{"id":1210,"date":"2010-02-12T11:34:46","date_gmt":"2010-02-12T10:34:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1210"},"modified":"2010-02-12T11:34:46","modified_gmt":"2010-02-12T10:34:46","slug":"la-liberta-del-pensiero-unico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1210","title":{"rendered":"La libert\u00e0 del pensiero unico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\">di <strong>Massimiliano Viviani<\/strong><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\">fonte <a href=\"http:\/\/www.giornaledelribelle.com\">giornaledelribelle<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\">L&#39;epoca moderna &egrave; l&#39;epoca della libert&agrave;. Tale principio &egrave; stato enfaticamente espresso dall&#39;Illuminismo e dai rivoluzionari francesi, e pi&ugrave; recentemente ancora ripreso dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell&#39;uomo dopo la Seconda Guerra Mondiale. <\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font face=\"Verdana\">La libert&agrave; informa ogni aspetto della nostra vita: dalla libert&agrave; di azione e di movimento alla libert&agrave; di pensiero, di espressione e di associazione, siamo obiettivamente partecipi di una molteplicit&agrave; di possibilit&agrave; e di scelte che in passato non potevano neppure immaginare. Questo &egrave; un dato oggettivo incontestabile, uno dei pilastri su cui i sostenitori della modernit&agrave; fondano la loro difesa contro i suoi detrattori. Tuttavia vi &egrave; nell&#39;uomo moderno un disagio e un&#39;inquietudine che con tale libert&agrave; non si accordano bene: se fosse questa davvero <strong>l&#39;era della libert&agrave; finalmente conquistata<\/strong> -o meglio, <em>delle <\/em>libert&agrave; come si dice talvolta- ben altra dovrebbe essere la soddisfazione dell&#39;uomo contemporaneo. In effetti la sensazione che si respira nella vita di oggi &egrave; quella di una schiavit&ugrave; sottile, impercettibile, impalpabile, che non risparmia neppure gli uomini pi&ugrave; inseriti nel meccanismo, ma che non si riesce bene a identificare.<\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">Quando si sostiene che nella modernit&agrave; da una parte c&#39;&egrave; una libert&agrave; diffusa di azione e di pensiero, ma dall&#39;altra &egrave; in atto un processo di omologazione planetario e di appiattimento delle coscienze, sembra di stare di fronte ad una contraddizione. Ma non &egrave; cos&igrave;, perch&egrave; libert&agrave; e omologazione sono entrambi espressione di quel fenomeno tipicamente moderno chiamato totalitarismo. Per comprendere ci&ograve;, &egrave; utile capire la differenza <strong>tra pensiero dominante e pensiero unico<\/strong>, laddove il primo &egrave; caratteristico delle realt&agrave; tradizionali, il secondo dell&#39;epoca moderna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">In ogni societ&agrave; tradizionale c&#39;&egrave; sempre stata una forma di pensiero con la quale tutte le altre forme si dovevano confrontare e sulla quale si misuravano. Ci&ograve; significava che ogni altra visione delle cose e del mondo doveva evitare di porsi esplicitamente in contrasto con tale pensiero dominante. Di fatto, <em>la diversit&agrave; di pensiero veniva accettata come naturale<\/em>. Non vi era la volont&agrave; di cancellare tali diversit&agrave;. C&#39;era solo la preoccupazione che una naturale pluralit&agrave; di vedute non si trasformasse in un caos o che non minasse l&#39;ordine costituito e l&#39;autorit&agrave; politica. In fondo, tale impianto era il medesimo della struttura feudale della societ&agrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">Caratteristico della modernit&agrave; invece &egrave; il pensiero unico, ossia un <strong>controllo complessivo dell&#39;individuo e della societ&agrave; finalizzato all&#39;eliminazione di ogni forma di diversit&agrave;<\/strong>, controllo portato <em>dall&#39;esterno<\/em> nei regimi dittatoriali (comunismo, fascismo, nazismo) ma meglio ancora <em>dall&#39;interno<\/em> attraverso la manipolazione delle menti come accade nella liberal-democrazia in cui viviamo. Quest&#39;ultima forma di controllo &egrave; davvero &quot;all&#39;avanguardia&quot; rispetto a quella caratteristica delle vecchie dittature del Novecento: la liberal-democrazia infatti agisce direttamente sul pensiero e sui desideri inconsci dell&#39;uomo e non sull&#39;azione esterna, e quindi &egrave; molto pi&ugrave; pervasiva ed efficace, perch&egrave; non elimina le dissidenze con la repressione, ma fa in modo che sia l&#39;individuo stesso a richiedere di conformarsi &quot;naturalmente&quot; e &quot;liberamente&quot; ad un modello unico &#8211;<em>esclusivamente materiale<\/em>&#8211; che viene presentato come sommamente attraente e vantaggioso per tutti. Chi rifiuta questo modello perch&egrave; ne percepisce la perversit&agrave;, &egrave; tagliato fuori, &egrave; un emarginato, un paria. Pu&ograve; in teoria pensare quello che vuole e propagandare ogni alternativa di pensero, ma di fatto &egrave; lui stesso che spesso richiede di adeguarsi al modello unico, se non ha la forza di affrontare la solitudine e l&#39;incomprensione che inevitabilmente lo accompagnerebbero fuori da detto modello.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">Il pensiero unico delle societ&agrave; liberal-democratiche risiede quindi proprio nel modo di pensare privato, prima ancora che nella sua espressione pubblica: <strong>se non si &egrave; convinti dentro di s&egrave; della verit&agrave; del pensiero unico, si &egrave; emarginati<\/strong>. Non si pu&ograve; fingere con se stessi: bisogna autoconvincersi ogni giorno di stare vivendo nel migliore dei mondi possibili per riuscire a rimanere a galla! E se restano delle diversit&agrave; nella cosiddetta &quot;societ&agrave; aperta&quot;, come la definiva Popper, &egrave; solo perch&egrave; esse sono finte libert&agrave; e false scelte: sono piatti gi&agrave; preconfezionati dal meccanismo sociale, pluralit&agrave; che non intaccano le sue fondamenta perverse.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">Omologazione e libert&agrave; moderna -che parrebbero in contraddizione- sono quindi aspetti speculari di un unico totalitarismo. E&#39; stato infatti proprio il totalitarismo di matrice economicista a ridurre la libert&agrave; esclusivamente al suo aspetto materiale, a farla diventare pura azione individuale. E&#39; stato proprio togliendo senso alla libert&agrave; stessa, che essa ha potuto esprimersi svuotata in ogni campo come mai aveva fatto nella storia, mentre l&#39;economia dettava ovunque la legge materiale del denaro e del possesso di beni. Se la libert&agrave; avesse ancora un valore reale, <strong>essa come tutte le cose sarebbe limitata<\/strong>. Avrebbe un inizio e una fine. Avrebbe un ambito, dei riferimenti e persino delle censure. Essendo privata di senso, si pu&ograve; dire tutto perch&egrave; tutto non ha e non abbia pi&ugrave; valore. Si pu&ograve; fare tutto, si pu&ograve; andare ovunque e si abolisce ogni limite perch&egrave; si annulla il valore delle cose, dato che solo il confine d&agrave; un valore alle cose del mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: verdana; font-size: 9pt\">Tale falsa libert&agrave; &egrave; in realt&agrave; una dissoluzione, una inorganicit&agrave; che mira alla creazione di un amorfo universale e si esprime abbattendo ogni regola, ogni riferimento, ogni misura, lasciando solo la libert&agrave; del vuoto e del nulla.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Viviani fonte giornaledelribelle L&#39;epoca moderna &egrave; l&#39;epoca della libert&agrave;. Tale principio &egrave; stato enfaticamente espresso dall&#39;Illuminismo e dai rivoluzionari francesi, e pi&ugrave; recentemente ancora ripreso dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell&#39;uomo dopo la Seconda Guerra Mondiale. 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