{"id":1061,"date":"2010-01-20T13:25:30","date_gmt":"2010-01-20T12:25:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1061"},"modified":"2010-01-20T13:25:30","modified_gmt":"2010-01-20T12:25:30","slug":"schiavi-di-unopinione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1061","title":{"rendered":"Schiavi di un&#039;opinione"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">di <strong>Andrzej Stasiuk<\/strong> <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">da &ldquo;L&rsquo;espresso&rdquo; del 12 Novembre 2009<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">Un grande scrittore uruguaiano, non pi&ugrave; vivente, <b>Juan Carlos Onetti<\/b>, disse una volta la frase seguente: &quot;Da quando i militari e le donne hanno imparato a leggere, tutto &egrave; andato a carte quarantotto&quot;. Ovviamente non ho niente contro l&#39;educazione dei militari e delle donne, ma questa frase malinconica pronunciata dal &#39;<b>mostro di Montevideo<\/b>&#39;, come <b>Onetti<\/b> veniva chiamato, descrive perfettamente la situazione dell&#39;uomo moderno nel suo rapporto con la cultura. L&#39;arte di leggere e scrivere, elitaria fino a poco tempo fa, &egrave; divenuta oggi una prerogativa generale. Si allontana nel passato anche l&#39;analfabetismo secondario, quando si dimenticavano le nozioni apprese a scuola perch&eacute; in seguito non se ne faceva pi&ugrave; uso. Oggi scrivono addirittura i tifosi delle squadre di calcio, che si convocano tramite Internet alle loro battaglie rituali. La Rete impone la conoscenza diffusa della cosiddetta parola scritta. Chi non scrive e non legge semplicemente non esiste. Nessuno pu&ograve; accorgersi della sua vita n&eacute; della sua presenza nel fracasso globale. E oggi una persona di cui non ci si accorga &egrave; semplicemente morta. Morta e basta.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><b><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">Andy Warhol<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\"> (oggi le citazioni mi riescono particolarmente bene) disse che arrivano tempi in cui ognuno potr&agrave; essere celebre per un quarto d&#39;ora. In sostanza aveva ragione. Si sbagliava solo su un punto: non si tratta di celebrit&agrave;, si tratta dell&#39;esistenza, di quell&#39;attimo inestimabile nel quale vieni visto dagli altri e la tua vita, per qualche momento, acquista senso. E per essere visto in questo sconfinato spazio informatico (e in ogni modo perch&eacute; a te sembri che gli altri ti vedono) devi assumere una qualche forma individuale, devi dare a intendere che ti differenzi in qualcosa e, in genere, che vivi. Dunque ti alzi al mattino, ti fai il caff&egrave;, accendi il computer e controlli cosa sia successo di interessante al mondo nel corso della notte. E in calce a ogni avvenimento, sotto al racconto dell&#39;ennesima strage o carestia, sotto al riassunto dell&#39;ultima impresa di qualche politico ritardato, sotto alla relazione di come qualcuno si &egrave; ingrandito le tette oppure il pene trovi il magico invito: &quot;Scrivi un commento&#8230;&quot;. Sembra trattarsi di una sorta di Padre nostro contemporaneo, di invocazione mattutina: &quot;Eccomi! Mi sentite? Ho le mie opinioni, le mie idee! Non sono un contadinotto arretrato e partecipo alla vita del mondo, ho la mia opinione al riguardo!&quot;.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">Anche io la mattina mi preparo il caff&egrave;, ascolto gli uccelli, guardo la nebbia nella valle e poi comunque accendo il computer e controllo cosa ha combinato il mondo durante la notte e a cosa oggi mi invita. Oggi ad esempio mi chiede di esprimere &#39;un mio commento&#39; riguardo alla sconfitta del pugile <b>Andrzej Golota<\/b> o che tradisca &#39;cosa penso&#39; dell&#39;esaurirsi delle riserve petrolifere. Domani avr&ograve; la possibilit&agrave; di condividere la mia opinione riguardo alla crocifissione di Cristo. Avevano ragione i romani oppure no? Tutto sta a indicare che una persona intelligente o che desideri in ogni caso conservare tale giudizio di s&eacute; dovrebbe temere come la peste il possesso di un&#39;opinione personale. Dovrebbe stare bene alla larga dall&#39;avere un parere. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">Siamo costretti con il terrore a prendere posizione. Si tratta ovviamente della posizione altrui e la nostra singola voce serve soltanto a elaborare statistiche di visibilit&agrave;, popolarit&agrave;, vendibilit&agrave;, eccetera. La libert&agrave; alla quale ci obbligano, la celebrata libert&agrave; di scelta, &egrave; in sostanza solo un&#39;ulteriore schiavit&ugrave;. Devi avere un parere proprio, devi essere o progressista o reazionario, devi essere di destra o di sinistra, devi scegliere fra l&#39;omofobia e l&#39;omofilia, devi essere a favore oppure contro. Ma si tratta di una scelta falsa e morta. Non ha nulla a che fare con la vita. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">A volte ho l&#39;impressione che possedere un&#39;opinione sia la trovata esistenziale di impotenti, di torbidi buoni a nulla, che debbono ininterrottamente esprimere un proprio parere perch&eacute; la realt&agrave; li terrorizza e li sovrasta. Riescono a esistere solamente nel mondo delle proprie opinioni, e non nel mondo composto da colori, odori, forme ed esperienze. &Egrave; ovvio che alla fine mi venga in mente ancora una citazione, forse di uno scrittore giapponese (<b>Mishima Yukio<\/b>?). Una citazione che, cos&igrave; come le due precedenti, sottoscrivo con piacere: &quot;Non ho opinioni. Ho i nervi&quot;. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 15pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #333333; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'lucida grande'\">traduzione di Laura Mincer<\/span><i><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #666666; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'trebuchet ms'\"><o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: #666666; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'trebuchet ms'\">(06 novembre 2009)<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrzej Stasiuk da &ldquo;L&rsquo;espresso&rdquo; del 12 Novembre 2009 Un grande scrittore uruguaiano, non pi&ugrave; vivente, Juan Carlos Onetti, disse una volta la frase seguente: &quot;Da quando i militari e le donne hanno imparato a leggere, tutto &egrave; andato a carte quarantotto&quot;. 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