{"id":11667,"date":"2014-07-29T02:49:55","date_gmt":"2014-07-29T02:49:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11667"},"modified":"2014-07-29T02:49:55","modified_gmt":"2014-07-29T02:49:55","slug":"franco-arminio-appennino-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11667","title":{"rendered":"Franco Arminio: Appennino"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\"><i>Franco Arminio &egrave; nato e vive a Bisaccia, in Irpinia. Scrittore e &ldquo;paesologo&rdquo; (si veda per questa definizione il blog<\/i> comunitaprovvisorie.wordpress.com<i>), ha pubblicato diverse opere, fra cui<\/i> Vento<i> <\/i>forte tra Lacedonia e Candela <i>(Laterza, 2008) e<\/i> Cartoline dai morti<i> (Nottetempo, 2010). Il testo che segue&nbsp;&egrave; tratto da<\/i> Terracarne. Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del Sud Italia<i>, edito da Mondadori nel 2011. Ringrazio l&#039;autore per l&#039;autorizzazione a riprodurlo qui. [gm]<\/i><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\"><font style=\"font-size: 13px;line-height: 1.6em\">L&#039;I<\/font><font style=\"font-size: 13px;line-height: 1.6em\">talia ha una lunghissima colonna dorsale che sta perdendo poco a poco la sua linfa. La gente sceglie di abitare nelle citt&agrave;&nbsp;e, quando sceglie i paesi, ha sempre cura che siano comodi e pianeggianti. Nessuno vuole stare nei luoghi pi&ugrave;&nbsp;impervi, quelli dove gli inverni sono lunghi e non passa nessuno.<\/font><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">L&#039;Appennino &egrave;&nbsp;l&#039;Italia che avevamo e che rischiamo di perdere per sempre. La gente ci ha vissuto per millenni consumando quel poco che bastava a sostentarsi. Penso all&#039;Appennino come alla vera cassaforte dei paesi, una cassaforte piena di monete fuoricorso. Ci sono zone in cui il paesaggio &egrave;&nbsp;ancora incontaminato ed &egrave;&nbsp;come deve essere: solitario e sprecato.<\/span><\/span><br \/>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">Cosa augurarsi per queste terre? Pi&ugrave;&nbsp;che chiedere politiche d&#039;incentivazione, verrebbe voglia di incentivare l&#039;esodo, in maniera tale che tornino le selve, che la natura riassorba le folli smanie cementizie che non hanno edificato niente di bello e che non hanno portato reddito.<\/span><\/span><br \/>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">Una nazione con un filo di montagne disposto in tutta la sua lunghezza dovrebbe ricordarsi pi&ugrave;&nbsp;spesso di questa sua geografia. Io credo che sia arrivato il tempo di considerare l&#039;Appennino come il luogo in cui si raccoglie la forza del passato e quella del nostro futuro.<\/span><\/span><br \/>\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:12px\"><span style=\"font-family:georgia,serif\">Dalla Liguria alla Calabria, adesso, &egrave;&nbsp;tutta una storia di frane e spopolamento, di vecchi dismessi e di scuole che chiudono, di paesi allungati, spezzati, deformati. E&#039; una storia che non esiste perch&eacute;&nbsp;non fa notizia.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Arminio &egrave; nato e vive a Bisaccia, in Irpinia. Scrittore e &ldquo;paesologo&rdquo; (si veda per questa definizione il blog comunitaprovvisorie.wordpress.com), ha pubblicato diverse opere, fra cui Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza, 2008) e Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010). Il testo che segue&nbsp;&egrave; tratto da Terracarne. 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