{"id":11140,"date":"2014-04-22T22:10:36","date_gmt":"2014-04-22T22:10:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11140"},"modified":"2014-04-22T22:10:36","modified_gmt":"2014-04-22T22:10:36","slug":"tartassiamoci-ce-lo-chiede-leuropa-parte-i-il-contrasto-tra-principi-costituzionali-e-direttive-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11140","title":{"rendered":"Tartassiamoci: \u201cce lo chiede l\u2019Europa!\u201d Parte I &#8211; il contrasto tra principi costituzionali e direttive europee"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"text-align: justify;line-height: 1.6em\">La Costituzione Repubblicana contiene un granitico e potente indirizzo di politica fiscale sintetizzato in due righe:<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em>&ldquo;Art. 53<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em>Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit&agrave; contributiva.<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em style=\"line-height: 1.6em\">Il sistema tributario &egrave; informato a criteri di progressivit&agrave;.&rdquo;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"line-height: 1.6em\">I padri costituenti, nella cristallizzazione dei principi costituzionali, hanno voluto inserire il principio di &ldquo;equit&agrave;&rdquo; come cardine del sistema tributario italiano.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tE&rsquo; a tal proposito interessante leggere l&rsquo;intervento dell&rsquo;Onorevole Scoca, tenuto il 23 maggio 1947 davanti all&rsquo;Assemblea Costituente, per poter capire, in modo pieno, la portata del principio contenuto nell&rsquo;art. 53:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em style=\"line-height: 1.6em\">&ldquo;<strong>Se poi consideriamo che pi&ugrave; dei tributi diretti rendono i tributi indiretti e questi attuano una progressione a rovescio, in quanto, essendo stabiliti prevalentemente sui consumi, gravano maggiormente sulle classi meno abbienti, si vede come in effetti la distribuzione del carico tributario avvenga non gi&agrave; in senso progressivo e neppure in misura proporzionale, ma in senso regressivo<u>. Il che costituisce una grave ingiustizia sociale, che va eliminata, con una meditata e seria riforma tributaria.<\/u><\/strong> Non &egrave; questo il momento pi&ugrave; opportuno per attuarla, ma <strong>credo necessario che si inserisca nella nostra Costituzione<\/strong>, in luogo del principio enunciato dall&#039;articolo 25 del vecchio Statuto, <strong>un principio informato a un criterio pi&ugrave; democratico, pi&ugrave; aderente alla coscienza della solidariet&agrave; sociale e pi&ugrave; conforme alla evoluzione delle legislazioni pi&ugrave; progredite.<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<strong><em>[omissis]<\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em>Da un punto di vista scientifico (se di scientifico c&#039;&egrave; qualcosa nella materia finanziaria, o nella scienza delle finanze) si pu&ograve; dimostrare, come &egrave; stato dimostrato, che, pur partendo da uno stesso principio, &egrave; possibile giungere sia alla regola della proporzionalit&agrave; che a quella della progressivit&agrave;.<strong> Ma, <u>lasciandosi guidare da un sano realismo, non si pu&ograve; negare che una Costituzione la quale, come la nostra, si informa a princip&icirc; di democrazia e di solidariet&agrave; sociale, debba dare la preferenza al principio della progressivit&agrave;<\/u>. <\/strong>Le dispute dei dotti su questo tema mi hanno lasciato sempre perplesso; non cos&igrave; le osservazioni d&#039;ordine pratico.<strong> <u>Ho sempre pensato che chi ha dieci mila lire di reddito e ne paga mille allo Stato, con l&#039;aliquota del 10 per cento, si trover&agrave; con 9 mila lire da impiegare per i suoi bisogni privati; mentre chi ne ha centomila, dopo aver pagato l&#039;imposta del 10 per cento in base alla stessa aliquota, si trover&agrave; con una disponibilit&agrave; di 90 mila lire. &Egrave; ovvio che per pagare l&#039;imposta il primo contribuente sopporta un sacrificio di gran lunga maggiore del secondo, e che sarebbe equo alleggerire l&#039;aggravio del primo e rendere un po&#039; meno leggero quello del secondo.<\/u> Si pu&ograve; discutere sulla misura e sui limiti della progressione; non sul principio.<\/strong> <strong>Il mio articolo aggiuntivo originario accennava espressamente alla necessit&agrave; che a tutti i cittadini venga assicurata la disponibilit&agrave; del reddito minimo necessario alla esistenza; ed anche su questo credo che ci sia la concorde adesione di tutte le parti di questa Assemblea. Non si pu&ograve; negare che il cittadino, prima di essere chiamato a corrispondere una quota parte della sua ricchezza allo Stato, per la soddisfazione dei bisogni pubblici, deve soddisfare i bisogni elementari di vita suoi propri e di coloro ai quali, per obbligo morale e giuridico, deve provvedere. Da ci&ograve; discende la necessit&agrave; della esclusione dei redditi minimi dalla imposizione; minimi che lo Stato ha interesse a tenere sufficientemente elevati, per consentire il miglioramento delle condizioni di vita delle classi meno abbienti, che contribuisce al miglioramento morale e fisico delle stesse ed in definitiva anche all&#039;aumento della loro capacit&agrave; produttiva.&rdquo;<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tOvviamente, come norma di principio e di indirizzo, di per s&eacute; stessa, rappresentava la via da percorrere per il legislatore italiano nella &ldquo;riforma del diritto tributario&rdquo; incentrata a criteri di progressivit&agrave;. Via che si &egrave; intrapresa con grandi difficolt&agrave; e che, con grandi sforzi dovuti allo scioglimento delle resistenze dei gruppi di interesse dei pi&ugrave; abbienti, il legislatore italiano ha perseguito nel corso del tempo, con la successione di ritocchi normativi che sono culminati con la riforma tributaria degli anni &lsquo;70.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tSe quindi il sistema tributario italiano doveva essere informato in base al principio della progressivit&agrave; delle aliquote, di per s&eacute; doveva essere un sistema che privilegiasse l&rsquo;imposizione diretta sui redditi a discapito di quella indiretta sui consumi.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tPurtroppo, per&ograve;, nel percorso di riforma del diritto tributario italiano si &egrave; inserito l&rsquo;adeguamento della legislazione italiana a quello delle direttive comunitarie europee che hanno sensibilmente inciso nella determinazione di un modello tributario diverso da quello contenuto nella Costituzione Repubblicana del 1948.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tLe prime direttive di adeguamento risalgono al 1967 e sono la <strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:31967L0227&amp;from=FR\">Prima direttiva 67\/227\/CEE del Consiglio, dell&#039;11 aprile 1967<\/a> <\/strong><strong>e la <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:31967L0228&amp;from=IT\">Seconda direttiva 67\/228\/CEE del Consiglio, dell&#039;11 aprile 1967<\/a> che hanno di fatto spinto all&rsquo;introduzione dell&rsquo;Imposta sul Valore Aggiunto (I.V.A.): la pi&ugrave; importante imposta indiretta sui consumi attualmente in vigore in Italia .<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<strong>Le ragioni di tale indirizzo europeo vengono evidenziate in premessa dalla direttiva 67\/227\/CEE:<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Visto il <strong>Trattato che istituisce la Comunit&agrave; Economica Europea<\/strong> , ed in particolare gli articoli 99 e 100 <\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Vista la proposta della Commissione ,<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Visto il parere del Parlamento Europeo ,<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Visto il parere del Comitato economico e sociale ,<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em><u>Considerando che l&#039;obiettivo essenziale del Trattato &egrave; di instaurare , nel quadro di un&#039;unione economica , un mercato comune , che implichi una sana concorrenza e presenti caratteristiche analoghe a quelle di un mercato interno ;<\/u><\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Considerando che la realizzazione di tale obiettivo presuppone l&#039;applicazione negli Stati membri di legislazioni relative alle imposte sulla cifra d&#039;affari <strong><u>che non falsino le condizioni di concorrenza e non ostacolino la libera circolazione delle merci e dei servizi nel mercato comune <\/u><\/strong>;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em><u>Considerando che le legislazioni vigenti non rispondono alle suddette esigenze<\/u><\/em><\/strong><em> ; che &egrave; pertanto nell&#039;interesse del mercato comune realizzare un&#039;armonizzazione delle legislazioni relative alle imposte sulla cifra d&#039;affari , che sia diretta ad eliminare , per quanto possibile , i fattori che possono falsare le condizioni di concorrenza , tanto sul piano nazionale quanto sul piano comunitario , e tale da consentire di raggiungere in seguito l&#039;obiettivo della soppressione dell&#039;imposizione all&#039;importazione e della detassazione all&#039;esportazione negli scambi tra gli Stati membri ;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Considerando che dagli studi effettuati &egrave; risultato che <strong><u>l&#039;armonizzazione deve giungere<\/u><\/strong> all&#039;eliminazione dei sistemi di imposta cumulativa a cascata ed <strong><u>all&#039;adozione<\/u><\/strong> , da parte di tutti gli Stati membri , di <strong><u>un sistema comune di imposta sul valore aggiunto<\/u><\/strong> ;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Considerando che un sistema di imposta sul valore aggiunto raggiunge la maggior semplicit&agrave; e neutralit&agrave; se l&#039;imposta &egrave; riscossa nel modo pi&ugrave; generale possibile e se il suo campo d&#039;applicazione abbraccia tutte le fasi della produzione e della distribuzione , nonch&eacute; il settore delle prestazioni di servizi ; che , di conseguenza , <strong><u>&egrave; nell&#039;interesse del mercato comune e degli Stati membri adottare un sistema comune la cui applicazione comprenda altres&iacute; il commercio al minuto <\/u><\/strong>;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong><em>Considerando tuttavia che l&#039;applicazione dell&#039;imposta al commercio al minuto potrebbe incontrare , in taluni Stati membri , alcune <u>difficolt&agrave; di ordine pratico e politico<\/u><\/em><\/strong> <em>; che per tale ragione &egrave; necessario lasciare agli Stati membri , con riserva di una consultazione preventiva , la facolt&agrave; di applicare il sistema comune solo fino allo stadio del commercio all&#039;ingrosso incluso e di applicare , se del caso , allo stadio del commercio al minuto , ovvero allo stadio antecedente a quest&#039;ultimo , un&#039;imposta complementare autonoma ;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"margin-left: 36pt;text-align: justify\">\n\t&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Considerando che <strong>&egrave; necessario procedere per tappe , poich&eacute; l&#039;armonizzazione delle imposte sulla cifra d&#039;affari comporter&agrave; negli Stati membri notevoli modifiche alle loro strutture fiscali ed <u>avr&agrave; sensibili conseguenze nei settori economico, sociale e del bilancio<\/u> <\/strong>;&rdquo;<\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tAppare quindi in tutta evidenza il contrasto, sia di principi che di obiettivi, tra quanto enunciato nella Costituzione Repubblicana e quanto voluto e &ndash; si vedr&agrave; in un prossimo post &ndash; ottenuto dalle Istituzioni Europee.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tTanto per cambiare &ldquo;Ce lo chiede l&rsquo;Europa!!!!!&rdquo;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<em>Andrea Franceschelli &ndash; ARS Abruzzo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Costituzione Repubblicana contiene un granitico e potente indirizzo di politica fiscale sintetizzato in due righe: &ldquo;Art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit&agrave; contributiva. Il sistema tributario &egrave; informato a criteri di progressivit&agrave;.&rdquo; I padri costituenti, nella cristallizzazione dei principi costituzionali, hanno voluto inserire il principio di &ldquo;equit&agrave;&rdquo; come cardine del sistema tributario italiano. E&rsquo; a tal proposito interessante leggere l&rsquo;intervento dell&rsquo;Onorevole Scoca, tenuto il 23 maggio&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2TG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11140"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11140"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11140\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}