{"id":11769,"date":"2014-07-25T21:57:35","date_gmt":"2014-07-25T21:57:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=11769"},"modified":"2014-07-25T21:57:35","modified_gmt":"2014-07-25T21:57:35","slug":"generazione-anni-40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=11769","title":{"rendered":"GENERAZIONE ANNI 40"},"content":{"rendered":"<p>\n\tGiorni fa, commentando un post dell&rsquo;ottimo <a href=\"http:\/\/egodellarete.blogspot.it\/2014\/06\/lovetto-di-colombo.html\">Fiorenzo<\/a>, mi sono ritrovato a pensare a quella generazione di italiani nati durante l&rsquo;ultima guerra.\n<\/p>\n<p>\n\tQuelli che hanno vissuto in prima persona il boom economico, che si sposavano a 20 anni, che si sistemavano per la vita al primo contratto di lavoro. Che compravano la macchina, la televisione, il frigorifero con le cambiali. Che compravano casa prima di qualsiasi altro cittadino europeo.\n<\/p>\n<p>\n\tQuelli che vedevano il futuro come un&rsquo;opportunit&agrave;, insomma.\n<\/p>\n<p>\n\tEcco, pensavo, queste sono le persone a cui andare a chiedere consiglio e con le quali schierarsi in prima linea contro il nuovo stato sociale che ha cancellato le speranze di un futuro migliore per le nuove generazioni.\n<\/p>\n<p>\n\tIn fondo &egrave; a loro che i &ldquo;poteri forti&rdquo; hanno messo le mani nelle tasche. Quelli ai quali viene portato via quel surplus di benessere, faticosamente costruito per essere tramandato alle generazioni successive. Noi siamo solo i fortunati fruitori delle loro decennali fatiche spese per evolvere il paese dallo stato di indigenza postbellico.\n<\/p>\n<p>\n\tSe l&rsquo;Italia &egrave; stata la quinta potenza industriale mondiale negli anni 70 lo dobbiamo fondamentalmente a loro.\n<\/p>\n<p>\n\tE immaginavo che per questo fossero solidali con chi, come noi, questa distruzione del paese, del LORO paese, la vuole fermare.\n<\/p>\n<p>\n\tE invece.\n<\/p>\n<p>\n\tSolidali lo sono, certo, ma al nuovo apparato economico e sociale. Tutti convinti che per l&rsquo;abitante del belpaese ci sia bisogno del vincolo esterno, di un severo ed autoritario precettore che educhi l&rsquo;italiano. Italiano nel quale loro ovviamente non si identificano, figure contrapposte appartenenti a mondi diversi.\n<\/p>\n<p>\n\tOra, io non ho la cultura per addentrarmi in un&rsquo;analisi sociologica, ma una spiegazione minimamente razionale ci deve essere per questa evidente incongruenza storico-sociale.\n<\/p>\n<p>\n\tMa come? Tu che hai fatto l&rsquo;Italia quando l&rsquo;Italia stessa era, perdonatemi l&rsquo;eccesso, libera economicamente e politicamente, mi vieni a dire che adesso c&rsquo;&egrave; bisogno di un potere esterno disciplinante perch&eacute; l&rsquo;italiano non &egrave; capace di gestirsi da solo?\n<\/p>\n<p>\n\tConsideri l&rsquo;italiano d&rsquo;oggi diverso da quello che eri tu un tempo? Pi&ugrave; menefreghista, lazzarone, opportunista? Eppure l&rsquo;Italia l&rsquo;hai fatta tu, i frutti che oggi cogliamo nascono dalla tua semina. Non puoi escluderti dalle responsabilit&agrave; della creazione dell&rsquo;attuale stato di cose.\n<\/p>\n<p>\n\tTroppo facile dare per questo la colpa ai politici corrotti che rubano, perch&eacute; le mazzette giravano anche negli anni 50 e 60. Perch&eacute; nonostante ci&ograve; la tua generazione ha prosperato economicamente risparmiando fino a meritarsi il titolo di &ldquo;formichina europea&rdquo;. I politici di oggi sono i nipoti dei politici del tuo tempo, caro nonno.\n<\/p>\n<p>\n\tIo posso immaginare che la paura di perdere quello che si &egrave; conquistato, in questo tempo che non da sicurezze ma alimenta paure, induca la gente a isolarsi, a difendere il proprio territorio solidarizzando con il sistema attuale nella speranza che il proprio benessere si perpetui.\n<\/p>\n<p>\n\tForse &egrave; nella natura umana l&rsquo;istinto di schierarsi con il pi&ugrave; forte, con il dominatore del tempo presente, per salvaguardare i propri interessi a discapito anche di quelli dei propri fratelli.\n<\/p>\n<p>\n\tE posso anche comprendere che arrivato a settant&rsquo;anni uno non abbia pi&ugrave; voglia di stravolgere la propria vita, i propri valori per perseguire idee reazionarie e destabilizzanti. A quell&rsquo;et&agrave; si ha voglia di pace, serenit&agrave; e tranquillit&agrave; circondato dall&rsquo;affetto dei propri cari.\n<\/p>\n<p>\n\tMa nessuno ti chiede questo, caro nonno.\n<\/p>\n<p>\n\tNessuno ti vuole sulle barricate. A quello ci pensiamo noi giovani.\n<\/p>\n<p>\n\tA te chiediamo di essere una guida spirituale, quel tramite fisico tra i padri Costituenti e la nostra generazione.\n<\/p>\n<p>\n\tPerch&eacute; &egrave; a te che Calamandrei parlava della Costituzione&nbsp;nel 1955, non a noi che non eravamo ancora nati. E&rsquo; a te che chiedeva di difenderla.\n<\/p>\n<p>\n\tTu eri il giovane a cui &egrave; stata affidata. Tu ne hai attinto a piene mani evolvendo il tuo presente in un futuro migliore. E a te che sono state aperte le porte democratiche di uno stato sociale migliore e migliorabile.\n<\/p>\n<p>\n\tTu ne hai goduto i frutti e adesso reggi la scure del nemico che sta tagliando l&rsquo;albero?\n<\/p>\n<p>\n\tLa responsabilit&agrave; di questo autorazzismo delle generazioni che ti sono succedute &egrave; colpa tua. Che non ti sei accorto in che Paese sei cresciuto e che non lo hai saputo raccontare ai tuoi figli. Faticare sui libri per comprendere la grandezza di quello che era il proprio paese da parte dei giovani d&rsquo;oggi, quelli che hanno la coscienza, la volont&agrave;, la grandezza e la pazzia di farlo, &egrave; una tua sconfitta, caro nonno.\n<\/p>\n<p>\n\tNon hai saputo perpetuare quelle basi democratiche che ti hanno fatto grande, non le hai capite, le hai considerate ovvie, banali, semplici.\n<\/p>\n<p>\n\tE hai sbagliato.\n<\/p>\n<p>\n\tNon potrai dunque lamentarti se gli stessi personaggi che tuo padre ha combattuto si sveleranno e verranno a prendere quello che hai conquistato.\n<\/p>\n<p>\n\tNon potrai stupirti scoprendo che chi stai spalleggiando adesso &egrave; lo stesso che ti costringeva in cantina in attesa che si esaurisse il fuoco della guerra quando avevi i pantaloni corti.\n<\/p>\n<p>\n\tSoprattutto non sentirti mortificato se sar&agrave; tuo nipote a insegnarti la tua storia, il tuo passato ed il tuo presente.\n<\/p>\n<p>\n\tE l&rsquo;amore per te ed il tuo paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni fa, commentando un post dell&rsquo;ottimo Fiorenzo, mi sono ritrovato a pensare a quella generazione di italiani nati durante l&rsquo;ultima guerra. 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