{"id":1079,"date":"2010-01-23T12:27:07","date_gmt":"2010-01-23T11:27:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1079"},"modified":"2010-01-23T12:27:07","modified_gmt":"2010-01-23T11:27:07","slug":"la-droga-televisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1079","title":{"rendered":"La droga televisiva"},"content":{"rendered":"<div class=\"Titolo_big\"><span class=\"artAutore\">di <strong>Valerio Pignatta<\/strong> <\/span><\/p>\n<p>\t<span class=\"newsSottotitolo\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.terranauta.it\">Terranauta<\/a><\/span><br \/>\n\t&nbsp;<\/div>\n<h2>&nbsp;<\/h2>\n<div class=\"sommario\">\n<h2>&nbsp;<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"fotoinart\" style=\"border-bottom: #999 1px solid; margin: 0px 10px 5px 0px; width: 250px; float: left; font-size: 11px\"><span class=\"newsSottotitolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"bambino alla tv\" height=\"172\" src=\"http:\/\/www.terranauta.it\/foto\/bambino_tv1239350332.jpg\" title=\"Un bambino davanti alla tv\" width=\"250\" \/><br \/>\n\t<strong>I piccoli sono esposti per molte ore al giorno allo schermo televisivo. Quali i rischi?<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Gli studiosi dei mass media hanno confermato ormai da alcuni decenni che la televisione &egrave; un elemento di <strong>socializzazione<\/strong> in competizione con i fattori tradizionali della stessa quali la famiglia, la scuola, la chiesa e il gruppo di pari. Addirittura alcuni sociologi propendono per la predominanza di essa su tutti gli altri. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">In effetti <strong>la tv &egrave; oggi la principale narratrice dei fatti della vita e del mondo<\/strong>. I bambini, in particolare, acquisiscono attraverso di essa informazioni e panoramiche sugli eventi pi&ugrave; disparati dell&#39;esistenza prima ancora di poterli pienamente comprendere e interpretare. Questa assimilazione passiva, ed eccessivamente precoce, crea anche aspettative precise rispetto agli avvenimenti futuri nonch&eacute; stereotipi difficilmente poi realizzabili nell&#39;esistenza reale. Questa stessa <strong>esposizione al mondo adulto, erotico e violento<\/strong> televisivo porta quindi da una parte a quella che il critico delle comunicazioni statunitense Neil Postman ha definito <strong>&ldquo;la scomparsa dell&#39;infanzia&rdquo;<\/strong> e in secondo luogo alla formazione di una futura umanit&agrave; delusa della vita reale e proiettata invece nella vita televisiva, unico luogo inesistente in cui &egrave; possibile ritrovare un senso all&#39;esistere.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Questa trasposizione dal mondo materiale a quello elettronico &egrave; paragonabile alla <strong>estraniazione magica<\/strong> che si pu&ograve; provare sotto gli effetti di uno <strong>stupefacente<\/strong> di &ldquo;buona qualit&agrave;&rdquo;. Solitamente in questa situazione un adulto &egrave; quasi sempre consapevole di essere in uno stato alterato di coscienza sebbene controlli sempre meno il desiderio di ricorrervi quanto pi&ugrave; spesso &egrave; possibile. Un bambino invece assomma a quest&#39;ultima dipendenza anche la <strong>confusione<\/strong> tra quello che &egrave; veramente reale e quello che avviene solo nella mente di sceneggiatori e conduttori televisivi e che nella realt&agrave; proprio non esiste.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div class=\"fotoinart\" style=\"border-bottom: #999 1px solid; margin: 10px 0px 5px 10px; width: 250px; float: right; font-size: 11px\"><span class=\"newsSottotitolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"bambini\" height=\"252\" src=\"http:\/\/www.terranauta.it\/foto\/1239350390.jpg\" title=\"La tv sottrae tempo ad altre forme di socializzazione\" width=\"250\" \/><br \/>\n\t<strong>La tv sottrae ai bambini molto tempo ad altre forme di socializzazione<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Se tutto ci&ograve; pu&ograve; sembrare esagerato si possono qui riportare alcuni conti che chiunque pu&ograve; fare. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Un bambino in et&agrave; prescolare (da due a sei anni) che ha passato un quarto della sua giornata (a volte ne passano di pi&ugrave;) a guardare la tv avr&agrave; passato almeno 5000 ore (o forse molte di pi&ugrave;) a guardare immagini di un improbabile mondo virtuale. Per un bambino che non l&#39;avr&agrave; fatto queste stesse 5000 ore saranno tutte zeppe di altre attivit&agrave; cognitive. E, come qualsiasi educatore sa, non si pu&ograve; obiettare che questa non sia una differenza sostanziale, qualsiasi siano i programmi televisivi visti.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Ossia: <strong>&laquo;Il principale pericolo dello schermo televisivo non sta tanto in quello che esso fa fare (bench&eacute; anche l&igrave; vi sia un pericolo) quanto in quello che impedisce di fare: i discorsi, i giochi, le festivit&agrave; e le discussioni familiari attraverso le quali avviene gran parte dell&#39;apprendimento del bambino e si forma il suo carattere&raquo;<\/strong> (Winn, Marie, La droga televisiva, Armando, Roma, 1978, p. 123). Alcuni studiosi si spingono a spiegare l&#39;esplosione statunitense della cultura delle droghe degli anni Sessanta con l&#39;indigestione di tv dei ragazzini degli anni Cinquanta. Il <strong>distacco dalla realt&agrave;<\/strong> che caratterizza lo stato mentale delle due situazioni &egrave; infatti simile.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Il fatto che alcuni oppongano a questa visione la motivazione che la tv comunque aiuta i bambini a divenire pi&ugrave; svegli e furbi che non un tempo, da un punto di vista pedagogico non regge. Essere smaliziati ed essere maturi non &egrave; esattamente la stessa cosa&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div class=\"fotoinart\" style=\"border-bottom: #999 1px solid; margin: 10px 10px 5px 0px; width: 250px; float: left; font-size: 11px\"><span class=\"newsSottotitolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"mary poppins\" height=\"323\" src=\"http:\/\/www.terranauta.it\/foto\/mary_poppins1239350332.jpg\" title=\"Mary Poppins, la pi\u00f9 amata baby sitter\" width=\"250\" \/><br \/>\n\t<strong>La tv &egrave; la baby-sitter elettronica di molti bambini<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Bisogna poi trasferire l&#39;attenzione dal cosa guardano i bambini al perch&eacute; e al <strong>quanto guardano<\/strong> e al cosa stanno perdendo in conseguenza di questo. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Pretendere che tutte queste ore passate davanti alla <strong>baby-sitter elettronica<\/strong> non abbia conseguenze sulla vita sociale dei bimbi &egrave; veramente illusorio. Uno studio messo a punto in California gi&agrave; all&#39;inizio degli anni Novanta aveva appurato che il tempo massimo di attenzione consecutiva dei bambini delle scuole elementari era di 7 minuti, ossia esattamente il tempo degli spot pubblicitari televisivi. Elaborare programmi educativi di un certo spessore con questi ritmi &egrave; davvero un&#39;impresa eroica.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\"><strong>I bimbi rappresentano la pi&ugrave; vasta audience televisiva rispetto alle altri classi di et&agrave;<\/strong>. Essi sono i futuri adulti della nostra societ&agrave;. Se la percezione della realt&agrave; che essi hanno &egrave; deformata, la societ&agrave; che costruiranno ne sar&agrave; lo specchio. Vanno quindi messi a punto accorgimenti per proteggere i bambini da un&#39;eccessiva esposizione a questo tipo di <strong>manipolazione mentale<\/strong>. Se questo pu&ograve; oggi sembrare un&#39;affermazione folle si pu&ograve; ricordare che in tempi in cui il comune buon senso non rientrava ancora tra le specie in via d&#39;estinzione questa visione era un sentire comune e diffuso nella societ&agrave;. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div class=\"fotoinart\" style=\"border-bottom: #999 1px solid; margin: 10px 0px 5px 10px; width: 250px; float: right; font-size: 11px\"><span class=\"newsSottotitolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"famiglia alla tv\" height=\"188\" src=\"http:\/\/www.terranauta.it\/foto\/1239350495.jpg\" title=\"Anni 50: la tv non trasmetteva programmi 24 ore su 24 come adesso\" width=\"250\" \/><br \/>\n\t<strong>Negli anni Cinquanta, in Italia e Gran Bretagna era stato proposto di inserire un&#39;ora di silenzio dopo i programmi per bambini per disincentivarne il prolungamento davanti alla tv.<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Negli anni Cinquanta, in Italia e Gran Bretagna era stato proposto di inserire <strong>un&#39;ora di silenzio dopo i programmi per bambini<\/strong> per disincentivarne il prolungamento davanti alla tv. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Il fatto che il business non si pu&ograve; permettere la perdita di una cos&igrave; vasta fetta di telespettatori ha probabilmente impedito un&#39;evoluzione in questo senso. A ci&ograve; si deve affiancare la circostanza per cui, purtroppo, ai genitori fa comodo parcheggiare i bimbi davanti alla tv, perch&eacute; questo permette loro di svolgere alcuni lavori in modo pi&ugrave; tranquillo, oltre che rappresentare una facile e sicura soluzione alle crescenti difficolt&agrave; che essi incontrano nel prendersi cura dei bambini.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Nel 2002, effettivamente, si &egrave; portato a termine <strong>un Codice di autoregolamentazione<\/strong> per le emittenti radiotelevisive che mira a tutelare i giovani telespettatori risparmiando loro violenza e affini. Ma come tutti possono vedere in gran parte esso non viene rispettato. E comunque il nocciolo della questione, per quanto possa parere strano, non &egrave; la qualit&agrave; di ci&ograve; che viene visto (seppur sia confermato che la visione ripetuta di atti di violenza condizioni comportamenti conseguenti nei bambini) ma pi&ugrave; che altro la quantit&agrave; di esposizione al &ldquo;mezzo&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div class=\"fotoinart\" style=\"border-bottom: #999 1px solid; margin: 10px 10px 5px 0px; width: 250px; float: left; font-size: 11px\"><span class=\"newsSottotitolo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"bambini\" height=\"186\" src=\"http:\/\/www.terranauta.it\/foto\/bambini1239350332.jpg\" title=\"Bambini davanti alla tv\" width=\"250\" \/><br \/>\n\t<strong>Il nocciolo della questione non &egrave; la qualit&agrave; di ci&ograve; che viene visto ma la quantit&agrave; del tempo di esposizione al &ldquo;mezzo&rdquo;.<\/strong><\/span><\/div>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Come dice Postman: <em>&laquo;[&#8230;] in ogni strumento &egrave; insito un pregiudizio ideologico, una predisposizione a costruire il mondo in un modo piuttosto che in un altro, a sopravvalutare una cosa rispetto a un&#39;altra, a magnificare le proprie percezioni, le proprie capacit&agrave; o atteggiamenti a svantaggio di altri. Il famoso aforisma di Marshall McLuhan, <strong>&ldquo;Il medium &egrave; il messaggio&rdquo;<\/strong>, voleva dire proprio questo&raquo;<\/em> (Postman, Neil, Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia, Bollati Boringhieri, Torino, 1993, p. 20). E il mondo che vediamo uscire dalla tv &egrave; proprio quello che vogliamo per i nostri bambini? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">&Egrave; palese che la televisione non &egrave; per niente strutturata in modo di dare informazioni circa il mondo reale ma che si propone essenzialmente come obiettivo primario (se non unico oltre quello della manipolazione politica) quello di vendere merci. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"newsSottotitolo\">Possiamo quindi facilmente arguire che la tv &egrave; un mezzo di mercato e i valori che diffonde sono quelli commerciali. Tali valori sono quelli che si stanziano nelle menti dei piccoli futuri cittadini del pianeta insieme ad una concezione fortemente aggressiva della vita ed ad una sessualit&agrave; immaginifica o chimerica. Facciamo in modo che questo non possa continuare nella nostra totale indifferenza. A cominciare da noi stessi e dalle nostre scelte di tutti i giorni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valerio Pignatta Fonte: Terranauta &nbsp; &nbsp; &nbsp; I piccoli sono esposti per molte ore al giorno allo schermo televisivo. Quali i rischi? Gli studiosi dei mass media hanno confermato ormai da alcuni decenni che la televisione &egrave; un elemento di socializzazione in competizione con i fattori tradizionali della stessa quali la famiglia, la scuola, la chiesa e il gruppo di pari. 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