{"id":1084,"date":"2010-01-24T17:00:30","date_gmt":"2010-01-24T16:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1084"},"modified":"2010-01-24T17:00:30","modified_gmt":"2010-01-24T16:00:30","slug":"urbanistica-preventiva-le-trappole-dello-spazio-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1084","title":{"rendered":"Urbanistica preventiva: le trappole dello spazio pubblico"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\">di <strong>Daniele Porretta<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/em><em><br \/>\n\t<\/em><em><span style=\"font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'\"><span style=\"color: rgb(0,0,0); font-size: small\">Pubblicato su Masala, giornale di critica sociale di Barcellona, gennaio 2010<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: calibri\">Forse qualcuno ricorda una scena del film <\/span><em><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'\">Manhattan<\/span><\/em><span style=\"font-family: calibri\">. <\/span><\/span><span lang=\"CA\" style=\"line-height: 115%; font-family: 'arial', 'sans-serif'; font-size: 10pt\">Woody Allen e Diane Keaton<\/span><\/span><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\"> uscivano di notte insieme, facevano una lunga passeggiata per New York, prendevano un caff&egrave; in un bar e finivano seduti su una panchina, aspettando l&#39;alba e guardando il ponte di Brooklyn. La stessa immagine veniva anche riprodotta in bianco e nero sul manifesto del film: Allen e Keaton seduti di spalle, guardando l&#39;East River. <\/span><em><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'\">Manhattan <\/span><\/em><span style=\"font-family: calibri\">venne girata nel 1979 ed &egrave; possibile che nei prossimi anni questa scena finisca per diventare completamente anacronistica. Da molto tempo ormai &egrave; stata dichiarata una guerra silenziosa contro le panchine ed &egrave; probabile che in futuro non ne rimanga nessuna.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\">In molte citt&agrave; le panchine sono state eliminate, sostituite da sedie individuali o, nel migliore dei casi, modificate con separazioni e appoggiabraccia. La giustificazione per l&#39;adozione di queste misure risiederebbe nel denominato &quot;uso incivico&quot; che si farebbe di questi elementi del mobiliario urbano. In altre parole si vuole impedire che in determinate zone della citt&agrave; la popolazione in continuo aumento dei senza tetto le utilizzi per dormire. Comportamento non solo &quot;incivico&quot;, ma anche immagine poco decorosa di fronte ai numerosi turisti che ogni giorno visitano i nostri bei centri storici.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"365\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/prima.jpg\" width=\"423\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"362\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/seconda.jpg\" width=\"425\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\">Recentemente in alcuni punti considerati conflittivi di Ciutat Vella (Barcelona) sono state adottate una serie di misure urbanistiche per evitare le cosiddette &quot;condotte inciviche&quot;. Si tratterebbe dell&#39;installazione delle panchine &quot;anti-indigente&quot;, con appoggiabraccia per rendere impossibile sdraiarvisi e dormire, e la costruzione di rampe &quot;anti-urina&quot; negli angoli delle strade. Tutte queste misure si aggiungono ai gi&agrave; numerosi elementi di un sempre pi&ugrave; vasto repertorio di strumenti &quot;anti-qualcosa o qualcuno&quot; dei quali si sta dotando lo spazio pubblico di Barcellona. Vi sono per esempio le &quot;Pig ears&quot; (orecchie di maiale), uno strumento anti-skaters. Perch&eacute; questi giovani incivici non girino impuni per le strade della citt&agrave;, sono state installate in molti punti strategici delle grappe a forma di &quot;orecchio di maiale&quot; che funzionano da ostacolo e finiscono per rendergli la vita impossibile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"365\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/terza.jpg\" width=\"425\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" height=\"361\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/quarta.jpg\" width=\"425\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\">Per&ograve; dove realmente si &egrave; stati pi&ugrave; creativi &egrave; stato al momento di adottare misure affinch&eacute; dormire in determinate zone sia praticamente impossibile: dall&#39;irrigazione delle piazze, passando per l&#39;installazione di sedute scomode alle fermate della metro e dell&#39;autobus, fino ad arrivare a punzoni negli angoli che potrebbero essere utilizzati come rifugio per la notte. Questo repertorio di soluzioni veniva recentemente definito dai giornali come &quot;urbanistica preventiva&quot;, una definizione meno conosciuta, per&ograve; senza dubbio migliore e meno orwelliana che &quot;architettura del controllo&quot;, meno reazionaria che &quot;architettura disciplinaria&quot; e meno allarmista che &quot;costruzione dello spazio difendibile&quot;. Siamo per&ograve; sicuri che l&#39;unico obiettivo della guerra contro le panchine sia eliminare, o almeno spostare, gli indigenti dal centro della citt&agrave;?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\">Ancora una volta il centro commerciale sembra essersi convertito nello schema per la modificazione dello spazio pubblico delle nostre citt&agrave;. I centri commerciali fin dalla loro nascita rappresentarono una &quot;versione filtrata dell&#39;esperienza della citt&agrave;, una simulazione dell&#39;urbanit&agrave;&quot; (1). Assomigliano a una citt&agrave;, hanno strade, piazze, ma realmente non lo sono. Rappresentano solo una simulazione di un ambiente urbano, qualcosa che &egrave; molto caratteristico di un&#39;epoca, la nostra, che sembra preferire sempre pi&ugrave; la simulazione alla realt&agrave;.<br \/>\n\tUna strada di questi centri &egrave; differente da una strada reale fondamentalmente per la sua ragion d&#39;essere: esiste solo ed esclusivamente in funzione della vendita delle merci mostrate nelle vetrine. Non pu&ograve; essere un luogo per passeggiare, poich&eacute; &egrave; stata costruita per indurre al consumo. Per questa ragione nei centri commerciali le poche panchine sono state installate strategicamente di fronte ai negozi. I nostri centri storici seguono lo stesso esempio, si blindano non solo per rifiutare gli indesiderati, come i giovani e i senzatetto, ma si modificano anche per indurre al consumo. Ed &egrave; chiaro che nelle strade e nelle piazze del futuro sedersi non sar&agrave; gratis.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"color: rgb(0,0,0)\"><span style=\"font-family: calibri\"><a name=\"12632281489018cf_126320f316dc4429_1262d9b310a99e7e_1262d91a0b38e103_1262d8f858a7f944_1262d88ec8b84c00_1262d733ab1f68e6_1253139a233b5578_12530e79f534cf84_125017\"><\/a><span lang=\"CA\"><a href=\"..\/..\/..\/..\/?ui=2&amp;view=bsp&amp;ver=1qygpcgurkovy#124fd3b15b6f4115__ftnref1\" target=\"_BLANK\"><span style=\"font-family: arial; font-size: 9pt\"><span style=\"color: rgb(46,75,155)\">[1]<\/span><\/span><\/a><\/span><span lang=\"CA\" style=\"font-family: arial; font-size: 9pt\"> Trevor Boddy, &ldquo;Subterr&aacute;nea y elevada: la construcci&oacute;n de la ciudad an&aacute;loga&rdquo;, en <em>Variaciones sobre un parque tem&aacute;tico. La nueva ciudad americana y el fin del espacio publico<\/em>, ed. Gustavo Gili, Barcelona, 2004,p. 146.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniele Porretta Pubblicato su Masala, giornale di critica sociale di Barcellona, gennaio 2010 Forse qualcuno ricorda una scena del film Manhattan. Woody Allen e Diane Keaton uscivano di notte insieme, facevano una lunga passeggiata per New York, prendevano un caff&egrave; in un bar e finivano seduti su una panchina, aspettando l&#39;alba e guardando il ponte di Brooklyn. 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