{"id":11163,"date":"2014-04-24T12:55:42","date_gmt":"2014-04-24T12:55:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11163"},"modified":"2014-04-24T12:55:42","modified_gmt":"2014-04-24T12:55:42","slug":"analisi-dei-cambi-e-dei-differenziali-di-inflazione-dal-1971-al-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11163","title":{"rendered":"Analisi dei cambi e dei differenziali di inflazione dal 1971 al 2000"},"content":{"rendered":"<p>Gli USA, il 15 agosto del 1971, abbandonarono la convertibilit\u00e0 del dollaro in oro, dando il \u201cliberi tutti\u201d ed inaugurando l\u2019epoca della moneta \u201ccartalista\u201d, ovvero l\u2019emissione della moneta non era pi\u00f9 agganciata al valore fisico dell\u2019oro.<\/p>\n<p>L\u2019analisi parte dal 01 settembre 1971, pochi giorni dopo l\u2019annuncio di nixon, e arriva al 01\/gennaio\/1981, molto prima che andreatta facesse partire la famosa lettera relativa al divorzio (12\/02\/1981) e ancor prima che c.a. ciampi diede risposta positiva (06\/03\/1981). Queste date sono fondamentali, poich\u00e9 non vi era alcuna illazione su cui si potesse appoggiare una speculazione contro la nostra moneta.<\/p>\n<p>Fixing VS dollaro tra 01\/09\/71 e 01\/01\/81:<br \/>\nLira italiana: da 615 a 930  (+51,2%)<br \/>\nMarco tedesco : da 3,41 a 1,96  (-42,5%)<br \/>\nYen giapponese:  da 347 a 202 ( -41,8%)<br \/>\nFixing VS marco della  Lira italiana: da 180 a 475  (+164%)<br \/>\nFixing VS Yen Lira italiana: da 1,77 a 4,60   (+160%)<br \/>\nIl decennio intercorso dal set\/71 al gen\/81 \u00e8 stato pieno di fatti storico-economici di primaria importanza: ci furono ben quattro guerre di grande rilievo e due crisi petrolifere. Le crisi dell\u2019oro nero sconvolsero il mondo molto pi\u00f9 delle guerre stesse.<\/p>\n<p>Nel 1973, mentre gli USA uscivano sconfitti dal Vietnam, in medio-oriente scoppi\u00f2 la guerra del Kippur che fece quadruplicare il prezzo del petrolio e port\u00f2 l\u2019inflazione a due cifre in molti Paesi avanzati, successivamente, nel 1978, l\u2019URSS invase l\u2019Afghanistan, nel 1979 venne rovesciato lo sci\u00e0 di Persia dalla rivoluzione komeinista che port\u00f2 il petrolio a triplicare il proprio prezzo e, infine, nel 1980, cominci\u00f2 la guerra tra Iran ed Iraq che come caratteristica peculiare fece scendere progressivamente, sino al 1986, il prezzo del petrolio dei \u00be del suo valore, riportandone la quotazione al 1972, ante-guerra del Kippur.<\/p>\n<p>Quello che balza prepotentemente all\u2019occhio \u00e8 la rivalutazione del marco tedesco e dello Yen giapponese, sia verso la Lira che verso il Dollaro USA. O meglio, sia la Lira che il Dollaro svalutarono a causa dell\u2019inflazione, mentre il Marco e lo Yen rivalutarono, addirittura. Dalle percentuali capiamo meglio cosa accadde. La Lira svalut\u00f2 del 51,2% verso il dollaro, del 164% verso il Marco e del 160% verso Yen. Marco e Yen rivalutarono del 42% sul Dollaro.<\/p>\n<p>Se tanto mi da tanto, relativamente alla differenza di inflazione accumulata nel periodo che veniva scaricata sul cambio, abbiamo questi dati: l\u2019Italia, in quel decennio, ogni anno aveva il 5,1% di inflazione in pi\u00f9 degli USA, il 16% in pi\u00f9 del Giappone e ben il 16,4% in pi\u00f9 rispetto alla Germania. Oppure sia Germania che Giappone deflazionarono pesantemente.<\/p>\n<p>Gli Usa avevano, a loro volta, il 7,4% di inflazione media annua in pi\u00f9 della Germania. e il 7,2% in pi\u00f9 del Giappone.<\/p>\n<p>Provo ad incrociare i dati in un modo inusuale: 51,2% (inflaz. Italia VS USA) + 74% (inflaz. USA VS Germania) = 125,2% \u2013 164% (inflaz. Italia VS Germania) = -38,8%; in quel decennio il Marco si rivalut\u00f2 in maniera netta del 38,8%. Ovvero deflazionarono ogni anno del 3,8%.<\/p>\n<p>51,2% + 72% = 123,2% \u2013 160% (inflaz. Italia VS Giappone) = -32,8%; in quel decennio lo Yen si rivalut\u00f2 in maniera netta del 32,8%. Ovvero deflazionarono ogni anno del 3,3%.<\/p>\n<p>E\u2019 solo una fantasia della mia fervida immaginazione? Per\u00f2, per\u00f2\u2026.<\/p>\n<p>E\u2019 stupefacente osservare come, sia Giappone che Germania, misero in campo misure di austerit\u00e0 tremende per contenere l\u2019inflazione, facendo pagare al Popolo il salatissimo conto. Ed \u00e8 altrettanto stupefacente osservare la quasi assoluta simmetria di comportamento di Lira e Dollaro verso Marco e Yen. Eppure, tutti i 4 Paesi presi in esame erano esportatori netti (anche gli USA all\u2019epoca lo erano, le delocalizzazioni in Cina partirono sul finire del 1978). Mi viene da pensare che gli enormi guadagni derivanti dell\u2019export di Germania e Giappone rimasero quasi del tutto nelle mani degli industriali, mentre In USA e in Italia la classe media faceva conquiste continue ed era all\u2019apice del benessere. Il \u201cdivorzio\u201d in Italia che fece scoppiare il debito pubblico (in massima parte a causa dello scoppio degli interessi sui tit di Stato) e l\u2019avvento del mercantilismo-libero-scambista che avvi\u00f2 la globalizzazione del governo reagan diedero un colpo mortale ad entrambi i Paesi.<\/p>\n<p>Adesso analizziamo un altro periodo: il ventennio che va dal 1\/1\/81 al 1\/1\/00 (in epoca SME e poi euro ormai fatto):<\/p>\n<p>Fixing VS dollaro da 01\/01\/81 a 01\/01\/00<br \/>\nLira italiana: da  930 a 1922  (+106,7%)<br \/>\nMarco tedesco:   da 1,96 a 1,95  (-0,51%)<br \/>\nYen giapponese:  da 202 a 103  (-49,0%)<br \/>\nFixing VS marco della Lira italiana: da 475 a 990  (+108,4%)<br \/>\nFixing VS Yen Lira italiana: da 4,6 a 18,85  (+310%)<br \/>\nVediamo come in questo periodo la simmetria con gli USA \u00e8 andata completamente perduta poich\u00e8 con l\u2019esplosione del debito pubblico italiano derivante dallo scellerato divorzio e con la costrizione dello SME credibile (1987) , la Lira si trov\u00f2 come il famoso vaso di coccio tra i vasi di ferro. Nel 1992, dopo aver bruciato tutte le riserve in valuta pregiata (per un controvalore di 51.000 mld di Lire) per difendere un cambio indifendibile, in settembre, l\u2019Italia usc\u00ec dallo SME e dovette svalutare pesantemente (il 30%, ovvero tutta l\u2019inflazione accumulata in pi\u00f9 rispetto alla Germania in quegli anni). Le svalutazioni furono una costante per tenere in equilibrio un Paese che da sempre \u00e8 stato votato all\u2019esportazione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, da dopo il medioevo, non essendo mai stata una \u201cmateriaprimista\u201d ha affinato la \u201cmateria grigia\u201d e importa materie prime da ogni angolo del pianeta, trasformandole in prodotto finito da vendere sia in Patria che, soprattutto, all\u2019estero, riavendo in cambio valute pregiate con cui continuare il ciclo. Questa peculiarit\u00e0 \u00e8 stata alla base del progresso che l\u2019Italia ha raggiunto in 1000 anni in ogni ambito e disciplina. Questo \u00e8 il punto cogente che mi porta ad essere in disaccordo, almeno su questo importante \u201cdettaglio\u201d, con la ME-MMT: il nostro amato Paese non pu\u00f2 fare a meno di essere esportatore netto. Se ci\u00f2 accadesse ci sarebbe la deindustrializzazione e torneremmo ad una civilt\u00e0 curtense poich\u00e9 ci mancherebbe la valuta pregiata proveniente dall\u2019export che non ci permetterebbe di acquistare dall\u2019estero quello di cui abbiamo bisogno, ovvero, tutte le materie prime che comunque servirebbero alla Nazione. Stampare denaro non servirebbe a nulla in quel caso.<\/p>\n<p>Dobbiamo necessariamente riportare a produrre in Italia quelle industrie che hanno delocalizzato, che di export vivono e che hanno fatto grande la nostra Nazione nel mondo. Dovremo far capire loro che dovranno accettare di spendere di pi\u00f9 in costo-manodopera, pena la chiusura del mercato interno ai loro prodotti \u201cfinto-made in Italy\u201d, arrivando anche a togliergli l\u2019etichetta di prestigio che rende cos\u00ec appetibili i loro prodotti all\u2019estero. I fondi per abbattere drasticamente il carico fiscale al 33\/35% massimo saranno reperiti dal risparmio sugli interessi che sar\u00e0 non meno del 3\/3.5% di PIL\/anno. In questo modo non avranno scuse: vogliono vendere il \u201cmade in Italy\u201d per il mondo? Bene, dovranno realizzare i manufatti in Italia, con manodopera locale e tasse pagate in loco. Agli industriali si dovr\u00e0, nondimeno, far accettare una nuova indicizzazione dei salari, atta a mettere al riparo i salariati e i ceti deboli da una inflazione che io auspico ritorni al 4\/5% annuo. Una inflazione di quella portata ammazzerebbe il debito pubblico nall\u2019arco di un ventennio, senza \u201cmonetizzarlo\u201d (provocherebbe altre bolle finanziarie), senza fare \u201cmacelleria sociale\u201d e senza fare quella \u201cPENITENZIAGITE\u201d che ci \u00e8 richiesta e che gi\u00e0 stiamo fortemente subendo.<\/p>\n<p>Lasciando perdere lo Yen (il Giappone con lo scoppio della bolla immobiliare cadde in una deflazione trentennale da cui sta provando ad uscire nell\u2019unico modo possibile: svalutando il valore dello Yen per rimettere in moto l\u2019export), vediamo la TOTALE simmetria di svalutazione che la Lira ebbe sia contro il dollaro (106,7%) che contro il Marco (108,4%). La svalutazione media annua fu del 6%. In questo ventennio il debito pubblico \u00e8 passato dal 58% del 1981 (ante divorzio) al 120% del 2000: aumentando mediamente del 5,35% l\u2019anno. Tanto ci \u00e8 costato fare a meno del supporto della nostra Banca d\u2019Italia: migliaia di miliardi di Lire prima e centinaia di miliardi di euro poi, regalati alla finanza speculativa e ai rentiers, nostrani e non.<\/p>\n<p>Con i dati acquisiti in quasi 30 anni di fixing possiamo azzardare delle previsioni? Direi di si, assolutamente.<\/p>\n<p>Una dinamica cos\u00ec lunga mi fa fare questa proiezione: svalutazione complessiva della Lira dal 1\/9\/1971 al 1\/1\/2000 pari al 212,5%; 212,5 : 29 anni = 7,33% di svalutazione media annua; 7,33% x 14 anni (dal 1\/1\/2000 al 1\/1\/2014) = 102,62% di svalutazione totale; \u00a3 1922 (valore \u00a3 contro $ al 1\/1\/2000) x 102.62% = \u00a3 3790 per un Dollaro USA; \u00a3 990 (valore \u00a3 contro DM al 1\/1\/2000) x 102.62% = \u00a3 2016 per un Marco tedesco; e ancora, in 14 anni il nostro export sarebbe stato pari al (102.62 x 1.7 [moltiplicatore di Marshall-Lerner] \u2013 102,62) = 72% in pi\u00f9 della svalutazione stessa. Il 5,14% di export in pi\u00f9 l\u2019anno al netto dell\u2019inflazione.<br \/>\nUn Marco cos\u00ec forte avrebbe dato alla Germania gli stessi risultati?<\/p>\n<p>Penso che se l\u2019Italia non avesse aderito all\u2019euro erano i tedeschi che avrebbero dovuto imparare l\u2019italiano per venire a lavorare qui. Saremmo stati la prima potenza manifatturiera in Europa e saremmo al quarto\/quinto posto come PIL mondiale.<\/p>\n<p>Anche oggi, se uscissimo unilateralmente da UE ed euro, svalutando del 30%, avremmo un export maggiore del 51% (30% x 1.7), ovvero il 21% in pi\u00f9 della svalutazione stessa (51% \u2013 30% = 21%).<\/p>\n<p>Un dato \u00e8 certo: un litro di super nel 2000 ci costava \u00a32200, oggi ci costa \u00a33300 ca (1,7 euro) ma avremmo risparmiato il 3,5\/4% di PIL l\u2019anno in interessi. Ovvero, avremmo potuto viaggiare su strade fatte in ORO massiccio, al contrario, non abbiamo nemmeno il denaro sufficiente per comprare il catrame necessario a riempire le buche.<\/p>\n<p>La differenza di costo della benzina super, pari a \u00a3 500 per litro, la siamo pagando in deflazione interna, con il sangue degli operai che vengono licenziati e delle imprese che chiudono.<\/p>\n<p>Voglio anche sottolineare che con una svalutazione della Lira moltissimi italiani riscoprirebbero quanto \u00e8 bello il loro Paese, senza dover per forza prendere un aereo per farsi una vacanza all\u2019estero (che in futuro sempre meno gente potr\u00e0 fare).<\/p>\n<p>Restando nell\u2019euro e nella UE, anche con i migliori politici possibili e ipotizzando, nondimeno, che spariscano d\u2019un colpo, corruzione, evasione fiscale e mafie varie, ci ritroveremmo comunque il deserto industriale, in dieci anni invece che in cinque.<\/p>\n<p>Per chi non lo ricordasse: dal 2015 entra in vigore il fiscal compact e si dovranno \u201crastrellare\u201d casa per casa altri 40\/45 miliardi l\u2019anno che andranno ad aggiungersi agli 80\/90 che paghiamo di interessi sul debito pubblico.<\/p>\n<p>Eppure, c\u2019\u00e8 chi gongola per lo spread che scende\u2026.<\/p>\n<p>Roberto Nardella, ARS Puglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli USA, il 15 agosto del 1971, abbandonarono la convertibilit\u00e0 del dollaro in oro, dando il \u201cliberi tutti\u201d ed inaugurando l\u2019epoca della moneta \u201ccartalista\u201d, ovvero l\u2019emissione della moneta non era pi\u00f9 agganciata al valore fisico dell\u2019oro. 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