{"id":1074,"date":"2010-01-22T12:29:28","date_gmt":"2010-01-22T11:29:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1074"},"modified":"2010-01-22T12:29:28","modified_gmt":"2010-01-22T11:29:28","slug":"i-re-taumaturghi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1074","title":{"rendered":"I re taumaturghi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\">da <strong>Marc Bloch<\/strong>, &ldquo;I re taumaturghi&rdquo; (1924), Einaudi, Torino 1989, proposta da Rosino.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><font color=\"#000000\"><i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">Dalla prefazione di Jacques Le Goff (pagg. xxv<\/span><\/i><i><span style=\"line-height: 150%; font-size: 11pt\"><font face=\"Times New Roman\">\u026a\u026a<\/font><\/span><\/i><i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">-xxv<\/span><\/i><i><span style=\"line-height: 150%; font-size: 11pt\"><font face=\"Times New Roman\">\u026a\u026a\u026a<\/font><\/span><\/i><i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">)<\/span><\/i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">:<\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><font color=\"#000000\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/bloch72dpi.jpg\" style=\"width: 267px; height: 354px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>&ldquo;Nella ricerca delle &laquo;origini&raquo;, cio&egrave; dell&rsquo;inizio cronologico del miracolo regio, Marc Bloch incontra subito due temi essenziali della sua opera: il legame tra il potere taumaturgico della consacrazione, pi&ugrave; precisamente l&rsquo;unzione, e la forza politica e il ricorso al sacro.&nbsp;<\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><font color=\"#000000\">Come dicono i manuali liturgici della consacrazione dei re di Francia [&hellip;] nel secolo XIII, la cerimonia comprende due aspetti, che sono anche due fasi successive della cerimonia: la consacrazione o unzione e l&rsquo;incoronazione. &Egrave; dall&rsquo;unzione che i re di Francia derivano il loro potere miracoloso. Ci&ograve; che far&agrave; del re di Francia colui che sar&agrave; chiamato alla fine del me-dioevo re cristianissimo, ci&ograve; che lo colloca al di sopra degli altri re della cristianit&agrave;, &egrave; il fatto che l&rsquo;olio con cui &egrave; unto durante la consacrazione &egrave; l&rsquo;unico che abbia una origine soprannatu-rale. [&hellip;] Il re di Francia &egrave; l&rsquo;unico a essere unto da un olio divino, venuto dal cielo (ci si pren-de ben cura che la regina sia unta con olio naturale). Ma nel secolo XIV la monarchia inglese rivendicher&agrave; il medesimo privilegio. [&hellip;]<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Marc Bloch esaminava il clima politico che si affermava fin dall&rsquo;inizio in questa genesi del tocco regio. Politica dei re verso <st1:personname productid=\"la Chiesa\" w:st=\"on\">la Chiesa<\/st1:personname>, ma anche politica dei re inglesi e quelli francesi all&rsquo;interno dei rispettivi regni e dell&rsquo;uno verso l&rsquo;altro. La conquista di un potere miracoloso va di pari passo con l&rsquo;affermazione del potere monarchico dei grandi signori feudali, dei baroni, in Francia come in Inghilterra. &Egrave; uno strumento dinastico. Marc Bloch vi vedeva uno dei mez-zi attraverso cui i due re acquistavano un potere dominante, su un altro piano rispetto a quello della gerarchia feudale. [&hellip;]<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Il miracolo regio &egrave; uno dei segni e degli oggetti di emulazione e di concorrenza della gran-de rivalit&agrave; franco-inglese del medioevo&rdquo;.<span>&nbsp;&nbsp; <\/span><o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><font color=\"#000000\"><i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">Dall&rsquo;introduzione (pag. 6)<\/span><\/i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">:<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Non si potevano ovviamente considerare i riti di guarigione isolatamente, indipendente-mente da tutto quel gruppo di superstizioni e di leggende, che costituisce il &laquo;meraviglioso&raquo; monarchico: sarebbe stato condannarsi fin da principio a vedere in essi null&rsquo;altro se non un&rsquo;a-nomalia ridicola, senza nesso con le tendenze generali della coscienza collettiva. Mi sono val-so di essi come un filo conduttore per studiare, segnatamente in Francia e in Inghilterra, il ca-rattere soprannaturale attribuito per molto tempo alla potenza regale, ci&ograve; che si potrebbe chia-mare, facendo uso di un termine che i sociologi hanno leggermente deviato dal suo significato primitivo, la regalit&agrave; &laquo;mistica&raquo;. La regalit&agrave;! La sua storia domina tutta l&rsquo;evoluzione delle isti-tuzioni europee. Quasi tutti i popoli dell&rsquo;Europa occidentale sono stati governati fino ai giorni nostri da re. Lo sviluppo politico delle societ&agrave; umane nei nostri paesi, si &egrave; riassunto quasi es-clusivamente, per un lungo periodo, nelle vicissitudini del potere delle grandi dinastie. Orbe-ne, per capire che cosa furono le monarchie di una volta, per spiegare soprattutto il loro lungo dominio sullo spirito degli uomini, non basta affatto descrivere, fin nell&rsquo;ultimo particolare, il meccanismo dell&rsquo;organizzazione amministrativa, giudiziaria, finanziaria, che esse imposero ai loro sudditi; non basta neppure analizzare in astratto o cercare di trarre da qualche grande teo-rico i concetti di assolutismo o di diritto divino. Occorre anche penetrare le credenze e le leg-gende, che fiorirono attorno alle case principesche. Su molte cose tutto questo folklore ci dice di pi&ugrave; di qualunque trattato dottrinale&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><font color=\"#000000\"><i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">Dal capitolo primo: Gli inizi del tocco delle scrofole (pagg. 15-18)<\/span><\/i><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\">:<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>&ldquo;Con il termine di &laquo;&eacute;crouelles&raquo;, o pi&ugrave; spesso quello di &laquo;scrofule&raquo;, che non &egrave; se non la for-ma dotta del primo (le due denominazioni, la popolare come la dotta, provengono difatti dal latino <i>scrofula<\/i>), i medici designano oggi l&rsquo;adenite tubercolare, ossia le infiammazioni delle linfoghiandole causate dai bacilli della tubercolosi. Va da s&eacute; che prima della nascita della bat-teriologia una simile specializzazione dei due nomi, che risalgono alla medicina antica, non e-ra possibile. Le varie affezioni ganglionari non erano ben distinte le une dalle altre; [&hellip;] tutte queste affezioni erano chiamate uniformemente in francese <i>&egrave;crouelles<\/i>, in latino <i>scrofula<\/i> o <i>strumae<\/i>, poich&eacute; questi due termini passavano ordinariamente per sinonimi. [&hellip;] Ma il lin-guaggio popolare era pi&ugrave; impreciso del vocabolario tecnico; le linfoghiandole pi&ugrave; facilmente attaccate dalla tubercolosi sono quelle del collo, ma quando il male si sviluppa inesorabilmen-te e si producono suppurazioni, pu&ograve; benissimo sembrare colpito il viso [&hellip;]. Le adeniti tuber-colari sono ancora oggi molto diffuse; quanto lo erano dunque un tempo, in condizioni igieni-che nettamente inferiori alle nostre? Aggiungiamo loro col pensiero le altre adeniti, e tutto quel vago gruppo di malattie di ogni sorta che l&rsquo;errore pubblico confondeva con esse: avremo un&rsquo;idea delle devastazioni che potevano produrre, nella vecchia Europa, quelle che si denomi-navano le &laquo;scrofole&raquo;. [&hellip;] Innumerevoli malati, aspiranti ardentemente alla guarigione, pronti a ricorrere ai rimedi indicati loro dalla voce popolare: ecco lo sfondo del quadro che lo storico del miracolo regio deve tener sotto gli occhi.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Che cosa fu questo miracolo, l&rsquo;ho gi&agrave; ricordato. Nell&rsquo;antica Francia le scrofole erano cor-rentemente chiamate il<i> mal le roi<\/i>; in Inghilterra erano dette: <i>King&rsquo;s Evil<\/i>. I re di Francia e In-ghilterra, mediante il semplice tocco delle loro mani, compiuto secondo i riti tradizionali, pre-tendevano di guarire gli scrofolosi. Quando cominciarono ad esercitare questo miracoloso po-tere? Come furono portati a rivendicarlo? Come furono indotti a riconoscerlo i loro popoli? [&hellip;] ci accostiamo a un passato molto oscuro; rassegniamoci fin d&rsquo;ora a fare larghissima parte alle ipotesi; esse sono permesse allo storico, purch&eacute; non le dia per certezze. E, prima di tutto, cerchiamo di raccogliere i testi pi&ugrave; antichi, relativi, come si diceva una volta, ai &laquo;princip&icirc; me-dici&raquo;. [&hellip;]<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Il primo documento in cui, senza possibilit&agrave; di equivoco, compaia il tocco francese, lo dob-biamo al caso di una controversia abbastanza singolare. Verso l&rsquo;inizio del secolo XII il mona-stero di Saint-M&eacute;dard di Soissons pretendeva di possedere una reliquia, insigne fra tutte: un dente del Salvatore, un dente da latte si diceva. Per diffondere meglio la gloria del loro tesoro, i religiosi avevano fatto comporre un opuscolo, che noi non abbiamo pi&ugrave;, ma di cui si pu&ograve;, grazie a tanti altri esempi, immaginare la natura: raccolta di miracoli, libretto ad uso dei pelle-grini, senza dubbio una produzione abbastanza rozza. Orbene, non lungi da Soissons viveva allora uno dei migliori scrittori del tempo, Gilberto, abate di Nougent-sous-Coucy. La natura l&rsquo;aveva dotato di uno spirito giusto e fine; forse anche qualche oscura questione [&hellip;] contri-buiva a rendere pi&ugrave; esigente, in quel caso, il suo amore per la verit&agrave;. Egli non credeva all&rsquo;au-tenticit&agrave; del dente illustre; [&hellip;] nacque cos&igrave; quel curioso trattato <i>des Reliquies des Saints<\/i> [&hellip;] in cui ai giorni nostri si &egrave; contenti di rilevare, fra tanta confusione, le prove di un senso critico abbastanza sciolto, ben raro nel secolo XII. &Egrave; un&rsquo;opera piuttosto slegata, che contiene, accanto ad aneddoti piacevoli, una serie di considerazioni alquanto disparate sulle reliquie, sulle visio-ni e sulle manifestazioni miracolose in genere. Apriamo il primo libro. Gilberto, in perfetta conformit&agrave; con la dottrina pi&ugrave; ortodossa, svolge l&rsquo;idea che i miracoli non sono per se stessi in-dice di santit&agrave;. Hanno Dio solo per autore; e la divina Saggezza sceglie come strumenti, &laquo;co-me canali&raquo;, gli uomini che, anche empi, si confanno ai suoi disegni. Seguono alcuni esempi tratti dalla Bibbia e persino dagli storici antichi, che per un letterato di quel tempo erano og-getto di una fede cieca quasi quanto lo stesso Libro Sacro [&hellip;]. A questo punto Gilberto ag-giunge:<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -9pt; margin: 6pt 0cm 6pt 18pt\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp; <\/span>Che dico? Non abbiamo visto il nostro Signore, il re Luigi, far uso di un prodigio consuetudinario? Ho vedu-to<span>&nbsp; <\/span>con i miei occhi dei malati sofferenti di scrofole nel collo o in altre parti del corpo, accorrere in gran folla per farsi toccare da lui, &#8211; al quale tocco aggiungeva un segno di croce. Io ero l&agrave;, vicinissimo a lui, e lo difen-devo persino contro la loro importunit&agrave;. Il per&ograve; mostrava verso di essi la sua generosit&agrave; innata; avvicinandoli con la mano serena, faceva umilmente su di essi il segno della croce. Anche suo padre, Filippo, aveva eser-citato con ardore questo stesso potere miracoloso e glorioso; non so quali errori, da lui commessi, glielo fe-cero perdere.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Che cosa si pu&ograve; dedurre?<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%; margin: 6pt 0cm\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt\"><font color=\"#000000\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Innanzi tutto questo: che Luigi VI (il cui regno si estende dal 1108 al 1137) era reputato in possesso del potere di guarire gli scrofolosi; i malati andavano a lui in gran folla e il re, per-suaso anch&rsquo;egli della forza miracolosa che il cielo gli aveva impartita, cedeva alla loro pre-ghiera. E ci&ograve; non una sola volta, per caso, in un momento di entusiasmo popolare eccezionale; siamo in presenza di una pratica consuetudinaria, di un rito regolare rivestito delle stesse for-me che gli saranno proprie di un rito regolare rivestito delle stesse forme che gli saranno pro-prie per tutto il periodo della monarchia francese: il re tocca i malati e fa su di essi il segno della croce; questi due gesti successivi rimarranno tradizionali. Gilberto &egrave; un testimonio ocu-lare, che non possiamo ricusare; incontr&ograve; Luigi VI a Laon e forse in altre circostanze; la sua dignit&agrave; di abate gli valeva un posto presso il sovrano&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Marc Bloch, &ldquo;I re taumaturghi&rdquo; (1924), Einaudi, Torino 1989, proposta da Rosino. 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