{"id":11336,"date":"2014-05-13T19:10:32","date_gmt":"2014-05-13T19:10:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11336"},"modified":"2014-05-13T19:10:32","modified_gmt":"2014-05-13T19:10:32","slug":"parigi-il-declino-di-una-classe-dirigente-e-del-sistema-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11336","title":{"rendered":"Parigi: Il declino di una classe dirigente e del sistema-paese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\tC&#39;&eacute; tensione nei corridoi dell&#39;Eliseo, una tensione che oltrepassa la Senna e arriva fino alla sede de l&#39;UMP nel 15esimo arrondissement della capitale francese. Il motivo? Sempre loro, i sondaggi! A 12 giorni dalle elezioni europee il PS rischia infatti di arrivare quarto se non addirittura quinto, scavalcato a destra da FN e UMP e a sinistra da Verdi e forse anche dal FG di Melanchon. L&#39;effetto &quot;cambio di governo&quot;, come con Renzi da noi, si sta spegnedo e anche in fretta, forse i francesi sono pi&ugrave; perspicaci degli italiani, chiss&agrave;. Valls ha perso in meno di un mese quasi 8 punti, mentre Hollande tocca un nuovo minimo, dopo la piccola risalita di un mese fa&#39;, oggi solo il 2% dei francesi &eacute; pienamente soddisfatto del suo operato, il 16% lo &eacute; appena, mentre l&#39;82% &eacute; contro di lui. Ma non &eacute; tanto il gradimento del governo a far paura, quanto i sondaggi sulle prossime elezioni europee, Marine Le Pen stacca tutti, in tutte le circoscrizioni, per i pi&ugrave; ottimisti &eacute; al di sopra del 30%. Un fatto &eacute; sicuro, 5 anni fa Sarkozy cambio&#39; le circoscrizioni rendendole pi&ugrave; grandi, in modo da ridurre gli eletti di Jean Marie Le Pen che aveva un elettorato concentrato solo in certe roccaforti, e quindi il proprio risultato veniva diluito in grandi circoscrizioni. Oggi siamo all&#39;esatto contrario, l&#39;FN &eacute; diluito ovunque mentre l&#39;UMP e PS hanno medie ancora elevate solo perch&eacute; resistono in certe roccaforti al 60%. Ebbene le prossime elezioni rischiano di mandare una valanga di deputati Bleu Marine a Strasburgo, al punto che anche i tenori del partito, da sempre capolista, come Gollnisch, non hanno avuto paura di mettersi 4&deg; o 5&deg; nelle loro circoscrizioni per dar spazio ai meno noti. Del resto il mese &eacute; iniziato con la storica sfilata del primo maggio del Front National, dove una Marine Le Pen carica come non mai, con dietro una Giovanna d&#39;Arco che spazzava via la bandiera europea con un soffio, arringava come non mai i francesi a riscoprire i loro valori, a cominciare a ricredere nella loro nazione, nella loro storia e nella loro capacit&agrave; a rivoltarsi e a vincere proprio quando le situazioni sembrano gi&agrave;&nbsp; ormai compromesse. Sicuramente lei ha il vento in poppa, al punto che se i francesi se dovessero scegliere un governo ideale con i ministri presi da tutti i partiti, il 68% dei francesi metterebbe proprio Marine Le Pen agli esteri. In questa campagna, nessun partito osa difendere apertamente l&#39;Unione Europea, tutt&#39;altra musica che&nbsp; da noi. La sinistra socialista &eacute; completamente disorganizzata e ormai immobilizzata dal gelo fra Manuel Valls e i suoi militanti e i suoi dirigenti locali. Siamo arrivati al paradosso che per l&#39;ultimo classico grande dibattito pubblico prima delle elezioni europee, che si tiene&nbsp; il 22 maggio sul primo canale francese, il partito di Hollande ha mandato a rappresentarlo non un esponente del governo come da tradizione, ma il tedesco Schulz. Gli oppositori gi&agrave; ridacchiano dicendo: &quot;se per parlare ai francesi hanno bisogno di un tedesco, il PS scender&agrave; sotto il 10%&quot;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tMa le polemiche non sembrano spegnersi per il Partito Socialista: ieri si celebrava la giornata di abolizione della schiavit&ugrave;, dove per l&#39;ennesima occasione vengono ricordati i &quot;crimini&quot; dei cugini d&#39;oltralpe nel corso della storia, una strana coincidenza ha voluto che mentre Hollande celebrava in pompa magna l&#39;abolizione della schiavit&ugrave; a Parigi, in Nigeria 300 ragazze fossero ridotte proprio in schiavit&ugrave;, pronte a essere vendute, senza che l&#39;inquilino dell&#39;Eliseo, cosi prolisso su Putin o il Mali accennasse mezza parola. Il motivo lo sanno tutti al ministero degli esteri, il Qatar non vuole, in fondo le ragazze sono state &quot;liberate&quot; nell&#39;animo grazie alla conversione all&#39;Islam. Ancora una volta la cessione della propria sovranit&agrave; mostra come un paese, fino a qualche anno fa, grande e non allineato come la Francia sia costretto e essere lo zerbino o il mercenario non solo degli Stai Uniti, ma anche di stati piccoli come met&agrave; della Corsica, solo perch&eacute; si &eacute; peduta la sovranit&agrave; monetaria. Ma questo giorno &eacute; stato doppiamente nefasto per il governo. Il suo ministro Mme Taubira, la stessa ad aver vooluto la giornata della memoria per l&#39;abolizione della schiavit&ugrave; africana si &eacute; rifiutata di cantare l&#39;inno, definendo in pi&ugrave; la marisgliese &quot;volgare karaoke di strada&quot;. Naturalmente l&#39;UMP, a corto di argomenti, non ha esitato un istante a gettare benzina sul fuoco chiedendone immediatamente le dimissioni. Del resto Mme Taubira non &eacute; nuova a uscite poco francofile, &eacute; la stessa che fino a 10 anni fa, si batteva per l&#39;indipendenza della Guyanne e considerava la Francia come paese di &quot;sporchi colonizzatori&quot;. Appare infine poco coerente Madame Taubira quando in Francia si batte per il diritto di voto degli stranieri, l&#39;aumento dei permessi di soggiorno, l&#39;obbligo di assumere una certa quota di stranieri in tutte le aziende pubbliche e private superiori a 50 persone, mentre per la sua Guyana, non ha chiesto n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno, che il divieto assoluto di qualsiasi tipo di immigrazione perch&eacute;, udite udite, eventuali immigrazioni massive metterebbero a rischio l&#39;identit&agrave; e il patrimonio culturale del popolo guyanese.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tMa non &eacute; l&#39;ultima chicca del mese, la settimana scorsa, il ministero dell&#39;interno, causa i tagli dovuti ai 50 miliardi chiesti da Bruxelles, annuncia che far&agrave; venire dei poliziotti, niente meno che dalla Cina. Dei poliziotti della Repubblica Popolare Cinese avranno dritto di operare sul suolo della capitale. In realt&agrave; tale scelta pi&ugrave; che dettata dai tagli budgetari, &eacute; stata imposta da Pechino, che da mesi fa pressioni, tramite il suo ambasciatore, sul ministero dell&#39;interno affinch&eacute; venga garantita la sicurezza dei Cinesi, a suo dire vittime preferite delle bande nordafricane, perch&eacute; spesso si muovono con tanti contanti e senza documenti, quindi senza possibilit&agrave; di denuncia. In realt&agrave; l&#39;ambasciatore chiede misure speciali di protezione per dei suoi concittadini che sul suolo francese sono clandestini e evasori fiscali. Ma tant&#39;&eacute;, d&#39;ora in poi i cinesi a Parigi avranno una polizia comunitaria, Fanfani avrebbe detto: &quot;comunitarismo chiama comunitarismo, la prova che non &eacute; la soluzione&nbsp; ma &eacute; la causa del problema!&quot; Se ogni comunit&agrave; avr&agrave; diritto a una propria polizia comunitaria, in che caos arriveremmo? Dopo la possibilit&agrave; concessa al Qatar di gestire direttamente alcune scuole pubbliche nei quartieri nord di Parigi, questo &eacute; il secondo grave atto che viene commesso contro i poteri &quot;regaliens&quot; che sono propri dello Stato francese, e che ne garantiscono la stessa sopravvivenza.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tMa a perdere pezzi non &eacute; solo la sovranit&agrave; militare, ma anche quella energetica, da sempre fiore all&#39;occhiello dello stato francese. Se De Gaulle fu in grado di staccarsi dalle potenze allineate come Italia, Gran bretagna, Germania e di collocarsi come terza potenza Mondiale d&#39;equilibrio fra USA e URSS fu proprio grazie alla tecnologia nucleare, per la sua &quot;force de frappe&quot;&nbsp; militare, ma anche per l&#39;energia a basso costo per le proprie industrie. Oggi, dopo aver fatto chiudere l&#39;anno scorso l&#39;ultima acciaieria francese di Florange, nonostante le promesse elettorali (intanto l&#39;operaio sindacalista che ha firmato l&#39;accordo di chiusura &eacute; diventato deputato PS, dimostrazione che gli Epifani e i Cofferati non esistono solo da noi), Hollande cede in mano straniera anche Alstom. Con questa mossa &eacute; tutto il comparto energetico a essere messo in pericolo. Alstom oltre a gestire la rete delle centrali nucleari &eacute; anche il vero artefice dello sviluppo dei famosi TGV. Una nazione che non ha pi&ugrave; materie prime, non gestisce pi&ugrave; l&#39;energia per trasformarle, vende il know how ai diretti concorrenti, e inoltre non ha pi&ugrave; moneta propria, ma &eacute; in mano agli strozzini, &eacute; un paese destinato a estinguersi.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\tIn questo canto del cigno di quello che fu il paese di Carlo Magno e Filippo il Bello, del Re Sole e di Napoleone, di Giovanna d&#39;Arco e di De Gaulle, l&#39;unica cosa che sa fare l&#39;UMP &eacute; chiedere un&#39;intervista pubblica a Sarkozy prima del 25 maggio, per aumentare del 2% il proprio &quot;share&quot; alle prossime elezioni. Ormai non &eacute; pi&ugrave; la crisi dell&#39;occidente che noi stiamo vivendo, ma l&#39;Europa &eacute; un vero e proprio buco nero che divorer&agrave; i destini di tutti i suoi popoli, aprendo scenari che solo degli scellerati avrebbero potuto preparare.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#39;&eacute; tensione nei corridoi dell&#39;Eliseo, una tensione che oltrepassa la Senna e arriva fino alla sede de l&#39;UMP nel 15esimo arrondissement della capitale francese. Il motivo? Sempre loro, i sondaggi! A 12 giorni dalle elezioni europee il PS rischia infatti di arrivare quarto se non addirittura quinto, scavalcato a destra da FN e UMP e a sinistra da Verdi e forse anche dal FG di Melanchon. 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