{"id":11733,"date":"2014-07-21T11:05:39","date_gmt":"2014-07-21T11:05:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11733"},"modified":"2014-07-21T11:05:39","modified_gmt":"2014-07-21T11:05:39","slug":"nord-e-sud-sfatiamo-alcuni-recenti-miti-la-questione-meridionale-si-affronta-applicando-la-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11733","title":{"rendered":"Nord e sud, sfatiamo alcuni recenti miti: la questione meridionale si affronta applicando la Costituzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">GRAFICO: Il divario nei 150 anni di storia d&rsquo;Italia. Andamento del PIL pro-capite del Mezzogiorno in percentuale del Centro-Nord.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1911730_612035982220483_4558139829392923867_n.jpg\" rel=\"\" style=\"\" target=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"1911730_612035982220483_4558139829392923867_n\" class=\"size-full wp-image-11735 aligncenter\" height=\"494\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1911730_612035982220483_4558139829392923867_n.jpg\" style=\"\" title=\"\" width=\"720\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1911730_612035982220483_4558139829392923867_n.jpg 720w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1911730_612035982220483_4558139829392923867_n-300x206.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">Fonte: L. Bianchi, D. Miotti, R. Padovani, G. Pellegrini, G. Provenzano, <i>150 anni di crescita, 150 anni di divari: sviluppo, trasformazioni, politiche<\/i>, in &ldquo;<i>Rivista Economica del Mezzogiorno<\/i>&rdquo;, <span style=\"font-style: normal;\">XXV, n. 3<\/span>, 2011, p. 452.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">Un&#39;ampia e chiara disamina delle varie tesi sulla situazione economica iniziale nel sud e nel nord e sulle ragioni della caudata del pil <i>pro-capite<\/i> del sud rispetto al nord si trova in <a href=\"http:\/\/www.academia.edu\/1530980\/Il_divario_Nord-Sud_dalle_origini_a_oggi._Evoluzione_storica_e_profili_economici\">questo articolo<\/a>.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p align=\"CENTER\" style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t***\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">Dal grafico si traggono, piuttosto agevolmente, alcune osservazioni.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>1.<\/b> L&#39;unificazione non arricch&igrave;, mediamente, i cittadini del nord a scapito dei cittadini del sud. Infatti in 28 anni il pil <i>pro-capite<\/i> del Mezzogiorno aveva perso soltanto 4 punti in percentuale rispetto a quello del nord; e in venti anni meno del 2%.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>2<\/b>. Pertanto, la grande crisi agraria, o &ldquo;grande depressione&rdquo; o se si vuole grande deflazione (1873-1895) colp&igrave; a lungo, salvo gli ultimi sei anni, in modo pressoch&eacute; identico, sia il sud che il nord; e infatti gener&ograve; emigrazioni di massa (parliamo di milioni di persone) dal Veneto, dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Mezzogiorno, dalla Francia e da molti altri stati nazionali.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">Dunque, oltre che infondata, &egrave; chiaramente tendenziosa e in mala fede la tesi che pretende di attribuire la causa dell&#39;emigrazione meridionale post unitaria alla conquista del Regno delle Due Sicilie, senza nemmeno citare la grande crisi agraria. Quale pu&ograve; essere il livello dell&#39;indagine storica di chi osa far derivare l&#39;emigrazione del sud dall&#39;unificazione d&#39;Italia, senza nemmeno citare la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Grande_depressione_%281873-1895%29\">grande crisi agraria<\/a>?<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p>\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>3.<\/b> Il tracollo del pil <i>pro capite<\/i> del sud rispetto a quello del nord si ha negli anni 1889-1936, dunque in anni in cui in Italia operarono a lungo (fino al 1926) sei banche di emissione. Si legge nel sito della banca d&#39;Italia: : &quot;<i>Al Nord la Banca Nazionale nel Regno d&#39;Italia (che veniva dalla fusione fra la Banca di Genova e la Banca di Torino); al Centro la Banca Nazionale Toscana, affiancata nel 1863 dalla Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d&#39;Italia; al Sud il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Quando, dopo l&#39;annessione di Roma nel 1870, la Banca degli Stati pontifici divenne Banca Romana, gli istituti di emissione diventarono sei. Tutte le banche menzionate emettevano biglietti in lire convertibili in oro, e operavano <\/i><i><b>in concorrenza<\/b><\/i><i> fra loro. Due di esse erano pubbliche, Banco di Napoli e Banco di Sicilia, le altre private, ma vigilate dallo Stato. Il corso forzoso (cio&egrave; la non convertibilit&agrave;), imposto nel 1866, fece in modo che la circolazione di moneta cartacea superasse quella metallica. Nel 1874 fu varata la prima legge organica dello Stato italiano sull&rsquo;emissione cartacea: indicando espressamente i sei istituti autorizzati, essa introdusse un oligopolio legalizzato e regolato. Non si realizz&ograve; dunque una banca unica, soprattutto per la forza degli interessi regionali che non volevano privarsi di una banca di emissione locale<\/i>&quot;.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\">Ne deriva che <b>le <\/b>(ultimamente)<b> frequenti analogie tra l&#39;unificazione italiana e l&#39;Unione europea sono false e assurde<\/b>. Prima di avere una banca di emissione unica e quindi una moneta veramente unica trascorsero 66 anni di unione politica, con codici, leggi amministrative nazionali, diritto pubblico nazionale, amministrazione nazionale ed un esercito nazionale che eroicamente concorse a distruggere un impero dinastico, sopportando circa 600.000 morti.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>4.<\/b> Il tracollo del pil <i>pro capite<\/i> del sud rispetto a quello del nord non fu arrestato nemmeno dall&#39;introduzione del monopolio della banca d&#39;Italia nell&#39;emissione di moneta, introduzione che avvenne nel 1926.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>5.<\/b> Negli anni 1936-1951 il pil <i>pro capite<\/i> del mezzogiorno continu&ograve; a diminuire in rapporto a quello del nord ma in misura minore che nel quarantennio precedente.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">\n\t<span style=\"font-size:14px;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><b>6.<\/b> Gli anni d&#39;oro del pil <i>pro-capite<\/i> del sud sono stati gli anni 1959-1974, e a rigore gli anni 1959-1983 (se si esclude il particolare crollo che il pil <i>pro capite<\/i> del sud ebbe nel 1975), ossia proprio gli anni dell&#39;<strong>intervento straordinario<\/strong>, anni in cui maggiori furono l&#39;attuazione della Costituzione economica e l&#39;intervento pubblico nell&#39;economia, che &egrave; tutt&#39;uno con la prima.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GRAFICO: Il divario nei 150 anni di storia d&rsquo;Italia. 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