{"id":10957,"date":"2014-04-04T00:05:52","date_gmt":"2014-04-04T00:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=10957"},"modified":"2014-04-04T00:05:52","modified_gmt":"2014-04-04T00:05:52","slug":"jacques-sapir-l-europa-contro-gli-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=10957","title":{"rendered":"Jacques Sapir: L&#039; Europa contro gli europei"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tPartendo &nbsp;dalla recensione di un recente libro&nbsp;di Coralie Delaume &nbsp;(Europe &ndash; Les &eacute;tats d&eacute;sunis, Michalon, Paris, 2014), Jacques&nbsp;Sapir esprime alcune interessanti considerazioni sul sistema Europa. Qui il&nbsp;<a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/2120#_ftn6\">testo integrale del suo post<\/a>, e di seguito un mio riassunto.\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&sect;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;<\/p>\n<div>\n\t\t\tIl &quot;referendum confiscato&quot; del 2005 in Francia &egrave; considerato il peccato originale della costruzione europea &#8211; quello che ne ha caratterizzato il successivo sviluppo autoritario. Un episodio che prefigurava la futura &nbsp;brutalizzazione dei popoli, quello greco in particolare. Ma questo episodio &egrave; a sua volta prefigurato dai comportamenti della Troika prima del 2005. Dal &quot;funesto&quot; Trattato di Maastricht in poi, infatti, ci sono state progressivamente sottratte una a una le nostre libert&agrave; fondamentali. Con amabilit&agrave; tartufesca, in nome di una socialdemocrazia e di un&#039;Europa solidale mai realizzata, ci hanno resi orfani della nostra sovranit&agrave;, e quindi della nostra libert&agrave;.\n\t\t<\/div>\n<\/p><\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t<br \/>\n\t\t<b>I tre popoli<\/b>\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tCi sono tre concetti di popolo: il popolo democratico, il popolo sociale e il popolo nazionale. Sono gli aspetti interdipendenti di una stessa realt&agrave;. Il popolo &quot;democratico&quot; prende forma solo attraverso il popolo &quot;nazionale&quot;. Senza sovranit&agrave; non ci pu&ograve; essere Stato n&eacute; legittimit&agrave; democratica [1]; non ci pu&ograve; essere, di conseguenza, legalit&agrave;. Affinch&eacute; possa esistere il popolo democratico, occorre che si costruisca il popolo nazionale, una condizione certamente insufficiente ma assolutamente necessaria. E la costruzione del popolo nazionale non pu&ograve; che passare dallo Stato. Inoltre, la costruzione del popolo democratico implica quella del popolo &quot;sociale&quot;, il quale a sua volta si concretizza nello Stato sociale, espressione delle spinte progressiste dei secoli XIX e XX, che proprio l&#039;odierno sistema europeo sta smantellando.<br \/>\n\t\tSenza giustizia sociale, senza equit&agrave; nella distribuzione della ricchezza, il funzionamento della democrazia viene compromesso e il popolo democratico distrutto.<br \/>\n\t\tQuello democratico, quello sociale e quello nazionale sono tre aspetti intimamente legati, se viene meno uno vengono meno gli altri &nbsp;ed &nbsp;&egrave; allora lo stesso concetto di &quot;popolo&quot; che perde di significato.<br \/>\n\t\tLe politiche della Troika (Commissione, BCE, FMI), il cui agire richiama il concetto gramsciano di &quot;cesarismo burocratico&quot;, hanno potuto affermarsi solo perch&eacute; queste istituzioni si sono poste in maniera ortogonale alla democrazia. Ma se lo stesso FMI ha spesso manifestato dubbi sulla validit&agrave; di queste politiche, allora bisogna pensare a una specifica dimensione europea nel processo di distruzione delle regole democratiche, dello Stato sociale e infine dei popoli. &nbsp;Perch&eacute; al di l&agrave; di tutti i contorcimenti retorici, l&#039;assenza di un popolo europeo permette alle eurocrazie di disaccoppiare la democrazia dal popolo, uccidendola di fatto come successe fra il 2005 e il 2007 durante il processo che dal &quot;referendum confiscato&quot; arriv&ograve; al Trattato di Lisbona.<br \/>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t<b>Ideologia europeista e anti-politica<\/b>\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tL&#039;Unione Europea cerca deliberatamente di sostituire la&nbsp;<b><i>legittimit&agrave; politica<\/i><\/b>&nbsp;con una&nbsp;<b><i>legalit&agrave; tecnocratica<\/i><\/b>. Stiamo assistendo a una &quot;depoliticizzazione della politica&quot;, secondo un&#039;ideologia le cui fondamenta teoriche si richiamano di fatto a Von Hayek. [2]. Si tratta di sacralizzare la propriet&agrave; privata contro qualsiasi limitazione, diretta o indiretta: da qui, la necessit&agrave; di affermare la vacuit&agrave; delle scelte politiche contro la pertinenza delle scelte economiche presentate come &quot;tecniche&quot; e in quanto tali naturali e ineluttabili. L&#039;idea che sottost&agrave; al concetto di TINA (There Is Not Alternative, non c&#039;&egrave; alternativa) &egrave; che la politica &egrave; superflua: si svuotano le forme democratiche di contenuto fingendo di continuare a rispettarle.\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tQuella dell&#039;Unione europea &egrave; la storia del progressivo abbandono delle nozioni di sovranit&agrave; e legittimit&agrave; a vantaggio della sola legalit&agrave;. Succede anche nelle democrazie parlamentari, ma dove qui si tratta di una tendenza pi&ugrave; o meno accentuata e rettificabile, nell&#039;Unione Europea diventa un processo parossistico privo di controllo alcuno. Bisogna rivendicare l&#039;inversione dei ruoli, ridare legittimit&agrave; alla legalit&agrave;. Ormai un provvedimento &egrave; giusto perch&eacute; assunto in modi legali, seppure la legalit&agrave; viene stabilita in maniera illegittima: &egrave; la logica seguita dalla Corte di Giustizia di Strasburgo, una strana corte di giustizia che non ha un popolo di riferimento.<br \/>\n\t\tSe gli uomini hanno bisogno di leggi e non possono accontentarsi di accordi bilaterali, &egrave; perch&eacute; l&#039;informazione &egrave; imperfetta e le loro capacit&agrave; cognitive sono limitate. E tuttavia anche le leggi, come i contratti, &nbsp;sono imperfette e incomplete. Bisogna riconoscere dunque l&#039;irriducibile limitazione del legislatore, e questo implica che una legge pu&ograve; essere ingiusta pur essendo legale. Questo reintroduce la nozione di&nbsp;<b><i>legittimit&agrave;<\/i><\/b>. Poich&eacute; i legislatori europei sono ben coscienti che il&nbsp;<i>legale<\/i>&nbsp;&egrave; possibile solo in quanto&nbsp;<i>legittimo<\/i>, hanno cercato di limitare la legittimit&agrave; al solo aspetto tecnico. Ma affinch&eacute; una decisione sia tecnicamente legittima, occorre un consenso spontaneo e generalizzato sui valori; tuttavia appena si affrontano problemi complessi questo accordo spontaneo e generalizzato cade. Occorre quindi costruirlo consapevoli che sar&agrave; un consenso contingente, legato al contesto della sua costruzione, e questo si chiama&nbsp;<b><i>Politica<\/i><\/b>. Inoltre, occorre che gli attori che partecipano alla costruzione di un sistema di valori siano liberi. E&#039; per questo che debbono essere sovrani.\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tLa logica del diritto europeo porta invece alla una figura mostruosa di un legislatore autoreferenziale, che si pretende onnisciente per potersi affermare onnipotente. In questo processo per&ograve; si libera da ogni vincolo di coerenza. La recente crisi ucraina ne &egrave; un buon esempio: da una parte viene riconosciuto un potere che si costituisce attraverso la piazza e rovescia l&#039;assetto costituzionale del paese, solo perch&eacute; si pronuncia a favore dell&#039;adesione all&#039;UE; dall&#039;altra &egrave; dichiarata illegale la legittima decisione della Crimea di esprimersi attraverso un referendum.<br \/>\n\t\tDimostrazione lampante dell&#039;incoerenza e soprattutto della hybris dei dirigenti europei.<\/p>\n<p>\t\tTensioni divisive sempre pi&ugrave; forti vengono generate da quegli stessi &nbsp;meccanismi, fra tutti e in primo luogo l&#039;euro, asseritamente pensati per unire. L&#039;euro distrugge l&#039;Europa. Ai popoli dell&#039;Eurozona, a cui era stata rappresentata la favola di un&#039;unione di paesi cooperativi e solidali, viene oggi richiesto di competere gli uni contro gli altri in una concorrenza al ribasso che sta distruggendo e ha distrutto qualunque parvenza di Stato solidale, annullando una tradizione sociale che era il marchio culturale europeo.&nbsp;\n\t<\/p><\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&sect;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t[1] In un precedente articolo Sapir cita la sentenza della Corte costituzionale tedesca del 30\/06\/2009, commentata&nbsp;<a href=\"http:\/\/etoile.touteleurope.eu\/index.php\/post\/2009\/07\/02\/Karlsruhe-%3A-le-peuple-europeen-nexiste-pas\">in questo articolo di eTOILE<\/a>, secondo la quale il Parlamento europeo non &egrave; il luogo della sovranit&agrave; del Popolo europeo, che non esiste, ma soltanto il luogo di rappresentanza dei Popoli nazionali, i cui diritti non possono essere garantiti che dai rispettivi Parlamenti, cio&egrave; dai rispettivi Stati nazionali.\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t[2] Su Hayek e l&#039;Europa si vedano le convincente analisi &nbsp;di L. Barra Caracciolo, sia sul suo blog&nbsp;<a href=\"http:\/\/orizzonte48.blogspot.it\/\">Orizzonte 48<\/a>&nbsp;che nel suo libro ( &quot;Euro e\/o? democrazia costituzionale&quot; &#8211; Dika Giuridica Editrice &#8211; Roma 2013).\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&sect;<br \/>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\tMauro Poggi &#8211; Ars Liguria. Pubblicato anche su&nbsp;<a href=\"http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/\">http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/<\/a><br \/>\n\t\t&nbsp;\n\t<\/div>\n<div style=\"font-family: Tahoma;text-align: -webkit-auto\">\n\t\t&sect;\n\t<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partendo &nbsp;dalla recensione di un recente libro&nbsp;di Coralie Delaume &nbsp;(Europe &ndash; Les &eacute;tats d&eacute;sunis, Michalon, Paris, 2014), Jacques&nbsp;Sapir esprime alcune interessanti considerazioni sul sistema Europa. Qui il&nbsp;testo integrale del suo post, e di seguito un mio riassunto. &nbsp; &sect; &nbsp; Il &quot;referendum confiscato&quot; del 2005 in Francia &egrave; considerato il peccato originale della costruzione europea &#8211; quello che ne ha caratterizzato il successivo sviluppo autoritario. 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