{"id":10714,"date":"2014-02-22T12:16:59","date_gmt":"2014-02-22T12:16:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10714"},"modified":"2014-02-22T12:16:59","modified_gmt":"2014-02-22T12:16:59","slug":"perche-bisogna-fare-un-referendum-per-rendere-banca-ditalia-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10714","title":{"rendered":"Perch\u00e8 bisogna fare un referendum per rendere Banca d&#039;Italia pubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">La recente questione legata all&rsquo;approvazione dello scandaloso decreto IMU-Banca d&rsquo;Italia, che ha di fatto definitivamente privatizzato l&rsquo;istituto centrale di emissione, ha messo in evidenza non solo le finalit&agrave; antidemocratiche e anticostituzionali dei governi italiani di larghe intese, ma anche i modi autoritari e fascisti con cui questi vergognosi apparati politici cercano di troncare qualsiasi tipo di dibattito parlamentare. Data la pervicace opera di censura e disinformazione degli organi di stampa asserviti al sistema, la gente ha capito solo in parte la vera posta in gioco della riforma: la privatizzazione &egrave; avvenuta attingendo a delle riserve della Banca d&rsquo;Italia senza incidere sui risparmi dei cittadini, e l&rsquo;operazione &egrave; servita per evitare ai contribuenti il pagamento dell&rsquo;IMU sulla prima casa. In realt&agrave;, intorno al ruolo e alla propriet&agrave; della Banca d&rsquo;Italia ruotano da anni un&rsquo;infinit&agrave; di intrecci ed interessi che sono l&rsquo;esatto specchio dell&rsquo;attuale classe dominante: la moneta e i suoi processi di emissione devono essere un affare completamente privato e chiunque cerchi di modificare l&rsquo;assetto privatistico della gestione monetaria deve essere ricacciato indietro con violenza e risolutezza.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">In fondo tutta la lunga vicenda di adesione ai trattati europeisti verte principalmente sulla cessione della sovranit&agrave; monetaria ad un istituto autonomo ed indipendente come la BCE, di cui la Banca d&rsquo;Italia rappresenta oggi ormai una semplice filiale. Grazie a questa unica modifica istituzionale sono state eliminate in un colpo solo tutte le possibilit&agrave; di intervento economico e sociale dei precedenti stati democratici nazionali. Una volta estromessi i governi dalla gestione economica e monetaria e recisi gli ultimi legami con le autorit&agrave; centrali di emissione, &egrave; diventato semplicissimo per la tecnocrazia europea cominciare ad incanalare le democrazie occidentali verso un irreversibile percorso di declino e decadenza. Al posto dei governi nazionali sottoposti al vaglio del voto popolare &egrave; stato introdotto l&rsquo;insindacabile ed inappellabile direttorio sovranazionale, al posto della legittimazione elettiva democratica &egrave; stato introdotto il sistema delle nomine lobbistiche ed oligarchiche, al posto del normale dibattito legislativo parlamentare &egrave; stato introdotto il cosiddetto &ldquo;<em>pilota automatico<\/em>&rdquo; dei mercati e dei vincoli di bilancio che impone ai singoli di stati di seguire certe precise direzioni a prescindere dalla presunta o reale volont&agrave; di seguirne altre. In un tale contesto allargato, &egrave; chiaro che la privatizzazione di Banca d&rsquo;Italia resa esecutiva dal governo Letta rappresenta solo l&rsquo;ultimo e magari anche minuscolo tassello di un gigantesco mosaico di corruzione, distruzione, controllo delle precedenti democrazie costituzionali.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">Eppure, come tutte le costruzioni monumentali e monolitiche, anche la dittatura europeista mostra innumerevoli fragilit&agrave; e punti di cedimento e potrebbe bastare anche una singola iniziativa popolare per far crollare l&rsquo;enorme colosso di argilla. Ecco quale dovrebbe essere il principale scopo di indire un referendum popolare per abrogare il decreto IMU-Banca d&rsquo;Italia: creare una crepa sulla superficie, per vedere come reagisce l&rsquo;intera costruzione. Dal punto di vista strettamente tecnico sappiamo invece che rendere Banca d&rsquo;Italia un istituto pubblico non cambierebbe granch&eacute; nell&rsquo;impostazione attuale: &egrave; vero che al governo andrebbero tutti gli utili di gestione dell&rsquo;istituto di emissione creati con il &ldquo;<em>signoraggio<\/em>&rdquo;, ma alla banca centrale sarebbe ancora impedito per statuto di finanziare direttamente il governo, fornendo illimitata sostenibilit&agrave; al debito pubblico nazionale. Volendo quindi fare un&rsquo;estrema sintesi dei motivi per cui &egrave; utile politicamente e strategicamente promuovere un&rsquo;iniziativa di referendum, possiamo elencarli cos&igrave;:<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">1)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Costringere l&rsquo;opinione pubblica a riflettere sulle cose davvero importanti per il nostro paese, come la gestione della politica monetaria e il ruolo della banca centrale all&rsquo;interno di una democrazia compiuta<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">2)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Creare nell&rsquo;opinione pubblica un ideale legame con il fondamentale referendum sull&rsquo;acqua, per far passare il concetto che la moneta, in quanto strumento di diritto pubblico, deve essere considerato un imprescindibile &ldquo;<em>bene comune<\/em>&rdquo; come l&rsquo;acqua<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">3)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Preparare il terreno qualora l&rsquo;Italia e gli altri stati dell&rsquo;eurozona riuscissero a tirarsi fuori dalla gabbia della moneta unica, senza dover successivamente riscattare la banca centrale elargendo 7,5 miliardi di euro di regalie alle banche private<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">4)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Risollevare l&rsquo;immagine dell&rsquo;Italia a livello internazionale, per avvicinarla di nuovo agli stati egemoni in Europa come Inghilterra, Francia e Germania, le cui banche centrali sono interamente pubbliche<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">5)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Farci conoscere dalla gente come credibile interlocutore e punto di riferimento nel contesto dei movimenti antieuropeisti, passando dal piano del dialogo e della propaganda a quello dell&rsquo;azione<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">6)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cominciare a fare un primo tentativo di collaborazione concreta e cooperazione fattiva con tutta l&rsquo;ingarbugliata galassia di movimenti sovranisti ed antieuropeisti dispersi sul&nbsp;territorio, fornendo un aggancio incontestabile (l&rsquo;obiettivo di rendere pubblica la Banca d&rsquo;Italia &egrave; uno dei pochi punti comuni a tutti i movimenti) ed evitando di dividersi a priori su dettagli insignificanti &nbsp;&nbsp;<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">7)&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Stanare Beppe Grillo e l&rsquo;intero M5S, per capire se lo scopo del movimento &egrave; solo quello di indirizzare la rabbia e la protesta sociale verso vicoli ciechi di inconcludenza e sterilit&agrave;, in modo del tutto funzionale al sistema, oppure se esiste ancora la possibilit&agrave; di trasformare il movimento da fenomeno esclusivamente mediatico e propagandistico ad elemento fondamentale di costruttiva lotta politica e sociale<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">8) Ultimo ma non minore punto: cominciare a fare passare il messaggio che la classe dominante e dittatoriale europeista pu&ograve; essere sconfitta (anche solo mediaticamente) utilizzando gli attuali strumenti democratici, senza attendere improbabili rivoluzioni di piazza, salvatori della patria, derive estremistiche e altri decenni di strategie attendistiche e controproducenti, che pi&ugrave; che creare le premesse di una straordinaria ed immaginifica rivolta popolare finiranno come sempre per fiaccare le capacit&agrave; di reazione e resistenza dell&rsquo;intero tessuto sociale.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">Piero Valerio (ARS Sicilia)<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente questione legata all&rsquo;approvazione dello scandaloso decreto IMU-Banca d&rsquo;Italia, che ha di fatto definitivamente privatizzato l&rsquo;istituto centrale di emissione, ha messo in evidenza non solo le finalit&agrave; antidemocratiche e anticostituzionali dei governi italiani di larghe intese, ma anche i modi autoritari e fascisti con cui questi vergognosi apparati politici cercano di troncare qualsiasi tipo di dibattito parlamentare. 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