{"id":1151,"date":"2010-01-31T16:19:36","date_gmt":"2010-01-31T15:19:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1151"},"modified":"2010-01-31T16:19:36","modified_gmt":"2010-01-31T15:19:36","slug":"una-giornata-in-montagna-offre-sempre-piu-di-una-storia-da-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1151","title":{"rendered":"Una giornata in montagna offre sempre pi\u00f9 di una storia da raccontare"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">di <strong>Francesca Recchia<\/strong><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Ieri sono stata a visitare la Grotta di Bestwoon sul monte Bradost. Le grotta, che secondo la leggenda &egrave; cos&igrave; lunga da non finire mai, &egrave; stata scoperta nel 1951 ed &egrave; uno dei siti della tarda et&agrave; del ferro che si trovano in Kurdistan. Mi ha fatto uno strano effetto pensare di trovarmi a casa dell&rsquo;uomo di Neanderthal. A fare compagnia alle stalattiti e le stalagmiti antichissime c&rsquo;erano giovani imitazioni di ghiaccio: la transitoriet&agrave; e la permanenza una accanto all&rsquo;altra: diverse nella sostanza, ma disegnate esattamente nella stessa forma. &Eacute; stata un&rsquo;esperienza suggestiva: le montagne qui sono cos&igrave; antiche e cariche di storia che rimettono completamente in discussione il senso del tempo.<\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Dopo aver visitato le grotte, a cui lo sfondo di neve ha offerto un ulteriore strato di quiete, abbiamo continuato a girovagare su e gi&ugrave; fra picchi e vallate. Verso l&rsquo;ora di pranzo abbiamo trovato un angolo tranquillo dove parcheggiare e mangiare uno spuntino: uno slargo a lato della strada in posizione perfetta per fotografare le tre catene di montagne che si susseguono alla fine della vallata di fronte a noi. Pochi minuti dopo aver sistemato panini e frutta, una macchina suona il clacson e accosta, nulla di strano considerando che qui sono incredibilmente ospitali con gli stranieri. La sosta, stavolta, non &egrave; un gesto di cortesia, ma un avvertimento: &ldquo;attenzione, mine!&rdquo; ci dicono. Pochi minuti dopo una seconda macchina fa lo stesso. Ci guardiamo intorno e ci accorgiamo di aver parcheggiato sul bordo di un campo minato: la segnalazione con le bandiere rosse poco visibile in mezzo agli alberi. Passato il brivido freddo, la situazione diventa l&rsquo;argomento di una serie di battute di cattivo gusto &ndash; compreso il fatto che adesso non si sa pi&ugrave; dove andare a fare pip&igrave; dopo pranzo considerando che nessuno ha voglia di saltare per aria! &Eacute; affascinante vedere come l&rsquo;umorismo salace diventi un mezzo potente per affrontare la paura. Ci rimettiamo in macchina e continuiamo ad esplorare; ascoltiamo una selezione di canzoni decisamente insolita fra cui un reggae hawaiano, il cui ritornello dice: devi vivere in stile hawaiano&#8230; niente di pi&ugrave; stridente con il paesaggio che ci circonda. Il primo ritornello comincia mentre attraversiamo un nuovo campo minato, questo davvero enorme e in fase di sminamento. All&rsquo;interno del recinto che segnala l&rsquo;area da bonificare vedo uno scoiattolo nero che corre senza pensieri, subito fuori dal recinto un gruppo di cavalli selvatici. La colonna sonora rende la scena surreale e in qualche modo rivela il disorientamento che provo. Ci sono cose che sembrano cos&igrave; distanti e che invece sono diventate parte della mia quotidianit&agrave;. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">Stamattina ho cercato un po&rsquo; di notizie per provare a capirne di pi&ugrave;. In tutto l&rsquo;Iraq ci sono ancora 25 milioni di mine inesplose. Solo in Kurdistan, che dal 2002 ha attivato una seria e costante campagna di sminamento, i villaggi ancora minati sono 716 e i campi minati 2241 &ndash; sono numeri che fanno girare la testa. L&rsquo;Italia, a quanto pare, non ha perso l&rsquo;occasione di rendersi utile e alla fine degli anni 80, durante la guerra fra Iraq e Iran, &egrave; stata fra i principali importatori di mine in Iraq.<\/font><\/span><span style=\"color: #ff40ff; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Recchia Ieri sono stata a visitare la Grotta di Bestwoon sul monte Bradost. Le grotta, che secondo la leggenda &egrave; cos&igrave; lunga da non finire mai, &egrave; stata scoperta nel 1951 ed &egrave; uno dei siti della tarda et&agrave; del ferro che si trovano in Kurdistan. Mi ha fatto uno strano effetto pensare di trovarmi a casa dell&rsquo;uomo di Neanderthal. 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