{"id":10822,"date":"2014-03-07T23:02:59","date_gmt":"2014-03-07T23:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10822"},"modified":"2014-03-07T23:02:59","modified_gmt":"2014-03-07T23:02:59","slug":"la-democrazia-spiegata-ai-grillini-ovvero-limportanza-dellelite-neutronica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10822","title":{"rendered":"La democrazia spiegata ai grillini (ovvero: l&#039;importanza dell&#039;\u00e9lite neutronica)"},"content":{"rendered":"<div>\n\tUna societ&agrave; &egrave; democratica nella misura in cui &egrave; giusta, non giusta nella misura in cui &egrave; democratica.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<p>\n\t<span>L&#039;amico Sam ha commentato un<\/span><span>&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=i90ycOX42iM\" target=\"_blank\">video su youtube<\/a><span>: &quot;<\/span><b>fiorenzo ma che problemi hai con la democrazia<\/b><span>?&quot;. Credo che Sam sia un grillino, o almeno un simpatizzante del m5s, e penso che sia risentito perch&eacute;, nel video, io e l&#039;amico Claudio abbiamo sostenuto che la diretta streaming dell&#039;incontro tra la delegazione di Renzi e guella del m5s (<i>che ne aveva fatto richiesta<\/i>) fosse pura propaganda, e non avesse nulla a che vedere n&eacute; con la trasparenza n&eacute; con la democrazia. Non ho risposto a Sam sulla chat di youtube perch&eacute; mi ripromettevo di farlo, argomentando con maggior profondit&agrave;, in un articolo.<\/span>\n<\/p>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tSi &egrave; affermata, negli ultimi decenni, un&#039;idea di democrazia che &egrave;, nello stesso tempo, nuova e nostalgica. L&#039;assunto di base &egrave; che la democrazia sia partecipazione, come recitava un verso di una popolare canzone di Giorgio Gaber di tanti anni fa. Da qui tutto un fiorire di suggestioni: la democrazia partecipata, la democrazia diretta, la rete come strumento di partecipazione. Il fine ultimo: la creazione di una societ&agrave; di liberi e uguali attraverso gli strumenti formali della democrazia partecipata e\/o diretta.&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tCredo che le parole di Giorgio Gaber siano state oggetto di un singolare rovesciamento dei termini del problema, che oggi viene posto nel seguente modo:&nbsp;<b>poich&eacute; questa non &egrave; una societ&agrave; di liberi e uguali, cio&egrave; non vi &egrave; uguaglianza sostanziale, allora dotiamoci di strumenti democratici che siano in grado di promuovela<\/b>.&nbsp;Questo &egrave; un ossimoro.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tIo penso che la democrazia, la vera democrazia, sia possibile solo quando esiste gi&agrave; una societ&agrave; di&nbsp;&quot;<i>eguali e liberi<\/i>&quot;, e che la partecipazione di tutti gli &quot;<i>eguali e liberi<\/i>&quot; sia necessaria per conservarla, ma&nbsp;<b>illudersi di promuoverla attraverso l&#039;adozione di strumenti formali sia prova di ingenuit&agrave; da parte di chi crede a questa possibilit&agrave;, e un atto dubbio da parte di chi la prospetta<\/b>. Io penso, caro Sam, che quando non c&#039;&egrave; una societ&agrave; di liberi e uguali,&nbsp;<b>il vero, effettivo, sostanziale, unico possibile&nbsp;accidentato percorso che pu&ograve; (forse) condurre alla sua conquista, sia la lotta di classe<\/b>. La quale pu&ograve; svilupparsi in forme diverse che, talvolta, sono state quelle che ha assunto nel mondo occidentale (<i>sia nell&#039;antichit&agrave; che in tempi recenti a partire dalla rivoluzione francese<\/i>) che noi chiamiamo &quot;<i>democrazia<\/i>&quot;; ma si tratta, per l&#039;appunto, di un &quot;<i>percorso<\/i>&quot;, non di un risultato acquisito e duraturo.&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tLa lotta di classe &egrave; la politica. La lotta di classe esiste in quanto non esiste (e chiss&agrave; mai se esister&agrave;) un mondo di liberi e uguali. Ma la lotta di classe, in quanto conflitto tra interessi diversi e contrapposti, esige che questi si organizzino, come pure che ci&ograve; avvenga attraverso l&#039;adozione di forme di confronto\/scontro che non siano distruttive per la societ&agrave; nel suo insieme. Tali forme, nella storia dell&#039;umanit&agrave;, sono state le pi&ugrave; diverse, e solo in alcuni casi, in esse, &egrave; stato importante lo strumento del voto, inteso come momento di conta delle opinioni di tutti i cittadini. E&#039; pur vero che i rappresentanti delle organizzazioni che difendevano gli interessi popolari hanno spesso considerato il suffragio universale come un metodo ad essi favorevole, ma sostenere che esso sia&nbsp;<b><i>sempre<\/i><\/b>&nbsp;lo strumento pi&ugrave; valido per assicurare la loro difesa &egrave; gi&agrave; un&#039;imprecisione. Se a ci&ograve; si aggiunge l&#039;idea che il suffragio universale possa, se correttamente e onestamente implementato, rimuovere la necessit&agrave; che gli interessi popolari si dotino di organizzazioni politiche, che &egrave; per l&#039;appunto il sogno dei &quot;<i>democratici diretti<\/i>&quot;, allora scadiamo nell&#039;infantilismo. Ci si illude, cio&egrave;, di adottare come metodo quello che &egrave;, in realt&agrave;, l&#039;obiettivo finale.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tNe abbiamo prova quando constatiamo che le classi dominanti non hanno mai, e sottolineo mai, rinunciato ad organizzarsi e a coordinarsi, con l&#039;obiettivo di distorcere, fuorviare, ingannare, turlupinare le classi popolari, spesso promuovendo e sostenendo organizzazioni che fittiziamente si presentavano come loro paladine. E dunque, se il &quot;<i>nemico<\/i>&quot; non rinuncia ad organizzarsi, e al giorno d&#039;oggi ne abbiamo prove inconfutabili, perch&eacute; mai le classi dominate dovrebbero rinunciare a ci&ograve; e adottare lo slogan &quot;<b><i>uno-vale-uno<\/i><\/b>&quot;? Come possiamo farci sedurre da uno slogan cos&igrave; bambinesco?&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tNoi abbiamo un dovere, che &egrave; quello di essere concreti e realisti, e non dei&nbsp;<b>bimbi-minchia sognatori<\/b>. Noi dobbiamo sapere che l&#039;uguaglianza perfetta tra tutti gli uomini e le donne &egrave; impossibile, per la semplice ragione che il conflitto &egrave; una realt&agrave; immanente. Cio&egrave; che siamo stati scacciati dal paradiso terrestre, e lo fummo per effetto e conseguenza della nostra comune natura. Il racconto biblico, per altro simile ai miti di altre civilizzazioni, racchiude un potente simbolismo. Esso ci dice che l&#039;uomo (<i>non solo la donna, della quale &egrave; comunque figlio &#8211; perdonate la battuta<\/i>) non si accontenta, vuole di pi&ugrave;. Sempre e comunque, anche quando ha a disposizione tutte le gioie del paradiso terrestre. Se ognuno di noi &quot;<i>vuole di pi&ugrave;<\/i>&quot;, allora il conflitto &egrave; la condizione dell&#039;uomo. I preti queste cose le sanno, ma tanti cosiddetti rivoluzionari no, e preferiscono sognare. Ecco, allora, il mito del buon selvaggio, che nasce buono ma viene corrotto dalla societ&agrave;. E se fosse l&#039;esatto contrario, cio&egrave; che la societ&agrave; &egrave; sempre, continuamente corrotta dai nuovi nati? Io sono in totale disaccordo con Rousseau: per me il bambino, quando nasce, &egrave; un perfetto criminale, e solo alcuni di essi, con grande fatica e attraverso dure prove, riescono a diventare solo dei delinquenti comuni, cio&egrave; uomini cosiddetti &quot;<b><i>saggi<\/i><\/b>&quot;.&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tSe accettiamo il presupposto che il conflitto &egrave; immanente, dunque che non esistono i &quot;<i>buoni poveri<\/i>&quot; e i &quot;<i>cattivi ricchi<\/i>&quot;, la prospettiva cambia radicalmente. Tanto per cominciare, se il conflitto &egrave; immanente, &egrave; ineliminabile e non avr&agrave; mai fine. In secondo luogo ognuno di noi, che &egrave; un attore di tale conflitto, si trover&agrave; a combatterlo da una parte o dall&#039;altra a seconda delle condizioni della sua esistenza materiale&#8230; ma anche spirituale. Gi&agrave;, perch&eacute; c&#039;&egrave; l&#039;eccezione di quella sparuta minoranza di bambini che, nati criminali, attraverso immani sforzi sono riusciti a diventare adulti, cio&egrave; &quot;<i>solo<\/i>&quot; delinquenti comuni: i saggi, coloro che agiscono in base a un&#039;ideale, non esclusivamente per il proprio tornaconto personale. Insomma, la &quot;<b><i><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=czVQEKNAD-A\" target=\"_blank\">coscienza infelice della borghesia<\/a><\/i><\/b>&quot;.&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tIn tutti i tempi sono state le &eacute;lites le protagoniste dell&#039;azione politica. Anche in natura ci&ograve; avviene pi&ugrave; spesso di quanto possiate immaginare. Vi far&ograve; un esempio parlandovi di centrali nucleari a fissione. Nella fissione dell&#039;Uranio 235, quando cio&egrave; un nucleo di U235 viene colpito da un neutrone e si spezza, vengono prodotti, in media per ogni fissione, circa 2,5 nuovi neutroni. Questi, tuttavia, non vengono rilasciati tutti nello stesso istante. Vi &egrave; una piccola frazione di neutroni, detti &quot;<i>ritardati<\/i>&quot; (in opposizione a quelli emessi quasi immediatamente, il 99%, dopo circa un decimilionesimo di miliardesimo di secondo) che sono rilasciati con un ritardo temporale maggiore, nell&#039;ordine dei secondi. Un&#039;esigua minoranza, come vedete! Ebbene, &egrave; proprio grazie all&#039;esistenza di questi &quot;<i>neutroni ritardati<\/i>&quot; che l&#039;uomo riesce a controllare la reazione da fissione nucleare! E&#039; questa &quot;<i><b>&eacute;lite neutronica<\/b><\/i>&quot; che fa s&igrave; che il &quot;<i>sistema<\/i>&quot; sia controllabile.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tVi &egrave; piaciuto l&#039;esempio? Potrei farne altri ma soprassediamo. Conta che abbiate capito quello che voglio dire.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tOra, cos&igrave; come la fissione nucleare per usi civili &egrave; possibile solo attraverso un complesso sistema che permette all&#039;<b><i>&eacute;lite neutronica<\/i><\/b>&nbsp;di mantenere sotto controllo la gran massa dei neutroni &quot;<i>impazienti<\/i>&quot;, allo stesso modo, in politica, l&#039;azione delle &eacute;lites, di tutte le classi sociali, &egrave; fondamentale. Affinch&eacute; queste possano confrontarsi ed esprimere la loro azione di controllo, &egrave; necessario innanzi tutto un quadro istituzionale, cio&egrave; un sistema di regole entro il quale gli interessi contrapposti abbiano modo di confrontarsi politicamente. In tale quadro gli attori principali del gioco sono le organizzazioni politiche, create e animate dalle &eacute;lites, delle classi sociali in lotta. Certo, il ruolo dei &quot;<i>neutroni impazienti<\/i>&quot; &egrave; determinante, in quanto la posta in gioco &egrave; la conquista del consenso, ma la vera partita si gioca nel confronto tra le &eacute;lites, organizzate in formazioni politiche.&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tIl M5S &egrave; una di queste organizzazioni politiche, esso &egrave; uno degli attori principali. Alla luce di quanto detto, a mio avviso, non c&#039;&egrave; nulla di scandaloso nel fatto che esso sia guidato in modo estremamente centralizzato. Il problema non &egrave; la domanda se esso sia un movimento democratico oppure &quot;<i>leninista<\/i>&quot;, poich&eacute;&nbsp;<b>un vero partito o &egrave; &quot;<i>leninista<\/i>&quot; oppure non &egrave; un partito, al pi&ugrave; un movimento di opinione<\/b>. N&eacute; &egrave; un problema il fatto che esso si sforzi di dare di s&eacute;, per ragioni di propaganda, un&#039;idea che &egrave;, evidentemente, falsa, ovvero di avere un&#039;organizzazione interna democratica. Il vero problema &egrave; costituito da ci&ograve; che veramente intende fare il M5S, quali siano i suoi effettivi ultimi fini. Non dobbiamo mai dimenticare che in democrazia&nbsp;<b>sono le Istituzioni che devono essere democratiche, non i partiti!<\/b>\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tNella lotta di classe, cio&egrave; nell&#039;accidentato percorso che (forse) ci condurr&agrave; ad una societ&agrave; di liberi e uguali, quali sono gli interessi sociali ed economici che il M5S realmente rappresenta? Questo, per tornare all&#039;amico Sam, &egrave; il problema che io ho con la &quot;<i>democrazia<\/i>&quot; del M5S, dal momento che, sebbene sia stato un attivista della prima ora, a distanza di anni non ho ancora capito cosa realmente vogliano Grillo e Casaleggio. Un mondo meno inquinato? Un mondo dove trionfi la giustizia? Un mondo nel quale governano gli &quot;<i>onesti<\/i>&quot;? E chi mai potrebbe sostenere di non volere tutte queste cose, e altro ancora? Ma queste posizioni, da sole, non bastano!&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tCi piacerebbe sapere, ad esempio, quale sia la posizione del M5S sul tema dell&#039;indipendenza della Banca Centrale; quale sia, per il M5S, un target di inflazione desiderabile, se il 2% come scritto nei trattati europei oppure un valore pi&ugrave; alto, e in che misura; sarebbe auspicabile conoscere, per certa, la posizione del M5S sia sull&#039;euro che, pi&ugrave; in generale, sull&#039;adesione ai trattati internazionali che ci vincolano all&#039;Unione Europea. E altro ancora.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tMa c&#039;&egrave; di pi&ugrave;. Perch&eacute; se &egrave; vero che&nbsp;<b>un partito &egrave; leninista oppure non &egrave; un partito<\/b>, &egrave; altres&igrave; importante avere piena contezza della composizione e delle origini dell&#039;&eacute;lite che lo ha costituito. In particolare, quando un partito &egrave; espressione delle istanze di una classe sociale, la biografia di coloro che lo hanno fatto nascere e crescere &egrave; un&#039;informazione di immenso rilievo. Ma tutto ci&ograve; ci &egrave; ignoto. Ci si aspetterebbe che il nucleo dei &quot;<i>fondatori<\/i>&quot;, costituendosi come &quot;<i>classe dirigente<\/i>&quot; di quel partito, si doti di organismi attraverso i quali la leadership interna sia contendibile, sia pure in un assetto centralizzato e, per cos&igrave; dire, di stampo &quot;<i>leninista<\/i>&quot;.\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tOrbene, nulla di ci&ograve; pu&ograve; dirsi del M5S, che somiglia, pi&ugrave; che a un partito con una sua classe dirigente, a una setta new-age. Con tanto di santone ed eminenza grigia al seguito. Una struttura, cio&egrave;, assai pi&ugrave; confacente a un partito espressione di forti e consolidati interessi economici e geopolitici, piuttosto che di quelli diffusi delle classi popolari. Possibile che a nessuno venga in mente che, se il mandato per i grillini &egrave; a tempo, ci&ograve; deve essere ancor pi&ugrave; vero per il santone e per la sua eminenza grigia? O sull&#039;etichetta di costoro c&#039;&egrave; scritto &quot;<b><i>data di scadenza: mai<\/i><\/b>&quot;?\n<\/div>\n<div>\n\t&nbsp;\n<\/div>\n<div>\n\tNaturalmente potrei sbagliarmi. Magari Grillo, Casaleggio e gli altri frequentatori del &quot;<i>tinello<\/i>&quot; (sembra che sia in quel luogo che si decide la politica del M5S) sono persone che hanno realmente a cuore gli interessi delle classi popolari, e sono costretti ad agire come agiscono perch&eacute; sono assediati. Tutto &egrave; possibile, ma nel dubbio me ne sono allontanato e ho cominciato a impegnarmi nella costruzione di un<b>&nbsp;vero partito del lavoro<\/b>, ovviamente di stampo leninista (altrimenti che partito &egrave;?). Uno dei semi di questo partito, che nascer&agrave; quando verr&agrave; il momento, &egrave; l&#039;<a href=\"http:\/\/www.riconquistarelasovranita.it\/\" target=\"_blank\">Associazione Riconquistiamo la Sovranit&agrave; (ARS)<\/a>. Ne stiamo costruendo l&#039;ossatura, cio&egrave; la classe dirigente, gli organismi interni, le regole della militanza. Se mi sto sbagliando sul M5S far&ograve;&nbsp;ammenda pubblica e lo sosterr&ograve;&#8230; ma intanto &egrave; buona cosa portarsi avanti con il lavoro. D&#039;altra parte, se deve essere un &quot;<i><b>partito del lavoro<\/b><\/i>&quot;, bisogna pur lavorare!\n<\/div>\n<div class=\"separator\">\n\t<a href=\"http:\/\/blog.catapulta.it\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Lavoro-per-Operai-Generici-e-Specializzati-in-Tutta-Italia.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"267\" src=\"http:\/\/blog.catapulta.it\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Lavoro-per-Operai-Generici-e-Specializzati-in-Tutta-Italia.gif\" width=\"640\" \/><\/a>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una societ&agrave; &egrave; democratica nella misura in cui &egrave; giusta, non giusta nella misura in cui &egrave; democratica. &nbsp; L&#039;amico Sam ha commentato un&nbsp;video su youtube: &quot;fiorenzo ma che problemi hai con la democrazia?&quot;. 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