{"id":12027,"date":"2014-09-13T08:00:46","date_gmt":"2014-09-13T08:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=12027"},"modified":"2014-09-13T08:00:46","modified_gmt":"2014-09-13T08:00:46","slug":"si-salvi-chi-puo-ma-sopratutto-chi-vuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=12027","title":{"rendered":"Si salvi chi pu\u00f2 ma sopratutto chi vuole"},"content":{"rendered":"<p>Cari italiani, compatrioti, come state?<br \/>\nNon credo troppo bene e chi pi\u00f9 chi meno sa di cosa parlo, se non altro per il costante bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti: la CRISI.<br \/>\nMa tra me e voi, onestamente, ci state capendo qualcosa?<br \/>\nConcediamoci un aiutino:<\/p>\n<p>\u201cIl perseguimento dell\u2019unione monetaria con forte anticipo sull\u2019integrazione delle economie pu\u00f2 danneggiare alcune di esse e non consente una distribuzione fra i paesi membri dei vantaggi e degli svantaggi connessi con il processo di unificazione. L\u2019integrazione riguarda i fattori produttivi, le istituzioni in cui tali fattori sono organizzati, le norme che ne regolano e ne promuovono la circolazione, i prelievi fiscali e previdenziali, i trasferimenti di reddito compensativi. Senza l\u2019integrazione delle economie, la rinuncia dei paesi membri all\u2019uso autonomo del tasso di cambio e degli altri strumenti di politica monetaria pu\u00f2 danneggiare alcuni di essi\u201d.<br \/>\n(Guido Carli, Considerazioni finali del governatore della Banca d\u2019Italia, 1971)<\/p>\n<p>\u201cLa critica pi\u00f9 seria all\u2019Unione monetaria \u00e8 che, abolendo gli aggiustamenti del tasso di cambio, trasferisce al mercato del lavoro il compito di adeguare la competitivit\u00e0 e i prezzi relativi.<br \/>\n(\u2026)Diventeranno preponderanti recessione, disoccupazione e pressioni sulla Bce affinch\u00e9 inflazioni l\u2019economia.<br \/>\nUna volta entrata l\u2019Italia, con una valuta sopravvalutata, si trover\u00e0 di nuovo alle corde, come nel 1992, quando venne attaccata la lira\u201d.<br \/>\n(Rudiger Dornbusch, economista del MIT, Foreign Affairs, 1996)<\/p>\n<p>\u201cSi presenta l\u2019Europa come una sorta di paradiso terrestre, ma per noi nella migliore delle ipotesi sar\u00e0 un limbo e nella peggiore un inferno. Bisogna riflettere su ci\u00f2 che si sta facendo: la cosa pi\u00f9 ragionevole sarebbe stato richiedere e anzi pretendere, essendo noi un grande paese, la rinegoziazione dei parametri di Maastricht\u201d.<br \/>\n(Bettino Craxi, intervista del 1997)<\/p>\n<p>\u201cInvece di favorire l\u2019armonia intra-Europea e la pace globale, \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che il passaggio all\u2019unione monetaria e l\u2019integrazione politica che ne conseguir\u00e0 conduca a un aumento dei conflitti all\u2019interno dell\u2019Europa.<br \/>\n(&#8230;)Le aspirazioni francesi all\u2019uguaglianza e quelle tedesche all\u2019egemonia non sono compatibili: gli effetti economici avversi di una moneta unica controbilancerebbero abbondantemente qualsiasi guadagno che si otterrebbe dalla facilitazione del commercio\u201d.<br \/>\n(Martin Feldstein, professore ad Harvard, Foreign Affairs,1997)<\/p>\n<p>\u201cMuovere verso una compiuta unione monetaria dell\u2019Europa \u00e8 come mettere il carro davanti ai buoi. Uno shock importante provocherebbe una pressione insopportabile all\u2019interno dell\u2019Unione, data la scarsa mobilit\u00e0 del lavoro, l\u2019inadeguata redistribuzione fiscale e l\u2019atteggiamento della Bce, che vorrebbe probabilmente perseguire una politica monetaria restrittiva per mantenere l\u2019euro forte quanto il dollaro. Questa \u00e8 certamente la ricetta per notevoli problemi futuri\u201d.<br \/>\n(Dominick Salvatore, economista della Fordham University di New York, American economic review, 1997)<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Unione monetaria non \u00e8 stata progettata per fare tutti contenti. \u00c8 stata progettata per mantenere contenta la Germania, per offrire quella severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorr\u00e0 in futuro\u201d.<br \/>\n(Paul Krugman, professore a Princeton, premio Nobel per l\u2019economia, Fortune, 1998)<\/p>\n<p>Come potete notare, capire quello che succede \u00e8 il primo passo per poter realmente porre fine ad un percorso di sofferenze inutili ed \u00e8 per questo che, se ci fate caso, pi\u00f9 di qualcuno ce la mette tutta affinch\u00e9 ci\u00f2 non accada.<\/p>\n<p>&#8220;Dichiarare il mondo intrasformabile \u00e8 il primo passo da compiere per renderlo effettivamente tale&#8221;.<br \/>\n(Diego Fusaro)<\/p>\n<p>La Storia ci insegna che certe dinamiche si sono pi\u00f9 volte riproposte e, quando si parla della necessit\u00e0 di smantellare l&#8217;eurozona, non si tratta di voler tornare indietro ma di voler ancora una volta andare avanti.<br \/>\nMa volete sul serio lasciar  decidere qualcun altro della vostra vita?<br \/>\nAttenzione, perch\u00e9 &#8220;gli interessati tutori imprigionano i vili e i pigri in una \u00abcarrozzina da bambini\u00bb paventando loro i rischi che si corrono a voler camminare da soli. Non s&#8217;impara a camminare senza cadere, ma questo li terrorizza, per cui rimarranno infanti per tutta la loro vita&#8221;.<br \/>\nVolete reimparare ad autogestirvi nell&#8217;interesse della vostra comunit\u00e0 o preferite rimanere in uno stato di minorit\u00e0 prendendo ordini da chi di certo non ha a cuore il vostro benessere ma solo il proprio tornaconto?<br \/>\n&#8220;Minorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso \u00e8 questa minorit\u00e0, se la causa di essa non dipende da difetto d&#8217;intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e di coraggio. Sapere aude!\u00a0Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!&#8221;.<br \/>\nCerto! Perch\u00e9 il problema \u00e8 tutto qua!<br \/>\nCosa volete fare della vostra vita?<br \/>\nProviamo a chiederlo a Francesco Neri, una persona che ha deciso coraggiosamente di fare uso del proprio intelletto, di non arrendersi, di informarsi, di guardarsi intorno e provare a fare qualcosa senza restare con le mani in mano.<\/p>\n<p>Ciao Francesco&#8230;<\/p>\n<p>Cosa pensi dell&#8217;attuale situazione socio-economica europea?<\/p>\n<p>La situazione attuale \u00e8 stata disegnata a tavolino per rovinarci e riuscir\u00e0 in questo intento a meno di un netto cambio di direzione. La speculazione mondiale ha in mano tra conti alle cayman e fondi edge, 100 volte il pil mondiale. Chiaro che i soldi non interessano pi\u00f9 loro: ne fabbricano quanti ne vogliono. Vogliono tutto il resto. E per averlo devono costringerci a vender loro tutto: si chiamano privatizzazioni.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la tua esperienza personale?<\/p>\n<p>La mia esperienza personale di agente di commercio nel settore dell&#8217;audio professionale parla di ricavi in calo del 50% e di utili in calo del 100%. Spariti.  Autonomia scarsissima per quasi tutti gli attori del mio comparto.<\/p>\n<p>Pensi che il nostro paese possa trovare la forza di risollevarsi continuando su questa strada?<\/p>\n<p>Che il paese possa farcela continuando su questa strada \u00e8 da considerarsi un&#8217;ipotesi risibile. L&#8217;aumento del debito, il crollo del Pil e a breve di tutte le entrate fiscali non pu\u00f2 che implodere e infiammarsi. Il Fiscal Compact avr\u00e0 il benefico effetto esitinguente della benzina buttata a litri su un fuoco al fine di spegnerlo. D&#8217;altronde per un economia l&#8217;emissione \u00e8 l&#8217;acceleratore, le tasse il freno. Ogni volta che freniamo, aumentando le tasse, ci stupiamo (cio\u00e8 , fanno finta di stupirsi) che il risultato sia il rallentare. Quando facevo il manovale, molti anni fa girava una battuta: &#8220;strano, son tre volte che taglio questa palanca, ed \u00e8 ancora corta!&#8221; Ecco. Questo \u00e8 Padoan, e prima di lui Letta, prima ancora Monti, ecc.ecc.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la tua proposta per provare se non altro a resistere in attesa che la situazione maturi ma che nel contempo possa cominciare a promuovere un cambio di paradigma?<\/p>\n<p>Il nostro progetto, teorico nella presentazione, ma subito fattuale nella realizzazione, \u00e8 la rinascita delle economie locali. Completamente slegate idealmente dagli scambi monetari. Produzione a bassissimo costo e impatto zero di cibo ed energia destinate al consumo in loco e destinate allo scambio solo per quanto riguarda le eccedenze. Poi produrremo tutto il resto: detersivi, rimedi officinali, abiti, macchinari, pannelli FV, motori sterling , stufe a razzo, ecc. Basi informatiche per lo scambio di ogni bene, tempo incluso. A seguire l&#8217;istituzione di corrispettivi locali della moneta faciliter\u00e0 enormemente gli scambi di beni e servizi. Il nostro nemico, anche filosofico, \u00e8 la monetarizzazione del mondo. Noi dobbiamo ritornare a considerare l&#8217;Uomo e l&#8217;Ambiente come valori supremi, tutto il resto subordinato ad essi.  Demonetarizzare il mondo, partendo dai territori singoli.  Pensare globale e agire locale.<\/p>\n<p>Come \u00e8 nata questa idea? E sopratutto \u00e8 realmente fattibile? Come riuscire a renderla tale?<\/p>\n<p>Io ero stupefatto, e lo sono ancora, dalla incredibile propensione degli italiani a interessarsi all&#8217;ininfluente; basito di quanto siano morbosamente attratti dall&#8217;inessenziale con conseguente ignoranza abissale di tutto ci\u00f2 che conta. Deprivati volontariamente dei pi\u00f9 basici strumenti di decodifica della realt\u00e0. Mezzo libro l&#8217;anno in media e 5,5 ore di TV al giorno dicono tutto. Tirature dei quotidiani bassissime con il corriere dello sport comunque primo. Allora, capito che guerra ci era stata dichiarata, ma con modalit\u00e0 inusitate, ho studiato macroeconomia, per 3 anni. Ho fatto quindi una conferenza sull&#8217;argomento, dopo aver, sopratutto, imparato a spiegare le cose in maniera eccezionalmente semplificata. Da cosa nasce cosa e la terza conferenza \u00e8 stata sulla permacultura, di cui, fino a sei mesi fa, sapevo poco e nulla. La prima volta che ho sentito cos&#8217;\u00e8 la permacultura, si \u00e8 inserita la chiave di volta di un progetto che a questo punto copre tutto lo spettro, quantomeno le urgenze. Ma c&#8217;\u00e8 una cosa importantissima da tenere in considerazione: se alla gente parli e basta vieni soverchiato, annichilito dalle armi di distrazione di massa. Se invece fai le cose insieme, se sudi insieme, vengono dalla tua parte, capiscono tutto. Diventano convinti e quindi convincenti. Informati e quindi informatori. Consapevoli e quindi spargitori di consapevolezza. Non c&#8217;\u00e8 davvero altra strada. A mio avviso.<\/p>\n<p>Che dire&#8230; un in bocca a lupo a Francesco ma anche a noi tutti.<br \/>\nSi avvicinano tempi sempre pi\u00f9 duri e, nella speranza che nasca una nuova classe dirigente da un popolo e per un popolo che abbia il coraggio di riprendere in mano le redini della proprio destino, cerchiamo se non altro di rimanere uniti e fare fronte comune. Questa la ricetta per superare il freddo inverno eurocratico.<\/p>\n<p>Sempre che lo vogliate!<\/p>\n<p>\u201cVotare \u00e8 facile e utile in misura marginale, ma non sostituisce pienamente la democrazia, che richiede un\u2019azione diretta da parte di cittadini impegnati\u201d.<br \/>\n(Howard Zinn)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari italiani, compatrioti, come state? Non credo troppo bene e chi pi\u00f9 chi meno sa di cosa parlo, se non altro per il costante bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti: la CRISI. Ma tra me e voi, onestamente, ci state capendo qualcosa? 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