{"id":10892,"date":"2014-03-17T18:54:04","date_gmt":"2014-03-17T18:54:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10892"},"modified":"2014-03-17T18:54:04","modified_gmt":"2014-03-17T18:54:04","slug":"esortazione-apostolica-evangelii-gaudium","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10892","title":{"rendered":"Esortazione Apostolica Evangelii gaudium"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\tSintesi a cura di <strong>Mario Giambelli<\/strong> dell&#39;ARS Pavia\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\t<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html\" target=\"_new\">ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/a><\/u><\/font><br \/>\n\tAI VESCOVI<br \/>\n\tAI PRESBITERI E AI DIACONI<br \/>\n\tALLE PERSONE CONSACRATE<br \/>\n\tE AI FEDELI LAICI<br \/>\n\tSULL&#39; ANNUNCIO DEL VANGELO<br \/>\n\tNEL MONDO ATTUALE\n<\/p>\n<p>\n\tI. Alcune sfide del mondo attuale\n<\/p>\n<p>\n\t52. L&rsquo;umanit&agrave; vive in questo momento una svolta storica che possiamo vedere nei progressi che si producono in diversi campi. Si devono lodare i successi che contribuiscono al benessere delle persone, per esempio nell&rsquo;ambito della salute, dell&rsquo;educazione e della comunicazione. <b>Non possiamo tuttavia dimenticare che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo vivono una quotidiana precariet&agrave;, con conseguenze funeste<\/b>. Aumentano alcune patologie. Il timore e la disperazione si impadroniscono del cuore di numerose persone, persino nei cosiddetti paesi ricchi. <b>La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l&rsquo;inequit&agrave; diventa sempre pi&ugrave; evidente<\/b>. <b>Bisogna lottare per vivere e, spesso, per vivere con poca dignit&agrave;.<\/b> Questo cambiamento epocale &egrave; stato causato dai balzi enormi che, per qualit&agrave;, quantit&agrave;, velocit&agrave; e accumulazione, si verificano nel progresso scientifico, nelle innovazioni tecnologiche e nelle loro rapide applicazioni in diversi ambiti della natura e della vita. Siamo nell&rsquo;era della conoscenza e dell&rsquo;informazione, fonte di nuove forme di un potere molto spesso anonimo.\n<\/p>\n<p>\n\t<!--more-->\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t<strong><i>No a un&rsquo;economia dell&rsquo;esclusione<\/i><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\t53. <b>Cos&igrave; come il comandamento &ldquo;non uccidere&rdquo; pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire &ldquo;no a un&rsquo;economia dell&rsquo;esclusione e della inequit&agrave;&rdquo;. Questa economia uccide<\/b>. Non &egrave; possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo &egrave; esclusione. Non si pu&ograve; pi&ugrave; tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c&rsquo;&egrave; gente che soffre la fame. Questo &egrave; inequit&agrave;. <b>Oggi tutto entra nel gioco della competitivit&agrave; e della legge del pi&ugrave; forte, dove il potente mangia il pi&ugrave; debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l&rsquo;essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si pu&ograve; usare e poi gettare<\/b>. Abbiamo dato inizio alla cultura dello &ldquo;scarto&rdquo; che, addirittura, viene promossa. Non si tratta pi&ugrave; semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell&rsquo;oppressione, ma&nbsp; di qualcosa di nuovo: con l&rsquo;esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l&rsquo;appartenenza alla societ&agrave; in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bens&igrave; si sta fuori. <b>Gli esclusi non sono &ldquo;sfruttati&rdquo; ma rifiuti, &ldquo;avanzi&rdquo;<\/b>.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t54. <b>In questo contesto, alcuni ancora difendono le teorie della &ldquo;ricaduta favorevole<\/b>&rdquo;, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per s&eacute; una maggiore equit&agrave; e inclusione sociale nel mondo. <b>Questa opinione, che non &egrave; mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bont&agrave; di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare<\/b>. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o <b>per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si &egrave; sviluppata una globalizzazione dell&rsquo;indifferenza<\/b>. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo pi&ugrave; davanti al dramma degli altri n&eacute; ci interessa curarci di loro, come se tutto fosse una responsabilit&agrave; a noi estranea che non ci compete. La cultura del benessere ci anestetizza e perdiamo la calma se il mercato offre qualcosa che non abbiamo ancora comprato, mentre tutte queste vite stroncate per mancanza di possibilit&agrave; ci sembrano un mero spettacolo che non ci turba in alcun modo.\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<br \/>\n\t<strong><em>No alla nuova idolatria del denaro<\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p>\n\t55. <b>Una delle cause di questa situazione si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poich&eacute; accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre societ&agrave;. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi &egrave; una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell&rsquo;essere umano!<\/b> Abbiamo creato nuovi idoli. L&rsquo;adorazione dell&rsquo;antico vitello d&rsquo;oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel <b>feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano<\/b>. <b>La crisi mondiale che investe la finanza e l&rsquo;economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l&rsquo;essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo<\/b>.\n<\/p>\n<p>\n\t56. <b>Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre pi&ugrave; distanti dal benessere di questa minoranza felice<\/b>. <b>Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l&rsquo;autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perci&ograve; negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilit&agrave; praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d&rsquo;acquisto<\/b>. A tutto ci&ograve; si aggiunge una corruzione ramificata e un&rsquo;evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell&rsquo;avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, <b>qualunque cosa che sia fragile, come l&rsquo;ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta<\/b>.\n<\/p>\n<p>\n\t<em><strong>No a un denaro che governa invece di servire<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<p>\n\t57. Dietro questo atteggiamento si nascondono il rifiuto dell&rsquo;etica e il rifiuto di Dio. All&rsquo;etica si guarda di solito con un certo disprezzo beffardo. La si considera controproducente, troppo umana, perch&eacute; relativizza il denaro e il potere. La si avverte come una minaccia, poich&eacute; condanna la manipolazione e la degradazione della persona. In definitiva, l&rsquo;etica rimanda a un Dio che attende una risposta impegnativa, che si pone al di fuori delle categorie del mercato. Per queste, se assolutizzate, Dio &egrave; incontrollabile, non manipolabile, persino pericoloso, in quanto chiama l&rsquo;essere umano alla sua piena realizzazione e all&rsquo;indipendenza da qualunque tipo di schiavit&ugrave;. L&rsquo;etica &ndash; un&rsquo;etica non ideologizzata &ndash; consente di creare un equilibrio e un ordine sociale pi&ugrave; umano. In tal senso<b>, esorto gli esperti finanziari e i governanti dei vari Paesi a considerare le parole di un saggio dell&rsquo;antichit&agrave;: &laquo;Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro&raquo;<\/b>.[55 (San Giovanni Crisostomo, <i>De Lazaro Concio II<\/i>, 6:&nbsp; <i>PG <\/i>48, 992)]\n<\/p>\n<p>\n\t58. Una riforma finanziaria che non ignori l&rsquo;etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificit&agrave; di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l&rsquo;obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che <b>i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli<\/b>. <b>Vi esorto alla solidariet&agrave; disinteressata e ad un ritorno dell&rsquo;economia e della finanza ad un&rsquo;etica in favore dell&rsquo;essere umano<\/b>.\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t<em><strong>Economia e distribuzione delle entrate<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t202. <b>La necessit&agrave; di risolvere le cause strutturali della povert&agrave; non pu&ograve; attendere<\/b>, non solo per una esigenza pragmatica di ottenere risultati e di ordinare la societ&agrave;, ma per guarirla da una malattia che la rende fragile e indegna e che potr&agrave; solo portarla a nuove crisi<b>. I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie. Finch&eacute; non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all&rsquo;autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequit&agrave;,<\/b><font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftn173\"><b>[173]<\/b><\/a><\/u><\/font><b> non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema<\/b>. L&rsquo;inequit&agrave; &egrave; la radice dei mali sociali.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t203. <b>La dignit&agrave; di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica<\/b>, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall&rsquo;esterno per completare un discorso politico senza prospettive n&eacute; programmi di vero sviluppo integrale. Quante parole sono diventate scomode per questo sistema! <b>D&agrave; fastidio che si parli di etica, d&agrave; fastidio che si parli di solidariet&agrave; mondiale, d&agrave; fastidio che si parli di distribuzione dei beni, d&agrave; fastidio che si parli di difendere i posti di lavoro, d&agrave; fastidio che si parli della dignit&agrave; dei deboli<\/b>, d&agrave; fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia. Altre volte accade che queste parole diventino oggetto di una manipolazione opportunista che le disonora. La comoda indifferenza di fronte a queste questioni svuota la nostra vita e le nostre parole di ogni significato. La vocazione di un imprenditore &egrave; un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato pi&ugrave; ampio della vita; questo gli permette di servire veramente il bene comune, con il suo sforzo di moltiplicare e rendere pi&ugrave; accessibili per tutti i beni di questo mondo.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t204. <b>Non possiamo pi&ugrave; confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato<\/b>. La crescita in equit&agrave; esige qualcosa di pi&ugrave; della crescita economica, bench&eacute; la presupponga, <b>richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificamente orientati a una migliore distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunit&agrave; di lavoro, a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo<\/b>. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma <b>l&rsquo;economia non pu&ograve; pi&ugrave; ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditivit&agrave; riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi<\/b>.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t205. Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l&rsquo;apparenza dei mali del nostro mondo! La politica, tanto denigrata, &egrave; una vocazione altissima, &egrave; una delle forme pi&ugrave; preziose della carit&agrave;, perch&eacute; cerca il bene comune.<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftn174\">[174]<\/a><\/u><\/font> Dobbiamo convincerci che la carit&agrave; &laquo;&egrave; il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici&raquo;.<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftn175\">[175]<\/a><\/u><\/font> Prego il Signore che ci regali pi&ugrave; politici che abbiano davvero a cuore la societ&agrave;, il popolo, la vita dei poveri! <b>&Egrave; indispensabile che i governanti e il potere finanziario alzino lo sguardo e amplino le loro prospettive, che facciano in modo che ci sia un lavoro degno, istruzione e assistenza sanitaria per tutti i cittadini<\/b>. E perch&eacute; non ricorrere a Dio affinch&eacute; ispiri i loro piani? Sono convinto che a partire da un&rsquo;apertura alla trascendenza potrebbe formarsi una nuova mentalit&agrave; politica ed economica che aiuterebbe a superare la dicotomia assoluta tra l&rsquo;economia e il bene comune sociale.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t206. <b>L&rsquo;economia, come indica la stessa parola, dovrebbe essere l&rsquo;arte di raggiungere un&rsquo;adeguata amministrazione della casa comune, che &egrave; il mondo intero<\/b>. Ogni azione economica di una certa portata, messa in atto in una parte del pianeta, si ripercuote sul tutto; perci&ograve; nessun governo pu&ograve; agire al di fuori di una comune responsabilit&agrave;. Di fatto, diventa sempre pi&ugrave; difficile individuare soluzioni a livello locale per le enormi contraddizioni globali, per cui la politica locale si riempie di problemi da risolvere. Se realmente vogliamo raggiungere una sana economia mondiale, <b>c&rsquo;&egrave; bisogno in questa fase storica di un modo pi&ugrave; efficiente di interazione che, fatta salva la sovranit&agrave; delle nazioni, assicuri il benessere economico di tutti i Paesi e non solo di pochi<\/b>.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t207. <b>Qualsiasi comunit&agrave; della Chiesa, nella misura in cui pretenda di stare tranquilla senza occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinch&eacute; i poveri vivano con dignit&agrave; e per l&rsquo;inclusione di tutti, correr&agrave; anche il rischio della dissoluzione<\/b>, bench&eacute; parli di temi sociali o critichi i governi. Facilmente finir&agrave; per essere sommersa dalla mondanit&agrave; spirituale, dissimulata con pratiche religiose, con riunioni infeconde o con discorsi vuoti.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t208. Se qualcuno si sente offeso dalle mie parole, gli dico che le esprimo con affetto e con la migliore delle intenzioni, lontano da qualunque interesse personale o ideologia politica. La mia parola non &egrave; quella di un nemico n&eacute; di un oppositore. Mi interessa unicamente fare in modo che <b>quelli che sono schiavi di una mentalit&agrave; individualista, indifferente ed egoista, possano liberarsi da quelle indegne catene e raggiungano uno stile di vita e di pensiero pi&ugrave; umano, pi&ugrave; nobile, pi&ugrave; fecondo, che dia dignit&agrave; al loro passaggio su questa terra<\/b>.\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftnref55\">[55]<\/a><\/u><\/font>San Giovanni Crisostomo,&ensp; <i>De Lazaro Concio II<\/i>, 6:&nbsp; <i>PG <\/i>48, 992.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t&nbsp;<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftnref173\">[173]<\/a><\/u><\/font>Questo&ensp; implica &laquo;eliminare le cause <i>strutturali<\/i> delle disfunzioni della economia mondiale&raquo;: Benedetto XVI, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/speeches\/2007\/january\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20070108_diplomatic-corps_it.html\"><font color=\"#0000ff\"><u><i>Discorso al Corpo Diplomatico<\/i><\/u><\/font><font color=\"#0000ff\"><u> (8 gennaio 2007)<\/u><\/font><\/a>:<i> AAS <\/i>99 (2007), 73.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t[<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftnref174\">174]<\/a><\/u><\/font>Cfr&nbsp;Commission sociale des &eacute;v&ecirc;ques de France,&ensp; Dichiarazione <i>R&eacute;habiliter la politique<\/i> (17 febbraio 1999); Pio XI, <i>Messaggio<\/i>, 18 dicembre 1927.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; text-align: justify;\">\n\t&nbsp;<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#_ftnref175\">[175]<\/a><\/u><\/font>Benedetto XVI,&ensp; <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html\"><font color=\"#0000ff\"><u>Lett. enc. <\/u><\/font><font color=\"#0000ff\"><u><i>Caritas in veritate<\/i><\/u><\/font><font color=\"#0000ff\"><u> (29 giugno 2009)<\/u><\/font><\/a>, 2:<i> AAS <\/i>101 (2009), 642.\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<font color=\"#0000ff\"><u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#No_a_un\u2019economia_dell\u2019esclusione\">http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/francesco\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione<\/a><\/u><\/font>\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tcap. 53-58\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\tcap. 202-208\n<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sintesi a cura di Mario Giambelli dell&#39;ARS Pavia ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E AI FEDELI LAICI SULL&#39; ANNUNCIO DEL VANGELO NEL MONDO ATTUALE I. 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