{"id":11385,"date":"2014-06-01T06:00:43","date_gmt":"2014-06-01T06:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11385"},"modified":"2014-06-01T06:00:43","modified_gmt":"2014-06-01T06:00:43","slug":"europa-i-piani-b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11385","title":{"rendered":"Europa: i piani B"},"content":{"rendered":"<h4>\n\tLo scorso 22 marzo il governatore della Banca centrale belga, Klaas Knot, ha reso noto che nel 2012 il suo Istituto aveva preparato un piano di emergenza per l&rsquo;uscita dall&rsquo;euro. L&rsquo;ammissione ufficiale di ci&ograve; che si sa ufficiosamente, e cio&egrave; che Banche centrali e Ministri delle finanze lavorano su scenari di implosione dell&rsquo;eurozona almeno dalla primavera 2011, ha dato lo spunto a Jacques Sapir per&nbsp;<a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/2138\">alcune considerazioni<\/a>, tanto pi&ugrave; interessanti in quanto l&rsquo;economista francese ha partecipato attivamente a tali lavori.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tL&rsquo;aspetto sostanziale, tuttavia, sta nella conferma dell&rsquo;esistenza (logica &ndash; ancorch&eacute; negata) di &ldquo;piani B&rdquo;, gi&agrave; evocati in passato da Tremonti e auspicati da Savona,&nbsp;grazie ai quali la dissoluzione dell&rsquo;Eurozona non sarebbe accompagnata dal caos che gli euroTeisti paventano o minacciano. Purch&eacute;, evidentemente, sia questa la volont&agrave; politica.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tLa prima cosa da notare, osserva infatti Sapir, &egrave; che questi studi dimostrano che l&rsquo;uscita dall&rsquo;euro non sarebbe quel pericolosissimo salto nell&rsquo;ignoto preteso da numerosi europeisti. A questi studi, il cui aggiornamento &egrave; sistematico, &nbsp;concorrono regolarmente anche economisti euroscettici. Essendo fra costoro, Sapir pu&ograve; vantare una&nbsp;<em><strong>conoscenza diretta degli studi di quattro paesi<\/strong><\/em>, e pu&ograve; testimoniare che i risultati portano tutti alla conclusione che un&rsquo;uscita senza drammi &egrave; possibile, purch&eacute; le Banche centrali prendano le opportune misure cautelative.<br \/>\n\tI diversi studi convergono tutti nell&rsquo;identificare le stesse criticit&agrave;:<br \/>\n\tspeculazioni violente a breve termine<br \/>\n\tevoluzione dei bilanci di banche e compagnie d&rsquo;assicurazione<br \/>\n\tspinte inflazionistiche.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tSignificativo il fatto che per nessun paese l&rsquo;argomento debito pubblico &egrave; stato considerato fra le criticit&agrave;. Il principio della lex monetae &egrave; assodato: il debito emesso da uno Stato sul proprio territorio &egrave; rimborsabile nella moneta di quello Stato, sie essa euro o altra valuta nazionale. Nessuno studio ha considerato plausibile lo scenario di un crollo del commercio fra i paesi della zona euro.&nbsp;La valutazioni catastrofiste previste da certi Istituti filo europeisti (- 10% del PIL, per esempio) non sono state validate, n&eacute; in Francia n&eacute; altrove. Al contrario, gli studi asseverano le analisi degli &ldquo;anti-euro&rdquo;. In Francia, uno studio del Ministero delle finanze attesta l&rsquo;attendibilit&agrave; delle prospettive di crescita in caso di forte svalutazione della nuova moneta.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t&nbsp;<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tLe criticit&agrave; identificate sarebbero tali nel caso il sistema finanziario degli Stati restasse immutato, altrimenti, per la maggior parte dei paesi, i calcoli e le stime dimostrano che questi problemi sono gestibili.<br \/>\n\tIl rischio di forte speculazione dovrebbe essere minimizzato dal controllo dei capitali nelle operazioni finanziarie a breve. Questi controlli dovrebbero essere implementati per un periodo che va da sei a diciotto mesi.<br \/>\n\tI sistemi bancari italiano, francese, olandese e belga dimostrano nel loro insieme una grande capacit&agrave; di resilienza all&rsquo;instabilit&agrave; generata dall&rsquo;uscita. Alcuni istituti potrebbero trovarsi in difficolt&agrave;, che non sarebbero per&ograve; maggiori di quelle affrontate nell&rsquo;autunno del 2008 e comunque di entit&agrave; tale da non compromettere la capacit&agrave; di farvi fronte da parte degli Stati.<br \/>\n\tUn solo paese avrebbe seri problemi, ed &egrave; la Spagna. Tenuto per&ograve; conto del legame fra banche spagnole e banche tedesche, &egrave; chiaro che questo paese riceverebbe un aiuto sostanziale.<br \/>\n\tIl problema &egrave; pi&ugrave; complesso per le compagnia di assicurazione, ma anche qui le necessit&agrave; di ricapitalizzazione vanno dallo 0,5% allo 0,75% del PIL, a seconda del paese.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tIl rischio inflazione varia in modo considerevole da paese a paese. L&rsquo;inflazione, per un anno o due, potrebbe essere superiore ai tassi di interesse, e ci&ograve; implicherebbe una perdita dei patrimoni finanziari di circa il 10%, compensata almeno in parte dalla rivalutazione di altri elementi patrimoniali quali l&rsquo;immobiliare, e dall&rsquo;aumento dei redditi da lavoro.<br \/>\n\tSotto questo aspetto, l&rsquo;uscita dall&rsquo;euro comporterebbe una redistribuzione parziale della ricchezza, in senso perequativo, intorno al 5-7% a seconda del paese.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t&nbsp;<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tGli effetti positivi dell&rsquo;uscita sono esaminati solo incidentalmente, dal momento che gli studi si concentrano pi&ugrave; sulla dimensione tecnica dei rischi. Tuttavia, in modo implicito o esplicito i vantaggi vengono definiti &ldquo;<b><i>importanti<\/i><\/b>&rdquo; per Francia e Italia, e &ldquo;<b><i>significativi<\/i><\/b>&rdquo; per l&rsquo;Olanda.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tCi&ograve; che gli studi mettono in evidenza &egrave; l&rsquo;aspetto politico [ideologico] della decisione: &nbsp;chi condivide la rappresentazione per cui l&rsquo;euro &egrave; un traguardo storico irrinunciabile sar&agrave; portato a considerare la crisi e la perdurante depressione un prezzo accettabile da pagare per conservarlo; chi al contrario ha un atteggiamento pi&ugrave; scettico nei confronti dell&rsquo;euroTeismo valuter&agrave; che &egrave; ormai l&rsquo;ora di metter fine a una disgraziata esperienza durata fin troppo. L&rsquo;evoluzione dei PIL e degli investimenti nei paesi Euro dimostra quanto esorbitante sia il costo della moneta unica:<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t&nbsp;<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tGrafico 1 &ndash; crescita (2000 =100)<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-Alllegato-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Sapir Alllegato 1\" class=\"aligncenter size-large wp-image-11388\" height=\"319\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-Alllegato-1-1024x630.jpg\" width=\"520\" \/><\/a><br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tGrafico 2 &ndash; investimenti (2000 = 100)<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Sapir allegato 2\" class=\"aligncenter size-large wp-image-11389\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2-1024x739.jpg\" width=\"520\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2-1024x739.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2-300x217.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2-768x554.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-2.jpg 1096w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tLe conseguenze sociali sono altrettanto drammatiche, e la grande manifestazione di Madrid, il 22 marzo, dimostra che i popoli non sono pi&ugrave; disposti a sopportare l&rsquo;insopportabile. L&rsquo;euro, fin dalla sua costituzione, sta organizzando la fine dello Stato sociale.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t<br \/>\n\tGrafico 3 &ndash; disoccupazione<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\t<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Sapir allegato 3\" class=\"aligncenter size-large wp-image-11390\" height=\"378\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3-1024x745.jpg\" width=\"520\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3-300x218.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3-768x559.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sapir-allegato-3.jpg 1135w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><br \/>\n\t&nbsp;<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tDavanti al deterioramento della situazione macro-economica e considerati i ridotti mezzi d&rsquo;azione lasciati alla BCE, &egrave; chiaro che i tentativi di salvataggio dell&rsquo;Euro non potranno che tradursi in un&rsquo;austerit&agrave; ulteriore e amplificata. Assieme alla distruzione dello Stato sociale &ndash; uno dei capisaldi della cultura europea &ndash; si perpetra cos&igrave; la distruzione dell&rsquo;Europa.<br \/>\n\tSarebbe urgente, quindi, che i diversi studi sull&rsquo;uscita dall&rsquo;euro fossero finalmente pubblicati nella loro integrit&agrave;. Sarebbero la base per un dibattito reale per le elezioni europee, che dovrebbero svolgersi sulla questione dell&rsquo;euro-austerit&agrave; e dunque, in ultima istanza, sulla questione della permanenza o dissoluzione dell&rsquo;euro.<br \/>\n<\/h4>\n<h4>\n\tGli europeisti al potere, che siano di destra o di sinistra, il famigerato Partito unico dell&rsquo;euro (PUDE), continueranno invece a non voler guardare la realt&agrave; dei fatti, e sostenere che &ldquo;un&rsquo;altra Europa &egrave; possibile&rdquo;, mentre la miseria e la sperequazione continuano a crescere.<br \/>\n\tCome si dice? Gli d&egrave;i accecano coloro che vogliono perdere.<\/p>\n<p>\t&nbsp;<br \/>\n<\/h4>\n<p>\n\tMauro Poggi &#8211; ARS Liguria<br \/>\n\tPubblicato anche su&nbsp;http:\/\/mauropoggi.wordpress.com\/\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 22 marzo il governatore della Banca centrale belga, Klaas Knot, ha reso noto che nel 2012 il suo Istituto aveva preparato un piano di emergenza per l&rsquo;uscita dall&rsquo;euro. 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