{"id":11267,"date":"2014-05-05T02:10:51","date_gmt":"2014-05-05T02:10:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11267"},"modified":"2014-05-05T02:10:51","modified_gmt":"2014-05-05T02:10:51","slug":"tartassiamoci-ce-lo-chiede-leuropa-parte-ii-gli-anni-50-la-riforma-vanoni-illuminata-dalla-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11267","title":{"rendered":"Tartassiamoci: \u201cce lo chiede l\u2019Europa!\u201d &#8211; Parte II \u2013 gli anni \u201950: la riforma Vanoni illuminata dalla Costituzione."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\tEzio Vanoni, democristiano, fu ministro delle Finanze nel V Governo De Gasperi ininterrottamente per cinque anni, Ministro del Bilancio e <em>ad interim <\/em>del Tesoro. Predispose la riforma doganale, quella tributaria, concorse a fondare la Cassa per il Mezzogiorno e ad istituire l\u02bcEni.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tNell\u02bcottobre del 1948 Vanoni presenta il bilancio di previsione del proprio ministero. La politica fiscale si assume un duplice compito:\n<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify\">\n\t\tincrementare le entrate per fornire al governo le risorse finanziarie necessarie a sostenere la politica di ricostruzione\n\t<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">\n\t\tripartire il carico tributario tra i contribuenti in base alla loro capacit&agrave; contributiva e cio&egrave; secondo un principio di progressivit&agrave; delle imposte sancito dalla Costituzione.\n\t<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tUn suo famoso discorso del 1948 introduce le linee guida che caratterizzeranno la riforma tributaria che il parlamento varer&agrave; nel 1951: &laquo;<em>Ma find\u02bcora deve essere detto che <strong><u>il fondamento della riorganizzazione del sistema tributario &egrave; quello segnato dalle norme costituzionali,<\/u><\/strong> <strong><u>che vogliono un ordinamento che realizzi la progressivit&agrave; nel sistema delle imposte.<\/u><\/strong> Questi scopi si possono raggiungere operando contemporaneamente secondo il mio pensiero sulle imposizioni dirette e sulle imposizioni indirette<\/em>&raquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tQuando Vanoni pronuncia queste parole, &egrave; professore di scienza delle finanze all\u02bcUniversit&agrave; di Venezia e profondo conoscitore del sistema tributario italiano. Negli ultimi anni del fascismo era stato chiamato a far parte di una Commissione incaricata di studiare le linee di una possibile riforma tributaria contribuendo ad identificare i difetti del sistema italiano ed individuando i possibili correttivi.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tInfatti, il sistema tributario italiano si caratterizzava per una imposizione prevalentemente indiretta e reale. Indiretta poich&eacute; il fisco colpiva i trasferimenti di ricchezza ed i consumi. Reale nel senso che le imposte colpivano la ricchezza senza tener conto della condizione delle persone cui apparteneva. Un sistema iniquo che tendeva a scaricare sulle fasce pi&ugrave; deboli della popolazione i costi dell&rsquo;organizzazione statuale.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tVanoni aveva delineato un progetto di riforma che mirava a ribaltare questa situazione con un sistema a base prevalentemente diretta e personale e cio&egrave; con imposte che colpivano le manifestazioni dirette, immediate, della capacit&agrave; contributiva dei cittadini (reddito e patrimonio) tutelando, con deduzioni e detrazioni, la condizione personale dei contribuenti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tNel farlo per&ograve; faceva rilevare l&rsquo;opportunit&agrave; di agire con cautela: <em>&laquo;Ma per valutare ancora pi&ugrave; a fondo quelli che sono i limiti e le condizioni dell&rsquo;azione del Ministro delle finanze nel momento presente, noi dobbiamo tener presente soprattutto la struttura della nostra economia, struttura che &egrave; quella di una economia costituzionalmente debole, di una economia con redditi medi pro capite estremamente bassi, di una economia nella quale oltre il 50 per cento del reddito nazionale &egrave; costituito da redditi di lavoro, di una economia nella quale i &frac34; del reddito nazionale sono posseduti da categorie che arrivano a mala pena al livello di una esistenza accettabile. Si aggiunga che si deve tener conto della necessit&agrave; della nostra economia che &egrave; quella di avere un sistema tributario che consenta l\u02bcaccumulazione del risparmio, perch&eacute; l\u02bcelemento pi&ugrave; debole della nostra situazione &egrave; rappresentato proprio dallo squilibrio tra popolazione e capitale disponibile e noi dobbiamo far di tutto per correggere questo squilibrio, per ridurre la sproporzione tra le braccia che chiedono lavoro ed i mezzi e gli strumenti di lavoro esistenti.<\/em>&raquo;, Vanoni E., &laquo;Sullo stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze per l\u02bcesercizio finanziario 1948-49&raquo;, <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/486943.pdf\">Senato della Repubblica, seduta del 30 ottobre 1948<\/a>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tIl 25 gennaio 1951 il parlamento italiano approva la legge n. 25 &laquo;Norme sulla perequazione tributaria e sul rilevamento fiscale straordinario&raquo;. La riforma annunciata da De Gasperi nel discorso di presentazione del suo V governo &egrave; finalmente varata. Vanoni persegue l\u02bcobiettivo di una maggiore giustizia fiscale accentuando i caratteri dell\u02bcimposizione diretta e personale:\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&laquo;<em>Questo complesso di provvidenze d&agrave; all\u02bcimposizione diretta un andamento progressivo quale non ha mai avuto nel nostro ordinamento positivo<\/em>&raquo;. <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/487368.pdf\">Senato della Repubblica, seduta antimeridiana del 27 luglio 1950<\/a>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tIl sistema tributario italiano si caratterizzava per un eccesso di imposizione indiretta e reale, che favoriva l\u02bcevasione e l\u02bcingiustizia fiscale. Vanoni aveva cercato di contemperare alla duplice esigenza di accrescere e perequare il gettito distinguendo tra imposte che colpiscono reddito e patrimonio (da incrementare) e imposte che colpiscono i consumi necessari (da ridurre). Si trattava di una soluzione temporanea dettata dalla preoccupazione di non incidere sulle entrate dello Stato nella fase della ricostruzione materiale e del risanamento finanziario del paese. La vera riforma consisteva per&ograve; nel passare gradualmente ad un\u02bcimposizione prevalentemente diretta e personale e cio&egrave; pi&ugrave; conforme al principio costituzionale della capacit&agrave; contributiva.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tVanoni individuava il difetto strutturale del sistema tributario italiano nella <strong>mancanza di un rapporto di fiducia tra contribuenti e fisco<\/strong>.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tLa riforma Vanoni reintroduceva l\u02bcobbligo della dichiarazione annuale dei redditi. <strong><u>Il fisco, da ostile nemico diventa l\u02bcautorit&agrave; preposta dalla comunit&agrave; a ripartire in modo equo le spese sostenute dallo Stato per garantire lo sviluppo della societ&agrave; civile<\/u><\/strong>: <em>&laquo;L\u02bcabbiamo fin dalla prima legge del 1864. Ma perch&eacute; la dichiarazione non si fa? Perch&eacute; si &egrave; persa l\u02bcabitudine da parte dell\u02bcamministrazione di pretendere l\u02bcosservanza di questo obbligo e da parte del cittadino di adempiere a questo obbligo? Ma perch&eacute; la dichiarazione copriva il reddito di 4 anni, e la norma stabil&igrave; che correva l\u02bcobbligo di dichiarare il reddito imponibile solo quando vi era una sua variazione.&raquo; <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/487368.pdf\">Senato della Repubblica, seduta antimeridiana del 27 luglio 1950<\/a><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tE dunque, anche in virt&ugrave; di quella fiducia verso il contribuente espressa nel &quot;patto fiscale&quot;, la riforma Vanoni riusc&igrave; a ridurre sensibilmente le aliquote dell&#039;imposta complementare, dell&#039;imposta sulla ricchezza mobile, l&#039;imposta di famiglia, l&#039;IGE e l&#039;imposta di registro.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tSecondo Vanoni, bisogna tenere conto dei vantaggi che i singoli traggono dalla partecipazione alla vita sociale organizzata in Stato. Vanoni si riferisce in particolare alle classi agiate, a coloro che maggiormente beneficiano dell\u02bcesistenza dello Stato. Senza lo Stato, o con uno Stato meno efficiente, i loro diritti alla propriet&agrave;, alla sicurezza, all\u02bcordine pubblico sarebbero pregiudicati. Il loro stesso benessere materiale sarebbe pregiudicato. Con lo Stato quei diritti e quel benessere sono maggiormente tutelati. Da qui quell&rsquo;obbligo morale verso la collettivit&agrave; che lo porta a dire: <em>&laquo;chi possiede pu&ograve; giustificare il proprio possesso solamente se fa interamente il proprio dovere di solidariet&agrave; sociale rispetto al corpo sociale nel quale opera&raquo; <\/em>(Vanoni E., La politica economica, cit., p. 228)\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tIl 16 febbraio del 1956, nel pieno della sua attivit&agrave; politica, Ezio Vanoni, colto da malore in Senato, muore prematuramente. Le sua riforma, seppur incompleta, si pone sulla via tracciata dalla Costituzione Repubblicana per un fisco equo e socialmente giusto, improntato alla redistribuzione delle ricchezze tra le classi sociali.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tIl processo di riforma tributaria continuer&agrave; negli anni a seguire, <a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11140\">ma come anticipato nel precedente post<\/a> <strong>il processo di integrazione europea detter&agrave; regole diverse da quelle contenute nella Costituzione Repubblicana<\/strong> che influenzeranno irreparabilmente il nostro sistema fiscale, portandolo a diventare il <strong>mostro succhia-sangue<\/strong> che tutti noi conosciamo e di cui <strong>Equitalia <\/strong>rappresenta solo l&rsquo;ultima aberrante creatura.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top:7.5pt;margin-right:26.25pt;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm;text-align:justify\">\n\t<i>Andrea Franceschelli &ndash; ARS Abruzzo<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ezio Vanoni, democristiano, fu ministro delle Finanze nel V Governo De Gasperi ininterrottamente per cinque anni, Ministro del Bilancio e ad interim del Tesoro. 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