{"id":10624,"date":"2014-02-16T00:05:55","date_gmt":"2014-02-16T00:05:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10624"},"modified":"2014-02-16T00:05:55","modified_gmt":"2014-02-16T00:05:55","slug":"il-rivoluzionario-non-deve-avere-fretta-la-questione-del-cln-o-fronte-sovranista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10624","title":{"rendered":"Il rivoluzionario non deve avere fretta: la questione del CLN o Fronte Sovranista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"userContent\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">&#8220;<em>Chi accetta la impostazione rivoluzionaria della lotta, chi si elegge un compito cos\u00ec gigantesco come quello di rovesciare un potere dispotico saldamente costituito, non deve avere fretta. Il rivoluzionario che ha fretta che si scoraggia perch\u00e9 la vittoria non appare ancora vicina, che diventa facile preda del pessimismo, non \u00e8 un vero rivoluzi<\/em><span class=\"text_exposed_show\"><em>onario. Il vero rivoluzionario deve sapere sfidare il tempo, specie quando il tempo si misura ad anni, come nel caso di noi italiani. Dalla calma risoluta del rivoluzionario si misura la sua forza. Egli \u00e8 tanto sicuro della bont\u00e0 della sua causa che accetta con serenit\u00e0 il trascorrere degli anni e anche la propria morte prima che la battaglia sia vinta, nella certezza che altri la proseguiranno<\/em>\u201d <\/span><\/span>(Carlo Rosselli, citazione trovata in epigrafe su <a href=\"http:\/\/legaecosocialistaporelsur.blogspot.it\/\">Ecosocialismo latino<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa del grande inganno\u00a0 perpetrato dai media <em>mainstream<\/em>, della grande ignoranza e del bassissimo livello della classe dirigente italiana, precisamente quella di secondo livello, nonch\u00e9 della mala fede della elite della medesima classe dirigente, il popolo italiano \u00e8 stato a lungo &#8220;europeista&#8221;, ossia favorevole all&#8217;Unione europea. La sostituzione di crediti (anche per l&#8217;acquisto di beni di consumo) a salari, la diminuzione della propensione al risparmio, anche per il mutamento della struttura sociale (meno figli e quindi meno spese), l&#8217;esistenza di rilevanti risparmi accumulati dalle generazioni precedenti, per lungo tempo non hanno fatto avvertire al popolo l&#8217;impoverimento che proseguiva almeno dalla stipulazione del Trattato di Maastricht. I tre fattori indicati, infatti, impedivano o attenuavano la diminuzione della domanda aggregata: i minori redditi da lavoro erano compensati dalla spesa di precedenti risparmi, da minore propensione al risparmio, da mutui trentennali e dal credito al consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcuni anni una serie di blog hanno iniziato a svolgere un importante ruolo di contro-informazione su uno o pi\u00f9 profili dell&#8217;Unione europea. I migliori di questi blog hanno anche esposto criteri alternativi di valutazione. Insomma non semplice contro-informazione ma anche contro-valutazione: non solo altre informazioni ma altri criteri con cui valutare le informazioni mainstream.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 creato cos\u00ec un movimento di opinione sufficientemente vasto che ha finito per influenzare, sia pure marginalmente, partiti e movimenti presenti in Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad ora, tuttavia, le posizioni di alcuni partiti e movimenti presenti in Parlamento sono di cauta critica all&#8217;Unione europea e non esiste ancora un serio e consistente partito o movimento che sia dichiaratamente anti-unionista o sovranista: un partito che voglia distruggere l&#8217;Unione europea, liberare la Repubblica dalla gabbia unionista, restaurare la Costituzione al vertice del nostro ordinamento e reintrodurre il dirigismo costituzionale, che ha caratterizzato trentacinque anni di storia, per sostituirlo ai (dis)valori unionisti della concorrenza, del libero scambio, dei mercati &#8220;liberi&#8221; di creare bolle, della disoccupazione e della deflazione salariale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si crea questo movimento o partito e soprattutto quanto tempo abbiamo per crearlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, chi pensa che l&#8217;Italia abbia bisogno di un simile partito o movimento non credo possa sostenere che esso sarebbe utile se nascesse tra due anni ma inutile se nascesse tra tre. Che ragionamento sarebbe? Quali argomenti si possono addurre a favore di una simile conclusione? Quindi, chi desidera il partito o movimento antiunionista, ossia sovranista, vuole che esso nasca e che nasca forte. Poi, ovviamente, come per ogni desiderio, \u00e8 legittimo e normale sperare che il desiderio della nascita del partito sovranista si realizzi prima possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dovrebbe essere difficile convenire che non esiste, in questo momento, alcun gruppo, associazione o piccolo movimento sovranista che abbia dimostrato di poter raggiungere da solo l&#8217;obiettivo in due o tre anni. Perci\u00f2 non vi \u00e8 dubbio che le condizioni storiche impongano di tentare la formazione di un&#8217;Alleanza Sovranista o meglio un Fronte Sovranista. Tra i sovranisti, infatti, sono in molti a desiderare un CLN, che \u00e8 proprio ci\u00f2 che noi chiamiamo Alleanza o Fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, nella prospettiva del CLN si annida un grave rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio \u00e8 che si voglia costruire un&#8217;alleanza senza che esistano le frazioni sovraniste realmente esistenti, ossia consistenti al punto da essere in grado di poter compiere un&#8217;azione politica nazionale, sul tipo di quella che hanno tentato gli organizzatori del movimento del 9 dicembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe un errore mortale, per pi\u00f9 ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) intanto verrebbero a ricoprire un ruolo persone che fino ad ora non hanno dimostrato si saper aggregare una pluralit\u00e0 di persone, di tenerle insieme, di far vivere un&#8217;associazione per un certo tempo senza subire lacerazioni e scissioni di rilievo. Addirittura verrebbero a ricoprire un ruolo persone dal carattere fortemente scissionista. E&#8217; interesse di tutti, invece, che simili persone vengano paralizzate e non abbiano alcun ruolo all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza o Fronte;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) in secondo luogo, \u00e8 molto pi\u00f9 facile concludere un patto federativo tra tre, quattro, cinque o al massimo sei soggetti collettivi, che abbiamo dimostrato stabilit\u00e0 e che nella conclusione del patto possano essere rappresentati da un&#8217;unica persona (proprio per la loro unit\u00e0), che non concluderlo tra venti o trenta gruppetti. Direi addirittura che \u00e8 assolutamente impossibile concludere un accordo tra trenta gruppetti. Non \u00e8 un caso che nel 1943, i partiti che componevano il CLN fossero sei, non trenta. Tanto pi\u00f9 che nel nostro caso si tratta di costituire un Fronte che dovr\u00e0 presentarsi alle elezioni come un&#8217;unica lista e che dovr\u00e0 rimanere assieme per pi\u00f9 anni di quanto fossero destinati a rimanere uniti i partiti del CLN nel 1943. Insomma pi\u00f9 un vero Fronte popolare che una semplice alleanza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) in terzo luogo, \u00e8 sperabile, e anche in una certa misura prevedibile, che una rilevante frazione dell&#8217;Alleanza o meglio del Fronte venga fuori da militanti e simpatizzanti del M5S. Invero in molte citt\u00e0 si avvertono non pochi scricchiolii dovuti al modo in cui talvolta vengono formate le liste per le elezioni comunali. E&#8217; prevedibile quindi che ben presto un numero sufficiente di militanti e simpatizzanti pentastellati si accorgano di cosa sia la democrazia (etero)diretta. Quando gli scontenti saranno in numero sufficiente, la rete consentir\u00e0 facilmente ad essi di organizzarsi. Non \u00e8 detto che gli scontenti della democrazia eterodiretta siano i sovranisti. Tuttavia, da un lato, in parte potr\u00e0 esservi coincidenza tra sovranisti e scontenti, dall&#8217;altro, i veri sovranisti che militino o simpatizzino per il M5S, prima o poi, se il M5S non sceglier\u00e0, ufficialmente, compattamente come linea del movimento, una posizione sovranista, non potranno che abbandonare il movimento. Che senso avrebbe stipulare un patto federativo adesso, che poi i sovranisti ex pentastellati dovrebbero prendere o lasciare o che dovrebbe essere ridiscusso e contrattato una seconda volta con loro? Ugualmente, \u00e8 prevedibile che dopo il sicuro\u00a0 fallimento della lista Tsipras, verr\u00e0 ufficialmente accertata la morte della ormai piccola galassia della sinistra radicale. Non mi sembra ingenuo prevedere che un centinaio di iscritti e simpatizzanti daranno vita a una formazione dichiaratamente sovranista, aperta a vaste alleanze da vecchio arco costituzionale (i fanatici non ci interessano) e che in meno di un anno possa sorgere una valida e consistente frazione, che potrebbe essere composta da un migliaio di iscritti di valore. Che senso avrebbe stipulare un patto federativo adesso, che poi i sovranisti provenienti dalla sinistra radicale dovrebbero prendere o lasciare o che, invece, dovrebbe essere ridiscusso e contrattato una seconda (terza?) volta con loro? Inoltre, non si pu\u00f2 escludere che dalla implosione del movimento fino ad ora corporativo del 9 dicembre emerga un gruppo decisamente sovranista, che provi a raccogliere le forze sovraniste all&#8217;interno di questo movimento. Che senso avrebbe stipulare un patto federativo adesso, che poi i sovranisti provenienti dal movimento del 9 dicembre dovrebbero prendere o lasciare, o che, invece, dovrebbe essere ridiscusso e contrattato una seconda (quarta?) volta con loro? Infine, sono ancora troppi i sovranisti preparati che ancora non hanno dato vita a una piccola formazione reale ma appartengono a mailing list, gruppi facebook o sono semplici seguaci di blog: alludo a molti bagnaiani, borghiani, rinaldiani, alla rete Lira, a Reimpresa, al gruppo economia5stelle e simili. Perch\u00e9 non attendere che, una volta svolte le inutili elezioni europee, uno o pi\u00f9 di questi gruppi, compresa l&#8217;insensatezza della posizione che ora spinge la maggioranza di essi ad appoggiare una o altra forza del PUDE (la inconsistente strategia di &#8220;inoculare il PUDE&#8221;), decidano di dar vita al tentativo di creare un&#8217;altra significativa, consistente e preparata frazione? Che senso avrebbe stipulare un patto federativo adesso, che poi la nuova frazione dovrebbe prendere o lasciare, o che, invece, dovrebbe essere ridiscusso e contrattato una seconda (quinta?) volta con tale ipotetica frazione? Perch\u00e9 non pungolarli o invitarli a darsi da fare per costruire qualche cosa di nuovo o, in alternativa, aderire alle frazioni che gi\u00e0 esistono e cessare comunque si essere semplici sovranisti-divulgatori-politicamente isolati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">d) la costituzione immediata di un Fronte che non fosse capace nemmeno di radunare 3000 persone in una piazza romana darebbe l&#8217;idea (realistica) del carattere virtuale e gruppettaro del Fronte. Costituire un Fronte che ancora non \u00e8 capace di agire, che conseguenze positive avrebbe, oltre quella negativa di generare sconforto, sfiducia e (meritata) disistima per il carattere velleitario dell&#8217;iniziativa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto esistono molte ragioni per ritardare la creazione dell&#8217;Alleanza o Fronte e non ne esiste nemmeno una per procedere immediatamente alla costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuiamo a lavorare alla costruzione delle frazioni. Poi quattro o cinque o sei frazioni consistenti costituiranno il Fronte in meno di 48 ore. Per coloro che gi\u00e0 militano in una o altre piccola formazione, il modo migliore per contribuire alla costituzione del Fronte consiste nel continuare a costruire ed ingrandire la formazione della quale fanno parte. Allo stesso modo,\u00a0 per i sovranisti che ancora non abbiano scelto di aderire ad una o altra piccola formazione e siano isolati, non c&#8217;\u00e8 alcun modo per contribuire alla formazione del Fronte se non aderire ad una delle frazioni esistenti o, alternativamente, concorrere con altri al tentativo di crearne una o due ulteriori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Chi accetta la impostazione rivoluzionaria della lotta, chi si elegge un compito cos\u00ec gigantesco come quello di rovesciare un potere dispotico saldamente costituito, non deve avere fretta. Il rivoluzionario che ha fretta che si scoraggia perch\u00e9 la vittoria non appare ancora vicina, che diventa facile preda del pessimismo, non \u00e8 un vero rivoluzionario. 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