerra preventiva; addirittura applicare le direttive del vaticano; e cos&igrave; via.&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">E anche l&agrave; dove sembravano esservi spazi di libert&agrave;, in realt&agrave; le coalizioni che si sono succedute al governo si sono ingegnate nell&rsquo;applicare il modello statunitense, nel tentativo, ingenuo, oltre che malefico, di &ldquo;importare il sistema&rdquo;, scambiando cos&igrave; il modello &nbsp;con la realt&agrave;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">&Egrave; verosimile che la crisi economica , aggravandosi, possa cambiare, almeno in parte, le cose.&nbsp;Ma intanro &egrave; indubbio che negli ultimi anni il Parlamento non &egrave; stato un decisore, bens&igrave; un esecutore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Proprio per il ruolo di esecutrici, <em>le due coalizioni sono state e sono omogenee<\/em>. E non potrebbe essere diversamente. Quando si tratta di eseguire ordini o direttive ovvero quando si tratta di applicare e non di legiferare veramente, &egrave; naturale che debba esservi un comune consenso sui presupposti &#8211; ideali, economici, politici &#8211; delle direttive e dei vincoli &ldquo;giuridici&rdquo; internazionali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Da quindici anni, le due coalizioni si contendono&nbsp;il (e si alternano nel) ruolo di esecutore di decisioni prese altrove, ossia in altri luoghi, lontani dall&rsquo;Italia, e, soprattutto da altri, ossia da soggetti che non sono italiani o comunque non sono politicamente &ldquo;rappresentanti degli italiani&rdquo;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il ruolo di esecutore assunto dalle due coalizioni, in parte, &egrave; sancito espressamente nei trattati europei; per altra parte, &egrave; stato la conseguenza della volontaria sottomissione alla linee della politica statunitense; per altra parte ancora, strettamente connessa alle prime due, &egrave; dipeso dall&rsquo;accoglimento quasi generale della ideologia globalista, liberista, mercatista, di idolatria della rendita, consumista e usuraria (&ldquo;un debito per tutti e una rendita per molti!&rdquo; sembra essere stata l&rsquo;idea nascosta dagli slogan dissimulatori).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il ruolo di esecutrici assunto dalle coalizioni, ne implica la assoluta omogeneit&agrave; sulle questioni politiche essenziali e di fondo. Una omogeneit&agrave; dissimulata attraverso i litigi e gli insulti dei piccoli uomini che, ad oggi, gli italiani sono in grado di eleggere ed eleggono in Parlamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Perci&ograve; il Parlamento &egrave; morente. Non &egrave; il luogo dove si ragiona sulle modalit&agrave; e i tempi di attuazione della Costituzione. N&eacute; &egrave; il luogo dove si scelgono chiari principi. Per fare un solo esempio. Bisogna o no promuovere la possibilit&agrave; che un uomo con il proprio lavoro viva sulla propria terra? &Egrave; un dubbio che il Parlamento non pu&ograve; nemmeno sollevare; perch&eacute; una risposta positiva significherebbe aver scelto di emanare una legislazione sistematicamente contrastante con i trattati europei (e con altri trattati internazionali). La scelta &egrave; stata gi&agrave; fatta. No. Non bisogna promuovere quella possibilit&agrave;. Le regole del libero mercato non lo permettono: esse, anzi, subdolamente promuovono la impossibilit&agrave; che un uomo riesca a vivere con il proprio lavoro sulla propria terra. Ma allora, se questo tema fondamentale, non diversamente da moltissimi altri,&nbsp;non pu&ograve; nemmeno essere discusso salvo che tra mille ipocrisie e finzioni, a cosa serve il Parlamento?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il Parlamento, negli ultimi quindici anni, &egrave; stato il luogo dove sono state eseguite decisioni altrui: decisioni prese da stranieri; dalle burocrazie europee; decisioni imposte dalle lobby; decisioni fondate su ideologie elaborate al di fuori dei nostri centri politici e culturali: dico nostri di italiani; decisioni che applicano direttive provenienti dai pochi gestori e dagli ancor meno proprietari dei grandi capitali finanziari.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">La omogeneit&agrave; politica degli esecutori di quelle decisioni &egrave; un dato intrinseco alla situazione politica italiana. Se sono esecutrici scambiabili &ndash; chiunque vinca comunque esegue quei principi &ndash; allora le due coalizioni sono uguali o sostanzialmente uguali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">E infatti i principi comunemente accolti dalle due coalizioni &ndash; i principi che esse hanno applicato, eventualmente con sfumature diverse &ndash; sono innumerevoli. Ci sembra importante farne un breve elenco.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle coalizioni che hanno governato l&rsquo;Italia negli ultimi quindici anni &egrave; stata contraria all&rsquo;Europa liberista e monetaria. Soprattutto nessuna delle due coalizioni &egrave; stata contraria all&rsquo;Europa delle Banche private.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha difeso tenacemente l&rsquo;idea che il tentativo di costruire un&rsquo;Europa politica imponesse un contratto collettivo di lavoro europeo. Nessuna delle due coalizione si &egrave; scandalizzata del fatto che i principi dei trattati europei avrebbero consentito alle imprese italiane di chiudere gli stabilimenti in Italia e di trasferirli in Polonia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha contrastato la politica di indebitamento dei cittadini, che invece &egrave; stata perseguita da entrambe, contro il dettato costituzionale, secondo il quale &ldquo;la Repubblica incoraggia &hellip; il risparmio&rdquo; e non il debito. Le due coalizione intendevano e intendono conservare il potere andando contro un dettato costituzionale,&nbsp;perch&eacute; se si fa credito al cittadino, la droga del credito attenua il conflitto sociale, con la conseguenza che non si &egrave; costretti a cercare una equilibrata politica dei redditi e le coalizioni al potere vi restano.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha contrastato la &ldquo;tendenza internazionale&rdquo; a valorizzare i marchi, ad ampliare il campo del brevettabile, a creare i &ldquo;diritti sportivi&rdquo;, a tutelare anche (pretese) entit&agrave; immateriali non brevettabili, suscettibili di figurare in bilancio (come il cosiddetto know-how). Nessuna di esse si &egrave; chiesta se questi nuovi principi giuridici fossero giusti o almeno convenienti per il popolo italiano e per quale parte di esso. Le direttive andavano applicate.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha lanciato un grido di disperazione perch&eacute; la tecnica del franchising e i grandi centri commerciali espellevano dal commercio tanti dignitosi commercianti, per sostituirli, molto spesso, in forza di contratti feudali pi&ugrave; gravosi della mezzadria, con servi che, sotto le mentite spoglie di una attivit&agrave; autonoma, hanno un enorme vincolo di soggezione nei confronti del loro padrone. Il medesimo ragionamento vale per le concessioni di vendita e i concessionari.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni, a difesa del sacro principio del carattere personale della prestazione professionale, si &egrave; detta contraria alla emersione dei grandi studi professionali internazionali, nei quali decine o centinaia di pretesi liberi professionisti sono in realt&agrave; lavoratori subordinati &#8211; con molti tratti di lavoro servile&nbsp;e sempre salvo il &ldquo;licenziamento&rdquo; quando viene a mancare la &ldquo;domanda&rdquo; &#8211; che lavorano&nbsp;per valorizzare il capitale investito nello studio-azienda. Si tratta sovente di &ldquo;professionisti&rdquo; molto pi&ugrave; alienati della media degli operai.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe le coalizioni sono state favorevoli a mantenere i meccanismi elettorali maggioritari recentemente introdotti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe le coalizioni hanno reputato che le Regioni dovessero avere maggiori poteri normativi rispetto alla scelta effettuata dai nostri padri costituenti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe le coalizioni hanno reputato che il lavoro subordinato dovesse essere pi&ugrave; precario rispetto alla stabilit&agrave; della quale godeva in passato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe hanno convenuto che il sistema pensionistico a ripartizione andasse sostituito con quello&nbsp;contributivo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe le coalizioni sono state favorevoli a concedere alle Universit&agrave; pubbliche l&rsquo;&ldquo;autonomia&rdquo;. Le due coalizioni sono entrambe colpevoli per aver introdotto o per non aver eliminato, nell&rsquo;ordinamento scolastico e universitario, i concetti di &ldquo;credito formativo&rdquo; e di &ldquo;debito formativo&rdquo;; per aver creato e mantenuto la fasulla laurea triennale; per aver promosso e non aver arrestato la proliferazione delle sedi universitarie, delle Facolt&agrave; e dei corsi di laurea; per aver aderito alla malefica strategia di Lisbona.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrambe le coalizioni hanno sostenuto l&rsquo;ipocrita tesi che l&rsquo;esercito italiano sia andato in Iraq e in Afganistan non per fare la guerra bens&igrave; per portare la pace.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni si &egrave; mai professata contraria alla possibilit&agrave; che le banche che raccolgono risparmio ed erogano credito siano private. Nessuna ha mai asserito severamente che quelle banche, o almeno le pi&ugrave; grandi, devono essere pubbliche. Nessuna delle due coalizioni ha mai proposto che la riserva obbligatoria bancaria debba essere aumentata e che la manovra della riserva obbligatoria debba tornare tra le competenze del Parlamento e del Governo. Nessuna delle due coalizioni ha impedito o soltanto contestato la perdita della sovranit&agrave; popolare, almeno formale, sulla Banca d&rsquo;Italia: invero una di esse si &egrave; proposta di tornare alla sovranit&agrave; popolare (sotto il profilo formale); ma si &egrave; data tre anni di tempo; e dopo essere tornata al governo, ha lasciato scadere il termine: come se si trattasse di modificare una qualsiasi disposizione di una disciplina di settore. Nessuna delle due coalizioni si &egrave; opposta alla reintroduzione, a rigore introduzione, dell&rsquo;anatocismo bancario, ossia la produzione degli interessi sugli interessi prima del giorno della domanda giudiziale: sappiate che nei rapporti bancari oggi l&rsquo;anatocismo &egrave; la regola generale, mentre prima le cose stavano diversamente.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni si &egrave; preoccupata perch&eacute; il valore degli immobili aumentava progressivamente e notevolmente, giungendo, in pochi anni, fino a raddoppiare. Mentre, per lo pi&ugrave;, gli stipendi e i redditi da lavoro autonomo&nbsp;non raddoppiavano. Con la conseguenza che la casa agognata dai cittadini che vivono, pi&ugrave; o meno bene, del loro lavoro, non costa pi&ugrave; otto o dieci annualit&agrave; di stipendio o reddito, bens&igrave; quindici o venti. Entrambe, anzi, hanno perseguito questo risultato: con l&rsquo;abrogazione dell&rsquo;equo canone; non prevedendo sgravi fiscali per le rate di canone e prevedendone per le rate di mutuo; non vietando i mutui ultraventennali per la prima casa; consentendo addirittura i mutui &ldquo;portabili agli eredi&rdquo;; abrogando l&rsquo;ICI; svendendo il patrimonio immobiliare pubblico; non pianificando e non finanziando l&rsquo;edilizia cooperativa o popolare. Le due coalizioni hanno cominciato a preoccuparsi soltanto quando la bolla immobiliare ha dato segni di essere pronta a sgonfiarsi! Ed &egrave; naturale, visto che esse l&rsquo;hanno volutamente gonfiata. Eppure, dice la nostra Costituzione, &ldquo;La repubblica favorisce l&rsquo;accesso del risparmio popolare alla propriet&agrave; dell&rsquo;abitazione&rdquo;. Legiferare per elevare i prezzi degli immobili o comunque senza preoccuparsi se la legge introdotta ha come effetto economico la lievitazione dei prezzi degli immobili, da un lato, e consentire la validit&agrave; di mutui quarantennali o addirittura portabili agli eredi, dall&rsquo;altro, sono veramente un modo singolare per interpretare la norma costituzionale! Come se i costituenti avessero detto al legislatore: strozza il popolo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha mai proposto di spostare sulle rendite &ndash; su tutte le rendite &#8211; le immani imposte pagate dai lavoratori, autonomi e subordinati. N&eacute; esse hanno proposto di tassare severamente le vincite delle scommesse, che non sono n&eacute; rendite n&eacute; profitti, ma vincite, appunto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nessuna delle due coalizioni ha vietato, almeno agli enti pubblici, la stipulazione di contratti derivati e in particolare dei cosiddetti contratti di swap. &Egrave; stata una delle due coalizioni a prevedere che ai contratti di swap non si applicasse la disciplina del gioco e della scommessa (art. 1933 cod. civ.), disciplina in forza della quale, da un lato, il giocatore perdente che abbia pagato non pu&ograve; richiedere quanto ha pagato, dall&rsquo;altro, se il giocatore perdente non paga, al vincitore non &egrave; concessa azione giudiziaria. Senza la modifica legislativa, le banche non avrebbero avuto azione per le perdite subite dalle imprese e dagli enti pubblici a causa della incauta &ndash; anche se promossa e pubblicizzata dai promotori finanziari &#8211; stipulazione di scommesse sull&rsquo;andamento dei tassi di interesse e dei rapporti di cambio tra valute. N&eacute; la seconda coalizione ha abrogato la norma introdotta dalla prima.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Sono state le due coalizioni ad aver introdotto e a non aver successivamente eliminato la seconda e poi la terza estrazione settimanale del lotto; si &egrave; trattato di una particolare applicazione dei vincoli di Maastricht! Le due coalizioni hanno accettato supinamente le decisioni della Corte di Giustizia Europea che hanno tentato di rendere lecito il gioco d&rsquo;azzardo. Sono le due coalizioni a moltiplicare continuamente i concorsi &ldquo;gratta e vinci&rdquo; e i concessionari delle &ldquo;attivit&agrave; di scommesse&rdquo;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">E potremmo continuare a lungo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Cos&igrave; stando le cose &ndash; e le cose stanno cos&igrave; &ndash; &egrave; evidente che <em>le &ldquo;due coalizioni&rdquo; sono molto pi&ugrave; simili che non due correnti di un medesimo vero partito; di un partito democratico o di un partito unico<\/em>. Sebbene esse non si sforzino, pi&ugrave; di tanto, di combattere il dissenso mediante interventi legislativi, le due coalizioni in realt&agrave; lo sopprimono costruendo un consenso generale &ndash; col supporto dei media nazionali &ndash; consenso generale che sembra, per ora, rendere politicamente irrilevante ogni posizione di dissenso (alludiamo al vero dissenso). Dopo anni di consenso generale ormai i cittadini, quando discutono di politica, discutono di questioni secondarie , di norme applicative di principi dati per scontati, di svolgimenti di presupposti impliciti (e taciuti) ovvero della applicazione di quelle direttive alle quali abbiamo test&eacute; accennato (sono le discussioni che si svolgono nei salotti di Vespa, di Ballar&ograve; e di Anno zero). Principi, presupposti e direttive che invece dovrebbero essere l&rsquo;oggetto del dibattito politico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\">Quanti sono i principi comuni alle due coalizione che non condividete, gi&agrave; soltanto tra quelli test&eacute; elencati? Parecchi? Tanti? E allora perch&eacute; le avete votate? Perch&eacute; continuate a votarle? Che fate? Votate contro voi stessi? Mi sembra che ci sia materia per pensare.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&rsquo;Andrea Da tempo, in Italia,&nbsp;quasi non vi sono pi&ugrave; partiti che si candidino per essere eletti in Parlamento. Intendiamo partiti che si candidino per parlare della situazione politico-giuridica&nbsp;e della direzione che si vuole imprimere, mediante l&rsquo;attivit&agrave; legislativa, alla vita collettiva della nazione. Da tempo i partiti non si candidano alle elezioni politiche parlamentari per parlare, ma per governare. E infatti non si candidano i partiti ma le coalizioni. 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